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domenica 24 marzo 2013

Da BHL ad Al Qaradawi: la resa dei conti è vicina?

Pubblicato il: 8 marzo, 2013

Da BHL ad Al Qaradawi: la resa dei conti è vicina?

di Ali Reza Jalali

Gli amici di IRIB ITALIA, in un recente articolo hanno messo in luce l’atteggiamento di alcuni media italiani, nel dare voce a personaggi come Bernard Henri Levy, noto affarista francese, personaggio di spicco della lobby sionista transalpina, e sostenitore delle primavere arabe; famosi i suoi interventi in Libia dopo la caduta del colonnello Muammar Gheddafi, per non dire della sua campagna contro la Siria di Bashar Assad.

venerdì 22 febbraio 2013

Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi

Un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya
Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi
Il Colonnello Muammar Gheddafi simboleggia molte cose per molte differenti persone nel mondo. Che si ami o si odi il leader libico, sotto di lui la Libia si è trasformata da uno dei paesi più poveri sulla faccia della terra al paese con i migliori standard di vita in Africa.
5 novembre 2011
Per usare le parole del professor Henri Habibi:
“Quando la Libia ottenne la sua indipendenza dalle Nazioni Unite il 24 dicembre 1951, fu descritta come una delle nazioni più povere e maggiormente arretrate del mondo. La popolazione all’epoca non superava 1,5 milioni di abitanti, era analfabeta per oltre il 90% e non aveva esperienza politica o di know-how. Non c’erano università e solo un numero limitato di scuole secondarie che erano state istituite sette anni prima dell’indipendenza” [1].
Gheddafi aveva molti grandi progetti. Molti di questi erano di natura pan-africana, inclusa la formazione degli Stati Uniti d’Africa.

domenica 17 febbraio 2013

L’Algeria, un osso nella gola di BHL!

L’Algeria, un osso nella gola di BHL!Bernard-Henri Lévy, affarista, scrittore alla moda e mediocre filosofo, crede di essere uno stratega politico o addirittura militare. Questa mosca cocchiera della diplomazia francese nel periodo della crisi libica ha dichiarato a Marsiglia, nel corso di un convegno su “La guerra d’Algeria… cinquant’anni dopo”: “L’Algeria non è né un paese arabo né un paese musulmano, ma è, sul piano culturale, un paese ebraico e francese”. Ed ha aggiunto che “l’Algeria conoscerà anch’essa una primavera araba”.

venerdì 25 gennaio 2013

L’intervento in Libia e la negazione della legalità internazionale.

  • L’intervento in Libia e la negazione della legalità internazionale.
    Un ritorno alla pseudo “moralità internazionale” del XIX secolo
[07.01.2012] (trad. di Levred per GilGuySparks)
L’Europa è ormai l’unica forza capace di realizzare un progetto di civiltà (…) Gli Stati Uniti e Cina hanno già iniziato la conquista dell’Africa. Quanto tempo aspetta l’Europa a costruire l’Africa di domani?
Nicolas Sarkozy, 2007.
Gli insorti libici meritano il sostegno di tutti i democratici.
Bernard-Henri Lévy, 2011.
Quando un popolo perde la propria indipendenza dall’esterno, non mantiene per molto la propria democrazia all’interno.
Régis Debray, 1987.
Le potenze occidentali invocano una vaga “morale” internazionale, simile a quella che prevalse nel XIX secolo, mentre ignorano il diritto internazionale che considerano, semmai, un semplice insieme di procedure.
Questa “morale”, prodotto surrogato occidentalista, è in perfetta armonia con la flagrante violazione dei principi fondamentali che costituiscono il nucleo della Carta delle Nazioni Unite, e con un chiaro disprezzo per le Nazioni Unite dal momento in cui il Consiglio di Sicurezza, organo oligarchico, viene neutralizzato dalle divisioni tra le grandi potenze e non può essere manipolato che da alcune di loro.
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna si considerano sempre “le uniche forze in grado di realizzare un progetto di civiltà”, sebbene si affrontino l’un l’altro quando i loro interessi economici e finanziari non coincidono.

lunedì 30 luglio 2012

Ma quale Gheddafi! Sarkò ha dichiarato guerra all'Italia


Da tre anni il presidente francese Nicolas Sarkozy si occupava in prima persona e con il suo staff di due affari colossali che però non riuscivano mai ad andare in porto: la vendita alla Libia di una intera flotta aerea da combattimento confezionata da Dassault e un colossale investimento transalpino per costruire centrali nucleari a Tripoli e dintorni. I due affari colossali erano stati concordati fra lo stesso Sarkozy e il colonnello Mohamar Gheddafi nel dicembre 2007 a Parigi, quando il leader libico piantò fra mille polemiche la sua tenda davanti all’Eliseo. Bersagliato da critiche oltre che dagli intellettuali (in prima fila il filosofo Bernard Henry Levy), anche da esponenti del suo partito, Sarkozy si difese sostenendo che da Gheddafi aveva ottenuto oltre a un impegno diretto sul rispetto dei diritti civili in Libia, anche la firma su contratti preliminari da favola che avrebbero riversato sulle imprese francesi più di 10 miliardi di euro.

giovedì 7 giugno 2012

assassinare la verità

In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità.
Questo è stato fatto sempre, ma dalla seconda guerra all' Iraq in poi, si è andati ben oltre; si è costruita la realtà.

Nella guerra contro la libia ancora peggio. I soliti noti, quelli della NATO, USA, sionisti,Soros, Henry Levy ecc.. con la loro mania di dominare il mondo, avevano gia deciso di fare la guerra e si sono "costruiti" la realtà. ma la verità prima o poi salta sempre fuori.
Questo blog, marionessuno, nasce per questo, la verità è chiara, basta solo mettere assieme i pezzi, basta cercare in rete (anche se i massmedia, di proprietà degli aggressori hanno fatto di tutto per nascondere la verità e diffondere la loro falsa realtà).
Io non sono un giornalista, non sono un agente segreto, (ed in questa storia gli agenti segreti si spacciavano per giornalisti). IO sono solo un cittadino comune, diciamo Mario Rossi..... da qui marionessuno.
Nel mio blog non aspettatevi grandi scoops, questi,( spesso falsi), li lascio agli altri. Ho cercato di mettere assieme i fatti, per chi non ha voglia di andare a cercarli, e prima di tutto per capirci qualcosa io stesso.
Credo si sia capito da che parte sto. Io sto con il popolo libico, sto con Gheddafi e con la JAMAHIRIYA. In marionessuno non cè posto per i RATTI. Invece, è il benvenuto chi ha dubbi, chi vuole vederci chiaro, chi si sente preso per i fondelli. (oltre chi è d' accordo, ovvio).
Cerchero' di dare voce ai fatti, cioè al popolo libico, messo a tacere dai media, dai criminali e dalle bombe. Giusto per iniziare, qualcosa che nessuno ci ha detto: alla fine dei "bombardamenti umanitari", il risultato è 100000 MORTI . 240000 persone che ancora si cercano. 78000 DISPERSI. 10300 DONNE, RAGAZZE VIOLENTATE. 350000 persone rifugiate all' estero. E tutto questo con i nostri soldi! Ecco cosa vuol dire ASSASSINARE LA VERITA'.
Tutto questo, alla fine dei bombardamenti, ma gli assassinii, le torture, gli stupri, le violenze continuano. MA NOI NON DOBBIAMO SAPERLO.