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domenica 3 marzo 2019

Aumenta la pressione della NATO nel Mar Nero

Nel 2018, la NATO ha condotto 103 esercitaziimage_large 
oni, mentre nel 2019, gli alleati dovrebbero condurne 208 tra nazionali e multinazionali. Le esercitazioni di quest’anno, sia quelle guidate dalla NATO che dagli alleati, includono circa 25 esercitazioni terrestri, 27 aeree e 12 esercitazioni incentrate principalmente sulle operazioni marittime. Molte altre sono specifiche come la difesa cibernetica, il processo decisionale di risposta alle crisi, la difesa chimica, biologica, radiologica nucleare, logistica, etc.


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Dall’1 all’8 marzo nel Mar Nero si terrà l’esercitazione NATO Poisedon, a guida rumena, finalizzata ad aumentare l’interoperabilità tra le marine alleate e migliorare la loro capacità di neutralizzare la minaccia delle mine. Vi prenderà parte il Gruppo 2 di Contromisure per la mine della NATO (SNMCMG2).
La SNMCMG2 (Secondo Gruppo NATO di Contromisure Mine) è una forza marittima multinazionale integrata composta da navi appartenenti a diverse nazioni alleate, che si addestrano ed operano insieme e permanentemente disponibili ad operare in missioni NATO con competenze specifiche nella lotta alle mine navali.
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Generalmente la Forza Navale è impiegata nel Mar Mediterraneo, comandata a rotazione da un Ufficiale di Marina dei Paesi partecipanti e dipende dal Comando Marittimo Alleato (MARCOM Northwood).
Il Secondo Gruppo NATO di Contromisure Mine è arrivato il 19 febbraio scorso nel Mar Nero, dopo una visita di quattro giorni in porto a Istanbul, in Turchia, per condurre il primo pattugliamento del Gruppo NATO del 2019.
Il gruppo include la nave tedesca da rifornimento FGS Werra, il cacciamine turco TCG Akcakoca, il dragamine rumeno ROS Lt Lupu Dinescu e il cacciamine bulgaro BGS Tsibar. L’esercitazione sarà ospitata da Romania e Bulgaria.
Lo stesso giorno il cacciatorpediniere statunitense USS Donald Cook è entrato, per la seconda volta dall’inizio dell’anno, nel Mar Nero per condurre operazioni di sicurezza marittima e migliorare la stabilità marittima regionale. La nave è stata messa sotto monitoraggio dalla corvetta missilistica Orekhovo-Zuyevo e dal pattugliatore Ivan Khurs della Marina Russa.
Secondo la convenzione di Montreaux, le navi che entrano nel Mar Nero e non appartengono ai paesi rivieraschi devono presentare richiesta alle autorità turche che controllano gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo. Le navi militari non appartenenti ai paesi del bacino possono restare nel Mar Nero al massimo 21 giorni.
Le operazioni di pattugliamento dei Gruppi navali della NATO sono aumentate nel 2018, per un totale di 120 giorni di presenza contro un totale di 80 giorni nel 2017.
Nel sud-est dell’Alleanza l’elemento terrestre della NATO è costruito attorno a una brigata multinazionale, sotto la Divisione multinazionale Sud-Est, in Romania. Per proteggere lo spazio aereo della NATO, diversi alleati hanno sostenuto gli sforzi della Romania e della Bulgaria con l’Air Policing, missione della NATO in tempo di pace, con lo scopo di proteggere lo spazio aereo dell’alleanza. Il compito collettivo prevede la presenza 24 ore su 24 di aerei da combattimento ed equipaggi, pronti a rispondere alle violazioni dello spazio aereo nella regione.
Il 12 febbraio scorso, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in una conferenza stampa congiunta, dopo i colloqui con il suo omologo finlandese, aveva dichiarato che la NATO continua il suo build up militare senza precedenti, vicino ai confini della Russia e che il numero delle esercitazioni nel Mar Baltico e nel Mar Nero, nonché le esercitazioni aeree, si è moltiplicato.
Foto: Marina tedesca, NATO e e Marina Turca

Preso da: https://www.analisidifesa.it/2019/02/aumenta-la-pressione-della-nato-nel-mar-nero/

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