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martedì 31 ottobre 2017

Procuratore Zuccaro: Caruana forse uccisa per petrolio-connection Libia-Sicilia

25 ottobre 2017


La giornalista Daphne Caruana potrebbe essere morta per essersi interessata all’indagine sul contrabbando di petrolio dalla Libia? “Si’, e’ chiaro che l’autorita’ giudiziaria maltese dovra’ chiedersi quali fossero i filoni d’inchiesta piu’ importanti che questa coraggiosa giornalista aveva avviato. Tra questi c’e’ sicuramente l’inchiesta di cui ci siamo occupati noi. Bisognerebbe partire da li’ per cercare il mandante di questo efferatissimo omicidio”. Cosi’ a Sky TG24 HD il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, titolare dell’inchiesta sul riciclaggio di gasolio libico rubato dalla raffineria di Zawyia e immesso illegalmente sul mercato italiano.

lunedì 30 ottobre 2017

Il sogno africano di Gheddafi e Chavez

Quando il Colonnello e il Comandante lavoravano insieme per "sconfiggere l'imperialismo occidentale e creare un mondo più bilanciato"
Sarebbe troppo lungo condensare “qui e adesso”, “tutto e subito” anni di tranelli ed imboscate, opportunità sprecate e guerre fratricide inoculate dai soliti untori, peraltro già esaminate da varie prospettive, per cui ci limiteremo ad analizzare, in maniera sintetica, il contributo che alla causa africana ha dato Gheddafi e l’asse creatosi con Hugo Chavez.
La crisi del sistema turboliberista, entrata in una fase acuta con la crisi economica del 2008, ha spinto le potenze imperialiste, in primis la Francia di Sarkozy e Hollande e gli Stati Uniti del guerrafondaio democratico Barack Obama, a lanciarsi nelle guerre di “ricolonizzazione” dell’Africa.

domenica 29 ottobre 2017

La pista del traffico di petrolio dietro l'omicidio di Daphne Caruana. "Semtex veniva dalla Libia"

Tra le tante piste aperte nel caso di Daphne Galizia, la giornalista uccisa a Malta, una delle più credibili riguarda il contrabbando di carburante tra Libia e Italia, quello al centro dell'inchiesta "Dirty Oil" della procura di Catania.
 
23 ottobre 2017 A Rainews24 la reporter americana Ann Marlowe, la prima a parlare dell'argomento già nel 2015, asserisce citando proprie fonti in Libia che l'esplosivo utilizzato, il Semtex, è giunto dalla zona di Zwara. "Ho saputo dalle mie fonti libiche che il Semtex, l'esplosivo che ha ucciso Daphne Caruana Galizia, è giunto dal porto di Zwara, dove c'è il quartier generale di Fahmi Salim [Bin Khalifa, il "re del contrabbando di petrolio libico" ndr.] e diverse mafie del contrabbando di carburante che lavorano in stretto contatto con Malta e con l'Italia", afferma Marlowe.

sabato 28 ottobre 2017

Libia, anniversario morte di Gheddafi, ma oggi molti lo rimpiangono

 
 
Il 20 ottobre è l’anniversario della morte di Muammar Gheddafi, fatto barbaramente uccidere dai sicari della Nato inviati in Libia per destabilizzare il nord Africa.
Molti ne hanno approfittato per rimpiangerlo, per denigrarlo e comunque per parlare di lui attraverso siti e blog.
Questo anniversario sta passando inosservato nei grandi media che evitano di ricordare quello che fu un omicidio commissionato dalle “centrali di potere internazionale” che hanno voluto distruggere la Libia, ma ancora prima l’Iraq e l’Afghanistan e che negli ultimi anni hanno tentato la stessa cosa in Siria.
Oggi la Libia è un paese semi distrutto, il caos regna sovrano e si sta allargando a macchia d’olio.

venerdì 27 ottobre 2017

CAOS LIBIA: Le mani sporche dell'Onu sulla ricostruzione del paese

Mentre la Libia si muove verso una difficile ricomposizione istituzionale attraverso le elezioni del 2018, l'Onu tiene bloccati i fondi e l'oro della ricostruzione. PATRIZIO RICCI
Hillary Clinton parla davanti alla Commissione del Senato Usa sui fatti di Bengasi (LaPresse) 
Hillary Clinton parla davanti alla Commissione del Senato Usa sui fatti di Bengasi (LaPresse)

Nel 2011, i governi della coalizione anti-Gheddafi, per avere mani libere, hanno mentito alle proprie comunità nazionali ed hanno condotto una guerra di aggressione vietata dalle rispettive costituzioni nazionali. Le mail della Clinton pubblicate da Wikileaks il 16 marzo 2016 hanno rivelato le motivazioni della campagna militare: il presidente Sarkozy volle così "ottenere il petrolio libico, consolidare l'influenza nella regione, aumentare la propria reputazione a livello nazionale, affermare il potere militare francese e togliere l'ascendente di Gheddafi sull'Africa francofona". (Foreign Policy).
Poi, i principali attori che hanno dato vita all'operazione Nato "Unified Protector" dopo aver devastato la Libia con l'aiuto di una miriade di gruppi armati caratterizzati dal radicalismo islamico, hanno lasciato che questi se la dividessero, riconoscendo i loro rappresentanti non eletti come "legittimi rappresentanti del popolo libico". 

giovedì 26 ottobre 2017

Libia: prima e dopo Gheddafi

19 ottobre 2017

A distanza di 6 anni dalla "rivoluzione per la libertà" la Libia è disgregata in diversi territori controllati da vari gruppi armati.
Libia prima e dopo Gheddafi

Le due principali forze politiche in conflitto non riescono fino ad oggi a formare un unico governo.

Preso da: https://it.sputniknews.com/infografica/201710195157951-Libia-prima-e-dopo-Gheddafi/

mercoledì 25 ottobre 2017

Traffico di gasolio dalla Libia, arresti in Maxcombunker „Traffico di gasolio scadente dalla Libia, gestito da una ditta genovese“

Traffico di gasolio dalla Libia, arresti in Maxcombunker
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L'amministratore delegato della Maxcom Bunker è stato arrestato. Al sodalizio criminale hanno partecipato anche miliziani libici, che consentivano a navi cisterna di rifornirsi del gasolio proveniente dalle raffinerie


19 ottobre 2017



Traffico di gasolio dalla Libia, arresti in Maxcombunker
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Una ditta genovese è finita al centro di un'indagine della Procura di Catania sul traffico illecito di carburanti dalla Libia. L'amministratore delegato della Maxcom Bunker, Marco Porta, è finito in manette; ai domiciliari l'addetto all'ufficio commerciale, Stefano Cevasco.

I componenti della banda

Su delega di questa Procura distrettuale i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 soggetti (6 dei quali in carcere e 3 agli arresti domiciliari) in quanto promotori, organizzatori e partecipi di un'associazione a delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico, illecitamente asportato dalla raffineria libica di Zawyia (40 chilometri a ovest da Tripoli) e destinato, dopo miscelazione, a essere immesso nel mercato italiano ed europeo anche come carburante da autotrazione.