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giovedì 31 ottobre 2013

Libia divisa, senza Gheddafi proliferano i terroristi

12 ottobre 2013

Giuseppe Acconcia e Igor Cherstich .Il Paese, in mano alle milizie armate post rivoluzione, è alla ricerca di una identità nazionale
Il premier libico Ali Zeidan è stato prelevato all’alba di giovedì scorso da uomini armati nel suo hotel a Tripoli e poi rilasciato poche ore dopo. Il portavoce del Dipartimento anti-crimine del ministero dell’Intero, Abdel Hakim Albulazi ha annunciato che il premier Ali Zeidan era «in custodia per un mandato di arresto» della magistratura. L’annuncio del rilascio è arrivato invece per bocca del leader dei Comitati supremi di sicurezza Hashim Bishr, pochi minuti dopo le preoccupazioni espresse per il presunto rapimento da parte del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.

mercoledì 30 ottobre 2013

In Libia regna il caos, la guerra civile non è finita

22/10/2013
Valentina Saini .Petrolio. Bande armate e clan. Tentazioni di secessione. Tutto a pochi chilometri dall’Italia


A poche centinaia di chilometri dalle coste italiane, c’è uno stato sull’orlo dell’abisso. Questo stato si chiama Libia. E ciò che succede lì ha conseguenze anche per l’Italia. Perché è il nostro principale fornitore di petrolio. E perché da lì partono barconi carichi di disperati.
La situazione libica è così precaria che neanche il rapimento in piena notte del primo ministro Ali Zeidan ha scosso particolarmente gli osservatori più informati. Che, confermano a Linkiesta, è stato sequestrato e poi rilasciato dalla Camera dei rivoluzionari di Libia, una delle tante milizie che spadroneggiano nel Paese dopo la caduta di Gheddafi.

martedì 29 ottobre 2013

Libia, due anni dopo la fine del conflitto continua la sofferenza degli sfollati

CS134 -23/10/2013 (ita+english)

In occasione del secondo anniversario della fine del conflitto in Libia, Amnesty International ha chiesto alle autorità di Tripoli di trovare una soluzione duratura per porre fine allo sfollamento forzato di decine di migliaia di persone appartenenti al gruppo tawargha e ad altre comunità, costrette a lasciare le loro case nel 2011.

L'intera popolazione di Tawargha, circa 40.000 abitanti, è stata allontanata da gruppi armati provenienti da Misurata che l'hanno accusata di aver sostenuto il governo del colonnello Gheddafi. Un documento reso pubblico oggi da Amnesty International denuncia discriminazione, rapimenti e detenzioni arbitrarie tuttora in corso ai danni dei tawargha, che ancora subiscono minacce e azioni di rappresaglie da parte di milizie che agiscono al di sopra della legge.

lunedì 28 ottobre 2013

il cambiamento della politica estera americana in Africa

di:Barbara Maria Vaccani

23 ottobre 2013

Nel 2011 il governo degli Stati Uniti aveva individuato la regione asiatica come una delle aree su cui andavano diretti gli sforzi di politica estera. Ora, sul finire del 2013, l’amministrazione guidata dal presidente Obama sembra aver cambiato rotta e le regioni prioritarie, in materia di politica estera, rimangono quelle del Medio Oriente e dell’Iran. Accanto a queste aree, però, c’è un’attenzione crescente, da parte degli Stati Uniti, nei confronti dell’Africa, tanto da far parlare dell’emergere di un pivot to Africa nella politica estera statunitense.

domenica 27 ottobre 2013

La minaccia del terrorismo in nord africa

di:Barbara Maria Vaccani

27 settembre 2013

La Rand Corporation, think tank statunitense, ha pubblicato nel mese di settembre un report dedicato alla minaccia rappresentata dal gruppo terroristico “Al Qaeda in the Islamic Maghreb” (Aqim) nel nord Africa. A gennaio il Council on Foreign Relations, un’istituzione analoga, aveva scritto di Aqim: «Mentre molti esperti suggeriscono che Aqim è la principale minaccia terroristica transnazionale in nord Africa, il rischio che rappresenta per l’Europa e gli Stati Uniti non è chiaro». Secondo gli autori dell’analisi della Rand il dubbio sarebbe ora risolto: Aqim ha dimostrato di essere particolarmente adattabile e resistente alle operazioni di lotta al terrorismo ma non dovrebbe essere in cima alle priorità della strategia americana in materia perché non sono né gli Stati Uniti, né l’Europa ad essere l’obiettivo delle operazioni di Aqim.

sabato 26 ottobre 2013

Ucciso il capo della polizia militare libica

18/10/2013
Il colonnello Ahmed Mustafa Albaragthin deceduto questa mattina a Benghazi.

Continua la scia di sangue a Benghazi, il è nel chaos.

A cadere sotto i colpi di arma da fuoco questa volta è un pezzo grosso delle forze di occupazione della Jamahiriya libica.

venerdì 25 ottobre 2013

La Libia scivola sul sentiero della Somalia

ottobre 14, 2013
Jurij Zinin New Oriental Outlook 14.10.2013

Lo scandalo in Libia legato alla cattura di Abu Anas al-Libi sembra andare un po’ oltre. L’uomo è accusato dalla Casa Bianca del presunto collegamento con le esplosioni nelle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania nel 1998, che costarono la vita a 224 persone. In un primo momento il governo libico ha chiesto alle autorità statunitensi spiegazioni sul fatto che un suo cittadino sia stato rapito, ma allo stesso tempo conserva la speranza che i legami strategici tra i due Paesi non siano compromessi da questo fatto. Ma con il tempo la posizione libica ha cominciato a cambiare. La National Forces Alliance (NFA), considerata la forza più liberale del parlamento libico, ha censurato l’azione della Delta Force su suolo straniero quale azione che viola la sovranità della Libia e la Carta delle Nazioni Unite. Infine, il Congresso Nazionale Generale (GNC), che interpreta il ruolo del parlamento ad interim, ha chiesto a Washington di rilasciare immediatamente il rapito.