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giovedì 5 luglio 2012

“I servizi segreti italiani hanno dato armi ai ribelli anti-Gheddafi”

Un esperto di intelligence accusa: erano forniture utilizzate dalle strutture che hanno ereditato Gladio, le navi ufficialmente trasportavano aiuti umanitari

“L’Italia ha fornito clandestinamente armi ai ribelli di Bengasi”. Lo sostiene l’esperto di intelligence Gianni Cipriani, in un articolo pubblicato sul sito www.globalist.it. “L’invio di armi- viene spiegato- e’ stato fatto ai primi di marzo, proprio durante le fasi del conflitto libico, circa due settimane prima dell’inizio dei raid aerei contro Gheddafi”.
EREDITA’ DI GLADIO – Secondo quanto rivelato da Globalist, “il governo italiano ha inviato fucili, mitra e munizioni prelevati dai depositi ex Sismi della Sardegna: parte delle armi facevano parte di vecchie forniture americane utilizzate dalle strutture che hanno ereditato Gladio. Le armi sono arrivate in Cirenaica a bordo di unita della Marina militare che, ufficialmente, portavano solo ‘aiuti umanitari’”. Stando alla ricostruzione di Cipriani, “accanto a molte delle azioni diplomatiche e di intelligence che hanno riguardato la Libia e l’appoggio agli insorti, si e’ parallelamente giocata una guerriglia sotterranea tra Italia, Francia e Regno Unito, che puntano a posizioni di maggiore influenza politica ed economica nella Libia del dopo Gheddafi”.
IL RETROSCENA – Quello che è significatico, scrive Cipriani, è il retroscena politico.

Perché nei giorni in cui il governo italiano faceva arrivare clandestinamente le armi ai bengasiani, il poco prudente ministro degli Esteri, Frattini, rilasciava una dichiarazione ammiccante e poco diplomatica. L’Italia – aveva detto – “ha avviato discretamente contatti con esponenti dell’opposizione libica e ritiene che farlo in questo modo sia la soluzione migliore. C’è quasi una corsa all’incontro con il Consiglio provvisorio di Bengasi. I nostri amici inglesi ci hanno provato e il Consiglio ha detto ‘ci rifiutiamo di incontrarli’”.
“Noi – aveva ancora aggiunto il titolare della Farnesina – abbiamo delle conoscenze migliori di altri, siamo spesso richiesti in queste ore conoscendo coloro che sono lì. Conosciamo certo l’ex ministro della Giustizia libico ora a capo del consiglio di Bengasi, per i rapporti dell’Italia con la Libia. Conosciamo quella rete di ambasciatori libici che ha detto che da ora loro sono al servizio del popolo libico e non più del regime. Alcuni di loro stanno esercitando un’azione importante per coagulare un consenso”. A nessuno può sfuggire il fatto che se si avviano colloqui “con discrezione”, l’ultima cosa da fare sia raccontarlo ad Uno Mattina. Ma c’era un motivo: proprio nelle ore in cui Frattini rilasciava questa dichiarazione le armi italiane stavano per finire in mano agli insorti di Bengasi. Gli stessi che un paio di giorni prima avevano arrestato un team dei servizi segreti inglesi in missione segreta. In altri termini, l’Italia bruciando tutti con l’invio delle casse “umanitarie” piene di mitra e fucili, pensava di poter mantenere la supremazia.
Articolo preso da: http://www.giornalettismo.com/archives/132127/i-servizi-segreti-italiani-hanno-dato-armi-ai-ribelli-anti-gheddafi/2/

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