7/9/2013
Di Roberto Bongiorni
La produzione petrolifera secondo il governo è crollata a 100mila barili al giorno dopo gli scioperi a raffica dei lavoratori della Cirenaica Per il Paese che vanta le maggiori riserve di petrolio dell’Africa, ed è il terzo esportatore di gas naturale del continente, essere costretti ad acquistare gasolio e olio combustibile dai Paesi vicini per mantenere in vita le centrali può suonare come un paradosso. L’ultimo, grave “effetto collaterale” della primavera incompiuta che sta paralizzando l’ex regno di Muammar Gheddafi è quello che tutti speravano non si avverasse mai: un duro colpo assestato all’industria energetica. Di fatto la sola ricchezza nazionale che finora era uscita indenne dal caos politico che imprigiona la Nuova Libia da oltre un anno.
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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lunedì 30 settembre 2013
domenica 29 settembre 2013
Lo "stato fallito" libico
15/5/2013
Ripropongo tre articoli pubblicati a notevole distanza uno dall’altro, la cui lettura comparata offre però la possibilità di comprendere come gli Stati Uniti e i loro alleati membri della NATO abbiano gettato i semi da cui è “fiorito” l’attuale disastro geostrategico che ha consegnato la Libia al caos, ponendola sotto il controllo di bande di guerriglieri islamisti che fanno del settarismo tribale e religioso il proprio marchio distintivo.
Al-Qaeda: pedine dell’insurrezione della CIA dalla Libia allo Yemen
Di Webster Griffin Tarpley
Dopo due settimane di attacchi imperialistici, la Libia viene ora straziata dai terroristi di al-Qaeda, dalla guerra civile, dai raid aerei della NATO, dai missili Cruise, dai droni Predator e dagli aerei da combattimento C-130, tutte cose rese possibili dai ribelli della Cirenaica sostenuti dalla CIA. Commandos statunitensi, britannici, francesi e olandesi hanno assunto la leadership delle forze ribelli e le stanno armando con armamenti moderni in flagrante violazione dell’embargo sulle armi specificato nella risoluzione ONU 1973. Inoltre al-Qaeda, per conto suo, sta già rubando armi pesanti, come ha riferito il presidente del Ciad. La fatua retorica delle rivoluzioni colorate di matrice angloamericana si è dissolta, per mostrare alla luce del sole l’orrenda realtà di una cinica e brutale furia imperialistica volta a distruggere lo stesso Stato-nazione moderno.
Ripropongo tre articoli pubblicati a notevole distanza uno dall’altro, la cui lettura comparata offre però la possibilità di comprendere come gli Stati Uniti e i loro alleati membri della NATO abbiano gettato i semi da cui è “fiorito” l’attuale disastro geostrategico che ha consegnato la Libia al caos, ponendola sotto il controllo di bande di guerriglieri islamisti che fanno del settarismo tribale e religioso il proprio marchio distintivo.
Al-Qaeda: pedine dell’insurrezione della CIA dalla Libia allo Yemen
Di Webster Griffin Tarpley
Dopo due settimane di attacchi imperialistici, la Libia viene ora straziata dai terroristi di al-Qaeda, dalla guerra civile, dai raid aerei della NATO, dai missili Cruise, dai droni Predator e dagli aerei da combattimento C-130, tutte cose rese possibili dai ribelli della Cirenaica sostenuti dalla CIA. Commandos statunitensi, britannici, francesi e olandesi hanno assunto la leadership delle forze ribelli e le stanno armando con armamenti moderni in flagrante violazione dell’embargo sulle armi specificato nella risoluzione ONU 1973. Inoltre al-Qaeda, per conto suo, sta già rubando armi pesanti, come ha riferito il presidente del Ciad. La fatua retorica delle rivoluzioni colorate di matrice angloamericana si è dissolta, per mostrare alla luce del sole l’orrenda realtà di una cinica e brutale furia imperialistica volta a distruggere lo stesso Stato-nazione moderno.
sabato 28 settembre 2013
Qual è il volto della Libia post-Gheddafi?
Posted by: Maria Francesca Licata: on 12 settembre 2013 18:00
Scontri, attentati e crisi energetiche: cosa è la Libia oggi?
Che sia il giorno che ha “condizionato la storia”, come lo ha definito oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino, o quello del “coraggio” che Obama ha chiesto agli statunitensi durante la commemorazione delle vittime dell’attentato alle Torri gemelle, l’11 settembre è sicuramente una data dalla straordinaria portata simbolica. E non solo per l’Occidente.
Scontri, attentati e crisi energetiche: cosa è la Libia oggi?
Che sia il giorno che ha “condizionato la storia”, come lo ha definito oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino, o quello del “coraggio” che Obama ha chiesto agli statunitensi durante la commemorazione delle vittime dell’attentato alle Torri gemelle, l’11 settembre è sicuramente una data dalla straordinaria portata simbolica. E non solo per l’Occidente.
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venerdì 27 settembre 2013
Libia: il dramma dimenticato
16/9/2013
Siria ed Egitto stanno oscurando il collasso di Tripoli di Mara Carro
Oltre all’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, dallo scorso anno l’11 settembre è legato alla morte di quattro funzionari statunitensi a Bengasi, tra i quali l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens. Il primo anniversario della morte dell’ambasciatore è stato segnato dall’esplosione di un’autobomba nei pressi del Ministero degli Esteri libico a Bengasi che ha danneggiato l’edificio del Ministero e la sede della Banca Centrale senza causare vittime. L’esplosione è l’ultimo di una serie di episodi che ha provocato il forte deterioramento delle condizioni di sicurezza in tutto il Paese, principalmente nella regione orientale.
Siria ed Egitto stanno oscurando il collasso di Tripoli di Mara Carro
Oltre all’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, dallo scorso anno l’11 settembre è legato alla morte di quattro funzionari statunitensi a Bengasi, tra i quali l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens. Il primo anniversario della morte dell’ambasciatore è stato segnato dall’esplosione di un’autobomba nei pressi del Ministero degli Esteri libico a Bengasi che ha danneggiato l’edificio del Ministero e la sede della Banca Centrale senza causare vittime. L’esplosione è l’ultimo di una serie di episodi che ha provocato il forte deterioramento delle condizioni di sicurezza in tutto il Paese, principalmente nella regione orientale.
giovedì 26 settembre 2013
OBAMA POTREBBE ESSERE INCRIMINATO COME CRIMINALE DI GUERRA
17/9/2013
USA – Le proteste in America contro il presidente Obama aumentano ogni giorno, più del 90% degli americani dicono NO alla guerra. La popolazione è molto preoccupata di questa situazione e vuole evitare la guerra a tutti i costi. Questa volta il Giudice Andrew Napolitano usa parole dure contro il presidente Obama che potrebbero essere un macigno a pochi giorni dalla votazione del congresso. Il giornale americano mediaite mostra il video dell’intervento televisivo su Fox del famoso giudice americano, che potete visionare su questo link: http://www.mediaite.com/tv/judge-napolitano-on-fox-obama-can-be-indicted-as-war-criminal-if-he-strikes-syria/
USA – Le proteste in America contro il presidente Obama aumentano ogni giorno, più del 90% degli americani dicono NO alla guerra. La popolazione è molto preoccupata di questa situazione e vuole evitare la guerra a tutti i costi. Questa volta il Giudice Andrew Napolitano usa parole dure contro il presidente Obama che potrebbero essere un macigno a pochi giorni dalla votazione del congresso. Il giornale americano mediaite mostra il video dell’intervento televisivo su Fox del famoso giudice americano, che potete visionare su questo link: http://www.mediaite.com/tv/judge-napolitano-on-fox-obama-can-be-indicted-as-war-criminal-if-he-strikes-syria/
mercoledì 25 settembre 2013
JIHAD FOR DUMMIES
18/9/2013
Riassumendo:
- evitare di entrare in conflitto con gli USA e i Paesi suoi vassalli;
- indebolire l’Algeria (in Libia il compitino è già stato eseguito);
- combattere i russi nel Caucaso;
- combattere gli indiani nel Kashmir;
- combattere i cinesi nello Xinjiang.
Direttamente dalla CIA, pardon: dal leader di Al Qaeda Ayman al-Zawahiri, le “linee guida per il jihad”.
Londra, 17 settembre – Il leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri ha diffuso per la prima volta le ”linee guida per il jihad”, chiedendo di limitare gli attacchi contro le sette musulmane e non musulmane e i conflitti in quei Paesi dove i jihadisti possono trovare una base fertile per diffondere i propri ideali.
Riassumendo:
- evitare di entrare in conflitto con gli USA e i Paesi suoi vassalli;
- indebolire l’Algeria (in Libia il compitino è già stato eseguito);
- combattere i russi nel Caucaso;
- combattere gli indiani nel Kashmir;
- combattere i cinesi nello Xinjiang.
Direttamente dalla CIA, pardon: dal leader di Al Qaeda Ayman al-Zawahiri, le “linee guida per il jihad”.
Londra, 17 settembre – Il leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri ha diffuso per la prima volta le ”linee guida per il jihad”, chiedendo di limitare gli attacchi contro le sette musulmane e non musulmane e i conflitti in quei Paesi dove i jihadisti possono trovare una base fertile per diffondere i propri ideali.
martedì 24 settembre 2013
8000 detenuti nelle carceri segrete delle milizie libiche
18/9/2013
Non esistono diritti umani nella Libia occupata in mano ai mercenari al soldo delle potenze coloniali.
La situazione nella Jamahiriya occupata e' catastrofica, non esiste nessuna legge al di fuori della legge delle armi e del terrore.
Il Paese e' in mano ai mercenari delle varie milizie che controllano le varie zone della Libia, ogni gruppo ''governa'' il proprio territorio con la violenza, le torture e gli omicidi.
Non esistono diritti umani nella Libia occupata in mano ai mercenari al soldo delle potenze coloniali.
La situazione nella Jamahiriya occupata e' catastrofica, non esiste nessuna legge al di fuori della legge delle armi e del terrore.
Il Paese e' in mano ai mercenari delle varie milizie che controllano le varie zone della Libia, ogni gruppo ''governa'' il proprio territorio con la violenza, le torture e gli omicidi.
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