Arturo Varvelli, analista, esperto di Libia dell’Istituto per gli studi di politica internazionale: "La diplomazia? L'Occidente sta facendo qualcosa di deleterio, ossia l'appoggio da parte degli attori internazionali e regionali ai vari gruppi in campo"
di Giusy Baioni | 29 gennaio 2015
Arturo Varvelli, analista, esperto di Libia dell’Istituto per gli studi di politica internazionale. Che significato ha l’attacco all’hotel Corinthia di Tripoli?
“L’attentato colpisce un simbolo occidentale, ma è anche un attacco al governo islamico in carica in questa parte della Libia, che nelle ultime settimane si è mostrato diviso sulla partecipazione ai colloqui in corso a Ginevra (di cui proprio ieri cominciava la seconda tranche). Può trattarsi di una forte intimidazione delle frange più estremiste, in particolare di quelle dichiaratamente jihadiste appartenenti all’Isis, rispetto alla partecipazione del governo di Tripoli a queste trattative. Ma è anche una nuova escalation della presenza jihadista in Libia, ormai acclarata fin dai tempi dell’attentato all’ambasciatore americano Chris Stevens nel 2012. Allora si trattava però di milizie legate ad Ansar al-Sharia, molto potente nella zona di Bengasi e della Cirenaica, dove invece da quest’estate gruppi di combattenti libici di ritorno dal fronte siriano e iracheno hanno istituito il primo nucleo di Isis in Libia, che si è arroccato attorno alla città di Derna, instaurandovi una succursale del Califfato.
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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mercoledì 4 febbraio 2015
lunedì 2 febbraio 2015
Libia: ISIS attacca la capitale Tripoli e occupa i porti da cui partono i migranti per l' Italia
Cinque uomini con il volto coperto sono entrati stamattina in un hotel di lusso di Tripoli, capitale della Libia, prendendo ostaggi e uccidendo otto persone. La loro irruzione nel Corinthia Hotel , che ospita spesso diplomatici e funzionari, è stata preceduta dallo scoppio di un’autobomba nel parcheggio dell’albergo, il cui staff di origine maltese è stato evacuato
L’attentato, che si è concluso da poco, è stato già rivendicato dallo Stato islamico come vendetta per la morte del membro di al-Qaeda «Abu Anas al-Libi». Uno dei jihadisti è stato catturato, gli altri quattro si sono fatti esplodere.
PRIMA DERNA. L’attentato, al di là della rivendicazione particolare, dimostra quanto lo Stato islamico stia prendendo piede in Libia approfittando della confusione provocata dalla guerra tra milizie e istituzioni. La prima colonia al di fuori di Siria e Iraq dei jihadisti è stata Derna, presa a ottobre, città costiera libica a sole 430 miglia nautiche dall’Italia.
domenica 1 febbraio 2015
Libia, Isis mette sotto attacco anche Tripoli
27 - 01 - 2015 Michele Pierri
Le violenze, in Libia, non sono certo iniziate oggi. Il Paese è in preda al caos dalla caduta di Muammar Gheddafi nell’ottobre 2011 e prova da allora, "col sostegno dell’Onu, a risalire la china". Oggi, però, a spaventare c’è un elemento in più: l’avanzata dei jihadisti dell’Isis.
Stamane quattro uomini hanno fatto esplodere un’auto davanti all’hotel e poi sono entrati sparando, prima di farsi esplodere, uccidendo due membri delle forze di sicurezza e ferito tre persone. Un terzo membro della sicurezza è morto nell’esplosione dell’autobomba mentre due dipendenti, di nazionalità filippina, sono rimasti leggermente feriti. Per le altre sei vittime (nove in tutto) non viene per ora precisata la nazionalità. L’albergo in questione è il Corinthia, frequentato dai pochi stranieri – una manciata tra imprenditori e diplomatici – ancora presenti nel centro della capitale libica, Tripoli.
Le violenze, in Libia, non sono certo iniziate oggi. Il Paese è in preda al caos dalla caduta di Muammar Gheddafi nell’ottobre 2011 e prova da allora, "col sostegno dell’Onu, a risalire la china". Oggi, però, a spaventare c’è un elemento in più: l’avanzata dei jihadisti dell’Isis.
Stamane quattro uomini hanno fatto esplodere un’auto davanti all’hotel e poi sono entrati sparando, prima di farsi esplodere, uccidendo due membri delle forze di sicurezza e ferito tre persone. Un terzo membro della sicurezza è morto nell’esplosione dell’autobomba mentre due dipendenti, di nazionalità filippina, sono rimasti leggermente feriti. Per le altre sei vittime (nove in tutto) non viene per ora precisata la nazionalità. L’albergo in questione è il Corinthia, frequentato dai pochi stranieri – una manciata tra imprenditori e diplomatici – ancora presenti nel centro della capitale libica, Tripoli.
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