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Visualizzazione post con etichetta caos. Mostra tutti i post
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venerdì 6 gennaio 2017

La Libia, un paese sepolto nel crimine e nel silenzio

31 dicembre 2016
di Higinio Polo
Non sappiamo quante persone sono morte in Libia a seguito al brutale intervento della NATO nel 2011. Alcune fonti parlano di circa trentamila morti; altri fanno aumentare questa cifra. Nel frattempo, la Croce Rossa stima che ci siano stati circa 120.000 morti, ma non vi è dubbio che la guerra che è stata iniziata dalla NATO ha distrutto il paese e gettato i suoi sei milioni di abitanti di un incubo sinistro.
Nel prossimo mese di Marzo, si compiranni sei anni dall’inizio del massacro del popolo libico: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia hanno lanciato un diluvio di bombe e missili da crociera sul paese dalle loro navi ed aerei . Hanno giustificato la guerra e il massacro con una risoluzione, la 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha parlato utilizzare solo le “misure necessarie” per proteggere i civili “che erano minacciati” e che aveva autorizzato una no-fly zone, ma non l’ invasione del paese.

Non c’era l’autorizzazione ad avviare l’intervento militare e, tanto meno, un attacco per rovesciare il governo. Cina e Russia, così come l’India e la Germania, si erano astenuti in quel voto del Consiglio di sicurezza, e, successivamente, in vista della guerra imposta, sia Mosca che  Pechino hanno denunciato l’interpretazione abusiva che aveva fatto Washington, con i suoi alleati europei e la NATO della risoluzione del Consiglio di S.. Il Sud Africa, che aveva anche votato a favore della risoluzione, ha denunciato l’uso eccessivo della forza fatto dopo l’accordo per imporre un “cambiamento di regime e l’occupazione militare del Paese.”

giovedì 8 dicembre 2016

Libia: le molte facce del caos

1 dicembre 2016

Se ci si interroga sulla situazione della Libia la parola che emerge immediatamente nel pensiero è “caos” ma questo caos ha molteplici facce e migliaia di attori interni, esterni , palesi e occulti che muovendosi disordinatamente, spesso sotto la pressione di fatti contingenti e apparentemente senza un progetto, sia pur di massima, contribuiscono a che nessuna possibilità di stabilizzazione del paese possa intravedersi, nemmeno in un lontano orizzonte.
Quando ci siamo riproposti di dare un quadro della situazione nella nostra Ex colonia, dirimpettaia a sud della Sicilia, l’intenzione era quella di risalire alla fine dell’aggressione occidentale, conclusasi con la tragica morte del colonnello Gheddafi, per ripercorrere poi l’evoluzione del quadro in questi 5 anni.
Ben presto però ci siamo resi conto che la complessità del panorama militare e politico, stante i continui voltafaccia  degli attori, la nascita di nuovi protagonisti, la moltitudine dei comprimari e delle comparse, che apparivano e scomparivano dalla scena, avrebbe richiesto, per dare un quadro della evoluzione durante 5 anni, ben più di un articolo, ma diversi volumi, solo a voler  fare una analisi molto superficiale.

domenica 13 novembre 2016

La guerra infinita del Medio Oriente. Il caos come ultimo ordine possibile

Il caos totale avanza in Medio Oriente. E sarà un caos stabile, con periodi di forte tensione seguiti da tempi di improvvisa traquillità. E' questa l'unica pace possibile per quelle terre?

BAGHDAD - Il caos totale avanza in Medio Oriente. Sarà, però, un caos stabile, in cui a periodi di forte tensione bellica seguiranno improvvisi tempi di tranquillità, e poi ancora guerra e calma. Per un periodo molto lungo, probabilmente anni.
La battaglia di Mosul e il dopo che nessuno vuole governare
La caduta di Mosul, ormai prossima, potrebbe innescare una pesante crisi diplomatica, e non solo, tra l’Iraq e la Turchia. I guerriglieri dell’Isis stanno per capitolare, peraltro senza aver opposto una dura resistenza: situazione che mette in evidenza come in questi anni gli sia stato lasciato campo libero. Chi gli ha permesso di governare indisturbati, vista l'evidente incapacità militare che stanno dimostrando? Almeno questo è ciò che traspare in queste ore, che vedono un’evoluzione sul campo molto veloce. L’aviazione statunitense sta bombardando duramente la città - oltre tremila ordigni sono stati sganciati - e i miliziani indietreggiano sempre più, chiudendosi nel centro storico. Dove potrebbero alzare il livello dello scontro con tecniche di guerriglia, anche sporche. Scenario scontato, quasi da copione.