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Visualizzazione post con etichetta nato. Mostra tutti i post
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lunedì 8 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.7

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)
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  • VENEZUELA TELESUR – Durante il raid condotto a Tripoli, centinaia di persone sono arrestate con il sospetto di avere collaborato con le forze fedeli di Muammar al-Gheddafi, il caso dei neri è fondamentale, quasi tutti sono sospetti

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sabato 6 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.5

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Libya [08.09.2011] Aggiornamenti sul campo
ore 22 / Tripoli: combattimenti in città, nella periferia nord-occidentale, con l’artiglieria. Così, a Edden Salah dove sono state distrutte tre jeep ribelli con 6 golpisti a bordo. Ci sono informazioni che riferiscono dell’avanzata di un team pesantemente armato con al comando Khamis al-Gheddafi a Tripoli e alla periferia sud della zona di Az zawiya.
Bani Walid: i difensori sono fiduciosi nelle proprie capacità e sono determinati a lottare contro la coalizione coloniale fino alla fine. Ci sono stati rapporti contrastanti sul numero di bande degli assedianti di Bani Walid. Ieri è arrivata la notizia che le forze della coalizione hanno fallito il tentativo di entrare nella città, numerosi i morti tra gli aggressori.

venerdì 5 ottobre 2012

LIBIA – Paura a Tripoli dove atterra il CNT

LIBIA – Paura a Tripoli dove atterra il CNT
di Allain Jules [03.09.2011] traduzione di Levred
Le due facce bifronti del CNT, installatesi in fretta a Tripoli, vogliono tornare il più velocemente possibile a Bengasi. Dopo aver afferrato velocemente una buona parte di Tripoli come se fossero a fare la spesa in un mercato affollato, ora realizzano che la calma apparente si sta trasformando in una vera e propria minaccia alle loro vite.

giovedì 4 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.3

Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

  • La Libya è parte della guerra infinita post 11 settembre
    Herman Morris intervista Mahdi Nazemroaya [02.09.2011]

martedì 2 ottobre 2012

White PSYOP: Volantini di propaganda della NATO trovati a Tripoli

L’esistenza di volantini che esortano i soldati a rinunciare, suggeriscono un maggiore coinvolgimento occidentale nel conflitto libico
Tripoli, Libia – Questi due volantini sono stati forniti da un membro della milizia del quartiere Gorji, nel centro di Tripoli. I residenti di Tripoli dicono che li hanno trovati a terra a partire da almeno due mesi fa.
Anche se certamente sono meno letali delle bombe, i volantini, che recano le insegne della Nato, sono solo leggermente più sottili. Il volantino mostra sopra un drone senza pilota e una veduta aerea di un carro armato. Il testo assume una posizione di forza schiacciante, dichiarando, in qualche modo in un arabo ampolloso:
“Attenzione: Non siete in grado nè di competere né di essere equivalenti ai superiori sistemi di armamenti e alle forze aeree della NATO. Continuando a fare quello che state facendo provocherete la vostra morte.”

lunedì 1 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.1

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • ‘NATO used UN resolution as chewing gum’ NATO Crimes In Libya


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sabato 29 settembre 2012

Libyan Chronicles 13.0

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)
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  • Ad Ovest la TV sulla Libia tace, distorce e mente [29.08.2011]
    “Argumenty.ru” Alexander Grigoriev
Libya: The massacre, the cover-up. What is going on?
“Sembra che stiamo lavorando alla televisione sovietica. La censura è totale, il tutto coordinato con l’ufficio di Londra. Hanno scattato una foto a Tripoli nella zona che controllano i ribelli; le persone uccise erano in abiti civili e disarmati, ma con segni di tortura. Viene distillata in ufficio. Esce con la didascalia: <<L’esercito di Gheddafi ha ucciso gli abitanti di Tripoli>>.
Ho chiamato, dicendo, non c’è l’esercito di Gheddafi in questa regione, è dove gli islamisti controllano tutto completamente. Risposta: “Lo sappiamo bene qui!”.
E’ così ogni storia “.

venerdì 28 settembre 2012

Libyan Chronicles 12.0

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)
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  • Hollywoood is now in Libya  Proprio ciò che è stato detto dai tg italiani…Thierry Meyssan del Réseau Voltaire presente a Tripoli, tra l’altro minacciato di morte poichè giornalista indipendente, denuncia che la Nato fa strage bombardando di tutto e uccidendo 1.300 persone in poche ore ma Repubblica on line scrive che Gheddafi bombarda la folla. Tripoli e la Libia non si sono mai sollevati, semmai sono stati stremati dai bombardamenti degli aggressori.

giovedì 27 settembre 2012

Un velo pietoso per Tg3 e Rai News

Un velo pietoso per Tg3 e Rai News
da GilGuySparks [28.08.2011]
Se c’è una cosa che la guerra in Libia ha messo ulteriormente in luce, da febbraio ad oggi, è la totale mancanza di libera informazione in Italia. Fin dall’inizio di questa sporca storia che ha prodotto un ancor più sporca guerra, i nostri telegiornali e quotidiani sono stati una parte importante della manipolazione dell’opinione pubblica e senz’altro quella più determinante nell’impedire il sorgere di un’opposizione concreta a quanto si andava profilando. A maggior ragione, rispetto ad altri Stati che non avevano stretto un’alleanza politica, economica e militare così stretta con il rais libico, in Italia più forte poteva emergere il rischio che i cittadini cogliessero, come un’indegna contraddizione, il fatto che solo pochi mesi prima ci fossero le alleanze e subito dopo le bombe. La posizione dell’Italia, era e rimane di assoluto imbarazzo in politica estera; nondimeno, per le sue caratteristiche logistiche e quindi il numero di basi militari Usa e Nato, è un’imprescindibile pedina per qualsiasi operazione nei teatri mediterranei e balcanici (e non solo).

lunedì 24 settembre 2012

Libyan Chronicles 10.5

Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

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Tripoli, Libia – Le strade dove i combattenti ribelli hanno bombardato i cecchini fedeli a Muammar Gheddafi erano cosparse di cadaveri crivellati di proiettili da entrambi i lati giovedì. Fiumi di sangue correvano giù per le grondaie e facevano divenire le fogne rosse. Prima del tramonto i ribelli sembravano aver vinto la battaglia per il quartiere di Abu Salim, accanto al compound di Gheddafi a Tripoli, ma il dittatore caduto ha continuato a sfuggire loro. Parlando da una località sconosciuta, ha esortato i suoi sostenitori a continuare a combattere.

domenica 23 settembre 2012

Libyan Chronicles 10.0

Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
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  • Hugo Chávez è tra i pochi veri amici del rais (come Nelson Mandela, Ben Bella, Jacob Zuma, Louis Farrakhan) e sottolinea la sua lealtà denunciando i crimini efferati che i mercenari e ribelli NATO stanno compiendo sulla popolazione libica e sull’intero paese. [24.08.2011]

giovedì 20 settembre 2012

Libyan Chronicles 7.0

” Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

mercoledì 19 settembre 2012

Libyan Cronicles 6.0.2 update

Si susseguono notizie contrastanti è diventato impossibile stabilire chiaramente cosa stia succedendo a Tripoli. Sarebbero stati arrestati altri due figli di Gheddafi ma a questo punto bisognerà attendere le luci del giorno perchè qualcosa di meno confuso venga fuori da questa notte.  01.24   gilguy
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La fonte della cattura di Gheddafi è la Reuters che ha dimostrato ampiamente la sua inaffidabilità citando esclusivamente fonti dei ribelli. Sembrerebbe appena stata smentita.
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I ribelli liberano Tripoli – La Repubblica emula la BBC: fake news

“Gheddafi è stato catturato”

I ribelli liberano Tripoli "Gheddafi è stato catturato"

Il Tribunale penale internazionale: “Arrestato il raìs”. Il capo degli insorti: “Controlliamo quasi tutta la città”. Seif e altri due figli del Colonnello nelle mani del Cnt.

martedì 18 settembre 2012

Libyan Chronicles 6.0.1

Herman Morris a Tripoli riepiloga la situazione sul campo e critica le tattiche barbare della NATO contrarie a qualsiasi convenzione internazionale [21.08.2011]

lunedì 17 settembre 2012

Libian Chronicles 6.0

Mathaba informa: Testimoni oculari respingono i progressi dei ribelli su Tripoli come disinformazione. 21.08.2011
Ulteriori relazioni provenienti da altre fonti giornalistiche confermano i rapporti precedenti su Tripoli sotto il pieno controllo delle forze lealiste libiche mentre piccole bande di ribelli mettono su spettacoli sporadici per le telecamere.
Rapporti di proiettili traccianti ed esplosioni sulla capitale libica hanno scatenato le voci della sconfitta imminente del colonnello Gheddafi e il suo regime. Tuttavia, si scopre che i colpi sono stati sparati per festeggiare per i fedelissimi Gheddafi in occasione di una vittoria.
Sabato sera, colpi sono stati sparati nei pressi di un albergo che ospita giornalisti stranieri. Le esplosioni son state udite anche nella zona come gli aerei della NATO hanno effettuato pesanti bombardamenti dopo il tramonto, secondo l’Associated Press. I ribelli sono stati segnalati in combattimento nel quartiere Tajoura della città, così come nei pressi dell’aeroporto internazionale di Tripoli. Ci sono state segnalazioni che combattimenti sono scoppiati anche nei quartieri di Soug Jomaa e Arada a est. Ribelli, appoggiati dalla NATO in Libia, hanno sostenuto che la battaglia per la capitale Tripoli potrebbe svolgersi entro la fine del mese, visto che hanno ormai preso il controllo delle città chiave attorno alla roccaforte di Gheddafi.

sabato 15 settembre 2012

il Grande Gheddafi.

di Pepe Escobar
19.08.2011
È notte tarda a Tripoli e il Grande Gheddafi sta sorseggiando un White Russian, fuma qualche prodotto magrebino di prima scelta e sta sintonizzando lo schieramento di TV al plasma nella sua tenda nella fortezza di Bab al-Aziziyah. Ma neppure una succulenta infermiera ucraina potrebbe pacificare la sua anima irrequieta.

Rimane sbigottito di fronte alle storie che vengono propinate da quella sbobba alfabetica occidentale, conosciuta come “informazione”; giurano che Muammar Gheddafi è “assediato”, “esausto”, che “cerca una via di uscita”, che “si sta preparando a scappare” (in Tunisia) e che è “solo una questione di tempo” prima che il suo regime “collassi”.
Tutto questo avviene perché una manica di barbari beduini appoggiati dalle bombe della North Atlantic Treaty Organization (NATO) ha deciso di pisciargli sul tappeto.

giovedì 13 settembre 2012

Benghazi: Terror in the Streets

di Marie Edwards 20.08.2011
Traduzione di levred
A Bengasi le case sono oggetto di irruzioni, i sospetti sono giustiziati, i vicini di casa trascinati fuori. Molte persone sono disoccupate. Le grandi aziende, tra cui la società di costruzione tedesca Bilfinger Berger, hanno abbandonato la città. I giovani fanno corse in auto facendo stridere le gomme dentro il centro abitato, altri stanno impettiti intorno ad edifici pubblici brandendo i loro coltelli. Di notte, le strade ricordano le guerre fra bande di San Paolo (in Brasile), con l’unica differenza che qui i giovani indossano i giubbotti antiproiettile.
Molti giovani universitari che stavano per completare i loro studi e per ottenere un buon lavoro stanno iniziando a essere frustrati. Uno che parla solo a condizione che egli rimanga anonimo, ha studiato economia all’Università Gharyounis. Gli fu offerto un lavoro come manager alla Bilfinger Berger e avrebbe guadagnato un buon stipendio. Ora è disoccupato. Dice dei ribelli: “Hanno meno di 30 anni e non hanno mogli. Sono orgogliosi delle armi che hanno saccheggiato dalla caserma. Non sanno come controllare se stessi. Ben presto sono diventati aggressivi. Hanno queste armi…. e si perdono.”
Le milizie di Bengasi possiedono armi sofisticate, che vanno dai missili anticarro alle granate e la gente qui parla di tribù che si preparano a saldare vecchi conti ed emergono lotte di potere. Spari sporadici dei ribelli possono essere uditi ogni giorno nella capitale, e centinaia di uomini camminano per la città armati di fucili d’assalto Kalashnikov.
La preoccupazione delle persone a Bengasi si focalizza sulle bande,  appoggiate dai ribelli, che indossano la mimetica militare, terrorizzando i cittadini e derubandoli sotto la minaccia delle armi. “Non è più sicuro viaggiare in alcune parti della città”, dice Dawud Salimi, di 41 anni. “I criminali stanno approfittando della situazione di instabilità per i loro profitti. Recentemente, essi hanno preso di mira gli stranieri. Un gruppo di uomini che indossavano abiti militari hanno fatto irruzione nella stanza d’albergo di una giornalista occidentale, che è stata aggredita e sono fuggiti con le sue apparecchiature elettroniche”.

mercoledì 12 settembre 2012

Libyan Chronicles update 5.0.1

Janzur, sulla costa libica, est di Tripoli – 19.08.2011 – Caduta nelle mani di civili libici imbarcazione con molte armi per i ribelli di provenienza Qatar.
 Un ennesimo bombardamento umanitario della Nato ieri 19.08.2011 a Tripoli ha preso di mira la zona residenziale causando vittime civili. L’obiettivo diretto era tentare di colpire il capo dei sevizi segreti del governo libico: Abdullah al Senussi e quello indiretto, ma non meno funzionale alla strategia NATO, di terrorizzare i civili.
  • A Zliten secondo il britannico The Telegraph che cita solo una fonte dei ribelli Abdel Salam Jalloud, braccio destro storico del leader Muammar Gheddafi, avrebbe defezionato a favore dell’opposizione golpiste. Non esistono al momento conferme con fonti diverse da quelle dei ribelli a sostegno della notizia.

lunedì 10 settembre 2012

I maggiori mezzi d’informazione hanno falsificato i rapporti sulla Libia


August 18th, 2011
by Stephen Lendman
Traduzione:levred
I principali media si specializzano in quello che sanno fare meglio: rovesciare la verità (sinonimo di cattiva fiction), non fare ciò che i giornalisti sono tenuti a fare, il loro lavoro, e in particolare coprire le guerre imperiali per il dominio e per le sostanziose spoliazioni.
Con il Consiglio nazionale di transizione (NTC) di Libya che cade a pezzi e le forze ribelli allo sbando, i titoli di oggi, riportati da una indipendente non-a-letto-con*  giornalisti ed altre fonti, smentiscono la verità  (*n.d.t. gioco di parole  un-bed-with con unbedded  giornalismo che compila i reports seguendo le veline rilasciate dalle unità  militari sul campo).
Il 16 agosto il diario libico di  Lizzie Phelan “ha chiarito le ultime notizie spazzatura dei media sulla Libia”, dicendo:
Le forze di Gheddafi hanno liberato la città di Misurata “finora in mano ai ribelli”. “La scorsa notte, l’esercito libico si è spostato nel centro della città, e ora i ribelli sono intrappolati fra Misurata e Tawergha”. Circa tre quarti della città  son al sicuro, compreso il suo porto, ” che è stato un’ancora di salvezza” per il trasporto ai ribelli di armi e di altre forniture.
Circa 200 tribù  (includendo le quattro più grandi che comprendono la metà della popolazione) hanno partecipato  ad una conferenza stampa, il portavoce dei media della Libia, il Dr. Ibrahim Moussa, lo ha confermato. Le quattro principali, tra cui Warfalla, Tarhouna, Zlitan e Washafana, tutte stanno in appoggio a Gheddafi.
“I leader tribali hanno inoltre hanno anche confermato che Zawiya e Sorman sono sicure, in contrasto con le asserzioni
(false)  dei giornalisti stranieri (un-bed-with)  a Tripoli e Djerba (Tunisia) che [hanno sostenuto] fossero state prese dai ribelli.”
Inoltre, le affermazioni che i ribelli controllino  Ghuriyan non sono vere. Scontri ancora in corso proseguono.

I principali reports dei media mentono, anche se sacche di resistenza dei ribelli rimangono. Tuttavia, sono “isolati e circondati dall’esercito libico e dalle tribù”.
I rapporti falsificati dei media  principali sono in netto contrasto alle affermazioni delle “tribù libiche  che,  naturalmente, conoscono la loro terra profondamente”.

domenica 9 settembre 2012

Sirte: un massacro umanitario annunciato

Marinella Correggia, 3 settembre 2011, LibyanFreePress
ASSEDIO A SIRTE
A metà maggio Aisha Mohamed era in transito nella tunisina Djerba. Aveva finito un anno di specializzazione in Gran Bretagna e aveva scelto di andare a condividere la guerra con la sua famiglia, che stava subendo la guerra. A Sirte. Se è ancora là, Aisha è in trappola.
La Guernica libica sarà forse Sirte, o le altre città “nemiche” non ancora conquistate dalla Nato-Cnt? “In Libia i bombardamenti e la guerra continuano. Ci sono Sirte, Ben Walid, Sebha, Brega” dice dalla capitale della – ex? – Jamahiriya un amico sub-sahariano che adesso aspetta l’evacuazione.