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domenica 1 settembre 2019

1 settembre 1969. 1 settembre 2019, 50 anni della rivoluzione di Al Fateh.

Oggi sono 50 anni esatti da quando nel 1969, un giovane colonnello Libico, Muammar Gheddafi, ed alcuni ufficiali liberi, prendeva il potere in Libia, con un colpo di stato incruento, senza sparare un solo colpo.
Dopo anni il corrotto re Idris veniva cacciato, e si apriva un grande futuro per il popolo Libico. Futuro che venne distrutto militarmente nel 2011 dagli "esportatori di democrazia", quelli della NATO e servi vari.
A 50 anni dal 69 è importante ricordare cosa il popolo Libico con la guida del Leader Muammar Gheddafi aveva ottenuto. è importante ricordarlo soprattutto ora che la Libia ed altri paesi sono stati distrutti, ricordare perchè un altro mondo è stato possibile.

lunedì 8 luglio 2019

Mentre tutti se ne contendono il petrolio, la Libia rischia di rimanere senz’acqua

3/7/2019,
Di Vanessa Tomassini.

Infrastrutture danneggiate, centrali elettriche prese di mira dai razzi indiscrimati hanno lasciato vaste aree intorno alla capitale Tripoli, senza elettricità e mezzi di comunicazione per giorni. “Il drastico impatto della battaglia per Tripoli è persino visibile dallo spazio, con immagini satellitari che mostrano grandi fasce della città ora ammantate nell’oscurità. Nel frattempo, le riprese e le prove fotografiche che abbiamo raccolto e verificato dal terreno mostrano che le aree, le case e le infrastrutture civili stanno subendo il peso maggiore del danno”.

lunedì 6 agosto 2018

La distruzione della Libia e la privatizzazione dell'acqua

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare
La distruzione della Libia e la privatizzazione dell'acqua
a cura di Enrico Vigna
 
 I libici la chiamavano l'ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il "cane rabbioso", nel 1991, aveva profeticamente detto, a proposito della più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:
 
“Dopo questo risultato, le minacce americane contro la Libia raddoppieranno. Gli Stati Uniti inventeranno delle scuse, ma la vera ragione sarà la volontà di fermare questo progetto, per tenere il popolo libico assoggettato”.
 
 
Il sogno di Gheddafi
 
Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare. Nel 1953 la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi nei deserti del sud della Libia ha portato alla scoperta non solo di riserve petrolifere importanti, ma anche di grandi quantità di acqua dolce negli strati profondi del sottosuolo. Delle quattro antiche falde acquifere che sono state scoperte, ognuna aveva capacità stimate tra i 4.800 e i 20.000 chilometri cubi. La maggior parte di questa acqua si è raccolta nelle falde in un arco temporale stimabile tra 38.000 e 14.000 anni fa, anche se alcune sacche sono da ritenersi solo di 7.000 anni.

lunedì 19 febbraio 2018

Perchè i libici amano il colonello Gheddafi

Molti osservatori in Occidente, completamente (auto)-avvelenati dalla propaganda anti-Gheddafi non riescono a capire come il leader libico conservi ancora il sostegno della popolazione, nonostante una campagna ingiusta di bombardamenti condotti dalla NATO dal marzo 2011.(1) In che modo i libici continueranno a sostenere i “coraggiosi” insorti del CNT?(2)


Leggendo l’articolo “Alcune verità sulla Libia”, scritto da Helen Shelestiuk e pubblicato nel n. 165 di Maggio 2011 della rivista B.I. (ex-Infos Balcani) molto probabilmente hanno le antenne dritte.

Shelestiuk Helen dice: “Quando è stato chiesto all’ex ambasciatore russo in Libia, Vladimir Chamov, se Gheddafi opprimeva il suo popolo, ha risposto: “Quale oppressione? I libici beneficiavano di un credito di 20 anni senza interessi per costruire le loro case, un litro di benzina costa circa 14 centesimi, il cibo è gratuito e si può acquistare una nuova jeep sudcoreana KIA per 7500 dollari.”

E Shelestiuk Helen ha proseguito: “Quali sono gli altri fatti e cifre che conosciamo della Libia e del suo leader?

lunedì 30 ottobre 2017

Il sogno africano di Gheddafi e Chavez

Quando il Colonnello e il Comandante lavoravano insieme per "sconfiggere l'imperialismo occidentale e creare un mondo più bilanciato"
Sarebbe troppo lungo condensare “qui e adesso”, “tutto e subito” anni di tranelli ed imboscate, opportunità sprecate e guerre fratricide inoculate dai soliti untori, peraltro già esaminate da varie prospettive, per cui ci limiteremo ad analizzare, in maniera sintetica, il contributo che alla causa africana ha dato Gheddafi e l’asse creatosi con Hugo Chavez.
La crisi del sistema turboliberista, entrata in una fase acuta con la crisi economica del 2008, ha spinto le potenze imperialiste, in primis la Francia di Sarkozy e Hollande e gli Stati Uniti del guerrafondaio democratico Barack Obama, a lanciarsi nelle guerre di “ricolonizzazione” dell’Africa.

martedì 8 novembre 2016

Perchè hanno ucciso Gheddafi 2.0

Oggi risulta difficile guardare con ottimismo tanto al futuro del progetto quanto a quello del popolo libico. Per la loro democrazia dovevano eliminare quel "cattivo dittatore" che sognava di dare acqua gratis a tutti per mille anni, a quel "cane rabbioso" che voleva rendere verde come la bandiera della Libia il deserto più arido al mondo, ed oggi, dopo le bombe di pace, dopo la morte di Mu'Ammar Gheddafi, la Libia è un inferno, e l'Africa ed il medioriente intero hanno perso quello straccio di stabilità che il Rais riusciva, nonostante tutto, a garantire.

venerdì 19 agosto 2016

Ecco a cosa mirano terroristi e ribelli in Libia

Un più deciso intervento militare in Libia potrebbe essere efficace sulla costa ma destabilizzerà l’entroterra e provocherà il collasso dell’intera regione. Per questo è importante che i vertici militari non sottovalutino i rischi strategici connessi con una probabile fuga degli estremismi islamici verso le infrastrutture energetiche e gli acquedotti del sud, elementi essenziali per la sopravvivenza della nazione.
Nonostante la ritirata da Sirte, il sedicente Stato Islamico – in difficoltà anche in Siria e in Iraq – mantiene direttamente il controllo di diverse province chiave: le coste libiche dai confini delle installazioni petrolifere 40 km ad ovest di Sirte fino ad Al Sidr, l’area di Tikah a sud di Bengasi, la costa compresa fra Battah e la periferia di Derna. Ma l’autoproclamatosi Califfato governa anche Sabratah e poi Ra’s Ajdir sul confine tunisino. Nell’interno, tiene numerose roccaforti; la provincia più vasta si trova nella zona di Bani Waled. A queste, si aggiungono una miriade di altre aree, ciascuna sotto il controllo di una delle tante tribù e più o meno direttamente collegate al terrorismo islamista.
I bombardamenti americani sono risultati efficaci ed hanno permesso alle truppe di terra fedeli al governo di accordo nazionale di Tripoli di riconquistare quasi interamente Sirte, dove il califfato aveva insediato i propri quartieri generali proprio nel complesso di Ouagadougou, il centro di comando realizzato da Gheddafi.

domenica 27 marzo 2016

L’AGENDA LIBICA: UNO SGUARDO PIU’ ATTENTO ALLE E-MAILS DI HILLARY CLINTON

Postato il Giovedì, 17 marzo @ 23:10:00 GMT di davide

DI ELLEN BROWN
ellenbrown.com
I critici si son chiesti a lungo quali fossero le ragioni alla base del violento intervento in Libia. I messaggi di posta elettronica di Hillary Clinton, pubblicati di recente, confermano che non si trattava di proteggere le persone da un "feroce dittatore" , ma che era solo una questione di soldi e di banche, per ostacolare la sovranità economica africana.
La breve visita in Libia dell’allora Segretario di Stato Hillary Clinton, ad Ottobre 2011, fu considerata dai media una specie di ‘giro trionfale’. “”Siamo venuti, abbiamo visto, egli è morto!””, declamò in una video-intervista alla CBS, riferendosi alla cattura e alla brutale uccisione del leader libico Muammar al-Gheddafi.

mercoledì 4 novembre 2015

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare.

I libici la chiamavano l'ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il "cane rabbioso" nel 1991 aveva profeticamente detto circa la più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:



venerdì 2 ottobre 2015

La Libia e Sarkozy.

Voglio riportare questo rticolo di Sergio Mauri, per ripetere come era la Libia prima dell' aggressione NATO/RATTI, anche se l' autore poteva risparmiarsi certe considerazioni su Gheddafi e Saddam. ( come al solito dove sono le prove?)

La Libia e Sarkozy.

sarkozydi-Sergio Mauri
Sto rileggendo un articolo interessante sull’argomento Libia, a firma Alessandra Nucci, su Italia Oggi del 18 febbraio scorso. L’articolo s’intitolava “La Libia distrutta da Sarkozy“. Il sottotitolo recitava: “Assicurava la libertà di culto.

lunedì 24 agosto 2015

LA VERITA' SULLA LIBIA DI GHEDDAFI

19 giugno 2015

Il rais libico ha sempre utilizzato i proventi del petrolio in favore della popolazione: è stato uno dei pochi a farlo.
Solitamente al popolo arrivano le briciole ed i soldi entrano a camionate nei conti correnti di pochi eletti. In Libia non era così. Vediamo il livello dello stato sociale offerto da Gheddafi, cosa che da ora in poi la Libia potrà solo sognare…

Di Veritanwo
1 – L’elettricità nella Libia di Gheddafi era gratuita per tutti: non c’erano bollette da pagare.
2 – Le banche libiche erano di proprietà dello Stato, che godeva della sovranità monetaria. Uno dei pochi al mondo a non avere una banca centrale controllata dai privati. Le banche erogavano prestiti ai cittadini, in ragione delle loro capacità di rimborso e/o delle esigenze progettuali, senza nessun interesse. Il debitore restituiva il capitale e non un centesimo in più.

lunedì 4 maggio 2015

Libia: dieci cose su Gheddafi che non vogliono farti sapere

21 novembre 2014
Siovhan Cleo Crombie per urbantimes

Che cosa pensi quando senti il nome del Colonnello Gheddafi? Un tiranno? Un dittatore? Un terrorista? Beh, un cittadino della Libia potrebbe anche non essere d’accordo, ma vogliamo che sia tu a decidere.
Per 41 anni, fino alla sua "morte" , nell’Ottobre del 2011, Muammar Gheddafi ha fatto delle cose davvero sorprendenti per il suo Paese e ha cercato ripetutamente di unire e rendere più forte il continente africano.
Così, nonostante ciò che puoi aver sentito per radio o visto attraverso i media o la televisione, Gheddafi ha fatto cose rilevanti, che poco si addicono all’immagine di quel “feroce dittatore” dipinto dai media occidentali.

domenica 12 aprile 2015

In Libia, i laghi di Ubari in un mare di sabbia

Il laghi di Ubari è una vasta area di imponenti dune di sabbia nella regione del Fezzan nel sud-ovest della Libia. Ma 200.000 anni fa, questa era una zona umida e fertile con un sacco di pioggia e fiumi. Questi fiumi erano alimentati da un vasto lago, della dimensione equivalente alla Repubblica ceca, nel bacino del Fezzan chiamato lago Megafezzan. Durante i periodi umidi il lago ha raggiunto una dimensione massima di 120.000 chilometri quadrati. Il cambiamento climatico ha causato, nella regione, in una parte del Sahara, il prosciugamento graduale, e tra i 3.000 e 5.000 anni fa, il lago era evaporato via nel nulla. Esistono ancora tracce di questo grande lago oggi in forma di micro laghi sparsi tra le dune altissime come patch umide nel deserto. Attualmente ci sono circa 20 laghi nel mare di sabbia Ubari – belle oasi di palme che appaiono come anomalie nell’ambiente desertico duro.

mercoledì 23 luglio 2014

PRATICAMENTE SCONOSCIUTE IN OCCIDENTE: LE RISORSE D’ACQUA LIBICHE

Postato il Venerdì, 25 marzo 2014 @ 04:40:00 GMT di davide
FONTE: RICHARD POOR’S BLOG

Il Progetto Grande Fiume Artificiale Libico, 1 Settembre 2010

…Nel 1960 durante un’esplorazione petrolifera nel profondo sud del deserto Libico, vaste riserve di acqua di alta qualità furono scoperte sotto forma di falde acquifere. …

…In Libia ci sono quattro grandi bacini sotterranei, e cioè il bacino di Kufra, il bacino di Sirte, il bacino di Morzuk e quello di Hamada, di cui i primi tre messi insieme contengono una riserva di 35.000 chilometri cubi di acqua. Queste vaste riserve offrono una quantità quasi illimitata di acqua per il popolo libico.

martedì 3 dicembre 2013

Libia, acqua dolce sotterranea grande come la Germania

Venerdì 25 Marzo 2011, 15:00
di Paolo della Sala
L'ignoranza genera mostri e produce miseria. L'Italia dei reality show non è diversa da quella che spediva agricoltori nel deserto libico ai tempi della colonizzazione. Abbiamo partecipato con successo all'estrazione dell'oro nero della Libia, ma abbiamo ignorato l'uranio che si trova nel suo deserto, vicino al Ciad, mentre i francesi ci stavano lavorando, prima di pensare -forse- di prendersi tutta la miniera (del resto la Francia già controlla l'uranio del Ciad).

Inoltre i nostri politici, imprenditori, scienziati ignorano o non hanno saputo comunicare che la Libia è ricchissima di acqua, l'oro blu, un tesoro prezioso quanto il petrolio. Invece -mentre lo studio della storia e della geografia nelle nostre scuole è giunto al grado zero- altrove il sistema scientifico-industriale-militare funziona anche troppo bene.

lunedì 2 dicembre 2013

Il Grande Fiume Fatto dall'Uomo

lunedì, aprile 02, 2007
Posted by Ugo Bardi

Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.

Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.

lunedì 16 settembre 2013

Libia, per la crisi petrolifera manca la luce


Interrotta anche la fornitura di acqua. Manifestazioni a Tripoli.

.Oltre alle lunghe code alle pompe di benzina della capitale libica per timore di una diminuzione della disponibilità di carburante, in tutta la Libia si stanno registrando ulteriori disagi anche a causa delle continue interruzioni nelle forniture di elettricità e acqua. Il panico ai distributori di benzina si è verificato in seguito agli scioperi e alle chiusure dei principali siti di estrazione e di esportazione di greggio del Paese in atto dalla fine di luglio.
ACCUSE DI CORRUZIONE. I manifestanti hanno accusato il governo di corruzione per la vendita di quantitativi di greggio non precisati. Secondo le autorità invece gli scioperi sarebbero orchestrati dai federalisti dell'area di Bengasi (da dove è partita la rivolta interna, poi supportata dall'intervento militare della Nato, contro Muammar Gheddafi nel 2011) che vogliono maggiore indipendenza nella parte orientale del Paese.

martedì 10 settembre 2013

Libia in rivolta contro il rapimento di Anoud Senussi


4/9/2013
Il rapimento della figlia del ex capo dei servizi segreti della Jamahiriya dopo la scarcerazione ha infiammato il popolo Libico che chiede la sua liberazione immediata.


La Libia e' in rivolta dopo il vergognoso rapimento di Anoud Senussi, la figlia del ex capo dell'intelligence della Jamahiriya Araba Socialista arrestata 10 mesi fa con l'accosa di essersi introdotta in Libia con documenti falsi.

Il rapimento da parte di uomini armati e mascherati e' avvenuto Lunedi ad appena poche centinaia di metri dalle porte della prigione in cui era stata detenuta.

domenica 17 marzo 2013

A tu per tu con… Yvonne Di Vito

Pubblicato il: 10 marzo, 2012

A tu per tu con… Yvonne Di Vito

Guerra di Libia: un anno dopo


a cura di Andrea Fais

Circa un anno fa cominciavano le operazioni militari contro la Libia di Gheddafi, a seguito del consiglio di guerra riunitosi a Parigi per fare un riassunto delle menzogne raccolte nei due mesi precedenti a proposito di quanto stava avvenendo nel Paese mediterraneo. I bombardamenti della Nato sono andati avanti per tutta l’estate fino a settembre inoltrato, distruggendo città, abitazioni civili, scuole, ospedali, condutture idriche, pozzi, cantieri e quant’altro. In base alla risoluzione n. 1973 l’intervento occidentale avrebbe dovuto proteggere la popolazione. In realtà ha provocato migliaia di vittime e la deflagrazione etnica, sociale e politica di una nazione che, prima della guerra, era tra le più prospere dell’Africa. Tu, che per lavoro eri in contatto con alcuni libici e hai conosciuto proprio il Colonnello Gheddafi, sei stata in Libia durante quei travagliati mesi. Un anno dopo qual’è il ricordo personale di quei momenti?
Questa domanda va a toccare un tasto per me dolente. Ho vari ricordi che si accavallano in un mix di sensazioni che vanno dal dolore alla rabbia, dalla nostalgia al senso di impotenza per non aver potuto fare di più in quello che è stato uno degli episodi più bui e scorretti della storia moderna. Prima dell’inizio dell’aggressione, non vedrei altri termini per definirla, avevo già delle idee abbastanza chiare sulla Nato, sulle “pseudo operazioni umanitarie”, e su tutti i loschi interessi che vi girano intorno. Sapevo quanto alcune operazioni degli ultimi anni fossero giustificate solo dall’“oro nero” o da meri interessi di controllo geo-strategico, sapevo quanto alcune situazioni venissero sfruttate ma ero così ingenua da non arrivare ad ipotizzare rivolte costruite. Ero contraria alla guerra perché pensavo che la violenza non avrebbe potuto risolvere alcun problema, neanche laddove vi fosse realmente stato un problema da risolvere, ma in una rivoluzione “costruita” e “sovvenzionata” da una regia occulta è evidente doppiamente quanto tutto sia stato sbagliato fin dall’inizio. Prima che la Libia, un Paese Sovrano, fosse aggredita non avrei mai pensato di vivere in un mondo così malato da portare alla distruzione una nazione con bombe così intelligenti da uccidere migliaia di persone. Ho dei ricordi meravigliosi della Libia e dei Libici, ricordi che porterò sempre nel cuore, insieme a terribili e amari ricordi della mia ultima visita di luglio/agosto 2011. Quando la Libia era libera l’ho visitata in tutte le sue regioni apprezzandone le incredibili bellezze, dal paesaggio del Sahara che toglie il respiro con le sue dune alte centinaia di metri, ai siti patrimonio dell’Umanità come Leptis Magna o Sabratha; ho avuto modo di stringere sinceri rapporti di amicizia con le persone del posto, con alcune ho un legame speciale. I Libici sono ospitali, hanno il cuore puro, sono gioviali e aperti, sono coraggiosi e dignitosi come hanno dimostrato nella loro eroica resistenza.

venerdì 22 febbraio 2013

Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi

Un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya
Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi
Il Colonnello Muammar Gheddafi simboleggia molte cose per molte differenti persone nel mondo. Che si ami o si odi il leader libico, sotto di lui la Libia si è trasformata da uno dei paesi più poveri sulla faccia della terra al paese con i migliori standard di vita in Africa.
5 novembre 2011
Per usare le parole del professor Henri Habibi:
“Quando la Libia ottenne la sua indipendenza dalle Nazioni Unite il 24 dicembre 1951, fu descritta come una delle nazioni più povere e maggiormente arretrate del mondo. La popolazione all’epoca non superava 1,5 milioni di abitanti, era analfabeta per oltre il 90% e non aveva esperienza politica o di know-how. Non c’erano università e solo un numero limitato di scuole secondarie che erano state istituite sette anni prima dell’indipendenza” [1].
Gheddafi aveva molti grandi progetti. Molti di questi erano di natura pan-africana, inclusa la formazione degli Stati Uniti d’Africa.