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mercoledì 28 dicembre 2016

Gli uomini mangiavano verdure cotte già 10mila anni fa, trovate le prove nel deserto Libico.

Gli uomini mangiavano verdure cotte già 10mila anni fa
Gli uomini mangiavano verdure cotte già 10mila anni fa
In Nord Africa, già in epoche lontanissime, si usavano pentole di ceramica per cuocere le verdure. (Archivio Getty Images)
La scoperta è stata fatta da un'équipe italoinglese. Su alcuni reperti provenienti da due siti del Sud Ovest della Libia sono state trovate tracce di vegetali cotti all’interno di pentole di ceramica.

mercoledì 18 maggio 2016

Le rivoluzioni colorate sono un’aggressione estera con mezzi non militari

Rivoluzione colorata

mercoledì 8 luglio 2015

Ferro dalla Libia al Palas di Rimini : in 7 a giudizio

Finiscono a processo i responsabili della costruzione dell’opera con le accuse di frode nelle pubbliche forniture e truffa

3 luglio 2015
RIMINI - Tutte rinviate a giudizio le sette persone finite al centro dell’inchiesta sul Palacongressi di Rimini. Così, per Stefano Verna, Giuseppe Verna, Pasquale D’Angelo, Gianfranco Venditti, Sergio Sgambati, Antonio Migliacci e Guglielmo Zaffagnini, ex dirigente dell’ufficio Urbanistica del Comune di Riccione, il prossimo 29 ottobre si aprirà il processo che li vede imputati a vario titolo di frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa ai danni di ente pubblico.

lunedì 6 luglio 2015

Sequestrate 3000 pistole laser dirette in Libia

Armi verso la Libia sequestrate in porto

27 giugno 2015

Genova - Tremila pistole taser (armi a scarica elettrica) sono state sequestrate ieri nel porto di Genova: la Guardia di Finanza presente nello scalo genovese, durante un controllo ha bloccato un container proveniente dal Sudafrica e diretto in Libia.
Altri parlano di "manganelli elettronici"
Vendita illecita - I taser, essendo considerati armi, non possono essere importati nel paese libico. I finanzieri, insieme alla Procura di Genova, stanno indagando per risalire ai destinatari delle pistole e il perché di questo viaggio da un paese all’altro.
Sabato 27 giugno 2015 alle 09:50:12

Fonte: http://www.genovapost.com/Genova/Cronaca/Armi-verso-la-Libia-sequestrate-in-90834.aspx

mercoledì 21 gennaio 2015

Chiude il cantiere in Libia, Salviato perde il lavoro: «Che delusione»

Rapito per otto mesi. A due dal suo rilascio, il tecnico di Trebaseleghe rimane senza occupazione: «Mi aspettavo qualcosa di diverso dopo quello che mi è successo»

VENEZIA Proprio ieri, 16 gennaio, ha «festeggiato» i due mesi da uomo libero. Era infatti il 16 novembre quando Gianluca Salviato, il tecnico di Trebaseleghe rapito in Libia il 22 marzo scorso e rimasto per quasi otto mesi nelle mani dei jihadisti, tornò in Italia. In realtà però Salviato in queste settimane ha avuto ben poco da festeggiare. Dopo il suo ritorno a casa ha ben presto scoperto che l’azienda per cui lavorava, l’udinese Enrico Ravanelli, aveva deciso di abbandonare il cantiere libico, anche sulla scia della sua vicenda. E dunque lui e gli altri 14 colleghi sono sulla soglia del baratro e rischiano il licenziamento. L’azienda li ha messi tutti in cassa integrazione già nel giugno dello scorso anno, quando Salviato era ancora nelle mani dei suoi aguzzini. Inizialmente fino al 31 dicembre, poi però la situazione non si è più rimessa in sesto, la Libia resta un paese pericoloso e l’azienda ha prorogato il provvedimento fino al 31 gennaio, solo grazie a un accordo con il sindacato.

sabato 26 aprile 2014

Il primo scaglione di soldati libici ( RATTI ) lascia Cassino

Dopo il disastro fatto in Libia, i morti, feriti, dispersi, addestriamo anche la nuova generazione dei RATTI di domani, ecco l' articolo che lo dice, in tono trionfalistico.

Il primo scaglione di soldati libici lascia Cassino, il comandante: “Merito vostro se Libia tornasse ad essere sicura”

Cassino (Fr)
17 aprile 2014 ore 12:49

Il primo scaglione di militari libici in fase di addestramento presso le caserme dell’Esercito italiano lascia Cassino.
La cerimonia del transfer of authority (TOA) tra l’80° Reggimento Addestramento Volontari e l’8° Reggimento Bersaglieri si terrà domani, presso la caserma “Capone”, all’interno del comprensorio militare di Persano (Sa), alla presenza del Generale di Divisione Giovanni Manione, Comandante della Scuola di Fanteria.

mercoledì 2 aprile 2014

Bernard Henry Levy, il filosofo delle foto false e della guerra

Beccato in castagna! Il noto “nuovo filosofo” francese Bernard Henry Levy, l’uomo che ha sostenuto tutte le guerre e gli interventi militari “umanitari” in Medio Oriente, Jugoslavia, Afghanistan ed ora in Ucraina, è stato sputtanato clamorosamente. Nei suoi articoli nei quali lancia appelli alla Nato e all’occidente ad attaccare la Russia accusandoli sistematicamente di codardia e tradimento perché ancora non hanno fatto volare missili o inviati soldati, BHL ha fatto credere di essere “sul campo”, in Ucraina, in mezzo al dolore e alla sofferenza di un popolo.

mercoledì 12 marzo 2014

Cronache dell’immigrazione

di Lorenzo Mazzoni | 23 febbraio 2014
A cosa penso? Penso che ho freddo, Issa. Ho freddo e ho una paura fottuta. Penso che ho fame. Che mi convinco di avere fame, di pensare a un succulento piatto di egusi per farmi venire i crampi allo stomaco e concentrarmi sul dolore dell’appetenza, invece di guardare le onde del mare che si infrangono violente contro lo scafo, sentire il pianto dei bambini spaventati.

Penso al cibo, Issa, per non pensare che ho paura di morire. Questo mare è immenso, la costa che abbiamo lasciato lontana e quella che dobbiamo raggiungere non è nemmeno un miraggio. Solo il mare mosso. Guardo lo scafista, nelle sue mani c’è la mia vita. Un errore nell’affrontare un’onda significherebbe la mia fine. E la fine di questi altri che mi circondano, Issa. Ognuno porta il proprio bagaglio. Un solo cambio. Ogni indumento, dal più intimo al più visibile, viene messo in un sacchetto di plastica. Il tutto viene nuovamente posto in un sacchetto di plastica, più grande, perché ci hanno detto che quando si arriva, dobbiamo buttarci in acqua ognuno con il proprio bagaglio, nuotare fino alla riva e avere, una volta giunti sulla spiaggia, un cambio asciutto che ci dia la possibilità di proseguire il viaggio e di sopravvivere. Sono già sopravvissuto al deserto, che ho attraversato a piedi.

mercoledì 5 marzo 2014

SPESE MILITARI: Un miliardo per missioni assurde. Un esempio? Dentifrici e mutande in Libia…

Scritto da Carmine Gazzanni |Pubblicato Sabato, 12 Gennaio 2013 08:51
80 mila tubetti di denitrifico, 150 mila saponi da toilette, 38 mila spazzole per scarpe, ben 2 milioni di rasoi: tutto messo a disposizione dello Stato italiano per i soldati libici. È questo uno solo dei tanti provvedimenti contenuto nel colossale testo per le missioni internazionali, ultimo atto formale del governo Monti. Un totale di un miliardo di euro spalmato su missioni militari, alcune delle quali in territori sconosciuti (come i 90 mila euro finiti all’unico soldato italiano impegnato nel valico di Rafah), e su progetti dalla dubbia utilità, come i 60 mila euro finiti al Centro che cura i rapporti tra Italia e Germania. Rapporti in bilico dopo la Seconda Guerra Mondiale.


di Carmine Gazzanni

venerdì 21 febbraio 2014

Libia, Siria e ora Ucraina: Le rivoluzioni colorate con la forza.

Le stesse forze che hanno istigato le manifestazioni indisciplinate nel 2011 in Siria stanno ora istigando tali dimostrazioni in Ucraina. Questo almeno è quello che deduco osservando due volantini identici (tranne per la lingua) apparsi prima in Siria e poi in Ucraina che mostrano l’abbigliamento tipico di chi è disposto a combattere. Come spiegare altrimenti la grafica di cui sopra, una volta in arabo e una volta cirillico, ma per il resto identiche ?

Ad accompagnare le manifestazioni e le occupazioni illegali di edifici governativi sono in entrambi i casi brutali attacchi criminali alla altre forze di polizia e del governo. In Siria la parte della violenza è stata fatta da jihadisti stranieri finanziati mentre le bande neo-nazisti sono utilizzati in Ucraina. Le manifestazioni e gli attacchi allo stato sono state pianificate. Non c’è nulla di “pacifico” in manifestazioni che sono solo il coperchio per attacchi contro lo Stato. Ma i politici stranieri e i media, mentono, dicendo di essere preoccupati e minacciano risposte del tutto fuori luogo. E’ una truffa per giustificare il loro “supporto” “occidentale” per i manifestanti e per favorire la violenza.

martedì 18 febbraio 2014

cento bambini sul barcone affondato

14 ottobre 2013
Sessanta i piccoli passeggeri ancora dispersi. Secondo i superstiti dell'ultima tragedia sul peschereccio c'erano oltre 400 persone. Il naufragio sarebbe stato provocato dalle raffiche di mitra partite da una motovedetta libica impegnata in un'operazione anti-immigrati
di Fabrizio Gatti

Erano almeno cento i bambini a bordo del barcone affondato venerdì 11 ottobre. Lo raccontano i superstiti. Alcuni dei 212 siriani sopravvissuti, suddivisi tra Malta, Lampedusa e Porto Empedocle, hanno spiegato di essere stati obbligati a salire su una barca dove i trafficanti alla fine avevano ammassato tra le 400 e le 450 persone. Il bilancio di quest'ultima strage potrebbe quindi avvicinarsi o superare i duecento morti. In gran parte bambini: ne mancherebbero all'appello una sessantina, secondo le informazioni raccolte dall'Acnur, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

lunedì 13 gennaio 2014

FU ISRAELE AD ABBATTERE IL DC 9 ITAVIA

26/10/13
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ustica

http://video.sky.it/news/cronaca/ipotesi_su_ustica_dc9_abbattuto_da_servizi_segreti_israele/v65549.vid

http://www.youtube.com/watch?v=dI9NW3YXXlk&feature=youtu.be


di Gianni Lannes


Gli sciacalli scorazzano indisturbati, mentre a disinformare anche in buona fede e non, ci pensano i giornalisti. Ancora oggi nessun rispetto per gli 81 morti (tra cui 13 bambini, compresi due neonati) assassinati la sera del 27 giugno 1980. Essi non hanno ancora avuto giustizia terrena. Come i 21 testimoni (scomodi) ammazzati successivamente dai servizi segreti in Italia e in Belgio (in particolare il generale Roberto Boemio, ucciso a Bruxelles il 13 gennaio 1993), perché non rivelassero verità troppo imbarazzanti a livello internazionale. Comprese le 69 vittime collaterali del disastro di Ramstein, in Germania, causato da un sabotaggio per uccidere i piloti Naldini e Nutarelli (solisti delle frecce tricolori). Gli stessi piloti che la sera del 27 giugno di 33 anni fa, incrociando il Dc 9 Itavia, diramarono l'allarme generale a bordo del loro F 104 biposto, di rientro da Verona, dopo una missione di addestramento con un allievo su un altro F 104, e diretti a Grossetto. I due ufficiali, i migliori piloti che l'Italia schierava in quegli anni, sarebbero stati notoriamente interrogati la settimana successiva al 28 agosto 1988, dal giudice istruttore Vittorio Bucarelli. Nel 1994 i giornalisti Gatti e Hammer con il libro Il quinto scenario, sono arrivati ad un passo dalla verità. Mancava loro pur in quel pregevole lavoro di inchiesta, innanzitutto il movente vero della strage, e poi la dinamica.

domenica 12 gennaio 2014

STRAGE DI USTICA: DEPISTAGGI INFINITI. POLPETTA AVVELENATA A PURGATORI

23/10/2013
di Gianni Lannes


Strage Ustica, il supertestimone nella sala operativa: "Ecco cosa successe con il Mig libico, i due Mirage e il Tomcat".


E' il titolo odierno di un blog dal nome esterofilo (Huffington Post, filiazione dell'Espresso) che riporta un'intervista a firma di Andrea Purgatori, farcita purtroppo di incongruenze, per usare un eufemismo. Una versione dei fatti inattendibile, che fa acqua da tutte le parti. Una cosa è certa: la Libia non c'entra. Come è possibile legittimare senza una prova uno sgangherato "per sentito dire".

giovedì 26 dicembre 2013

Breaking: Autobomba contro una base militare a Benghazi

Posted: 2013-12-22
From: Mathaba
Almeno 7 morti e decine di feriti nell'attacco avvenuto questa mattina alla base militare di Barsis

Un autobomba è esplosa in una base dell'esercito libico nei pressi della città di Barsis, a 50 km dalla seconda città della Libia Benghazi.

lunedì 16 dicembre 2013

Al Qaeda, Libia e Siria

Tonguessy on January 31, 2013
Quando Al Qaeda si è trovata a decidere con chi stare nel momento in cui sono scoppiate le rivolte in Libia, non ha avuto molti dubbi. Con il paese degli homeless e contro il paese delle case gratis. Con il paese dell'istruzione pagata caramente, e contro il paese dell'istruzione gratis. Con l'imperialismo euroatlantista di Obama, Sarkozy e Cameron e contro il socialismo della jamahiriya di Gheddafi.

Il multipolarismo non gode molta simpatia in casa di Al Qaeda, ed il sogno panafricano di Gheddafi ha dovuto confrontarsi con le armi fornite dalla CIA ad Al Qaeda. Che alle volte vengono rivolte contro gli stessi USA, come nel caso dell'assalto all'ufficio diplomatico di Bengasi dove gli assalitori pesantemente armati (cannoni antiaereo e lanciagranate) ebbero la meglio sugli agenti di Gheddafi e su quelli americani, ed anche sulla squadra di otto uomini della Security USA arrivata in elicottero per soccorrere i diplomatici.[1]

lunedì 2 dicembre 2013

Il Grande Fiume Fatto dall'Uomo

lunedì, aprile 02, 2007
Posted by Ugo Bardi

Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.

Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.

giovedì 28 novembre 2013

I fondamentalisti islamici in nord Africa. E gli occidentali?

Pubblicato da Libertates mercoledì, 13 febbraio 2013.
Anonimi sicari assassinano uno dei principali oppositori tunisini, Chokri Belaid. La Corte Suprema libica reintroduce la legge sulla poligamia. Il presidente dell’Egitto applica la legge d’emergenza, ormai, una volta al mese. Cosa collega queste tre notizie? Prima di tutto lo scenario: tutte e tre avvengono in Nord Africa. Ma non solo. Tutti e tre i Paesi coinvolti sono stati protagonisti della Primavera Araba. La Tunisia era stata la sua avanguardia, la prima a ribellarsi al suo dittatore, Ben Alì, nel dicembre 2010. Poi era seguito l’Egitto e, infine, la Libia, con i suoi otto mesi di rivoluzione, guerra civile e intervento della Nato dal marzo all’ottobre del 2011. Terzo elemento in comune: il soggetto della notizia. Chi ha assassinato Belaid, chi ha voluto la reintroduzione della legge coranica in Libia e chi sta proclamando, di continuo, lo stato d’emergenza in Egitto? Sono sempre i fondamentalisti islamici. Il mandante dell’omicidio Belaid, il “Matteotti tunisino”, è ancora sconosciuto. Ma i familiari e i sostenitori della vittima, sono sicuri di conoscerne l’identità. Perché sono le milizie islamiche irregolari, i cosiddetti “Comitati per la protezione della rivoluzione”, che lo avevano minacciato in vita. Il governo, retto dal partito Ennahda (espressione locale dei Fratelli Musulmani), non ha protetto Belaid. Alle minacce è seguita solo l’ignavia delle forze dell’ordine, fino all’assassinio.

martedì 26 novembre 2013

LIBIA: L’oscura storia dei tre mercenari(?) italiani

13 settembre 2011
Tre italiani. Sequestrati dai gheddafiani al confine tra Libia e Tunisia. Liberati lo scorso 21 agosto, dopo quasi un mese di prigionia. Una storia piena di incongruenze e assurde ambiguità. Una storia che ricorda la triste (e quanto mai oscura) vicenda di Fabrizio Quattrocchi. Dietro la parola contractor spesso si nasconde un mondo su cui persino lo Stato ha più interesse a tacere. Spie, agenti segreti o guardie del corpo? Oppure semplici mercenari? Nessuno ne parla, eccetto la giornalista del Corsera Erika Dellacasa. Impressioni? Tutte in un flashback. Tutte in due parole: Nuova Gladio.

venerdì 22 novembre 2013

I droni americani e il terrorismo fai da te

Massimo Fini
Lunedì 03 Giugno 2013 14:24 .Quando il 25 maggio un soldato francese in normale servizio di pattuglia è stato accoltellato al collo da un uomo, poi arrestato, di cui è stato fornito solo il nome, Alexander, ma non la nazionalità né le origini, François Hollande si è affrettato a dichiarare che l'episodio non aveva alcun collegamento con quello avvenuto pochi giorni prima a Woolwich, sobborgo di Londra, dove un militare britannico, Lee Rigby, reduce dall'Afghanistan, era stato ucciso e decapitato da due cittadini inglesi di origine nigeriana. Fra i due episodi si è inserito l'accoltellamento di un altro uomo (non si sa se civile o militare) ancora a Woolwich.

Casuale anche questo?

mercoledì 20 novembre 2013

Italia, non c'è crisi per le missioni militari

Manlio Dinucci
Domenica 10 Novembre 2013 09:05
Mentre le vie di Roma sono percorse da cortei che chiedono investimenti pubblici per il lavoro, la casa, i servizi sociali, nelle stanze di palazzo Montecitorio si sta varando il decreto-legge che stanzia altro denaro pubblico per le missioni militari internazionali.

Denaro che va ad aggiungersi a quello per le forze armate e gli armamenti, ponendo l’Italia (documenta il Sipri) al decimo posto mondiale con una spesa militare reale di 26 miliardi di euro nel 2012, equivalente a 70 milioni al giorno.
Su cosa si stia decidendo a palazzo Montecitorio c’è assoluto silenzio mediatico.