sabato 13 aprile 2019
La vita di Mu'Ammar Gheddafi raccontata nel romanzo di Andrea Sammartano. Articolo e intervista di Luca Bagatin
Questa è la storia
dell'umile beduino della tribù dei Quadhadhfa, figlio di umili
beduini del deserto libico. Suo padre combatté contro l'invasore
fascista - durante la Seconda Guerra Mondiale - e lui stesso, all'età
di sei anni, a causa dell'esplosione di una mina risalente al periodo
bellico, rimase ferito a un braccio e due suoi cugini persero la
vita.
E' la storia di come
questo umile beduino del deserto, animato di ideali rivoluzionari,
laici, socialisti autentici che ebbe modo di scoprire attraverso i
suoi studi, divenne l'emancipatore e il leader – dal 1969 sino alla
sua barbara uccisione, nel 2011 – della Libia.
E' la storia di Mu'Ammar
Gheddafi, il Rais che – con un colpo di stato antimonarchico, senza
alcuno spargimento di sangue, guidato da lui e altri 12 militari di
umili origini – il 1 settembre 1969, proclamerà la Gran Jamahirya
Araba Libica Popolare Socialista, spazzando via il Re corrotto e la
sua corte, servile nei confronti di Gran Bretagna e USA;
nazionalizzando le risorse del Paese a beneficio della comunità e
dando il via a una repubblica delle masse, ovvero a una forma di
democrazia diretta, sulla base degli insegnamenti di Rousseau e di
Proudhon.



