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venerdì 22 dicembre 2017

“Crisi umanitaria” in Birmania: è sempre questione di petrolio e infrastrutture



Nella ex-Birmania, oggi Myanmar, è riesplosa la tensione tra la minoranza mussulmana e la maggioranza buddista. Washington e Londra hanno istallato ai vertici dello Stato il premio Nobel Aung San Suu Kyi, perché avvallasse la secessione della strategica regione mussulmana dell’Arkan. La giunta militare birmana, però, non intende cedere ed ha rafforzato i legami con la Cina: in palio ci sono i giacimenti di idrocarburi e la strategica via di comunicazione che unirebbe Pechino all’Oceano Indiano, senza passare dallo Stretto di Malacca. Si ripropone lo stesso schema sperimentato durante l’occupazione del Giappone, durante cui buddisti e mussulmani combatterono rispettivamente contro e a favore degli inglesi.

domenica 16 aprile 2017

PERCHE' LA SIRIA? "IL CERCHIO MENA"

7 aprile 2017
Testo in italiano del capitolo "Il cerchio Mena" del libro di G. Lo Brutto e A. Spataro
"SIGLO XXI- LA ECONOMIA DEL TERROR", uscito in Messico, nel giugno 2016, in

 https://www.amazon.com/Siglo-XXI-econom%C3%ADa-del-terror/dp/6078344412
IL “CERCHIO MENA”
Dopo l’interventismo di George W. Bush, arrivò il “revisionismo” di Barak Obama il quale, con il memorabile discorso del Cairo, tentò di correggere l’approccio Usa verso il mondo arabo e di recuperarne la fiducia.
Il neo presidente democratico, il primo di pelle nera e di padre islamico, legittimò e rilanciò, in chiave più politica e culturale, la prospettiva “americana” ossia la regione Mena caldeggiata dai principali organismi finanziari internazionali (Banca mondiale e FMI) e dalle stesse agenzie delle Nazioni Unite. E naturalmente, da molti paesi petroliferi della penisola araba.
Come detto, si passò dal vecchio “arco dell’instabilità e della crisi”, che andava dal nord-Africa all’Iran, passando dalla Palestina occupata, al Mena che taluni specialisti, anche di tendenza moderata, ufficialista,  spiegano così.

martedì 7 febbraio 2017

PARLA MUAMMAR GHEDDAFI


intervista tratta da: Panorama, 12 ottobre 2000
di STELLA PENDE fotografie di PIGI CIPELLI
Amsa'd (deserto del Sahara), 2/3 ottobre 2000
L'automobile corre nel buio da un'ora. Nessuno sa dove andiamo. Il silenzio nero del deserto è rotto solo da qualche lampeggio del mare che appare e scompare come una cartolina strappata. Lasciamo a cento chilometri Tobruk, piccolo porto libico che nell'ultima guerra è stato la sconfìtta del generale Erwin Rommel. Posto di blocco. Qualche minuto d'attesa e l'apparizione: d'improvviso davanti a noi: il Sahara è attraversato da un serpente luminoso di macchine che muove la coda dentro la strada ondulata. «È la fila delle auto per la frontiera con l'Egitto» mente uno degli accompagnatori, tenuto, come tutti, al pegno del silenzio. Una voce, un nome, cade come un sasso fra noi: «E' Gheddafi». «E' lui che si muove con i suoi Caravan e più di cento Toyota al seguito». «Gli ultimi in coda sono due pullman: il primo, immenso, è una casa viaggiante. L'altro porta i generatori». Per fare cosa? «Per illuminare la sua tenda. La pianta dovunque.

venerdì 3 febbraio 2017

Controstoria di Saddam Hussein e Muammar Gheddafi

12 agosto 2014

Senza la minima volontà di "assolvere" o peggio "mitizzare" due Leader , possiamo sicuramente affermare che l'immagine che hanno di loro i cittadini occidentali - costruita attraverso la propaganda mediatica - è senza dubbio peggiore di quella reale.

Premesso che per giudicare un governo è necessario 'contestualizzare', cioè tenere in considerazione la situazione socio-politica, culturale ed economica del posto, possiamo affermare con tranquillità che le condizioni di vita in Iraq e in Libia, quando i paesi erano gestiti dai due Leader erano molto migliori di quanto comunemente ed erroneamente creduto. In entrambi i paesi c'era un certo grado di benessere ed era presente un discreto welfare; infatti erano benvoluti dalla maggioranza dei cittadini.

mercoledì 1 febbraio 2017

CHI VOLEVA LA MORTE DI GHEDDAFI?

14/6/2013

Chi voleva Gheddafi morto? Noi, cioè la Nato, ovvero l’aggregazione dei Paesi democratici che esporta la libertà e la civiltà coi bombardamenti e le esecuzioni mirate. Portatori di droni di pace in ogni angolo del pianeta.
L’Italia, che fino al primo raid, in quel fatidico marzo del 2011, era stata amica e partner della Libia, in un interessante quadrangolare geopolitico nel mediterraneo, con Russia ed Algeria (e in un secondo momento anche la Turchia, interessata al progetto di gasdotto South Stream, di cui Roma era titolare con una partecipazione maggioritaria) si schierò con francesi, inglesi ed americani (in ordine inverso di aggressività) per eliminare il dittatore.
Perché lo fece avendo tutto da perdere e niente guadagnare?  Perché rimettere in discussione i profittevoli accordi e la strategia vincente, tanto commerciale che diplomatica, concordata col leader arabo-africano, peraltro, dopo aver ammesso le proprie responsabilità coloniali risarcendo i libici?

sabato 1 ottobre 2016

15 anni di crimini

Gli Stati Uniti e i loro alleati commemorano il 15° anniversario dell’11 settembre. Per Thierry Meyssan è l’occasione per fare il punto sulla politica di Washington, a partire da quella data; un bilancio particolarmente cupo. Delle due l’una: o la versione degli attentati da parte della Casa Bianca è autentica, e in tal caso la sua risposta agli attacchi è particolarmente controproducente; o è menzognera e, in questo caso, è riuscita a saccheggiare il Medio Oriente allargato.
| Damasco (Siria)


15 anni fa, negli Stati Uniti, l’11 settembre 2001, il «piano di continuità del governo» è stato attivato verso le ore 10 del mattino dal coordinatore nazionale per la sicurezza, la protezione delle infrastrutture e il controterrorismo, Richard Clarke [1]. Secondo lui, si trattava di rispondere alla situazione eccezionale di due aerei che avevano colpito il World Trade Center di New York e un di terzo che avrebbe colpito il Pentagono. Tuttavia, questo piano doveva essere utilizzato solo in caso di distruzione delle istituzioni democratiche, ad esempio da un attacco nucleare. Non si era mai previsto di attivarlo fintantoché il presidente, il vicepresidente e i presidenti delle Assemblee fossero vivi e in grado di adempiere alle loro funzioni.

giovedì 28 luglio 2016

Sono assassini, o in nome della democrazia possono massacrare chi vogliono?

di Giuseppe Righetti
Tony Blair George - G. W. Bush - Nicolas Sarkosy

I pianti di vergogna. In tanta bassezza ed orrore morale dei governi occidentali che si coinvolgono in questi sporchi giochi con criminali e formazioni delinquenziali o jihadiste, brilla per nettezza il saluto del presidente Assad ai morti francesi: “Parigi prova adesso quel che i siriani provano da cinque anni”.

E poi: “Ipocriti, chiamate ‘terroristi’ quelli che colpiscono voi, e ‘ribelli moderati’ quando colpiscono noi”.

La “guerra al terrorismo” ha prodotto almeno 13 milioni di morti fra Iraq, Afghanistan e Pakistan: crimini contro l’umanità che restano impuniti e a cui abbiamo preso parte anche noi.

venerdì 10 giugno 2016

USA, REGNO UNITO E UNIONE EUROPEA SONO ORMAI DELLE DITTATURE

Postato il Venerdì, 27 maggio @ 20:20:00 BST di marcoc

DI ERIC ZUESSE
Strategic Culture Foundation
Come è possibile che in tutti i sondaggi per le primarie presidenziali, nei testa a testa tra Repubblicani e Democratici, il candidato Democratico favorito è quasi sempre Bernie Sanders, che molto probabilmente non sarà il candidato vincente, mentre tra i Repubblicani il favorito è John Kasich, che di certo non sarà il candidato Repubblicano nella corsa alla presidenza? Sanders e Kasich hanno anche registrato il più alto gradimento in rete per rispettivi partiti, ma quasi certamente nessuno dei due sarà sulla scheda elettorale l'8 novembre. Ma che razza di democrazia è questa?

lunedì 23 maggio 2016

Golpe 2011: una minestra riscaldata, servita quando fa comodo (Parte I)

sabato 21 maggio 2016

Obama peggio di Bush: tutte le guerre del Nobel per la Pace


obama-jokerRoma, 13 mag – Manca ormai solo qualche mese all’uscita di scena di Obama, la figura centrale di questi anni tormentati, caratterizzati da crisi economica e tensioni internazionali. Un presidente inevitabilmente “buono” per via del suo colore della pelle, come vuole il pensiero debole dei nostri tempi. Un idolo dei media e delle sinistre radical occidentali, di cui è stato simbolo incontrastato, tanto da meritare un Nobel per la Pace prima ancora di fare un passo in politica estera. Ma basta analizzare le sue mosse nel corso degli anni per capire come Obama abbia in realtà agito in continuità con l’istinto imperiale americano, riuscendo dove altri non erano arrivati grazie anche al pregiudizio favorevole che ha caratterizzato la sua amministrazione. I conflitti durante la sua presidenza si sono susseguiti senza sosta, mentre l’utilizzo dei droni, i sistemi a pilotaggio remoto con cui condurre attacchi aerei, si è addirittura sestuplicato rispetto al periodo Bush. Gli interventi di cui parliamo sono ben diversi dalle “guerre classiche”. Si tratta di azioni di destabilizzazione, manipolazione dell’opinione pubblica, finanziamento di gruppi eversivi e invio massiccio di contractors, cioè mercenari, attraverso le quali tentare di favorire il regime-change nei paesi di interesse geopolitico. Sul tema gli States hanno una lunga tradizione, di cui le “rivoluzioni colorate” sono la parte più nota.

giovedì 28 gennaio 2016

CI SONO LE PROVE: IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI E' L'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE PEGGIORE DELLA STORIA DELL'UMANITA'

Postato il Lunedì, 18 gennaio @ 23:10:00 GMT di davide


Fiore
DI PAUL CRAIG ROBERTS
paulcraigroberts.org

Unico tra le Nazioni della terra, il governo americano insiste che le proprie leggi e i propri dettami abbiano la precedenza sulla sovranità delle altre Nazioni. Washington sostiene il potere dei tribunali degli Stati Uniti nei confronti dei cittadini stranieri e rivendica la giurisdizione extraterritoriale dei tribunali USA su attività estere che Washington o gruppi di interesse americani non approvano. Forse la peggiore dimostrazione dello sprezzo che Washington prova per la sovranità degli altri Paesi è l'aver dimostrato il potere degli USA su cittadini stranieri basato esclusivamente su accuse infondate di terrorismo.
Vediamo alcuni esempi.

sabato 28 febbraio 2015

Isis, il piano segreto: venti di guerra per portare Jeb Bush alla Casa Bianca

Medio Oriente, Ucraina, Libia. E soprattutto gli attentati terroristici in Europa. Prende corpo una corrente di pensiero inquietante: la recrudescenza del fenomeno bellico sarebbe figlio della necessità delle lobby Usa di una nuova escalation per fare soldi con le armi. E, guarda caso, dopo Charlie Hebdo è stata annunciata la candidatura alla Casa Bianca di Jeb Bush...
Lunedì, 16 febbraio 2015 - 13:26:00

Medio Oriente, Ucraina, Libia. E soprattutto gli attentati terroristici in Europa. Prende corpo una corrente di pensiero inquietante: la recrudescenza del fenomeno bellico sarebbe figlio della necessità delle lobby Usa di una nuova escalation per fare soldi con le armi. E, guarda caso, dopo Charlie Hebdo è stata annunciata la candidatura alla Casa Bianca di Jeb Bush...

venerdì 5 dicembre 2014

"FALSE FLAG": PASSATO, PRESENTE E...FUTURO ?

Postato il Martedì, 25 novembre @ 23:10:00 GMT di davide
DI ADRIAN SALBUCHI

rt.com

Per coloro che credono alle "teorie del complotto" e amano il concetto di "False Flag" (cioè, l'idea che quando una nazione - di solito molto potente - ha bisogno di un pretesto per fare guerra a un'altra nazione -di solito più debole - riesce ad orchestrare un "attacco" contro sé stesso per poi incolpare l'altro paese, utilizzando questo attacco per scatenare il conflitto). Naturalmente questo non è così semplice da comprendere e a molti può sembrare folle.

Tuttavia, come ha detto Polonio per la pazzia di Amleto: "la sua pazzia ha metodo e coerenza".

venerdì 26 settembre 2014

Torri gemelle abbattute da Bush: prove schiaccianti secondo i grandi media americani!

un delicatissimo coinvolgimento che includeva sostegni dall’estero da parte delle agenzie di intelligence, quella israeliana del Mossad in prima linea

Attacco alle torri ordito dalla setta satanica Skull & Bones, George W. Bush e dalla sionista AIPAC.

La setta satanica setta Skull & Bones, George W. Bush ed i sionisti dell’AIPAC hanno ordito l’attacco 9/11, ecco le prove schiaccianti Qualcosa deve davvero essere cambiato, perché noi lo sappiamo, lo scriviamo e lo diciamo da sempre, ma ci impressiona vedere che ora anche il New York Post, il Veterans Today e in particolare Gordon Duff, di Press TV, scrivono che l’attentato dell’11 Settembre 2001 non sarebbe stato ideato, condotto e concluso da autonome “cellule terroristiche islamiche”, come ci viene tautologicamente ripetuto da tredici anni a questa parte. L’accusa piombata pochi giorni prima della fine dell’anno sulla testa del massone satanico George Bush, affiliato alla nota setta satanica Skull&Bones (teschi ed ossa), nonché nipote di Prescott Bush, arcinoto finanziatore di Adolf Hitler, è di aver “insabbiato materiale utile alla vera ricostruzione dei drammatici fatti accaduti l’11 Settembre 2001, di aver protetto i veri responsabili dell’orrida azione, di aver mentito al popolo americano (cosa grave negli USA, ndr.), e di aver sospinto l’America in due guerre (Afghanistan ed Iraq) in cui hanno perduto la vita migliaia e migliaia di giovani”. Uomini e donne in salute e con tutta la vita davanti, e dunque essersi anche reso responsabile della marea umana di ex soldati e soldatesse oggi invalidi (mutilati, ciecati, paraplegici…) a cui ha rovinato l’esistenza per sempre.

venerdì 18 luglio 2014

Il PNAC, l'11 settembre 2001 e il Nuovo Ordine Mondiale

Di Salvatore Santoru
In un'intervista rilasciata nel 2007 all'emittente televisiva Democracy Now, l'ex generale statunitense Wesley Clark ha dichiarato che le recenti guerre degli Stati Uniti sono state pianificate in anticipo .


Clark ha citato un documento ,Rebuilding America's Defenses, prodotto dal think tank PNAC nel 2000 .
In esso viene descritto un piano volto a consolidare l'egemonia statunitense attraverso degli interventi militari in quei paesi considerati una minaccia per tale egemonia, dall'Iraq alla Siria.
Il PNAC

Il PNAC è un'istituto di ricerca con sede a Washington creato nel 1997 e considerato come la base intellettuale del movimento " neocon ", area che ha egemonizzato il partito repubblicano e che è stata molto influente durante la presidenza di George W. Bush . Tra i membri fondatori del gruppo spiccano Donald Rumsfeld,già segretario alla difesa di Bush e Dick Cheney, vicepresidente dello stesso .
L'attuale dirigente è il giornalista ed analista politico Wiliam Kristol, commentatore fisso di Fox News e editorialista del New York Times nonchè fondatore del settimanale politico The Weekly Standard.
Il padre,Irving Kristol, è considerato come il padre fondatore dello stesso movimento neocon.
Irving Kristol inizialmente era un militante e intellettuale trotskista e liberal, e scontento delle politiche allora dominanti nel partito democratico aveva deciso di cambiare strada fondando, con altri intellettuali della stessa area, quello che lo scrittore e attivista politico socialdemocratico Michael Harrington ha chiamato " neoconservatorismo " .
Kristol è stato anche membro del Council of Foreign Relations, uno dei gruppi di potere più influenti in USA e nel mondo .

mercoledì 18 giugno 2014

Ma il mondo ha capito che Obama è più bugiardo di Bush

28 maggio 2014
Caro Obama, ci hai deluso. Firmato: 93 paesi, dalla A di Afghanistan alla Z di Zimbabwe, passando per Europa, Brasile, Medio Oriente, ex Urss, Sudamerica e Africa. Durante gli anni di Bush, le popolazioni di tutto il mondo erano inorridite dalle aggressioni, dalle violazioni dei diritti umani e dal militarismo degli americani. Nel 2008 solo una persona su tre, in tutto il mondo, approvava l’operato dei leader Usa. L’avvento di Obama trasmise un messaggio di speranza e cambiamento, e nel 2009 il monitoraggio della Gallup (Usglp, Us Global Leadership Project) registrò il forte consenso dell’opinione pubblica mondiale: il 49% del campione aveva fiducia nella nuova leadership statunitense, che però è andata riducendosi non appena Obama è passato dalle promesse ai fatti. Domanda: lei approva o disapprova la leadership Usa? In alcuni paesi, «un gran numero di persone ha rifiutato di rispondere e di esprimere un qualsivoglia parere, mascherando la disapprovazione dietro ad un silenzio dettato dalla paura», spiega Nicolas Davies.

lunedì 3 marzo 2014

NWO e Hitler

Pubblicato: 2014/01/27 | Autore: saragio
William Farish III
William Farish dirigeva negli Stati Uniti il cartello formato dalla Standard Oil of New Jersey (l’attuale Exxon) e la I.G. Farben di Hítler. Fu precisamente questo consorzio a determinare l’apertura del campo di concentramento di Auschwitz nel 1940 allo scopo di produrre gomma sintetica e nafta dal carbone. All’epoca, quando questa notizia cominciò a diffondersi agli organi di stampa, il Congresso statunitense apri un’inchiesta. Se si fosse davvero spinta fino alle ultime conseguenze, avrebbe irrimediabilmente compromesso il clan Rockefeller. Ma non avvenne nulla di tutto ciò: ci si limitò a silurare il direttore esecutivo della Standard Oil, William Farish I. In occasione di quel congresso, W. Averell Harriman si occupò personalmente di far arrivare a New York i maggiori ideologi del nazismo, prendendo accordi con la Hamburg-Amerika Line , di proprietà dei Walker e dei Bush. Tra quegli “scienziati” vi era anche il principale fautore delle teorie razziste durante il regime di Hitler, lo psichiatra Ernst Rüdin, che conduceva a Berlino studi sulle razze finanziati dalla famiglia Rockefeller.

sabato 2 novembre 2013

Scandalo Bengasi: Il vero motivo per cui i media stanno spingendo sul “Bengasi-gate”

“E se, dopo aver eletto il loro uomo o il loro gruppo, l’obbedienza al sionismo viene meno, emergeranno rapidamente “scandali”, “indagini” e “impeachment” con cui si procederà alla rimozione dei disobbedienti.
- Henry Ford, citazione da ‘The International Jew’

Nel 1997-98, la mafia sionista chiese a Bill Clinton di interrompere il dialogo con il leader palestinese Arafat e di invadere l’Iraq. Quando Clinton si rifiutò, emerse dal nulla lo “scandalo di Monica Lewinsky.” Clinton venne accusato uscendone notevolmente indebolito dal punto di vista politico. Il giorno stesso del suo impeachment, Clinton bombardò l’Iraq!

lunedì 23 settembre 2013

RROCKEFELLER: QUELLI CHE SONO CONTRO LA PACE

7 ottobre 2012
Pubblicato da Maligno
L’impero globale bancario e petrolifero dei Rockefeller è stato oggetto di molti commenti critici su internet. In effetti, i tentacoli della piovra Rockefeller in ogni sfaccettatura degli apparati bancari, petroliferi (attraverso il controllo della Standard Oil), militari, educativi e di politica estera, sono stati resi manifesti in una monografia preparata dall’Unione Sovietica nel 1959. Una traduzione in inglese, preparata dalla Divisione Documenti Esteri della CIA e datata 16 dicembre 1959, è stata resa nota dagli archivi della CIA. Il documento si intitola: “Quelli che Sono Contro la Pace”.