Gli Stati Uniti d’America sono nati nel 1700, conseguentemente all’espansione Inglese e si può realmente affermare che sull’Impero Britannico il sole non tramontava mai. Gli Stati Uniti, quale derivazione della fase più aggressiva del Regno Unito, nacquero sotto il segno dell’aggressività espansionistica. Dalla loro nascita nel 1776, gli Stati Uniti d’America sono in guerra da 223 anni su 240 anni d’esistenza.
Nella storia statunitense, ogni presidente ha promesso la pace, salvo creare le opportunità per scatenare guerre con svariati pretesti, manipolando l’informazione interna e mondiale.
Il neo-presidente Donald Trump ha promesso pace e prosperità, riuscirà a non disseminare il pianeta di guerre e povertà come hanno fatto tutti i suoi predecessori?
Sempre parlando per numeri, solo a partire dal 1945 gli USA hanno causato 200 conflitti regionali. Il raffinato metodo statunitense del “False Flag” ha raggiunto livelli di perfezione tali, che farebbe impallidire espansionisti storici quali Alessandro Magno, Napoleone, Hitler e simili.
Fatto sta, che più un presidente USA commette genocidi, massacri, più assurge al rango di icona globale, passando attraverso la storia americana, da Kennedy a Clinton, dai Bush a Obama, per non parlare di segretari di stato, da ultimo Hillary Rodham Clinton, che ha sulla coscienza le vite di almeno 200 bambini pakistani oltre ai diplomatici di Bengasi e chissà quante altre scelleratezze ha combinato che non ci è dato sapere, perché coperte dalla propaganda Radical-Chic.