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mercoledì 11 luglio 2018

LE RAGAZZE RAPITE IN NIGERIA, L’ASSASSINIO DI GHEDDAFI, BIN LADEN E I BARCONI DEI MIGRANTI

Aggiornato
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Qualcuno forse si chiederà cosa lega tra loro gli argomenti apparentemente disparati citati nel titolo. Da parte nostra ci ripromettiamo di mostrare come la distruzione dello stato libico guidato per 42 anni da Gheddafi, programmata da tempo dall’Occidente e dalle monarchie arabe reazionarie, abbia creato un’area di instabilità che coinvolge tutta l’Africa occidentale e sub-sahariana: una situazione che fornisce agli stati imperialisti ed ex-coloniali (come USA e Francia) continue occasioni di intervento e ingerenza in Africa.

La rivoluzione del 1969, condotta da un gruppo di giovani ufficiali nazionalisti e laici guidato da Gheddafi sul modello del nazionalismo arabo di Nasser, aveva permesso alla Libia un lungo periodo di crescita economica e stabilità. Tutti gli accordi con le multinazionali del petrolio erano stati ricontrattati permettendo allo stato libico di incassare ingenti somme ed effettuare preziosi investimenti. Erano state valorizzate le grandi risorse d’acqua sotterranee presenti sotto il deserto del Sahara, permettendo alla Libia di raggiungere l’autonomia alimentare. Il reddito pro-capite della popolazione era diventato il più alto dell’Africa. Era stata anzi varata una Banca Africana che avrebbe permesso a molti stati africani di sfuggire ai ricatti del FMI e delle grandi banche occidentali. Nella sua visione di liberazione panafricana  Gheddafi aveva finanziato molti movimenti di liberazione, ed in particolare l’ANC di Nelson Mandela, protagonista della lotta contro l’Apartheid in Sud-Africa.

giovedì 1 marzo 2018

Piano B, cacciare Gheddafi: i legami con l’occidente della Libia

22/2/18

Recentemente sono stati desecretati e pubblicati dei documenti che provano i legami tra l’intelligence britannica e l’ex leader della Libia Muhammar Gheddafi.
Sputnik ha scoperto dal giornalista libico Mustafa Fetouri perché la Gran Bretagna ha voltato le spalle a Gheddafi:
—  Per la Gran Bretagna in quel momento Gheddafi era solo un alleato temporaneo necessario in base alle circostanze. Non bisogna dimenticare che all'epoca la Libia aveva la migliore base dati sulle organizzazioni terroristiche come Al-Qaeda in Pakistan e in Afghanistan, quando gli USA sostenevano Osama Bin Laden contro l'Unione Sovietica in Afghanistan. Di tutti i paesi del mondo, nel 1980, la Libia fu l'unica ha ha dare l'ordine internazionale per il suo arresto.
Ritengo inoltre che Tony Blair espresse il desiderio a Gheddafi (non il contrario) di dimenticare la tragedia di Lockerbie e ricominciare le relazioni con la Libia da capo. Da questa situazione entrambi traevano vantaggio ottenendo informazioni sui terroristi, sulle organizzazioni terroristiche e sulle loro trame.

domenica 11 giugno 2017

L’attentato sotto falsa bandiera di Londra

4 giugno 2017
Prima guardate i video nell' articolo originale: https://aurorasito.wordpress.com/2017/06/04/lattentato-sotto-falsa-bandiera-di-londra/

Il video suggerisce un lavoro tra terroristi e polizia? Sue dei presunti attentatori. Fanno finta? I due uomini sono stati fotografati da Gabriele Sciotto dopo che gli avrebbero sparato in testa! Nell’attentato sotto falsa bandiera ci sono (1) ‘veri attentatori’ (che operano per i servizi di sicurezza) e (2) ‘zimbelli’ (persone falsamente incriminate).
 
Un attentatore fu “colpito alla testa” dalla polizia. The Sun
 
La polizia dopo gli attentati al London Bridge e al Borough Market. 

lunedì 8 maggio 2017

Gli Stati Uniti uccidono molto più del morbillo


Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlanta ha diffuso una nota in cui consiglia ai cittadini americani di prendere delle precauzioni quando vengono in Italia perché il nostro Paese è ad alto rischio epidemiologico. Vi infuria una pericolosissima malattia: il morbillo. Nei primi tre mesi di quest’anno il morbillo ha colpito 1.473 persone. Un’enormità, circa lo 0,0025% della popolazione italiana. Per la prima volta siamo considerati un Paese ‘a rischio’ come la Sierra Leone colpita dal virus dell’Ebola. 

mercoledì 12 aprile 2017

USA, 31 anni di raid punitivi: una lunga storia dallla Libia alla Siria

Quella decisa da Donald Trump contro la Siria è l'ennesima ritorsione della Casa Bianca, nel suo ruolo di 'gendarme del mondo'
George W. Bush, 43esimo presidente degli Stati Uniti, certamente tra i più 'interventisti'
Quella compiuta dall'amministrazione Trump in Siria è l'ennesima ritorsione decisa da Washington nei confronti di uno Stato sovrano. Dal 1986 ad oggi, da quasi 31 anni, gli Stati Uniti d'America intervengono puntualmente nel mondo con 'raid punitivi'. Una lunga storia che inizia esattamente il 14 aprile del 1986 con la Libia. Quel giorno, l'amministrazione della Casa Bianca guidata da Ronald Reagan tentò di uccidere il presidente Mu'ammar Gheddafi. Il nome in codice dell'operazione fu "El Dorado Canyon", ed aveva ufficialmente lo scopo ( LA SCUSA) di vendicare un attentato MAI commesso da "terroristi libici" alla discoteca 'La Belle' di Berlino, notoriamente frequentata da militari americani. Il leader libico sfuggì al raid in cui morì una delle sue figlie adottive. Il giorno successivo, il governo di Tripoli rispose lanciando due missili verso il territorio italiano, obiettivo l'isola di Lampedusa,( ALTRO FALSO, I MISSILI NON ERANO LIBICI)  che precipitarono in mare prima di colpire il bersaglio. Dal Nord Africa all'America Centrale, più di tre anni dopo. Era il 20 dicembre 1989 quando Ronald Reagan, in uno dei suoi ultimi atti, decretò l'invasione di Panama per deporre il presidente Manuel Noriega.

domenica 19 febbraio 2017

Le menzogne occidentali sul terrorismo islamico



12 febbraio 2017
Qui un articolo ben documentato e molto chiaro in merito all’andamento delle vicende che riguardano il cosiddetto Stato islamico negli ultimi tempi. Purtroppo sono un disordinato e non mi riesce facile trovare quanto vado scrivendo (a volte non so bene nemmeno dove ho cacciato lunghi articoli di carattere teorico, figuriamoci gli altri).

venerdì 6 maggio 2016

11 Settembre: l’uomo di Washington accusa Israele

Maurizio Blondet, 29 aprile 2016

Accusa   i neocon con nomi e  cognomi:  Paul Wolfowitz allora  viceministro al Pentagono, l’israelo-americano Michael Chertoff, il rabbino Dov Zakheim (numero 3 al Pentagono) di essersi infiltrati nel governo Bsh jr. e di aver organizzato, su istigazione di Israele,  il mega attentato dell’11 Settembre 2001.
E non è un complottista marginale: è stato  un alto funzionario del Dipartimento di Stato da Nixon a Carter a Bush-padre, esperto in guerra psicologica,  attore in operazioni coperte (come l’uccisione di Moro) per conto degli Stati Uniti. Membro fino al 2012 del Council on Foreign Relations, quindi dell’élite dell’Establisment.  Né lo si può accusare di avere come motivazione l’antisemitismo: i suoi genitori erano ebrei russo-polacchi fuggiti alla Shoah, lui ha scritto persino una biografia di sua “mamma yiddish”, Teodora.  E’ Steve Pieczenik.
Una vecchia conoscenza  anche per l’Italia, come vedremo.
Steve Pieczenik ha detto tutto il 21 aprile 2016, intervistato da Alex Jones, creatore del sito InfoWars: il video-intervista, di 47 minuti, è stato diffuso, probabilmente non a caso,  nel pieno  della campagna  americana  per incolpare la monarchia saudita del mega-attentato dell’11 Settembre, con la minaccia di pubblicare le 28 pagine del  rapporto della Commissione Senatoriale  sul 9/11, segretate da Bush jr. proprio perché mostrerebbero il coinvolgimento dei sauditi ai più alti livelli.
Steve Pieczenik corregge: sì, c’è stato la cooperazione di “agenti sauditi”, ma il mandante principale è Israele,  insiste nell’intervista.  Egli si dichiara disposto a testimoniare sotto giuramento davanti a un tribunale federale e rivelare lì le sue fonti, fra cui (dice) “un generale”.
Preferisce vecchie foto...
Preferisce  sue vecchie foto…

giovedì 26 febbraio 2015

Libia, l’ultima intervista di Gheddafi: “senza di me i terroristi invaderanno il Mediterraneo”

15 febbraio 2015 18:42 | Peppe Caridi
Mu’ammar Gheddafi è stato per 42 anni il leader della Libia, dopo aver guidato il colpo di stato militare che nel 1969 destituì la monarchia (accusata di essere corrotta ed eccessivamente filo-occidentale) del re Idris I e del suo successore Hasan. Durante i 42 anni di Gheddafi la Libia ha conosciuto il suo periodo politico ed economico più stabile e fiorente, con indici di crescita e sviluppo poi crollati dopo il 2011. Da ormai tre anni e mezzo il Paese più importante dell’Africa settentrionale alle porte del Mediterraneo è diventato una polveriera in balia del terrorismo islamico.

lunedì 26 gennaio 2015

Terrorismo: "Tutti pensano a Parigi, ma per i morti in Libia nessuno alza un dito"

Le voci raccolte in un bar alla periferia di Milano, dove cinque immigrati islamici commentano quanto è accaduto nella capitale francese, con qualche faticoso distinguo

19 gennaio 2015 Carmelo Abbate
Tarek: «I terroristi di Parigi sono degli infiltrati che hanno agito per mettere in cattiva luce la religione musulmana, guarda caso in un periodo in cui tante donne in Italia e in Europa si convertono all’Islam». Faris: «I terroristi erano francesi, come i morti ammazzati. È un problema della Francia, cosa c’entra l’Islam?» Ahmed: «Hanno ucciso dieci persone e si ferma il mondo, per tutti i morti in Libia nessuno alza un dito». Adel: «Tu hai mai sentito un musulmano offendere Gesù Cristo? Allora perché voi non fate altro che insultare il profeta Mohammed». Maghid: «Parliamoci chiaro, tu pensi davvero che dietro l’11 settembre c’è Osama Bin Laden?»

venerdì 5 dicembre 2014

"FALSE FLAG": PASSATO, PRESENTE E...FUTURO ?

Postato il Martedì, 25 novembre @ 23:10:00 GMT di davide
DI ADRIAN SALBUCHI

rt.com

Per coloro che credono alle "teorie del complotto" e amano il concetto di "False Flag" (cioè, l'idea che quando una nazione - di solito molto potente - ha bisogno di un pretesto per fare guerra a un'altra nazione -di solito più debole - riesce ad orchestrare un "attacco" contro sé stesso per poi incolpare l'altro paese, utilizzando questo attacco per scatenare il conflitto). Naturalmente questo non è così semplice da comprendere e a molti può sembrare folle.

Tuttavia, come ha detto Polonio per la pazzia di Amleto: "la sua pazzia ha metodo e coerenza".

venerdì 26 settembre 2014

Torri gemelle abbattute da Bush: prove schiaccianti secondo i grandi media americani!

un delicatissimo coinvolgimento che includeva sostegni dall’estero da parte delle agenzie di intelligence, quella israeliana del Mossad in prima linea

Attacco alle torri ordito dalla setta satanica Skull & Bones, George W. Bush e dalla sionista AIPAC.

La setta satanica setta Skull & Bones, George W. Bush ed i sionisti dell’AIPAC hanno ordito l’attacco 9/11, ecco le prove schiaccianti Qualcosa deve davvero essere cambiato, perché noi lo sappiamo, lo scriviamo e lo diciamo da sempre, ma ci impressiona vedere che ora anche il New York Post, il Veterans Today e in particolare Gordon Duff, di Press TV, scrivono che l’attentato dell’11 Settembre 2001 non sarebbe stato ideato, condotto e concluso da autonome “cellule terroristiche islamiche”, come ci viene tautologicamente ripetuto da tredici anni a questa parte. L’accusa piombata pochi giorni prima della fine dell’anno sulla testa del massone satanico George Bush, affiliato alla nota setta satanica Skull&Bones (teschi ed ossa), nonché nipote di Prescott Bush, arcinoto finanziatore di Adolf Hitler, è di aver “insabbiato materiale utile alla vera ricostruzione dei drammatici fatti accaduti l’11 Settembre 2001, di aver protetto i veri responsabili dell’orrida azione, di aver mentito al popolo americano (cosa grave negli USA, ndr.), e di aver sospinto l’America in due guerre (Afghanistan ed Iraq) in cui hanno perduto la vita migliaia e migliaia di giovani”. Uomini e donne in salute e con tutta la vita davanti, e dunque essersi anche reso responsabile della marea umana di ex soldati e soldatesse oggi invalidi (mutilati, ciecati, paraplegici…) a cui ha rovinato l’esistenza per sempre.

martedì 26 agosto 2014

ECCO PERCHE' OBAMA STA BOMBARDANDO IL CALIFFO

Postato il Mercoledì, 13 agosto @ 19:44:41 BST di davide
DI PEPE ESCOBAR

rt.com

Questo è il modo in cui la multi-trilionaria Guerra Globale al Terrore (GWOT) vede la sua fine: non con uno scoppio, ma con uno scoppio veramente enorme.

La GWOT, fin dal suo concepimento 13 anni fa, negli attimi subito dopo l'11 settembre, è un regalo che continua ad essere distribuito. E non c'è regalo più grande di un Transformer di Al Qaeda strafatto di steroidi – più grande, più impertinente e più in salute di qualsiasi cosa Bin Laden e Ayman al-Zawahiri abbiano mai sognato; l'IS (Stato Islamico, precedentemente conosciuto come ISIS [o ISIL NdT]) del Califfo Ibrahim, prima conosciuto come Abu Bakr al-Baghdadi.

venerdì 25 aprile 2014

LE MENZOGNE DEGLI USA: LA NATO NON SE SE ANDRA’ DALL’AFGHANISTAN

16 aprile 2014.
Doveva essere “l’ultimo atto di redenzione” della guerra contro il terrore degli USA, la promessa elettorale di un Barak Obama che nel 2012 accusava Mitt Romney di non avere un calendario per portare a casa le truppe dall’#Afganistan. Ora il presidente statunitense vuole mantenere in quel paese circa 16.000 soldati in forma ufficiale, e non si sa quante altre migliaia sotto quali nomi e quali incarichi, e prolungare ancor più quella che è stata la guerra più lunga del paese. Alla fine, Obama soffre di quello che i greci chiamavano akrasia, debolezza della volontà.

Il nuovo presidente del paese invaso e occupato dovrà legalizzare lo status di colonia che Washington gli ha preparato. Né il presunto assassinio di Bin Laden in Pakistan, né la rivelazione (del segreto di cui tutti parlavano) del presidente Hamid Karzai, quest’uomo della CIA, del fatto che “Al Qaeda è un mito”, hanno fatto sì che gli USA smettessero di sottostimare l’intelligenza di chi li ascolta.
“Non possiamo lasciare adesso l’Afganistan. Ha bilioni di dollari in minerali” disse il generale David Petraeus, smontando i motivi umanitari (salvare gli afgani dagli integralisti talebani) o di sicurezza (salvare l’umanità dai terroristi di Al Qaeda) dell’invasione. Alla tentazione delle risorse naturali dell’Asia Centrale si aggiungono la posizione strategica del paese, che per secoli ha fatto da cerniera tra Cina, Russia, Iran e India. Oltretutto, ora che gli USA stanno perdendo il Pakistan, l’Afganistan è il territorio ideale per diventare il punto di appoggio delle loro forze armate in questa zona. Non ci metteranno molto a cambiare idea e a pentirsi!
Postilla del Patto Strategico

sabato 8 marzo 2014

Al Qaeda è composta da mercenari utilizzati dagli Usa, di Thierry Meyssan

sabato 7 aprile 2012
Réseau Voltaire ha ricevuto molte lettere da lettori che chiedono di al-Qaida in Libia. Al fine di rispondere, Thierry Meyssan ha riunito i principali elementi noti di questo dossier. Questi fatti confermano la sua analisi, sviluppata dall’11 settembre 2001, che al-Qaida sia composta da mercenari utilizzati dagli Stati Uniti per combattere in Afghanistan, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Iraq e ora in Libia, Siria e Yemen.

Il leader storico di al-Qaida in Libia, Abdelhakim Belhadj, è divenuto il governatore militare della Tripoli “liberata” ed è il responsabile dell’organizzazione dell’esercito della “nuova Libia“.
Negli anni ’80, la CIA ha incoraggiato Awatha al-Zuwawi a creare una fucina in Libia per reclutare mercenari e inviarli nella jihad contro i sovietici, in Afghanistan. Dal 1986 le reclute libiche vengono addestrate nel campo di Salman al-Farsi (in Pakistan), sotto l’autorità del miliardario anti-comunista Usama bin Ladin.