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mercoledì 31 luglio 2019

Nel Russiagate italiano spunta l’ombra dei servizi stranieri

Quella che poteva sembrare un’affascinante teoria del complotto è diventata un’ipotesi molto diffusa tra analisti e commentatori nel raccontare le intricate trame dell’affaire Lega-Russia e l’incontro all’Hotel Metropol di Mosca del 18 ottobre 2018. Ossia l’ipotesi che dietro questa storia vi sia la regia occulta dei servizi segreti tedeschi e francesi. La vicenda è nota: lo scorso 8 luglio il sito liberal Buzzfeed – lo stesso che ha pubblicato il falso dossier sulla Russiagate redatto dall’ex spia britannica Christopher Steele contro Donald Trump – riprendendo in larga parte quanto già scritto a febbraio dal settimanale L’Espresso, ha lanciato un nuovo Russiagate, questa volta in Italia.

lunedì 7 gennaio 2019

La NATO prepara un’ondata di attentati in Europa

Numerose fonti provenienti da diversi Paesi ci segnalano che la NATO sta preparando attentati in Paesi dell’Unione Europea.
Durante gli «anni di piombo», ossia dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta, i servizi segreti della NATO hanno messo in atto la «strategia della tensione»: attentati sanguinari, attribuiti agli estremismi di destra e di sinistra, vòlti a creare un clima di paura e impedire così la formazione di governi di alleanza nazionale includenti i comunisti. Contemporaneamente, la NATO, che si proclamava paladina della democrazia, organizzò colpi di Stato o tentativi di colpi di Stato in Grecia, Italia e Portogallo.

lunedì 26 novembre 2018

Libia: da Gheddafi a “15.000 milizie”

Risultati immagini per Saif al Islam Gheddafi immagini
Foto: Newsweek (da Google)

Nel memorandum 1) sulla Libia in merito alle politiche di disinformazione dell’Occidente sullo stato e sull’esercito libico, prima e durante la guerra d’aggressione scatenata dalla Nato e soci a partire dal marzo del 2011, Saif al Islam Khaddafi calcola che siano operanti allo stato attuale circa 15.000 milizie, gran parte delle quali ben armate e ben addestrate.
Il figlio di Gheddafi 2) non cita, perché presumibilmente lo da per scontato. la penetrazione di truppe d’invasione statunitensi, inglesi, francesi, italiane (trecento, di cui cento paracadusti della Folgore). E non cita la “rinascita” del terrorismo jihadista in particolare a Sirte e a Bengasi in seguito al ritorno dalla Siria degli oppositori più o meno democratici al governo di Assad (terrorismo che suo padre e il regime della Giamahiria aveva saputo contenere).

Lo stato considerato “fallito” da uomini di grande spessore morale come Giorgio Napolitano, oltre che dalle sinistre umanitarie e pacifiste, desiderose di bombardare e di uccidere, ora è realmente “fallito”, o , detto meglio, si trova nella condizione ideale perché gli avvoltoi dell’Occidente imperiale e i tagliagole locali possano disporne a loro piacimento.

giovedì 8 novembre 2018

Rileggere Lenin per contrastare l'enfasi celebrativa, nazionalista e bellicista dei fascisti verso la Prima Guerra Mondiale


Contro l'enfasi celebrativa, nazionalista e bellicista, di cui si vuol circondare il “centenario della vittoria”, che i fascisti vorrebbero addirittura elevare a “principale festa nazionale”; contro l'esaltazione “guerriera” diffusa da un Ministero della difesa sempre all'attacco, qualunque sia lo schieramento politico impegnato a reclamizzare le armi italiane su tutti i fronti in cui USA e NATO portino la “democrazia” a suon di bombe; contro la retorica patriottarda, che equipara le odierne esaltazioni dei professionisti della guerra al sacrificio dei “nostri nonni”, obbligati ad andare al macello in un conflitto che essi non volevano; contro questo, proponiamo, per chi avrà la pazienza di leggerla, questa nota di Lenin, a proposito delle smanie interventiste italiane di cento anni fa e del ruolo dei riformisti nel voler trasformare le masse popolari in “lacchè della propria borghesia nazionale”, osservando come, sul fronte dell' “imperialismo della povera gente”, le condizioni dei migranti italiani di un secolo fa non differissero da quelle inflitte oggi agli attuali migranti proprio da coloro che più esaltano la “vittoria indimenticabile”.


IMPERIALISMO E SOCIALISMO IN ITALIA
(Nota)


Per l'interpretazione di quelle questioni che l'attuale guerra imperialista ha posto di fronte al socialismo, non è superfluo gettare uno sguardo sui diversi paesi europei, per imparare a isolare le modificazioni nazionali e i dettagli del quadro complessivo, da ciò che è basilare e sostanziale. Dal di fuori, dicono, le cose sono più evidenti. Perciò, quante meno analogie tra Italia e Russia, tanto più interessante, sotto certi aspetti, è paragonare imperialismo e socialismo in entrambi i paesi.

venerdì 21 settembre 2018

In Italia la più grande polveriera Usa

Alla fine della seconda guerra mondiale le truppe alleate occuparono il continente europeo. Francia e Russia le hanno ritirate, Stati Uniti e Regno Unito invece continuano a mantenere parte delle loro forze armate in Europa. In previsione di una guerra mondiale contro Cina e Russia, il Pentagono utilizza da un anno le numerose basi statunitensi in Italia per incrementare in modo massiccio lo stoccaggio di armi in Europa, bombe atomiche incluse.
| Roma (Italia)
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Lewis Eisenberg era il presidente del Porto di New York che vendette il World Trade Center appena prima degli attentati dell’11 Settembre per renderne possibile l’organizzazione. Eisenberg è oggi ambasciatore degli Stati Uniti a Roma e sta trasformando la penisola in un arsenale USA.
L’8 agosto ha fatto scalo nel porto di Livorno la Liberty Passion (Passione per la Libertà) e il 2 settembre la Liberty Promise (Promessa di Libertà), che saranno seguite il 9 ottobre dalla Liberty Pride (Orgoglio di Libertà). Le tre navi ritorneranno quindi a Livorno, in successione, il 10 novembre, il 15 dicembre e il 12 gennaio.

giovedì 20 settembre 2018

Così l’amministrazione dell’ONU organizza la guerra

Il documento interno delle Nazioni Unite che pubblichiamo dimostra come l’amministrazione dell’ONU agisca in contrasto con le finalità dell’Organizzazione. La gravità della situazione è tale da rendere necessaria una spiegazione del segretario generale, António Guterres; spiegazione che il ministro degli Esteri russo, Sergueï Lavrov, ha già chiesto nei giorni scorsi. Se questo chiarimento non arriverà, gli Stati membri potrebbero rimettere in discussione l’ONU.
| Damasco (Siria)
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Nella foto, l’ex assistente di Hillary Clinton, Jeffrey Feltman, presta giuramento il 2 luglio 2012 sulla Carta delle Nazioni Unite, davanti al segretario generale, il corrottissimo Ban Ki-moon, e diventa il numero due dell’Organizzazione.
A ottobre 2017 il sottosegretario generale delle Nazioni Unite agli Affari Politici, Jeffrey Feltman, ha redatto in segreto un documento per istruire tutte le Agenzie dell’ONU sul comportamento da adottare rispetto al conflitto siriano.
Gli Stati membri dell’Organizzazione non ne sono mai stati informati, neppure quelli del Consiglio di Sicurezza, almeno fino a quando il ministro degli Esteri russo, Sergueï Lavrov, il 20 agosto scorso ne ha rivelato l’esistenza [1].
Ce ne siamo procurati una copia [2].

venerdì 18 maggio 2018

La Giornata della Vittoria russa (o la storia della Seconda Guerra Mondiale che non si sente spesso in Occidente)

| Montréal (Canada)
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Ogni 9 maggio la Federazione Russa celebra la sua festa nazionale più importante, la Giornata della Vittoria, il den’ pobedi. Durante le prime ore di quel giorno nel 1945 il Maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov, comandante del 1° Fronte bielorusso, che aveva preso d’assalto Berlino, ricevette la resa incondizionata tedesca. La Grande Guerra Patriottica era andata avanti per 1418 giorni di inimmaginabile violenza, brutalità e distruzione. Da Stalingrado e dal Caucaso settentrionale e dalla periferia nord-occidentale di Mosca alle frontiere occidentali dell’Unione Sovietica a Sebastopoli nel sud e Leningrado e ai confini con la Finlandia, nel nord, il paese era stato devastato. Si stima che 17 milioni di civili, uomini, donne e bambini, siano morti, anche se nessuno conoscerà mai la cifra esatta. Villaggi e città furono distrutti; famiglie vennero spazzate via senza che nessuno le ricordasse o piangesse la loro morte.

giovedì 3 agosto 2017

Immigrazione, Catania vieta l'approdo alla nave che caccia scafisti e clandestini


Immigrazione, Catania vieta l'approdo alla nave che caccia scafisti e clandestini

24 luglio 2017
Per qualcuno, il problema non è l’ondata di migranti dall’Africa, dei quali è riconosciuto che solo una minima parte è classificabile «profugo di guerra» e quindi passibile di asilo. Per qualcuno, il problema pare essere una piccola nave con a bordo una trentina di persone che intendono ostacolare gli scafisti ed eventualmente denunciare, se verificate, presunte complicità fra i canali dell’immigrazione clandestina e alcune delle Ong umanitarie presenti con natanti nel Mediterraneo. Ong su cui già nelle scorse settimane le autorità italiane si erano perlomeno poste degli interrogativi.

domenica 11 giugno 2017

L’attentato sotto falsa bandiera di Londra

4 giugno 2017
Prima guardate i video nell' articolo originale: https://aurorasito.wordpress.com/2017/06/04/lattentato-sotto-falsa-bandiera-di-londra/

Il video suggerisce un lavoro tra terroristi e polizia? Sue dei presunti attentatori. Fanno finta? I due uomini sono stati fotografati da Gabriele Sciotto dopo che gli avrebbero sparato in testa! Nell’attentato sotto falsa bandiera ci sono (1) ‘veri attentatori’ (che operano per i servizi di sicurezza) e (2) ‘zimbelli’ (persone falsamente incriminate).
 
Un attentatore fu “colpito alla testa” dalla polizia. The Sun
 
La polizia dopo gli attentati al London Bridge e al Borough Market. 

mercoledì 7 giugno 2017

"Così gli 007 inglesi lasciarono tornare i jihadisti in Libia"

2 giugno 2017

di Lorenzo Forlani
Una politica della "porta girevole", quella che secondo alcune rivelazioni fatte al quotidiano online Middle East Eye avrebbe adottato il Regno Unito nei confronti dei cittadini britannici di origine libica e dei libici in esilio in Gran Bretagna. A partire dal 2011 l'Mi5, il servizio di controspionaggio britannico, avrebbe permesso a questi ultimi di uscire ed entrare dal Paese per unirsi alle rivolte contro Gheddafi, nonostante su alcuni di loro pendessero sospetti su possibili attività terroristiche. Alcuni testimoni - combattenti ribelli attivi oggi in Libia, oppure rientrati in Regno Unito - avrebbero rivelato di essere partiti dall'Inghilterra per unirsi alle rivolte contro Gheddafi, senza essere soggetti ad alcun interrogatorio o indagine. Persone potenzialmente come Salman Abedi, il 22enne autore della strage di Manchester, la cui famiglia era rientrata in Libia per prendere parte alla rivoluzione contro il Rais.
Anche Abedi era rientrato nel Paese nordafricano nel 2011 per poi fare ritorno a Manchester in diverse occasioni. La polizia inglese è certa che Abedi sia parte di un più ampio network, certezza che ha portato all'arresto di numerose persone a lui collegate, incluso il fratello maggiore Ismail. Il fratello minore del kamikaze, Hashem, era stato arrestato invece dalle forze di sicurezza libiche poiché intendeva commettere attentati a Tripoli. In manette per presunti legami con jihadisti era stato anche il padre, Ramadan, uno dei tantissimi libici in esilio il cui rimpatrio sarebbe stato facilitato dal governo inglese per ingrossare le fila dei rivoltosi contro Gheddafi.

lunedì 18 maggio 2015

La reinvasione della Libia è pronta, ( ma non fatelo sapere in giro).

Uno dei tanti articoli trovati in rete, mezze parole, smentite, dico e non dico, ma il risultato è chiaro.

Ecco cosa si farà (forse) in Libia
14 - 05 - 2015 Stefano Cingolani
Prima le navi e i droni, poi i sub in mare e gli incursori contro i vascelli fantasma, infine i “nostri ragazzi” metteranno gli anfibi sulla sabbia. E’ la logica, necessaria conseguenza del piano in discussione tra Bruxelles e il Palazzo di Vetro per fermare il flusso di disperati che partono dalla Libia.
In apparenza sembra il contrario, tutto resterà tra cielo e mare, niente terra, lo ha dichiarato Federica Mogherini smentendo un articolo del Guardian. Ma forse lo dice perché questa è la premessa per ottenere un mandato dell’Onu per quanto limitato, senza rischiare il veto di Russia e Cina. La rappresentante della politica estera e di sicurezza europea sa bene che siamo solo alla prima fase di quella che molto probabilmente sarà una reazione a catena.

venerdì 20 giugno 2014

La “ EU “ è il IV Reich, grazie all’ amore patologico dell’America verso il Nazismo- Sionismo

10 giugno 2014
Quante volte è stato ribadito che la EU è la continuazione del III Reich, da anni viene scritto e mostrato in parecchi Siti / Blog che circolano nel mondo digitale delle comunicazioni, era logico che subito dopo la seconda guerra mondiale i nazisti non fossero spariti nel nulla , si sono camuffati usando un altro “vestito” ,stavolta hanno fatto camminare il cervello invece delle armi, hanno cambiato nome e Habitat, si sono introdotti nei nuovi governi proclamati dagli USA & Alleati , quelli che ancora oggi si vantano di essere i liberatori e portatori di Democrazia nel mondo sono invece coloro che finanziarono l’ascesa del nazismo in quasi tutta l’Europa, senza gli aiuti proveniente dagli USA e dalle maggiori Banche Europee non sarebbe stato possibile in così breve tempo mettere assieme tanti mezzi e tanti uomini disposti al sacrificio per una ideologia basata sulla Falsa Democrazia e falsa Libertà , molti di noi e anche di voi cari lettori, sanno che il principale finanziatore dell’ascesa di Hitler al potere fu un certo Prescot Bush ( Busch) & Co. Padre e nonno di due Presidenti USA che hanno iniziato lo smantellamento della costituzione Americana e mettendo la potere Obama per completare la distruzione di ogni Democrazia e libertà ancora esistenti sulla Terra, quello che oggi ci vogliono vendere come Fascismo è la copertura del Nazismo puro ,quel Nazismo che Mussolini definì una fusione tra il potere Statale e il potere industriale , l’industria della armi, della Chimica /medicina /Agroalimentare / petrolio , in quel periodo anche Mussolini non era al corrente di chi veramente deteneva il potere assoluto sulla Terra, era la IG-Farben , che controllava come oggi, tutto quello che si muove sul pianeta, i proprietari detentori della IG-Farben sono i Rothschild (Rot Schild) , la Piovra che con i suoi tentacoli tiene il mondo sotto scacco, chi tiene il potere nella EU sa quale sarà il futuro delle prossime generazioni , se le Multinazionali in collaborazione delle Banche e del potere militare avranno facile gioco sui cittadini Europei come è stato fino a oggi, c’è poco da ridere e nemmeno da piangere , ci sarà libera circolazione delle persone senza controlli ,ma solo per gli accreditati, i cittadini della EU dovranno lavorare in condizioni cinesi degli anni 70 e con continui spostamenti da stato a stato al fine di smantellare anche le condizioni di socializzazione , questo esclusivamente a favore delle Multinazionali, questo è Nazisionismo puro che ci viene venduto come prospettiva per un futuro migliore in libertà e comunicazione sociale tra i Popoli-

lunedì 7 aprile 2014

IL CLAMOROSO DOCUMENTO DELLA BANCA D'INGHILTERRA (LA BANK OF ENGLAND ED IL DOTTOR STRANAMORE CHE VUOLE ARRIVARE AL DON)

Postato il Martedì, 01 aprile @ 12:54:21 BST di davide
DI JOSEPH HALEVI
facebook.com

La recentissima pubblicazione dello studio della Bank of England conferma da fonte insospettabile che le banche creano moneta dal nulla (cioe’ non la scavano da qualche miniera, ne’ la pompano da qualche giacimento) prestandola a coloro che hanno piani di investimento o di acquisto di beni di consumo durevoli. Non ci sono quindi vincoli monetari in quanto tali. Analogamente per la Banca Centrale: puo’ convalidare qualsiasi richiesta da parte del Tesoro e puo’ in tutta tranquillita’ monetizzare debito e deficit pubblici. Scuole, ospedali, ferrovie, pensioni, universita’ e ricerca possono essere finanziate senza vincoli di bilancio ma solo reali che dipendono dalle capacita’ produttive esistenti e utilizzabili. E’ ovvio che se all’Istituzione che dovrebbe convalidare i flussi nel circuito monetario, cioe’ la Banca Centrale, viene formalmente proibito di assecondare il processo, il circuito, da qualche parte finira’ per troncarsi.

giovedì 27 febbraio 2014

MERCANTI DI UOMINI

di Redazione Cadoinpiedi.it - 24 Gennaio 2014

Spenti i riflettori sulla tragedia di Lampedusa, i migranti sono tornati in un angolo nascosto della mente degli italiani. Eppure, ci sono mercanti che vendono quei viaggi, veri e propri imprenditori dell’immigrazione clandestina. Che fanno business sulla pelle delle persone. Cadoinpiedi.it ne ha parlato con Giampaolo Musumeci, autore con Andrea Di Nicola di Confessioni di un trafficante di uomini (Chiarelettere, 2014).

Spenti i riflettori sulla tragedia del 3 ottobre scorso, con oltre 300 migranti morti in mare, di Lampedusa si parla poco. Del dramma delle persone che salgono su questi barconi, ancora meno. Eppure l'immigrazione non è solo Lampedusa: ci sono altre rotte, e prima ancora che partano quei viaggi della speranza ci sono contrattazioni, risparmi, lacrime, saluti.

lunedì 24 febbraio 2014

Io sto con Gheddafi e con il Popolo Libico.

9 marzo 2011
Voglio cominciare questo post con quanto ha commentato l’utente giuseppe:


(Sto con) Gheddafi tutta la vita. E’ del tutto evidente che siamo di fronte ad una guerra di tipo neocolonialista. “Lor signori” prima si sono fregati i soldi libici investiti in occidente, ora vogliono fregarsi il petrolio che sarà debitamente privatizzato.
I libici ahi loro impareranno le magnifiche virtù del cosiddetto “libero mercato” o come sarebbe meglio definirlo “capitalismo predatorio”. Gli utili da petrolio non saranno spartiti tra i libici ma finiranno alle sette sorelle petrolifere debitamente quotati alla bisca di wall street.
Nel giro di pochi anni il reddito e il tenore di vita dei libici si uniformerà a quello degli altri paesi africani (ora è quello più alto dell’africa…o appena dopo il sud africa).
In compenso i libici avranno il sacrosanto diritto umano alla lamentela: potranno criticare il governo (fantoccio) che li deruba, e ogni cinque anni avranno il diritto di scegliere un governante. I due candidati(generalmente uno di destra e uno di sinistra), faranno finta di litigare parlando di cose del tutto ininfluenti e secondarie. La sostanza non camberà entrambi saranno graditi all’impero e ai cosiddetti mercati (finanziari)…visto che nessuno si sognerà di nazionalizzare il petrolio.

sabato 5 ottobre 2013

Il partito della guerra

lunedì 28 marzo 2011
Marco Cedolin

Nonostante la sua storia lo caratterizzi come il partito del cerchiobottismo elevato all'ennesima potenza, che vuole cementificare tutto, "ma anche" tutelare l'ambiente, costruire più occcupazione, "ma anche" aumentare la precarietà appoggiando la legge 30, difendere i salari degli operai, "ma anche" gli interessi della FIAT, tutelare i più deboli, ma solo dopo avere tutelato i più forti che li vessano, "finalmente" ha assunto una posizione granitica e assolutamente univoca.
E' il partito della guerra alla Libia, senza se e senza ma, perchè questa guerra s'ha da fare ed è necessaria tanto quanto il desco e l'uso della toilette.
I suoi rappresentanti che affollano i salottini vip della TV si prodigano con sincero spirito belluino per sostenere la guerra franco/americana e confliggono in battaglie verbali perfino con gli antagonisti del centro destra che di fronte a loro somigliano a schiere di pacifisti, intrisi di buon senso e aneliti di pietà.
Ho visto con i miei occhi donne (ah le quote rosa) del PD infervorarsi con la bava alla bocca contro Sgarbi e Formigoni (ho detto Sgarbi e Formigoni, badate bene) che affermavano quanto le guerre americane fossero sbagliate, a cominciare da quella d'Afghanistan e d'Iraq.....

lunedì 25 marzo 2013

La sporca guerra in Libia, i gas democratici sui civili.

23 ottobre 2012.
Ci vorrebbero tomi interi per scrivere tutto quello che la stampa italiana occulta. Se continueremo a seguire le vicende della sporca guerra civile in Siria, di oggi le bombe ribelli sugli inermi civili cristiani, dall’altra parte del Mediterraneo un’altra sporca guerra è invece dimenticata: la guerra civile in Libia. I diritti umani, si sa, sono merce pregiata, pertanto vanno maneggiati con parsimonia.
Quindi sarebbe inutile versare pianti o rabbrividire per quello che stanno facendo i governativi sulla popolazione tripolitana. I governativi, cui è stata immediatamente data la patente di liberatori democratici, sono i “nostri alleati” (o meglio alleati della Francia, dell’Inghilterra e di quegli italiani, pacifisti o pacifinti fino al giorno prima, che tanto hanno premuto perché Berlusconi non bloccasse la guerra democratica a Gheddafi), quindi non è proprio il caso che i nostri mezzi di informazione ci informino di cosa stiano facendo quelli che Sarkozy e alleati vari hanno fatto vincere.

domenica 3 marzo 2013

La nuova Libia e la nuova Italia

Pubblicato il: 19 dicembre, 2011
Economia | Di Filippo Bovo

La nuova Libia e la nuova Italia

Eni
Pochi giorni fa il leader dimissionario di un CNT perennemente in subbuglio, Abdul al Jalil, è giunto a Roma per una visita di Stato. Ha incontrato il neopremier Mario Monti, col quale ha siglato la solenne rientrata in vigore del Trattato d’Amicizia Italo ¨C Libico del 2008, congelato mesi fa, quando la destabilizzazione politica della Jamahiriya libica era giunta ad un punto di non ritorno. L’incontro è stato presentato come un indubbio successo politico e diplomatico per entrambi. Innanzitutto per Jalil, al quale Monti ha promesso di ricambiare la visita con un suo viaggio in Libia previsto per gennaio del 2012: dopo Cameron, Sarkozy, Erdogan, Clinton e McCain, un altro alleato importante del CNT visiterà il paese contribuendo a sdoganare il nuovo regime e la sua classe dirigente a livello internazionale.

martedì 20 novembre 2012

Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya

  • Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya
    (I parte)
    [06.10.2011] di GilGuySparks
Ex maggiore delle forze speciali della Armata Rossa, Ilya Korenev, ufficiale dell’ex Unione Sovietica, divenuto tenente colonnello nella Russia odierna, ufficialmente in pensione, ha rilasciato nelle scorse settimane un’intervista preziosa pubblicata ieri dal sito Argumenti.ru, vicino ai servizi segreti russi.
Koronev ha trascorso quasi sei mesi accanto al colonnello Gheddafi e alla sua famiglia con il compito di supportare con la sua esperienza maturata tra Caucaso e Russia, le difese delle forze lealiste della Jamaijria libica.
Ilya Koronev è stato intervistato dopo aver passato una settimana in America Latina per le cure di ferite e contusioni procuratesi nel deserto libico, vicino al confine con l’Algeria.

domenica 21 ottobre 2012

L’assassinio di Muammar Gheddafi: un’operazione della NATO dalla A alla Z


Muammar Gheddafi – leader rivoluzionario della Jamahiriya araba libica – è stato assassinato il 20 ottobre 2011, nella città libica di Sirte. Le circostanze precise della sua morte sono offuscate dal mistero e da contraddizioni, ma i media sostengono è che i tirapiedi della NATO, i ‘ribelli’, l’abbiano catturato e ucciso. Questo ha dato al governo d’occupazione del CNT, non eletto e universalmente disprezzato, una vittoria decisiva nella guerra di propaganda sulla Libia. Tuttavia, sta emergendo un quadro sulle effettive circostanze della sua morte, che mette le forze speciali della NATO – probabilmente le SAS britanniche – nel centro della vicenda.