Emmanuel Macron (Lapresse)
Eni ieri ha comunicato di avere avviato,
in partnership con la società libica Noc, la produzione dal primo pozzo
del progetto offshore Bahr Essalam Fase 2. Si tratta del più grande
giacimento di gas offshore in Libia. Dopo la guerra del 2011 e la caduta
di Gheddafi non era scontato che Eni, presente dal 1959, operasse
ancora nel Paese. Secondo quel noto antieuropeista di Prodi, “la guerra
in Libia l’ha fatta la Francia. Noi ci siamo incredibilmente accodati,
non ho mai visto qualcuno fare un guerra contro i propri interessi. La
Francia in questi anni ha gestito le cose in Libia con iniziative
assolutamente proprie non curandosi degli interessi generali”. Il fatto
che l’Italia nel 2011 fosse politicamente ed economicamente a terra,
aggiungiamo noi, ha dato l’occasione per una guerra che non aveva niente
a che fare con la pace. Secondo Roberto Napoletano, “i cari alleati non
si sono dati pace fino a quando nella guerra contro Gheddafi i
terminali della compagnia petrolifera italiana fossero inseriti tra gli
obiettivi da bombardare. Ne sanno qualcosa l’ex ministro degli esteri
Frattini e l’allora capo di stato maggiore Camporini”.


