2 giugno 2017
Una politica della "porta girevole", quella che secondo alcune rivelazioni fatte al quotidiano online
Middle East Eye
avrebbe adottato il Regno Unito nei confronti dei cittadini britannici
di origine libica e dei libici in esilio in Gran Bretagna. A partire
dal 2011 l'
Mi5, il servizio di controspionaggio
britannico, avrebbe permesso a questi ultimi di uscire ed entrare dal
Paese per unirsi alle rivolte contro
Gheddafi,
nonostante su alcuni di loro pendessero sospetti su possibili attività
terroristiche. Alcuni testimoni - combattenti ribelli attivi oggi
in Libia, oppure rientrati in Regno Unito - avrebbero rivelato di essere
partiti dall'Inghilterra per unirsi alle rivolte contro Gheddafi, senza
essere soggetti ad alcun interrogatorio o indagine. Persone
potenzialmente come
Salman Abedi, il 22enne autore della
strage di Manchester, la cui famiglia era rientrata in Libia per prendere parte alla rivoluzione contro il Rais.
Anche Abedi era rientrato nel Paese nordafricano nel 2011 per poi
fare ritorno a Manchester in diverse occasioni. La polizia inglese
è certa che Abedi sia parte di un più ampio network, certezza che ha
portato all'arresto di numerose persone a lui collegate, incluso
il fratello maggiore Ismail. Il fratello minore del kamikaze,
Hashem,
era stato arrestato invece dalle forze di sicurezza libiche
poiché intendeva commettere attentati a Tripoli. In manette per
presunti legami con jihadisti era stato anche il padre, Ramadan, uno dei
tantissimi libici in esilio il cui rimpatrio sarebbe stato facilitato
dal governo inglese per ingrossare le fila dei rivoltosi
contro Gheddafi.