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Visualizzazione post con etichetta sharia. Mostra tutti i post
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giovedì 4 giugno 2015

Libia. Il Parlamento di Tripoli cambia la Costituzione, la sharia unica fonte di legge

27 maggio 2015
Il Congresso nazionale generale (Gnc), parlamento di Tripoli, ha approvato un emendamento che rafforza il ruolo della legge islamica (sharia), facendone l’unica fonte di diritto, nella Costituzione libica del 2011. Costituzione che peraltro un’assemblea costituente creata dalla rivale Tobruk (riconosciuta internazionalmente) sta riscrivendo ex novo. La modifica ha rilievo, in quanto connota la spiccata islamicità della fazione di Tripoli, che punta a conformare aspetti economici e privati alla legge islamica.

sabato 31 gennaio 2015

Libia, gli orrori della sharia nel buco nero di Derna

Quel che trapela da califfato dell'Isis di fronte alla Sicilia

Rodolfo Calò 24 gennaio 2015
Un buco nero informativo come le bandiere dei jihadisti che vi spadroneggiano, ma da cui - oltre alla propaganda - trapelano racconti d'orrore fatti di teste mozzate e fustigazioni, iconoclastia assoluta, proibizioni: almeno stando a resoconti di media libici e denunce di organizzazioni umanitarie così appare Derna, la città-califfato dell'Isis nell'est del caos libico.

domenica 7 dicembre 2014

Sharia e decapitazioni: nella città fantasma del Califfato di Libia

A Derna il primo avamposto dell’Isis nel Mediterraneo
di Francesco Battistini, inviato a Beida (Libia) 1 dicembre 2014

BEIDA (Libia) Quando le bandiere nere del puro Islam arrivarono a Derna, le due bulgare dell’ospedale al Harish provarono a sventolare la loro bandiera bianca. «Siamo solo infermiere...», andarono a presentarsi ai nuovi padroni. Un capoccia le convocò nella hall del Pearl Hotel, diventato il quartier generale di Ansar al Sharia: voi bulgari siete cristiani? Silenzio. Avete deciso di rimanere qui? Silenzio. Volete la nostra protezione? «Sì». Va bene: 50 euro al mese, un quinto del vostro stipendio, e nessuno vi toccherà... Per un paio d’anni, le due infermiere hanno pagato e si sono sentite tranquille. Curavano i neonati, mai il naso fuori. In fondo erano a Derna dall’epoca di Gheddafi erano scampate a tre anni di guerra civile: magari ce l’avrebbero fatta anche stavolta...

domenica 15 giugno 2014

Bengasi, CIA e guerra in Libia

giugno 10, 2014
Eric Draitser New Oriental Outlook 09/06/2014
La violenza e il caos esplosi nella seconda città della Libia, Bengasi, dovrebbero essere intesi come lotta di potere tra fazioni per affermare la propria autorità sul critico centro commerciale. Tuttavia, ciò che viene volutamente omesso dai media occidentali è il fatto che entrambi i gruppi, uno militare guidato dal generale libico Haftar, l’altro terroristico islamista Ansar al-Sharia, sono ascari degli Stati Uniti, da cui hanno ricevuto sostegno da vari canali, in questi ultimi anni. Visto così, i disordini in Libia devono essere intesi come continuazione della guerra intrapresa contro il Paese dalle forze USA-NATO. Mentre scontri a fuoco, esplosioni e attacchi aerei sono la norma a Bengasi e nelle aree circostanti, la natura del conflitto rimane oscura. Da un lato c’è il generale Qalifa Belqasim Haftar, vecchio comandante militare sotto Gheddafi fuggito dalla Libia negli Stati Uniti dove divenne una notevole risorsa della CIA fino al suo ritorno in Libia durante l’assalto USA-NATO contro questo Paese. Dall’altra c’è l’organizzazione islamista Ansar al-Sharia, guidata da Ahmad Abu Qatala, implicata nell’attacco dell’11 settembre 2012 al compound USA-CIA di Bengasi che uccise l’ambasciatore statunitense Chris Stevens. Esaminando il conflitto e le connessioni tra questi due individui e le fazioni che guidano, le tracce dell’intelligence degli Stati Uniti non potrebbero essere più evidenti. Tuttavia, la situazione a Bengasi e nella Cirenaica in generale, è molto più complessa che non semplicemente tali due fazioni. Ci sono altre importanti milizie che hanno svolto un ruolo significativo nel portare la regione sull’orlo della guerra totale. I conflitti intestini tra le milizie dei movimenti/coalizioni bloccano i porti petroliferi di Bengasi e Cirenaica, tali milizie non hanno nemmeno pensato alla possibilità di una riconciliazione. E così, nonostante la guerra USA-NATO in Libia sia conclusa quasi tre anni fa, il Paese è ancora innegabilmente in guerra.

sabato 10 maggio 2014

muri di sergregazione sessuale nelle università

maggio 1, 2014
Leone Grotti L’ateneo Omar Mukhtar chiede protezione a una brigata ribelle, che in cambio ottiene l’applicazione di un rigido codice islamico. Siamo a Derna, città che sta per diventare un califfato


Un’università di Derna, città della Libia orientale (Cirenaica), ha costruito un muro per separare il campus femminile da quello maschile e segregare così gli studenti in base al sesso. Inoltre, ha approvato un nuovo rigidissimo codice di vestiario per le iscritte: in pubblico dovranno vestire obbligatoriamente l’abaya, lungo abito che copre il corpo interamente, e l’hijab sul capo.

lunedì 28 aprile 2014

Libia: ribelli della Cirenaica riaprono terminal ma non fermano la lotta

Scritto da: Aldo Carone 22 aprile 2014

Che in Libia la situazione sia lontana dalla normalità è ormai risaputo. Meno noto è invece ciò che accade in Cirenaica, territorio da cui ancora una volta provengono le minacce alla stabilità ed allo status quo libico del post-Gheddafi. Questo malgrado la situazione relativa ai terminal petroliferi sembri sul punto di sbloccarsi. L’8 aprile infatti la Farnesina ha rilasciato, con i governi di Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, una dichiarazione congiunta in cui si complimenta con il governo libico per l’accordo raggiunto con alcune milizie ribelli in merito ad alcuni impianti petroliferi della Cirenaica ancora tenuti sotto sequestro.

domenica 27 aprile 2014

distrutto il Quartier Generale di Ansar Al Sharia a Benghazi

Posted: 2014-04-17 From: Mathaba
Una fortissima esplosione ha colpito la sede del gruppo fondamentalista nel capolugo cirenaico.

Questa mattina un violentissimo attacco ha distrutto il quartier generale del gruppo estremista Ansar al Sharia.

martedì 15 aprile 2014

LIBIA, LA PARABOLA DI DERNA: DALLE SUORE ALLA SHARIA

Pubblicato il 8 aprile 2014 da GPB
A Derna, città della Cirenaica famosa per il suo tradizionalismo islamico, vi sarà la sharia. Ad annunciarlo è il “Majlis Shura” consiglio della shura dei giovani di Derna. Testimoni raccontano che nei giorni scorsi i giovani rappresentanti del Consiglio che governa la città hanno sfilato per le vie della città “armati fino a denti”: mitragliatrici, lanciagranate e lancia razzi.

“Annunciamo la formazione di un comitato giuridico per risolvere le differenze tra le persone e organizzare riconciliazioni sulla base della sharia”, ha affermato il gruppo un comunicato. Per i miliziani è necessario cambiare le leggi che vigenti nella città, fatte “da miscredenti e istituzioni che violano le leggi di Dio…Dichiariamo la nostra ostilità verso i nemici di Dio e del suo profeta: ebrei, cristiani e taghouts”. Con il termine taghouts, gli islamisti si riferiscono ai servizi di Intelligence utilizzati dallo Stato per mantenere il potere.

giovedì 10 aprile 2014

" volete essere come gli ebrei e i cristiani"? ecco cosa si insegna oggi nelle scuole coraniche della libia

aprile 4, 2014 Leone Grotti
Il paese è spaccato, lo Stato non controlla e a Bengasi nelle scuole si insegnano «idee estremiste». «La democrazia è roba da apostati»


«Insegnano che la democrazia è roba da apostati. Parlo sulla base della mia esperienza personale, visto che ho dovuto ritirare mio fratello piccolo da una di queste scuole dove lo sheikh gli inculcava idee estremiste». Fathi Abdelmounaim, presentatrice del canale televisivo Al Manara, descrive perfettamente quello che sta succedendo a Bengasi, nell’est della Libia, dove per l’assenza dello Stato nessuno controlla le scuole coraniche permettendo agli imam di «diffondere idee estremiste».

domenica 22 dicembre 2013

In Libia regna la sharia

di Gianandrea Gaiani
16 dicembre 2013 da Nuova Bussola Quotidiana

Ci sarebbe molto da chiarire nell’appoggio politico e militare che l’Occidente e l’Italia accordano al governo e alle istituzioni libiche alle prese con milizie armate, secessionismo ed estremismo islamico dilaganti dopo la decisione del Parlamento di imporre la sharia nel Paese che per 42 anni, sotto il regime del (rimpianto) Muammar Gheddafi era stato un esempio di laicismo politico, libertà religiosa e lotta all’estremismo islamico. Nel quasi totale silenzio mediatico italiano il 4 dicembre il Congresso generale nazionale (il Parlamento di Tripoli) ha approvato la sharia come base di tutte le leggi e delle istituzioni dello Stato, con una decisione che avrà un impatto su tutti gli aspetti normativi inclusi quelli finanziari con l’obbligo di applicazione dei precetti della cosiddetta “finanza islamica” che condannano l’applicazione dei tassi d’interesse e le speculazioni. Difficile per comprendere il possibile impatto sui contratti in essere con società straniere soprattutto nel settore energetico. “Una commissione speciale revisionerà tutte le leggi esistenti per garantire che esse rispettino la sharia” si legge nel comunicato parlamentare.

lunedì 12 agosto 2013

Seguire il calcio femminile per capire la deriva islamista.

23-07-2013

Ci sono notizie destinate a restare nell’ombra, ad avere poca visibilità perché riguardano temi considerati spesso marginali o secondari anche se in molti casi ben rappresentano tendenze più ampie. Per farsi un’idea di come la Libia stia sprofondando nell'oscurità dell’islamismo può essere utile seguire le notizie …calcistiche. Le autorità sportive di Tripoli hanno infatti vietato alla nazionale femminile di calcio di partecipare al torneo in programma in questi giorni in Germania. La Federazione libica ha motivato la sua decisione con il Ramadan, dopo che la squadra è stata costretta ad allenarsi in località segrete protetta da guardie armate per le minacce ricevute dagli estremisti religiosi. "La Federazione ha detto che non possiamo giocare in Germania per il digiuno - ha detto al Guardian la centrocampista Hadhoum el-Alabed - noi vogliamo andare, ma ci hanno detto che non possiamo". La squadra libica avrebbe dovuto giocare contro quelle di Egitto, Giordania, Libano, Palestina, Tunisia e Germania nel torneo “Discover Football”, istituito dal governo tedesco e considerato il più grande raduno di calciatrici del Medio Oriente. El-Alabed ha sottolineato come il divieto abbia mandato in frantumi le speranze di cambiamenti nella società libica dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi.

venerdì 9 agosto 2013

ULTIME NOTIZIE NON ALLINEATE SULL'OCCUPAZIONE DELLA LIBIA (LUGLIO 2013).

8/7/2013 da http://libia-sos.blogspot.it, http://allainjules.com

31/07/13. Sirte: Violenti scontri tra sostenitori della Sharia e il battaglione del colonnello Abu Salah.
Rishvana: La popolazione ha attaccato un accampamento dei mercenari della NATO rubando materiale bellico, i mercenari sono fuggiti.
Najat: Un membro del cosiddetto Consiglio Shura è sfuggito ad un tentativo di omicidio.
Cider e Ras Lanuf: Sciopero dei lavoratori del petrolio che non ricevono il salario da mesi.

Un comandante delle forza di protezione di Bengasi è stato ucciso ieri dall'esplosione di un ordigno collocato nella sua autovettura nel distretto di Salmani Est. [*]

martedì 6 agosto 2013

Giovani frustati per strada in Libia.

Giovani frustati per strada in Libia Di alessandra modica • 18 mar, 2013 • Categoria: Mondo

E' lotta alle milizie illegali in Libia, dove il governo annuncia che si prevedono scontri duri.


 

La situazione in Libia continua a essere tesa. Il governo ha appena lanciato l’operazione Tripoli con lo scopo di disarmare e smantellare i gruppi violenti che agiscono indipendentemente dall’autorità centrale, le cosiddette ‘milizie illegali’, presenti in tutto il Paese.

giovedì 7 marzo 2013

La storia di Halla El-Mesrati, paradigma della barbarie Nato in Libia

Questo articolo usciva nel febbraio 2012. Da allora qualcosa è cambiato, per fortuna la LEONESSA VERDE, HALLA EL MESRATI è libera, ( per quanto può essere libera una persona contro cui è stato emesso un mandato di cattura , dai RATTI, con accuse ridicole, cioè di aver abbandonato il paese "senza permesso", come se dovessimo chiedere il permesso a loro, per vivere). Purtroppo l' articolo è ancora attuale. Le violenze, gli stupri sono considerati normali, le donne sono tenute prigioniere nelle loro stesse case, dai ratti, e qui sistematicamente torturate e violentate. MA NOI NON DOBBIAMO SAPERLO !!
Pubblicato il: 25 febbraio, 2012
Analisi / Esteri | Di Filippo Bovo

La storia di Halla El-Mesrati, paradigma della barbarie Nato in Libia

Sicuramente molti lettori si ricorderanno di Halla el Mesrati: era la giornalista della televisione di Stato libica Al Libya che, nelle drammatiche ore della presa di Tripoli da parte dei mercenari NATO, esibiva in diretta una pistola affermando che nulla avrebbe potuto eliminare la Jamahiriya e che gli svendipatria del CNT e i loro scherani atlantici avrebbero trovato pane per i loro denti. Caduta Tripoli, di lei non s’era saputo più nulla: alcune fonti autorevoli, a distanza di settimane, avevano ventilato l’ipotesi che Halla el Mesrati avesse trovato ospitalità in Algeria o, molto più probabilmente, in Tunisia. Purtroppo, considerata la sorte a cui è andata incontro, veniamo ora a sapere che non era così.

sabato 23 febbraio 2013

La Libia, gli Stati Uniti e l’Islamismo.

Un articolo di Giordano Merlicco
La Libia, gli Stati Uniti e l’Islamismo
Washington provera’ a indurre i futuri governi islamisti nordafricani a confermare l’allineamento dei precedenti. E gli islamisti potrebbero garantire un consenso sociale che né Ben Ali né Mubarak potevano assicurare.
6 dicembre 2011
Durante gli anni in cui è stato al potere, contro Muhammar el Gheddafi e la sua Giamahiria è stata formulata ogni sorta di accusa; come osservò Andreotti “la demonizzazione di Gheddafi è (…) quasi universale. Non c’è avvenimento al mondo e specialmente in Africa -salvo forse i terremoti- che non si attribuisca all’azione diretta o indiretta del Colonnello” [1]. L’unica accusa che, forse, non è stata formulata contro Gheddafi è quella di essere un integralista islamico. Di sicuro il Colonnello ha combattuto gli integralisti, che da parte loro hanno fieramente ricambiato l’inimicizia. Più volte durante la guerra il Colonnello ha individuato in gruppi islamisti sostenuti dall’esterno il vero motore della rivolta di Bengasi e già nel 1997 egli aveva affermato che “se la rivoluzione libica cadesse nelle mani degli islamisti, i fondamentalisti potrebbero dominare tutto il Nord Africa”, aggiungendo che a suo giudizio non era interesse degli europei favorire un tale esito [2].

lunedì 11 febbraio 2013

Libia: dal caos alla dissoluzione pianificata

[20.03.2012] di John Cherian   (trad. di Levred per GilGuySparks)
Un anno dopo l’intervento della NATO, la Libia si trova di fronte alla disintegrazione mentre la regione orientale ricca di petrolio va verso la semi-autonomia.
La Libia sembra essere sul punto di disintegrarsi un anno dopo l’intervento militare da parte dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO).
Nella prima settimana di marzo, i leader della regione orientale ricca di petrolio, che comprende Bengasi, punto focale della ribellione sostenuta dall’Occidente che spodestò Muammar Gheddafi, hanno annunciato l’intenzione di andare verso la “semi-autonomia” dal governo centrale.

martedì 1 gennaio 2013

Califfato Islamico e Shari’ah per la Libia

Verso la fondazione del Califfato islamico le forze islamiste premono per intrapprendere le seguenti azioni immediatamente, [Sheikh Omar Bakri Muhammad, Founder & Ameer of Al-Muhajiroun, Islamic Scholar & Expert in Islamic Movements]:
La piattaforma degli islamisti per la Libia
- Cessare i rapporti con tutte le ambasciate e gli ambasciatori stranieri immediatamente se appartengono ai regimi dittatoriali occidentali o di altri paesi.
-  Rifiutare qualsiasi intervento di governo straniero o di organismi internazionali come l’ONU, OCI, UE, NATO, ecc ..
-  Dichiarare qualsiasi costituzione della Libia nulla e proclamare la supremazia della Shari’ah come unico sistema di governo del Califfato.
-  Non volgere le armi contro i vostri fratelli musulmani e non colpire i civili, piuttosto puntare le armi contro le forze occupanti e chiunque ostacoli l’attuazione della legge di Allah.
- Dichiarare la rimozione di tutti i confini e l’invito a tutti i musulmani a diventare cittadini del Califfato cioè lo Stato islamico. Unire la terra musulmana di Tunisa, Algeria, Sudan ed Egitto, ecc .. per essere precursore di una maggiore unità sotto il Califfato.