Translate

Visualizzazione post con etichetta resistenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta resistenza. Mostra tutti i post

martedì 28 gennaio 2020

Moussa Ibrahim: “Siamo contrari alla Conferenza di Berlino, è il gioco del caos”


Di Vanessa Tomassini.
Berlino – Tunisi, 19 gennaio 2019. Mentre vanno avanti proprio in queste ore i colloqui tra il premier del Governo libico di Accordo Nazionale, Fayez al-Serraj, e il comandante in capo del Libyan National Army (LNA), Khalifa Haftar, con i capi di Stato e di Governo che li sostengono, abbiamo raggiunto Moussa Ibrahim, politico libico nominato Ministro dell’Informazione nel marzo 2011 da Muammar Gheddafi e portavoce delle forze pro-Gheddafi durante la guerra civile del 2011.
Comment of Moussa Ibrahim, Gaddafi Government Spokenperson in 2011, to Speciale Libia in occasion of the Berlin Conference on Libya (ENG)
“Noi in Libia siamo contrari alla Conferenza di Berlino, perchè crediamo che sia solamente un gioco che l’Occidente sta portando avanti per prolungare la crisi in Libia. L’occidente fa sempre lo stesso gioco, introducendo il caos nel Paese attraverso l’invasione militare o le sanzioni economiche, o attraverso le pressioni politiche, o approfittando del conflitto religioso e tribale. L’occidente ha lavorato per anni per gestire questa crisi per salvare la sua agenda, di egemonia politica e sfruttamento economico. Potete pensare a quello che è accaduto in Iraq, Siria, Somalia, Venezuela e in Libia. E’ lo stesso gioco ovunque. Lo abbiamo chiamato il gioco del caos: introdurre il caos e gestire il caos”. Ha detto Moussa Ibrahim.

mercoledì 25 gennaio 2017

Nelle accademie militari di tutto il mondo si studia la RESISTENZA ASIMMETRICA della JAMAHIRYA LIBICA

spot-libro

DAR! DAR! ZENGA! ZENGA!.
Nelle accademie militari di tutto il mondo si studia la RESISTENZA ASIMMETRICA della JAMAHIRYA LIBICA di GHEDDAFI: 9 mesi da soli contro una COALIZIONE di 40 STATI-BANDITI. Una cosa mai vista.
L’OPERAZIONE della NATO “TRIDENT JUNCTUR” (SICILIA 2015) VENNE CONCEPITA PER “COLMARE LE LACUNE” emerse nel 2011: contro un piccolo Paese massacrato, anche dall’interno, da un GolpeGuerra garibaldesco…Un piccolo Paese privo di aviazione, viene seppellito di bombe -nell’ipocrisia della No Fly Zone onusiana e nelle nebbie spettacolari che capovolgevano la Realtà!.

martedì 9 agosto 2016

in Libia non stiamo combattendo contro l' ISIS, ma contro il popolo Libico

Libia. Le bombe americane e l’ombra del Colonnello


3 agosto 2016
A inizio mese il figlio di Muammar Gheddafi, Saif Gheddafi, è stato liberato per amnistia nel silenzio assordante dei media. Poche ore fa gli americani hanno ricominciato a bombardare la Libia dopo il 2011, una coincidenza? E soprattutto gli Usa sembrano più spaventati da un possibile ritorno della Jamahiriya piuttosto che dall’Isis..

A cinque anni dall'assassinio a Sirte di Muammar Gheddafi brucia ancora quella risata folle di Hillary Clinton che commentò in modo sadico la notizia dell'uccisione dell'odiato nemico.
In meno di cinque anni la Libia è diventata da un paese tutto sommato benestante e laico in un paese diviso, in balìa di tribù armate fino ai denti, e soprattutto circondato dalle macerie dei bombardanti Nato. C'è l'Isis dicono, ed ecco che gli americani sono tornati a bombardare la Libia a distanza di cinque anni, eppure forse il motivo di questo ritorno di fiamma andrebbe ricercato non tanto nella presenza di miliziani dello Stato Islamico, peraltro proliferati proprio in assenza di Gheddafi, quanto da un rinascere del sentimento proprio a favore del Colonnello.

lunedì 11 aprile 2016

La resistenza antimperialista libica alza le bandiere della Jamahirija

I mass media europei, per ciò che riguarda la Libia, si sono sempre premurati di occultare la presenza di un vasto movimento anti-NATO ispirato all’esperienza della Jamahirija del colonello Gheddafi.
L’eclettico leader libico dopo il 1969 avviò una profonda modernizzazione che trasformò un agglomerato di tribù in uno Stato indipendente e sovrano. Il suo governo – utilizzando categorie più comuni per noi occidentali – poteva essere definito come progressista, e per molto tempo fu giustamente ostile all’imperialismo nord-americano.
Gheddafi, forte del sostegno dei popoli africani, voleva fare della Libia un modello efficace per tutti i paesi del martoriato continente nero. L’imperialismo statunitense – seguito a ruota da quello britannico e francese – non poteva tollerare tale ambizioso e progressista progetto. L’Africa – seppur in una prospettiva a metà strada fra il democratico-borghese e il (sia pun bon certo compiutamente) socialista – seguendo il percorso tracciato dal Colonnello, si sarebbe finalmente emancipata dalla morsa colonialista.

martedì 9 febbraio 2016

TRIPOLI BEL SUOL D'AMORE - L'ITALIA VA (RESTA) IN GUERRA

14 gennaio 2016
...
Libertá vai sognando, e servo a un tempo
vuoi di novo il pensiero,
sol per cui risorgemmo
della barbarie in parte, e per cui solo
    si cresce in civiltá, che sola in meglio
    guida i pubblici fati.

… Giacomo LEOPARDI “La ginestra”
 
Beh, alla fin fine, si era nel 1911, cent'anni fa, la cultura era quella dei regni e degli imperi, la Storia con la maiuscola era quella delle nuove macchine, la tecnologia aveva fatto la differenza cancellando letteralmente sotto la sabbia dei secoli le civiltà – davvero anch'esse imperiali – che avevano reso appena appena note personalità di “poco conto”, soggetti come - tra gli altri - Dario in Persia, Mahmud di Gazni nel subcontinente indiano, le aspettative erano quelle di una conferma delle mirabili sorti e progressive su cui il poeta aveva ironizzato e le cui attese i politici – al contrario - avevano reso a loro volta imperiture.

giovedì 4 febbraio 2016

Libia, l'Isis terrorizzata da un cecchino misterioso: eliminati tre comandanti in dieci giorni

Tra gli uomini del califfo iniziano a chiamarlo “il cacciatore” e le sue gesta stanno infiammando i social di mezzo mondo

 
I comandanti dello Stato islamico in Libia vivono nel terrore a causa di un cecchino infallibile che ha eliminato tre figure di alto profilo dell’organizzazione terroristica in soli dieci giorni.
Tra gli uomini del califfo, iniziano a chiamarlo “il cacciatore” e le sue gesta stanno infiammando i social di mezzo mondo.

mercoledì 4 novembre 2015

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare.

I libici la chiamavano l'ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il "cane rabbioso" nel 1991 aveva profeticamente detto circa la più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:



giovedì 29 ottobre 2015

20 OTTOBRE 2011 : IL GIORNO DELLA VERGOGNA - 20 OTTOBRE 2015 : IL RICORDO E LA LOTTA (ALLAH, MUHAMMAR WA LIBYA WA BAS!)

"Se colui che vuol conoscere la verità verrà a trovarmi io lo guiderò senza fatica su questa strada, non forzandolo a sposare le mie idee, ma facendogliele vedere con chiarezza così che egli non possa evitare di riconoscerle"


                                                              ‛Abd al-Qādir al-Jazāʾirī


SONO TRASCORSI QUATTRO ANNI  DALL'ASSASSINIO DEL LEADER DELLA JAMAHIRIYA ARABA DI LIBIA ( o almeno così ci hanno ordinato di credere)

Nella nebbia dell'informazione dobbiamo ricordarlo, come dobbiamo ricordare il popolo libico , il suo orgoglio e la sua dignità nel resistere all'aggressione della NATO e dei suoi cani del Qatar, i pazzi sauditi e tutti i servi sciocchi che hanno pensato di nascondersi all'ombra di un colonialismo di ultima generazione.

Muammar wa bas  - solo Muammar  Tripoli, Piazza Verde 1 Luglio 2011

sabato 18 aprile 2015

Libia. Non solo jihadisti. Parla un leader della resistenza nazionale .

20 marzo 2015

La testimonianza di Mussa Ibrahim, ultimo portavoce della Jamahiriya libica

Leonor Massanet Arbona | lahaine.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Ero a Tripoli, in Libia, come osservatrice straniera nel giugno 2011. Sono stata testimone della maggior parte delle cose esposte da Mussa Ibrahim e di molte altre che non spiega. Ho potuto constatare personalmente che là erano presenti i giornalisti dei media internazionali del mondo intero e che NON informavano su quanto stava accadendo. Erano testimoni diretti. Hanno fotografato, filmato e visto la realtà che però non hanno mai pubblicato.

lunedì 6 ottobre 2014

Attacchi con gas effettuati dal governo libico ( marionetta della NATO) contro insorti e civili nel sud della Libia.

Questo articolo è uscito il 28 gennaio 2024, ma leggendolo sembra che sia di oggi, gli attacchi contro i civili continuano, gli assassini e gli invasori sono sempre gli stessi, ( hanno solo cambiato nome).
Si diffonde l’insurrezione in Libia contro il governo fantoccio della NATO.

Secondo i media occidentali: si tratterebbe di “scontri tribali”.

(Traduzione di Luciano Lago)

Fonti della resistenza libica, affermano che “si è sviluppata l’insurrezione per il recupero dell’onore, della dignità e dell’indipendenza del popolo libico e questa è stata attaccata dalle forze degli invasori e colonialisti della NATO e degli USA ”, informano circa la avvenuta restaurazione della sicurezza in generale nelle zone di Sabha ,Shati, Ubari, Murzuq e Gath.
Inoltre le stesse fonti della resistenza informano che la NATO sta pagando 12.000 dinari a mercenari e traditori, attraverso il loro governo di fatto instaurato in Libia, per combattere contro la resistenza.

lunedì 5 maggio 2014

Libia: una nuova Somalia nel Mediterraneo…

13 marzo 2014
In Libia regna il caos e il paese sta esplodendo.
Ho spiegato, nel mio editoriale del 12 marzo, come un nuovo colpo di Stato strisciante attivato dal Parlamento libico abbia liquidato Zeidan (*), uno degli uomini chiave incaricato dagli Stati Uniti di governare la “nuova Libia” made in NATO, brutalmente scacciato dal potere e fuggito…

Dopo la distruzione della prospera Jamahiriya di Gheddafi, Washington ha tentato di applicare il ‘Piano A’ della cosiddetta “primavera araba”: l’associazione degli islamisti e dei Fratelli Musulmani in un potere militarizzato, quello del trio libico della CIA, Megaryef – Zeidan – Hifter.
La potenza di molte truppe islamiste e delle città-milizie, tutte derivanti dalle katiba del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) organizzate dalla NATO – ha reso questo scenario impossibile.
Rimane il ‘Piano B’, la somalizzazone della Libia, la teoria geostrategica del Caos messa in applicazione.

giovedì 20 febbraio 2014

La Libia fa le prove per entrare nella NATO

12 febbraio 2014
Parte dell'esercito libico si sta preparando, e continuerà a prepararsi per gli standard della NATO in Europa e Stati Uniti. Lo ha recentemente confermato il primo ministro ad interim della Libia, Ali Zidane.

Attualmente, oltreoceano vengono addestrati cinquemila stagisti militari, senza contare quelli che sono recentemente stati inviati in Italia, Turchia e Regno Unito. Si tratta di ufficiali e sottufficiali, che erano già stati inviati a studiare in Pakistan e paesi del Golfo, Marocco, Algeria, Italia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti e altri paesi.

In aggiunta, secondo Zidane, “nei prossimi giorni invieremo più di quattrocento stagisti in Italia. La Turchia avrà circa tremila studenti, il Regno Unito inizierà con quattrocento, aumentando poi ulteriormente il loro numero a duemila”. Ma il maggior numero sarà addestrato a partire dall'inizio della prossima estate dagli americani, presso il loro centro di formazione in Bulgaria, dove a frequentare i corsi di quattro mesi saranno circa ottomila soldati libici.

martedì 11 febbraio 2014

Commandos americani nel sud della Libia

Posted: 2014-02-01
From: Mathaba
Fonti militari francesi hanno dichiarato che corpi d'elite dell'esercito americano sono dislocati nel sud della Libia


Secondo un articolo apparso sull'edizione online di un grande quotidiano francese truppe speciali americane sono dislocate ''in incognito'' nel sud della Libia.

sabato 8 febbraio 2014

Dichiarazione del Movimento nazionale popolare di Libia

febbraio 1, 2014

Eventi politico-militari in Libia nel gennaio 2014
Il 9 gennaio elementi armati della tribù Tubu di Murzuq avevano assaltato la stazione di polizia di Tragan, a 140 km a sud di Sabha, per scovare e uccidere il capo della brigata al-Haq, Mansur al-Aswad, vicecomandante militare di Sabha, in rappresaglia per i crimini commessi dalla sua milizia, Abu Sayf, negli scontri del 2012, sempre a Sabha. Il 18 gennaio, un gruppo della Resistenza aveva occupato la base aerea di Taminhant, a 30 km ad est di Sabha, lasciandola poi alle truppe Tubu del Consiglio militare di Murzuq, guidato dal colonnello Barqa Warduqo, per poi riconsegnarla alle unità della Resistenza. Il 16 gennaio precedente, elementi della 25.ma Brigata, composta da Tubu e che controllava la centrale elettrica di Sarir, nell’oasi di Jalu, Massala e gli impianti petroliferi al-Shula nella Libia orientale, subivano un agguato dove tre soldati furono uccisi. Il comandante Muhammad Salah riteneva che gli aggressori fossero gli stessi che nel dicembre 2013 tentarono di assaltare Sarir, in cui cinque di loro furono uccisi. Gli operai della centrale di Sarir smisero di recarsi al lavoro, causando blackout a Tripoli e a Bengasi. Presso Agheila, sulla costa nord-occidentale della Libia, la milizia di Zawiya si scontrava con la tribù Warshafana. Gli islamisti di Misurata e i miliziani di Zintan intervenivano in supporto dei miliziani di Zawiya, il 20 gennaio, ma dovettero ritirarsi il 21 gennaio dopo aver subito 18 morti ad opera della guerriglia dei Warshafana filo-Jamahiriya. Scontri per il controllo dell’oasi di Qufra, tra Tubu e i Zuwaya del CNT, si ebbero sempre il 20 gennaio. Altri scontri venivano registrati anche a Zintan, Jamil, Raqdalin, Surman, Misurata, Abu Isa, Harish, Zahra, Tarhuna, Bani Walid, Sirte, Aghedabia, Marsa al-Briga, Ras Lanuf, Bin Jawad, al-Uqaylat, Saluq, Tobruq e nei quartieri di Abu Salim e Ain Zara a Tripoli. Scontri a fuoco a Bengasi, presso il palazzo di giustizia, mentre l’incendio nella centrale elettrica di Muzdawzha provocava dei blackout. L’ambasciata libica a Cairo alzava la bandiera della Jamahiriya e il personale riconosceva il sostegno alla Resistenza e chiedeva aiuto alle autorità di sicurezza egiziane.

venerdì 7 febbraio 2014

La guerra segreta in Libia

gennaio 23, 2014

Eric Draitser Global Research, 22 gennaio 2014
Le battaglie che attualmente infuriano nel sud della Libia non sono semplici scontri tribali. Invece, rappresentano la possibile nascente alleanza tra gruppi etnici neri libici e forze pro-Gheddafi intente a liberare il Paese dal governo neocoloniale installato dalla NATO. Il 18 gennaio, un gruppo di combattenti pesantemente armati ha preso d’assalto una base aerea presso la città di Sabha nella Libia meridionale, espellendo le forze fedeli al “governo” del primo ministro Ali Zaydan e occupando la base. Allo stesso tempo, iniziano a filtrare notizie dal Paese secondo cui la bandiera verde della Gran Giamahiria Araba Libica Socialista Popolare sventola su un certo numero di città nel Paese. Nonostante la scarsità di informazioni verificabili, il governo di Tripoli ha fornito solo dettagli vaghi e non confermati, una cosa è certa: la guerra in Libia continua.

giovedì 6 febbraio 2014

Cosa succede in Libia?

gennaio 21, 2014

Eventi militari in Libia: dicembre 2013 – gennaio 2014

A Bengasi, dal 24 al 26 novembre 2013, le forze speciali dell’esercito del CNT si scontrarono con gli islamisti del gruppo salafita jihadista Ansar al-Sharia, dopo che avevano attaccato le forze di sicurezza locali causando almeno 14 morti e decine di feriti. Nella città di Derna, altra roccaforte islamista, aggressori non identificati facevano esplodere gli uffici utilizzati dalle organizzazioni non governative. Il 1 dicembre decine di manifestanti avevano bloccato diverse strade bruciando pneumatici e invocato lo sciopero per porre fine all’anarchia in città, e il 2 dicembre ignoti spararono contro i manifestanti ferendone almeno quattro. In precedenza un gruppo denominato brigata Abu Baqr al-Sidiqi aveva affisso dei volantini che minacciavano chiunque manifestasse contro gli islamisti. Intanto al-Qaida costituiva l’emirato di Derna guidato da Abdelqarim al-Hasadi, ex-detenuto di Guantanamo. Al-Hasadi era un aiutante del capo di al-Qaida di al-Bayda, Qairallah al-Barasi. A Bengasi, un militare veniva ucciso e una clinica collegata ad Ansar al-Sharia veniva distrutta.

domenica 2 febbraio 2014

Resistenza Verde & Neri Libici stanno liberando la Jamahiriya dal governo fantoccio neo-colonialista installato dalle forze Sion-NATO

La guerra segreta in Libia (ITA+ENG)

23/01/2014 – Eric Draitser, Global Research

Le battaglie che attualmente infuriano nel sud della Libia non sono semplici scontri tribali. Invece, rappresentano la possibile nascente alleanza tra gruppi etnici neri libici e forze pro-Gheddafi intente a liberare il Paese dal governo neocoloniale installato dalla NATO. Il 18 gennaio, un gruppo di combattenti pesantemente armati ha preso d’assalto una base aerea presso la città di Sabha nella Libia meridionale, espellendo le forze fedeli al “governo” del primo ministro Ali Zaydan e occupando la base. Allo stesso tempo, iniziano a filtrare notizie dal Paese secondo cui la bandiera verde della Gran Giamahiria Araba Libica Socialista Popolare sventola su un certo numero di città nel Paese. Nonostante la scarsità di informazioni verificabili, il governo di Tripoli ha fornito solo dettagli vaghi e non confermati, una cosa è certa: la guerra in Libia continua.

sabato 1 febbraio 2014

Libia: continua la riscossa della Jamahiriya

Pubblicato da Stefano il 27 gennaio 2014
Da alcuni giorni la Resistenza Libica ha assunto il controllo pressochè totale del sud della Libia, ma anche d’importanti zone della Tripolitania, per esempio i valichi al confine con la Tunisia e alcuni centri a pochi passi dalla capitale Tripoli. La principale città in cui s’è tornata ad issare la bandiera verde è Sabha, capoluogo del Fezzan, che è anche stata oggetto d’intensi bombardamenti da parte del regime fantoccio insediato dalla NATO e dal Qatar nel 2011. Le notizie provenienti dalla Libia parlano d’una continua avanzata della Resistenza ai danni delle forze del regime dei “ribelli”, fatta di piccole ma costanti e significative conquiste territoriali.

venerdì 31 gennaio 2014

La base aerea di Tamenhint saldamente in mano alla Resistenza Verde

Posted: 2014-01-24
From: Mathaba
Il governo di occupazione libico non è in grado di contrattaccare, si espande a macchia d'olio la liberazione del Paese.

Per stessa ammissione del governo di occupazione libico la base aerea di Tamanhint nei pressi della città di Sebha è saldamente in mano alla Green Resistance.

Anche ampie zone della stessa città di Sebha come praticamente tutta la fascia meridionale del Paese sono ora state liberate.

giovedì 30 gennaio 2014

Continua la battaglia per la liberazione della Libia

Posted: 2014-01-23
From: Mathaba
Si combatte in varie città della Libia, la bandiera verde della Jamahiriya sventola in diverse città del Paese


Continua la battaglia per la liberazione della Libia dagli oppressori sponsorizzati dalle potenze colonialiste.

Principale campo di battaglia è la città di Sebha, nel sud del paese dove nella sola giornata di ieri ci sono stati 5 morti e oltre 30 feriti.