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venerdì 16 settembre 2016

Libia: Haftar controlla 4 porti di petrolio, tolti allʼesercito di Sarraj

12 settembre 2016
Le forze armate del generale di Tobruk hanno conquistato Zueitina, Brega, Sidra e Ras Lanuf

"Le forze armate libiche legate al generale Khalifa Haftar di Tobruk hanno preso il controllo dei porti petroliferi di Zueitina, Brega, Sidra e Ras Lanuf", sottraendoli alle guardie fedeli al governo di unità nazionale di Sarraj, sostenuto dall'Onu. Lo scrive il portale Alwasat, citando un comunicato delle forze armate secondo cui "i porti sono ora sotto il controllo totale dell'esercito libico che li hanno messi in sicurezza".
"Per proteggere le persone e la loro ricchezza contro la corruzione, il vostro esercito ha condotto un'operazione grandiosa e ha imposto il suo controllo totale ai porti petroliferi di Zueitina, Ras Lanuf, Sidra e Brega", riferisce il comunicato delle forze di Haftar.

giovedì 6 febbraio 2014

Cosa succede in Libia?

gennaio 21, 2014

Eventi militari in Libia: dicembre 2013 – gennaio 2014

A Bengasi, dal 24 al 26 novembre 2013, le forze speciali dell’esercito del CNT si scontrarono con gli islamisti del gruppo salafita jihadista Ansar al-Sharia, dopo che avevano attaccato le forze di sicurezza locali causando almeno 14 morti e decine di feriti. Nella città di Derna, altra roccaforte islamista, aggressori non identificati facevano esplodere gli uffici utilizzati dalle organizzazioni non governative. Il 1 dicembre decine di manifestanti avevano bloccato diverse strade bruciando pneumatici e invocato lo sciopero per porre fine all’anarchia in città, e il 2 dicembre ignoti spararono contro i manifestanti ferendone almeno quattro. In precedenza un gruppo denominato brigata Abu Baqr al-Sidiqi aveva affisso dei volantini che minacciavano chiunque manifestasse contro gli islamisti. Intanto al-Qaida costituiva l’emirato di Derna guidato da Abdelqarim al-Hasadi, ex-detenuto di Guantanamo. Al-Hasadi era un aiutante del capo di al-Qaida di al-Bayda, Qairallah al-Barasi. A Bengasi, un militare veniva ucciso e una clinica collegata ad Ansar al-Sharia veniva distrutta.

giovedì 30 gennaio 2014

Continua la battaglia per la liberazione della Libia

Posted: 2014-01-23
From: Mathaba
Si combatte in varie città della Libia, la bandiera verde della Jamahiriya sventola in diverse città del Paese


Continua la battaglia per la liberazione della Libia dagli oppressori sponsorizzati dalle potenze colonialiste.

Principale campo di battaglia è la città di Sebha, nel sud del paese dove nella sola giornata di ieri ci sono stati 5 morti e oltre 30 feriti.

venerdì 18 ottobre 2013

Libia, la terra senza legge ora è l'incubo dell'Italia

Gian Micalessin - Lun, 07/10/2013 - 07:43

Senza di me ve la vedrete con Al Qaida e con gli immigrati di tutta l'Africa. La nemesi di Gheddafi è realtà. La cattura a Tripoli di Anas Al Libi, ex sodale di Bin Laden e mente delle stragi del 1998 alle ambasciate Usa in Africa, ne è l'ultima prova.


Preceduta dal naufragio a Lampedusa del barcone salpato dal porto libico di Misurata. Quella tragedia e la cattura di Al Libi sembrano i prodomi di una nemesi destinata a travolgere la Libia e a mettere in ginocchio l'Italia. Il primo a saperlo è l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, alle prese con la drastica riduzione delle forniture di greggio libico precipitate dai 270mila barili giornalieri del dopo Gheddafi ai meno di 60mila di oggi.

mercoledì 16 ottobre 2013

Libia, la terra senza legge ora è l'incubo dell'Italia

Gian Micalessin - Lun, 07/10/2013 - 07:43

Senza di me ve la vedrete con Al Qaida e con gli immigrati di tutta l'Africa. La nemesi di Gheddafi è realtà. La cattura a Tripoli di Anas Al Libi, ex sodale di Bin Laden e mente delle stragi del 1998 alle ambasciate Usa in Africa, ne è l'ultima prova.


Preceduta dal naufragio a Lampedusa del barcone salpato dal porto libico di Misurata. Quella tragedia e la cattura di Al Libi sembrano i prodomi di una nemesi destinata a travolgere la Libia e a mettere in ginocchio l'Italia. Il primo a saperlo è l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, alle prese con la drastica riduzione delle forniture di greggio libico precipitate dai 270mila barili giornalieri del dopo Gheddafi ai meno di 60mila di oggi.

mercoledì 30 gennaio 2013

Libia: L’Occidente si dichiara proprietario di Al-Brega e Ras Lanuf

  • Libia: L’Occidente si dichiara proprietario di Al-Brega e Ras Lanuf
[23.01.2012] trad di B. Durruti per GilGuySparks
Gli aggressori occidentali che stanno occupando la Libia, hanno richiesto rinforzi davanti alla situazione d’emergenza che è iniziata nel paese. Il dr. Yosef Shakir ha dichiarato che le città di Al-Brega e Ras Lanuf nel golfo di Sirte si son dichiarate proprietà dell’occidente con controlli francesi che non lasciano passare alcun libico, sia ribelle o della Jamahiriyah. Forze speciali della NATO controllano le città.
Misratah e Bengasi si trovano in stato di massima allerta, garantendo posti di blocco e punti di accesso alla città. Pesanti scontri.

mercoledì 31 ottobre 2012

Libyan Chronicles 13.0.1

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

lunedì 29 ottobre 2012

Gheddafi arruola un forte esercito di 12.000 nuovi combattenti delle tribù Tuareg

  • Gheddafi arruola un forte esercito di 12.000 nuovi combattenti delle tribù Tuareg [24.09.2011] trad. di levred
Gheddafi e i suoi figli hanno tirato su un nuovo esercito di 12.000 soldati – tutti combattenti delle tribù Tuareg fedeli del Sahara, secondo fonti militari di DEBKAfile.
Centinaia di chilometri più a nord, le truppe ribelli libiche si sono scontrate con i lealisti di Gheddafi nella sua città natale Sirte, dopo che, secondo quanto riferito, entrarono in città da ovest. Anche se i ranghi dei ribelli sono fortemente divisi, hanno tratto incoraggiamento dalla decisione della NATO di estendere la campagna navale e aerea in Libia per altri 90 giorni per aiutarli a far sloggiare le truppe di  Gheddafi dalle città tengonono ancora in mano.
Sabato 24 settembre, sua figlia Aisha ha detto in una registrazione audio che suo padre era di ottimo umore e combatte al fianco dei suoi sostenitori. La scorsa settimana, secondo un rapporto delle nostre fonti, una consiglio tribale di Tuareg convocato in Niger ha esteso piena protezione a Gheddafi e ai suoi figli, ai suoi capi militari e ai membri del regime deposto ancora fedeli. I membri del Consiglio nazionale di transizione ribelle sono stati proclamati nemici della tribù.

mercoledì 24 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.1.5

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Libia News: Giorno 185 di guerra umanitaria contro il popolo libico
    (ultime 48h)

Nelle ultimi due settimane la NATO e i ribelli golpisti hanno subito le perdite maggiori:
- Le Forze di Difesa libiche hanno nuovamente preso Brega. Questo è il porto petrolifero dove loro portano il petrolio fuori dalla Libia. E’ l’obiettivo che la NATO voleva conquistare, e tenere, più di ogni altra cosa; ma non sono mai stati in grado di tenere a lungo Brega che è ora di nuovo nelle mani delle forze lealiste di Gheddafi.

domenica 9 settembre 2012

Sirte: un massacro umanitario annunciato

Marinella Correggia, 3 settembre 2011, LibyanFreePress
ASSEDIO A SIRTE
A metà maggio Aisha Mohamed era in transito nella tunisina Djerba. Aveva finito un anno di specializzazione in Gran Bretagna e aveva scelto di andare a condividere la guerra con la sua famiglia, che stava subendo la guerra. A Sirte. Se è ancora là, Aisha è in trappola.
La Guernica libica sarà forse Sirte, o le altre città “nemiche” non ancora conquistate dalla Nato-Cnt? “In Libia i bombardamenti e la guerra continuano. Ci sono Sirte, Ben Walid, Sebha, Brega” dice dalla capitale della – ex? – Jamahiriya un amico sub-sahariano che adesso aspetta l’evacuazione.

sabato 25 agosto 2012

Libyan Cronicles 3.0

  • Cuba Information TV “Manipolazione e apologia dell’intervento in Libya”
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lunedì 18 giugno 2012

la Libia che non si legge sui giornali.

di Guido Nardo Ingegnere Gruppo ENI commento letto su Conflittiestrategie
Sono stato in Libia, da lavoratore, fino al 21 febbraio scorso quando, costretto dagli eventi, ho dovuto abbandonarla con l’ultimo volo di linea Alitalia.
Ho avuto modo di conoscere gran parte del Paese, da Tripoli a Bengasi, a Ras Lanuf a Marsa El Brega a Gadames, non frequentando gli ambienti dorati, ovattati e distaccati dei grandi alberghi, ma vivendo da lavoratore tra lavoratori e a quotidiano contatto con ambienti popolari, sempre riscontrando cordialità e sentimenti di amicizia per certi versi inaspettati e sorprendenti. Non era raro per strada sentirsi chiedere di poter fare assieme una fotografia da chi si accorgeva di stare incrociando degli italiani, peraltro numerosissimi anche per le tantissime imprese che vi operavano, dalle più grandi (ENI, Finmeccanica, Impregilo ecc.) alle più piccole (infissi, sanitari, rubinetterie, arredamenti ecc.), in un ambiente favorevolissimo, direi familiare…
Da quello che ho potuto constatare il tenore di vita libico era abbastanza soddisfacente: il pane veniva praticamente regalato, 10 uova costavano l’equivalente di 1 euro, 1 kg di pesce spada cira 5 euro, un litro di benzina circa 10 centesimi di euro; la corrente elettrica era di fatto gratuita; decine e decine di migliaia di alloggi già costruiti e ancora in costruzione per garantire una casa a tutti (150-200 m2 ad alloggio….); l’acqua potabile portata dal deserto già in quasi tutte le città con un’opera ciclopica, in via di completamento, chiamata “grande fiume”; era stata avviata la costruzione della ferrovia ad alta velocità e appaltato il primo lotto tra Bengasi e il confine egiziano della modernissima autostrada inserita nell’accordo con l’Italia; tutti erano dotati di cellulari, il costo delle chiamate era irrisorio, la televisione satellitare era presente sostanzialmente in ogni famiglia e nessun programma era soggetto a oscuramento, così come internet alla portata di tutti, con ogni sito accessibile, compreso i social network (Facebook e Twitter), Skype e la comunicazione a mezzo e-mail.
Dalla fine dell’embargo la situazione, anche “democratica”, era migliorata tantissimo e il trend era decisamente positivo: i libici erano liberi di andare all’estero e rientrare a proprio piacimento e un reddito era sostanzialmente garantito a tutti.
Quando sono scoppiati i primi disordini, la sensazione che tutti lì abbiamo avuto è stata quella che qualcuno stava fomentando rivalità mai sopite tra la regione di Bengasi e la Tripolitania, così come le notizie che rilanciavano le varie emittenti satellitari apparivano palesemente gonfiate quando non addirittura destituite da ogni fondamento: fosse comuni, bombardamenti di aerei sui dimostranti ecc.
Certamente dal punto di vista democratico i margini di miglioramento non saranno stati trascurabili, del resto come in tanti altri paesi come l’Arabia Saudita, la Cina, il Pakistan, la Siria, gli Emirati Arabi, il Sudan, lo Yemen, la Nigeria ecc. ecc… e forse anche un po’ da noi! Pertanto prima o poi qualcuno dovrà spiegare perché in questi Paesi non si interviene…
Sono triste e amareggiato al pensiero di come sarò considerato dagli amici libici che ho lasciato laggiù dopo questa scellerata decisione di stupidissimo interventismo!
Guido Nardo
Ingegnere Gruppo ENI


Articolo preso da:http://www.appelloalpopolo.it/?p=2914