Translate

Visualizzazione post con etichetta saadi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta saadi. Mostra tutti i post

martedì 26 dicembre 2017

URGENTE: la famiglia di Saadi Gheddafi chiede un intervento immediato


Risultato immagine per Saadi Gheddafi

Quello che segue è una traduzione di un articolo in inglese ed arabo.

La famiglia del martire Muammar Gheddafi chiede alle autorità legali e a tutte le parti interessate di assumersi le proprie responsabilità nel caso dell'arresto e della detenzione arbitrari del maggiore generale Saadi Gheddafi. È stato isolato da qualche tempo, incapace di contattare la sua famiglia o il suo avvocato. È detenuto nelle carceri e nei centri di detenzione gestiti da milizie terroristiche.

Nonostante la testimonianza di testimoni e il consenso che dovrebbe essere assolto dai crimini a lui attribuiti, rimane imprigionato, senza alcuna giustificazione, il suo processo rinviato a tempo indeterminato, senza alcun legale.

mercoledì 28 giugno 2017

Libia: processo farsa contro Saadi Gheddafi rinviato all’11 luglio





Tripoli, 21 giu 09:40 - (Agenzia Nova) - Il tribunale della Corte d’appello di Tripoli ha rinviato all’11 luglio l’udienza del processo a carico di Saadi Gheddafi, terzo figlio del defunto colonnello libico Muhammar Gheddafi. Saadi è comparso stamattina davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Tripoli, davanti al giudice Ramadan Balut, il quale si occupa del RIDICOLO "caso dell’uccisione dello sportivo Bashir al Riani avvenuta sotto il regime di Gheddafi" . Saadi ha fugato così le speculazioni su dove si trovasse dopo il trasferimento del carcere di al Hadba per motivi di sicurezza e la liberazione del fratello, Saif al Islam Gheddafi.

Nell'estate del 2015 alcuni video pubblicati sul web mostravano i funzionari della sicurezza di Tripoli mentre torturavano e minacciavano Saadi Gheddafi nel tentativo di estorcergli una confessione. Il terzo figlio del colonnello è accusato, tra le altre cose, dell’"omicidio di un calciatore"  quando era capo della Federcalcio libica. Le immagini mostrano un funzionario della sicurezza mentre si rivolge al figlio del colonnello in tono minaccioso: "Puoi parlare ora di sua spontanea volontà o i nostri ragazzi ti faranno sedere su un proiettile calibro 23 millimetri per avere tutte le informazioni". Un altro funzionario ricorda che “qui dentro abbiamo rotto le costole di Abdullah Senussi”, l'ex capo dei servizi segreti di Gheddafi. Saadi, da parte sua, chiede di rimuovere la benda sugli occhi: "Non ora, dopo", rispondono i carcerieri di Tripoli, chiedendo all’ex calciatore di Perugia, Udinese e Sampdoria dei suoi presunti collegamenti con altri gruppi islamisti. “Mi faranno del male. Giuro su dio che mi faranno del male”, risponde uno spaventato Saadi Gheddafi. In un altro video, Saadi viene ripetutamente colpito sulle piante dei piedi con un bastone.

mercoledì 15 giugno 2016

Libia: i RATTI disperati cercano l' appoggio dei " Gheddafiani"

Nonostante 5 anni di occupazione e tre "governi" i RATTI stranieri che occupano la Libia, sono in difficoltà ed adesso cercano il sostegno delle tribù fedeli al legittimo governo libico,quello della Jamahiriya, ecco come la stampa di regime riporta la notizia:



Libia, governo revoca esilio a vedova Gheddafi, ma lei rifiuta: “I miei figli massacrati”


Il governo di Tripoli vuole ammorbidire i rapporti con le tribù "gheddafiane", ma Safia Farkash ha opposto "il gran rifiuto", rompendo il silenzio e chiedendo giustizia per sé e per il suoi figli.

Safia Farkash. Così su due piedi il suo nome da nubile non dice molto al pubblico, ma se a questo si aggiunge Gheddafi, suo cognome da donna sposata, allora tutto diventa più interessante. Safia Farkash Gheddafi nata a Beida in Libia nella regione della Cirenaica da madre libica e padre ungherese, è stata la seconda moglie del leader libico Mu'ammar Gheddafi dal 1971 fino alla morte di quest'ultimo nel 2011.

giovedì 13 agosto 2015

Come un intellettuale da salotto ha portato la Libia nel caos

9 agosto 2015, adattamento di un articolo di Carlo Brenner

ra il 2011 e il 2015 la Libia è passata da essere il primo Paese africano nell'indice di sviluppo umano (Human Development Index - Hdi), con cui le Nazioni Unite valutano lo standard di vita di una nazione, a essere uno stato fallito.

Due governi, uno islamico a Tripoli e l’altro secolare a Tobruk, una guerra civile che conta migliaia di vittime, la corte suprema privata della sua autorità, un ambasciatore americano ucciso fuori dal suo consolato in fiamme, tutte le ambasciate chiuse, ultima quella italiana, lo Stato islamico che imperversa liberamente per il Paese e addestra i suoi uomini minacciando l’Europa, e in particolare l’Italia, da molto vicino.

Solamente sei mesi dopo la fine della guerra - nell’ottobre del 2011 - con il potere nelle mani dei ribelli, Human Rights Whatch dichiarava che gli abusi apparivano “essere così diffusi e sistematici che potrebbero essere considerati crimini contro l’umanità”.

venerdì 20 settembre 2013

False notizie su Saadi Gaddafi

12/9/2013
Tutti i principali siti di informazione italiana sono caduti in un grossolano errore.

Le principali agenzie di stampa italiane stanno diffondendo in queste ore la notizia che Saadi Gaddafi, figlio della Guida della Jamahiriya Muammar Gaddafi sarebbe stato fermato al confine tra Libia e Niger da una pattuglia dell'esercito assieme ad alte cariche dell'esercito Libico.


La notizia e' parsa subito molto strana, tutti i siti di informazione italiani hanno fatto riferimento a questo articolo:

martedì 14 maggio 2013

L’Oman concede asilo ad alcuni membri della famiglia Gheddafi


Middle East Online

[25.03.2013]                                     (trad. di Levred per GilGuySparks)
MUSCAT – L’Oman ha concesso asilo ad alcuni membri della famiglia di Muammar Gheddafi, due dei quali sono ricercati dall’Interpol, ha dichiarato lunedì un funzionario dell’Oman. _57750_A2
La mossa arriva in coordinamento tra il governo libico e il governo algerino a seguito di un impegno da parte della famiglia Gheddafi che non utilizzerà l’Oman come base per attività politiche o mediatiche.

sabato 23 marzo 2013

BREVE STORIA DEL CALCIO NELLA LIBIA DEL COLONNELLO GHEDDAFI( parte 2)

Pubblicato il: 22 febbraio, 2013

BREVE STORIA DEL CALCIO NELLA LIBIA DEL COLONNELLO GHEDDAFI

(parte seconda – i rapporti calcistici italo-libici)
Marco Bagozzi
Italia-Libia
Venezia, Palermo, Catania, Messina nel campionato libico? Se vogliamo vederla sotto un certo punto di vista, il Colonnello Gheddafi, nel periodo più cupo dell’embargo anti-libico, arriva addirittura a proporre l’adesione di queste squadre al campionato di Tripoliico…per poi ripiegare sul Lampedusa Calcio. Chiaramente si tratta di una battuta, visto che Gheddafi non si è mai riferito direttamene al calcio, ma sarebbero state delle ovvie conseguenze nel caso in cui le proverbiali provocazioni linguistiche del Colonnello si fossero realmente avverate: «il popolo di Sicilia, fratello e amico, perché arabo di origine, il quale deve far smantellare le basi americane sull’isola» o «quanti hanno evocato l’eventualità dell’annessione di Venezia alla Libia danno prova di obiettività storica» (1).
Il 2 febbraio 1980, presso lo stadio San Paolo, della piccola cittadina di Narni, provincia di Terni, si gioca la prima storica sfida tra una selezione italiana della Lega Dilettanti e la nazionale libica. Finisce 1-0 per gli azzurri, grazie alla rete di Volpini. È il primo contatto calcistico tra le due nazioni, che segna lo sdoganamento ufficiale verso l’Europa occidentale della nazionale verde.

mercoledì 24 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.1.5

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

_______________________________________________________________________
  • Libia News: Giorno 185 di guerra umanitaria contro il popolo libico
    (ultime 48h)

Nelle ultimi due settimane la NATO e i ribelli golpisti hanno subito le perdite maggiori:
- Le Forze di Difesa libiche hanno nuovamente preso Brega. Questo è il porto petrolifero dove loro portano il petrolio fuori dalla Libia. E’ l’obiettivo che la NATO voleva conquistare, e tenere, più di ogni altra cosa; ma non sono mai stati in grado di tenere a lungo Brega che è ora di nuovo nelle mani delle forze lealiste di Gheddafi.