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mercoledì 28 giugno 2017

Libia: processo farsa contro Saadi Gheddafi rinviato all’11 luglio





Tripoli, 21 giu 09:40 - (Agenzia Nova) - Il tribunale della Corte d’appello di Tripoli ha rinviato all’11 luglio l’udienza del processo a carico di Saadi Gheddafi, terzo figlio del defunto colonnello libico Muhammar Gheddafi. Saadi è comparso stamattina davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Tripoli, davanti al giudice Ramadan Balut, il quale si occupa del RIDICOLO "caso dell’uccisione dello sportivo Bashir al Riani avvenuta sotto il regime di Gheddafi" . Saadi ha fugato così le speculazioni su dove si trovasse dopo il trasferimento del carcere di al Hadba per motivi di sicurezza e la liberazione del fratello, Saif al Islam Gheddafi.

Nell'estate del 2015 alcuni video pubblicati sul web mostravano i funzionari della sicurezza di Tripoli mentre torturavano e minacciavano Saadi Gheddafi nel tentativo di estorcergli una confessione. Il terzo figlio del colonnello è accusato, tra le altre cose, dell’"omicidio di un calciatore"  quando era capo della Federcalcio libica. Le immagini mostrano un funzionario della sicurezza mentre si rivolge al figlio del colonnello in tono minaccioso: "Puoi parlare ora di sua spontanea volontà o i nostri ragazzi ti faranno sedere su un proiettile calibro 23 millimetri per avere tutte le informazioni". Un altro funzionario ricorda che “qui dentro abbiamo rotto le costole di Abdullah Senussi”, l'ex capo dei servizi segreti di Gheddafi. Saadi, da parte sua, chiede di rimuovere la benda sugli occhi: "Non ora, dopo", rispondono i carcerieri di Tripoli, chiedendo all’ex calciatore di Perugia, Udinese e Sampdoria dei suoi presunti collegamenti con altri gruppi islamisti. “Mi faranno del male. Giuro su dio che mi faranno del male”, risponde uno spaventato Saadi Gheddafi. In un altro video, Saadi viene ripetutamente colpito sulle piante dei piedi con un bastone.

venerdì 18 novembre 2016

Finanziamenti illegali dalla Libia a Sarkozy, sempre più chiari i legami tra Gheddafi e l'ex-Presidente francese

di  

L'ex-capo dei servizi segreti militari libici Abdullah al-Senussi, militare sudanese naturalizzato libico e cognato di Muhammar Gheddafi, nel corso di un'audizione trasmessa il 20 giugno scorso alla Corte Penale Internazionale avrebbe confessato il suo lavoro di supervisione sul trasferimento di 5 milioni di euro “per la campagna elettorale di Nicolas Sarkozy”. La notizia è stata data il 7 novembre da Mediapart, un sito di informazione indipendente francese orientato al giornalismo investigativo sopratutto nel settore della politica.
Il pagamento sarebbe stato solo una tranche di un contributo totale di 50 milioni di euro, 20 in contanti e 30 tramite trasferimenti bancari, pagati dal regime libico per la campagna elettorale di Sarkozy nei primi mesi del 2007.

sabato 3 maggio 2014

Nuova udienza al processo farsa alla Jamahiriya

Posted: 2014-04-27
From: Mathaba
Saif Gaddafi in videoconferenza da Zintan dichiara che il suo avvocato é Dio, Sanussi richiede un avvocato non libico, la corte ne assegna di ufficio. Alle giornaliste presenti in aula é stato imposto l'obbligo del copricapo.
ICC e varie organizzazioni umanitarie dichiarano che il processo non é regolare.


Dio é il mio avvocato.

lunedì 16 settembre 2013

Libia, per la crisi petrolifera manca la luce


Interrotta anche la fornitura di acqua. Manifestazioni a Tripoli.

.Oltre alle lunghe code alle pompe di benzina della capitale libica per timore di una diminuzione della disponibilità di carburante, in tutta la Libia si stanno registrando ulteriori disagi anche a causa delle continue interruzioni nelle forniture di elettricità e acqua. Il panico ai distributori di benzina si è verificato in seguito agli scioperi e alle chiusure dei principali siti di estrazione e di esportazione di greggio del Paese in atto dalla fine di luglio.
ACCUSE DI CORRUZIONE. I manifestanti hanno accusato il governo di corruzione per la vendita di quantitativi di greggio non precisati. Secondo le autorità invece gli scioperi sarebbero orchestrati dai federalisti dell'area di Bengasi (da dove è partita la rivolta interna, poi supportata dall'intervento militare della Nato, contro Muammar Gheddafi nel 2011) che vogliono maggiore indipendenza nella parte orientale del Paese.

sabato 14 settembre 2013

Libya: Anoud Senussi finalmente libera

Grandissima vittoria della Resistenza contro il governo di occupazione.

I rapitori di Anoud Senussi, figlia dell'ex capo dell'intelligence della Jamahiriya Araba Socialista, si sono arresi alla soverchiante protesta delle popolazioni di Sebha e' sono stati costretti a liberare la giovane donna.

Anoud Senussi ora si trova in una localita' della regione di Sebha protetta da membri della sua tribu'.

Colpevoli del rapimento sono i miliziani della Prima Unita' Speciale del SSC di Tripoli, milizia che fa capo direttamente al governo di occupazione Libico.

giovedì 12 settembre 2013

Don’t forget Libya …. anche se della Libia i media non vogliono occuparsi più

4 settembre 2013
Della Libia si è parlato sempre meno dopo la caduta di Gheddafi, quasi che dall’intervento occidentale fosse emerso un paese in pace e prosperità. In realtà, la cronaca quotidiana è fitta di scontri fra milizie, furti e rapimenti, conflitti tribali, tensioni fra l’esecutivo e l’Assemblea nazionale, oltre a continui annunci del processo a Saif Al Islam Gheddafi, in barba ai divieti della Corte Penale Internazionale.
(Vedere Storify continuamente aggiornato)

La notizia del tutto inattesa è che la Libia - fra i massimi esportatori del miglior greggio su piazza ai tempi di Gheddafi - oggi è costretta ad acquistare all’estero energia per le forniture basilari ai cittadini. (Vedere il Sole24h). Le esportazioni di greggio sono crollate del 70% , la disponibilità è bloccata da uno sciopero iniziato per ragioni salariali. Così pareva all’inizio, ma la vicenda si è rivelata più complessa e ambigua: ci sono di mezzo l’avidità e l’assenza del senso dello stato. I libici si sono sentiti nazione dalla rivoluzione gheddafiana del 1969 fino al 2011, per scivolare poi nella condizione di un insieme di regioni che mal si sopportano.

martedì 10 settembre 2013

Libia in rivolta contro il rapimento di Anoud Senussi


4/9/2013
Il rapimento della figlia del ex capo dei servizi segreti della Jamahiriya dopo la scarcerazione ha infiammato il popolo Libico che chiede la sua liberazione immediata.


La Libia e' in rivolta dopo il vergognoso rapimento di Anoud Senussi, la figlia del ex capo dell'intelligence della Jamahiriya Araba Socialista arrestata 10 mesi fa con l'accosa di essersi introdotta in Libia con documenti falsi.

Il rapimento da parte di uomini armati e mascherati e' avvenuto Lunedi ad appena poche centinaia di metri dalle porte della prigione in cui era stata detenuta.

lunedì 1 luglio 2013

Eliminato Wissam Ismail Smeida

Il capo della prigione di Tripoli ucciso questa mattina (26/6/2013).


Un altro pezzo grosso del regime di occupazione della Libia e' stato eliminato oggi.

Wissam Ismail Smeida era il capo della prigione Al - Ruiymi in Ain Zara, uno dei luoghi in cui gli illeggittimi occupanti della Jamahiriya Araba Socialista di Libia rinchiudono il popolo Libico che ha difeso, difende e difendera' le idee della Jamahiriya.

martedì 25 giugno 2013

Libia. Battaglia a Bengasi contro le milizie “governative”.

10 giugno 2013.
È stata una vera e propria battaglia quella che si è combattuta sabato scorso a Bengasi, nell’est della Libia, quando un nutrito gruppo di dimostranti ha assaltato il quartier generale della Prima brigata della Libya Shield (“Scudo”), sigla che riunisce diverse milizie degli ex “ribelli” (tuwar) anti-Gheddafi e che, almeno in linea teorica, risponde al ministero dell’Interno. Il bilancio degli scontri è di almeno 31 morti e oltre un centinaio di feriti. Il giorno successivo, dopo un’audizione in Parlamento, il capo di Stato maggiore delle forze armate libiche Yussef al Mangoush (foto) ha presentato le proprie dimissioni che sono state subito accettate. Il suo vice Salem al-Gnaidy ha assunto la guida ad interim delle forze armate in attesa della nomina di un nuovo capo di Stato maggiore.

sabato 8 giugno 2013

Processo al figlio di Gheddafi, in Libia o all'Aja

Processo al figlio di Gheddafi, in Libia o all'Aja

Si attende la decisione della CPI in merito all'ammissibilità del caso contro Saif Al-Islam Gheddafi. Scontro tra difensori dei diritti umani ed esperti di giustizia internazionale
 
di Manuela Melandri* - AFFARI INTERNAZIONALI

Roma, 13 aprile 2013, Nena News - Nelle prossime settimane è attesa la decisione della Corte penale internazionale (Cpi) in merito all'ammissibilità del caso contro Saif Al-Islam Gheddafi, figlio dell'ex-leader libico Muammar Gheddafi. Si dovrà decidere se il processo contro Saif Gheddafi dovrà tenersi all'Aia o a Tripoli. Il punto ha scatenato un dibattito molto acceso tra difensori dei diritti umani ed esperti di giustizia internazionale.

venerdì 9 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.0.6

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso.”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati.” (Bertold Brecht)

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  • La Libia resiste