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domenica 14 luglio 2019

L’esercito turco e la milizia di Misurata massacrano i sostenitori del generale Haftar


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L’esercito turco ha inviato in Libia jihadisti provenienti dalla Siria, nonché consiglieri militari e materiale, in particolare blindati e droni.
L’esercito turco ha diretto l’attacco delle milizie del Governo di Unità Nazionale di Tripoli, presieduto da Fayez al-Sarraj e voluto dall’ONU.

lunedì 26 maggio 2014

LIBIA, MATTANZA DI PROFUGHI NEI LAGER E NEL DESERTO

Di Emilio Drudi– 16 maggio 2014

Ancora migranti morti, inghiottiti dal Mediterraneo. Uomini, donne e bambini spariti in mare, senza una tomba e, assai spesso, senza nemmeno un nome. Sembra di rivivere le tragedie di Lampedusa e di Malta dell’ottobre scorso. Sono almeno 70 le vittime degli ultimi naufragi di barconi carichi di disperati: una cinquantina nelle acque libiche l’undici maggio e 17 a cento miglia a sud di Lampedusa il giorno dopo. Oltre a circa 200 dispersi, per i quali si è persa ormai ogni speranza. Ma sulla terraferma, in Libia, per i profughi forse va anche peggio. La vita non conta nulla: può dipendere dal capriccio di un miliziano fanatico o di un militare ubriaco. Da una crudeltà gratuita o da un gioco perverso. Come è accaduto nel centro di detenzione situato nei sobborghi di Gharyan, una città del distretto di Jabal al Garbi, nel nord ovest, famosa per la resistenza contro gli italiani nel 1911 e per la battaglia tra i ribelli e l’esercito di Gheddafi durante la rivoluzione del 2011. E’ uno dei campi profughi maggiori del paese, con più di 450 prigionieri: 400 eritrei, 30 provenienti da vari paesi dell’Africa Occidentale, 10 etiopi, 2 somali e una quindicina di sudanesi. Dipende formalmente dal ministero degli Interni e, nei documenti ufficiali, è definito “sicuro”. Altroché sicuro, però. Qualche notte fa è diventato un girone dantesco. Con i detenuti terrorizzati, in balia dei miliziani di guardia che sparavano all’impazzata nel mucchio. Per ore.

martedì 19 novembre 2013

Libia: Croce Rossa; difficoltà estrema per migranti detenuti, centri affollati senza servizi sanitari

giovedì 14 novembre 2013
Ansa
Migliaia di migranti vivono in condizioni di estrema difficoltà in Libia: è quanto fa sapere il Comitato Internazionale delle Croce Rossa (Cicr) in Libia, secondo cui la maggior parte dei migranti è detenuta in condizioni deplorevoli e senza accesso a servizi sanitari.


Molti centri in cui venivano trattenuti nel sud del Paese sono stati chiusi temporaneamente provocando così il sovraffollamento nel centro di Hamra, nella città occidentale di Gharian, diventato punto di accoglienza per i migranti che arrivano soprattutto da Mali, Niger, Eritrea, Somalia.

martedì 16 luglio 2013

La Libia nelle mani dei signori della guerra.

9 luglio 2013.
Formazioni paramilitari e brigate di ex ribelli tengono sotto scacco interi quartieri della capitale Tripoli, di Bengasi e di altre importanti città. Dalla politica nessuna soluzione per garantire la sicurezza nel Paese.
Se l’Egitto vive i giorni più difficili dalla caduta di Hosni Mubarak, in Libia dalla destituzione del colonnello Gheddafi praticamente non è mai stata raggiunta. Tripoli continua a essere in balia di formazioni paramilitari che si sottraggono a ogni controllo, spesso equipaggiate meglio dell’esercito e dei corpi di polizia.



Di fatto in alcuni quartieri della capitale, ma anche in altre città libiche, sono proprio queste milizie e brigate a detenere il potere. Si tratta di formazioni costituite perlopiù da ex ribelli che dopo la battaglia contro il deposto regime non si sono più reinseriti nella società, rifiutando in molti casi anche l’arruolamento nelle forze di sicurezza. Altri gruppi armati sono invece dei veri e propri eserciti privati al soldo di signori della guerra, e che pertanto non hanno alcun interesse a deporre le armi.

martedì 29 gennaio 2013

Vittime Nato e Libia nel caos

  • La Russia vuole che gli attacchi aerei della NATO sulla Libia vengano indagati
    [17.01.2012]   (trad. di Levred per GilGuySparks)
    Mosca: La Russia ha informazioni che suggeriscono che siano stati uccisi civili durante gli attacchi aerei della NATO sulla Libia, lo ha detto il vice ministro russo degli esteri Gennady Gatilov.

domenica 13 gennaio 2013

Resistenza Libica [13.11.2011]

  • Ieri battaglie nella maggior parte delle città occidentali della Libia [13.11.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
1) Fronte di Al Zawiyah: scontri con armi pesanti tra la libera coraggiosa tribù Warchfana e i banditi della NATO/CNT/ALQAEDA  delle regioni occidentali, che hanno provocato la morte di 3 della truppa del Martire Gheddafi, ma sono stati anche uccisi e catturati molti dei banditi della NATO/CNT/ALQAEDA. Quei ratti ora stanno cercando di negoziare il modo di rilasciare i loro ostaggi o scambiarli, ma la risposta è stata “sangue contro sangue e non negoziati”.
2) Fronte di Yafren: combattenti della resistenza verde hanno attaccato ieri la caserma a Yafren e hanno ucciso 4 banditi della NATO/CNT/ALQAEDA, e ottenuto da lì le armi leggere e medie e munizioni (questa informazione è disponibile anche sulle pagine web dei ratti).

3) Fronte di Ghariyan: dopo aver saputo degli scontri ad Al Zawiya, la gente da AL Asabiaa ha preso le loro armi e le auto e ha proceduto veso ogni ingresso, il risultato è stato numerosi uccisi della NATO/CNT/ALQAEDA (nessun numero esatto) e da Kakla 10 catturati nella porta occidentale di Al Assabiaa.
4) Fronte di Tripoli: forti e feroci combattimenti intorno Janzour e Assarii vicino Serraj hanno avuto luogo ieri sera, sono state usate  armi 14.5, e anche nella Piazza Verde, e Abu Mechmacha Avenue, vicino al cimitero Sidi Mnidher.
5) Fronte di Misurata: dimissioni del presidente del consiglio locale di Misurata, dopo che era stato preso d’assalto da manifestanti mascherati e lui era stato gettato in una stanza separata (questa informazione è disponibile anche sulle pagine web dei banditi della NATO/CNT/ALQAEDA). [Jazira Chuibekova & B BKR Sami]
6 / Imaya – Diversi banditi dalla città portuale di Zawiyah hanno detto che almeno due dei loro compagni banditi sono stati uccisi dal fuoco di combattenti della resistenza libica, che sorvegliavano un’area a Imaya, tra Zawiyah e la capitale.
  • Si segnalano violenti scontri tra diverse fazioni dei ribelli

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  • Amichevole Algeria-Tunisia: un minuto di silenzio per il colonnello Gheddafi[13.11.2011] trad. Levred per GilGuySparks
    ALGERIA ISP / Secondo il quotidiano algerino El Nahar, durante la partita amichevole tra la nazionale d’Algeria e la squadra tunisina allo stadio di Blida Tchaker Mustapha, il pubblico di Algerini è venuto con striscioni a rendere omaggio alla guida Muammar Gheddafi, con il famoso slogan “Zenga Zenga” e il famoso discorso del capo libico Omar Mukhtar “Noi non ci arrenderemo mai .. vinceremo o moriremo“.
    Il pubblico ha inneggiato al leader libico, lungo tutta la partita per confermare l’impegno della grande maggioranza degli algerini verso il martire colonnello Muammar Gheddafi, soprattutto dopo il modo degradante del suo assassinio da parte della NATO e dei ribelli.
    L’interazione del pubblico si è estesa a convertire il minuto di silenzio per la morte del Segretario Generale della Federazione del Nord Africa, in un momento di silenzio in memoria del martire colonnello Muammar Gheddafi. Spettatori algerini e tunisini hanno sventolato bandiere verdi allo stadio di Blida Tchaker Mustapha. Durante il minuto di silenzio, il pubblico ha cantato “Ouhhhho Gheddafi, Gheddafi Ouhhhho”.
http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201111-A7050/libye-merci-aux-spectateurs-algeriens-stade-tchaker-vous-nous-fait-honneur-novembre-2011.html
… qui l’omaggio dei tifosi al Martire Muammar Gheddafi:

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Fonte:http://gilguysparks.wordpress.com/2011/11/13/resistenza-libica-13-11-2011/

martedì 11 dicembre 2012

Libyan Resistence Chronicles – La sollevazione è iniziata

  • Libyan Resistence Chronicles – La sollevazione è iniziata
[15.10.2011]  di GilGuySparks
I media italiani all’unisono riprendono la narrazione dei grandi monopolisti dell’informazione del grande capitale multinazionale che sostengono, costretti dall’evidenza che gli scontri della giornata di ieri in Libia fossero limitati a sparuti gruppi di nostalgici di Gheddafi.
Le cose stanno diversamente, visto che attraverso canali alternativi filmati e testimonianze oculari documentano una narrazione autentica di lotta di liberazione popolare, tanto a Tripoli quanto in numerosissime località della Libia occidentale e orientale. La dittatura dell’informazione delle demo-pazzie occidentali affermano costantemente una realtà manipolata e volutamente mistificata che viene concertata attraverso apparati specializzati nell’alta ingegneria del consenso verso “pacifiche guerre”, “bombardamenti umanitari” e “difesa dei diritti umani dei popoli attraverso il genocidio”.
La resistenza libica Verde è entrata in una nuova fase dove il modello che viene richiamato insistentemente è quello del comandante supremo dell’esercito vietnamita comunista Võ Nguyên Giáp, esperto di tattiche di guerriglia, padre dell’Offensiva del Tet  che portò alla caduta di Saigon e alla vittoria della guerra del Vietnam e alla sconfitta degli Usa da parte del popolo vietnamita, nonostante la sproporzione delle forze in campo.

martedì 27 novembre 2012

Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte

  • Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte[10.10.2011]
Un massiccio assalto su Sirte ha portato alla breve occupazione di un campus universitario e dell’ospedale nei sobborghi sud-orientali. Dopo che la battaglia ha infuriato avanti e indietro tutto il giorno, un massiccio contrattacco che ha lasciato 200 combattenti del CNT morti e innumerevoli feriti è stato abbastanza per Mahmud Jibril che sta ritirando “i combattenti a lui fedeli” fuori dalla battaglia, dichiarando “insensata la morte di oltre 200 combattenti per un minuto di vittoria su Al-Jazeera”. La decisione di Jibril è un ulteriore esempio del fatto che la narrativa della NATO sia screditata e dell’intrinseca instabilità e delle lotte interne nel regime a delega NATO. La guerra libica è ferma in una posizione di stallo, mentre la crisi umanitaria continua.

venerdì 9 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.0.6

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso.”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati.” (Bertold Brecht)

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  • La Libia resiste