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martedì 17 aprile 2018

La Libia piange i tre bambini al-Shershari scomparsi dal 2015: trovati assassinati

di Vanessa Tomassini –
Sui social è arrivato il cordoglio anche dell’ambasciata d’Italia a Tripoli, che si è stretta intorno alla famiglia al-Shershari da due anni col fiato sospeso per la scomparsa dei suoi tre figli. I tre bambini sono stati ritrovati ieri, uccisi, nella zona di Abu Issa tra Sorman e al-Zawiya nella parte nord-occidentale della Libia. Per le tre anime innocenti era stato richiesto un riscatto di 20 milioni di dinari libici nel dicembre del 2015. Le indagini sui corpi hanno rivelato che i bambini sono stati uccisi già due anni fa. In questi due anni i genitori non hanno mai smesso di cercarli con ogni mezzo.

martedì 31 ottobre 2017

Procuratore Zuccaro: Caruana forse uccisa per petrolio-connection Libia-Sicilia

25 ottobre 2017


La giornalista Daphne Caruana potrebbe essere morta per essersi interessata all’indagine sul contrabbando di petrolio dalla Libia? “Si’, e’ chiaro che l’autorita’ giudiziaria maltese dovra’ chiedersi quali fossero i filoni d’inchiesta piu’ importanti che questa coraggiosa giornalista aveva avviato. Tra questi c’e’ sicuramente l’inchiesta di cui ci siamo occupati noi. Bisognerebbe partire da li’ per cercare il mandante di questo efferatissimo omicidio”. Cosi’ a Sky TG24 HD il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, titolare dell’inchiesta sul riciclaggio di gasolio libico rubato dalla raffineria di Zawyia e immesso illegalmente sul mercato italiano.

mercoledì 23 agosto 2017

Libia, così Guardia Costiera e milizie lucrano sul traffico di uomini

Nello Scavo domenica 13 agosto 2017
Il dossier Onu rivela nomi e incarichi nel business dei migranti 
 alcuni subsahariani in un centro di detenzione a Misurata I migranti, una volta rinchiusi nelle strutture governative libiche, vengono abbandonati a se stessi e, secondo denunce circostanziate dell’Onu, spesso vengono venduti come schiavi o rivenduti agli scafisti (Lapresse)
alcuni subsahariani in un centro di detenzione a Misurata I migranti, una volta rinchiusi nelle strutture governative libiche, vengono abbandonati a se stessi e, secondo denunce circostanziate dell’Onu, spesso vengono venduti come schiavi o rivenduti agli scafisti (Lapresse)


Com’è possibile movimentare ogni giorno migliaia di persone, percorrere rotte desertiche, attraversare confini polverosi, raccogliere e trasferire denaro, fornire carburante alle centinaia di mezzi di trasporto, ottenere i lasciapassare, governare i centri di raccolta e poi gestire la flotta per i viaggi via mare – per molti l’ultima tappa in ogni senso – e tutto questo senza dare nell’occhio?
«Una filiera del genere non può passare inosservata. E non può prosperare senza la complicità di chi oggi afferma di voler porre fine al traffico di migranti». L’investigatore Onu che parla sotto anonimato, si fa precedere da un rapporto di 299 pagine inviato al Consiglio di sicurezza nelle scorse settimane.
Un dossier che le cancellerie conoscono, a cominciare dall’Italia che quest’anno è membro non permanente proprio dell’organo di vertice del Palazzo di Vetro. Nel faldone ci sono decine di nomi che scottano. Come quello di Fathi al-Far, comandante della brigata al-Nasr, alleato forte del premier Serraj, riconosciuto dalla comunità internazionale. L’ex colonnello dell’esercito di Gheddafi «ha aperto un centro di detenzione a Zawiyah», sulla costa occidentale, a metà strada tra Tripoli e Zuara. Il gruppo di investigatori «ha ricevuto informazioni secondo cui il centro è usato per 'vendere' i migranti ai contrabbandieri». Sotto gli occhi dei fedelissimi di Sarraj.

martedì 22 agosto 2017

Libia, nella roccaforte degli scafisti dove inizia l’inferno dei migranti



Viaggio sulle spiagge di Sabratha: da qui partono i barconi di disperati per l’Italia. Tra trafficanti di uomini, mediatori e miliziani: «Queste sono acque di nessuno»
AFP
Alcuni migranti provenienti dall’Africa subsahariana tratti in salvo dalla Guardia costiera libica. Secondo un recente rapporto di Oxfam l’80% delle persone passate dalla Libia hanno denunciato di avere subito violenze e tortura

15/8/2017 sabratha
Le sette. Un pontile. Ora le cose e il cielo hanno colore, non splendore. All’estremità della vasta curva di terre gialle, esili palmizi che per tutta la giornata pareva si disseccassero lentamente cominciano a vivere. Due pescherecci si incrociano lentamente davanti a noi. Alcune grandi navi immobili sembrano incastrate nella dura superfice della baia. Il mare è un’acqua di laguna così densa che dondola appena. La Migrazione, alla fine, è storia di mare. A queste spiagge bisogna arrivare, loro per partire e noi per capire.

mercoledì 18 marzo 2015

La Libia alla mercè dei trafficanti improvvisati

Sempre più criminali senza alcuna esperienza organizzano partenze con cattivo tempo, su gommoni sgonfi e con motore logoro.

giovedì 12 marzo 2015
di Nancy Porsia

Lo avevamo conosciuto lo scorso dicembre nel centro di detenzione di Zawiya, con un martello in mano riverso sulle ginocchia, ai piedi dell'enorme serbatoio d'acqua che stava mettendo in piedi sul tetto di uno dei centri di detenzione per migranti illegali in Libia. Aveva bussato alle porte della prigione per recuperare suo fratello minore Ibrahim disperso da due mesi, che altri ragazzi del Gambia gli avevano detto essere lì.

lunedì 27 ottobre 2014

La Libia non è un posto per giornalisti

20 Oct2014 By Tommaso Dal Passo

Reporters sans frontières ha denunciato la pericolosità della situazione in Libia per i mass media e per la vita dei giornalisti, tra le principali vittime del disordine politico e della violenza che dilania il paese dal 2011.

Gli scontri continuano nonostante il tentativo di mediazione effettuato da parte della missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) nella città di Ghadames.
Reporters sans frontières, nello specifico, condanna l'assassinio di Issa Al-Tayeb, uno dei fondatori della stazione televisiva satellitare Tuareg Tumsat, nel sud ovest della Libia, il 5 ottobre e l'omicidio del presentatore radiofonico Motassem Al-Warfalli tre giorni dopo a Bengasi.

sabato 18 ottobre 2014

Libia, due parlamenti e due governi: è il caos totale e c'è emergenza per gli sfollati interni

Da luglio si combatte una guerra civile che ha fatto emergere i problemi irrisolti dopo la cacciata di Ghedaffi del 2011. Per l'Unhcr è emergenza sfollati interni: solo nella città di Warshefana, alla periferia di Tripoli, sono 100mila nelle ultime tre settimane (287mila in tutto il paese). Don Mussie Zerai lancia l'allarme per i migranti subsahariani usati come schiavi dalle milizie in lotta e poi rinchiusi in centri di detenzione per estorcere un riscatto ai parenti all'estero. L'unica realtà che prospera è quella dei trafficanti di esseri umani

di STEFANO PASTA 13 ottobre 2014

Due parlamenti e due governi, troppe armi in circolazione, tante fazioni che si combattono con alleanze in continuo mutamento, nazioni estere che sostengono fronti opposti, il primo Stato petrolifero a rischio fallimento economico. "Dire che la Libia in questo momento sia governata da qualcuno è una barzelletta", ha recentemente sintetizzato Ali Zeidan, primo ministro fino al marzo scorso. A tre anni dalla cacciata di Ghedaffi, infatti, la Libia è nel pieno della guerra civile, i combattimenti proseguono senza tregua da quattro mesi.

domenica 20 aprile 2014

Tripoli a secco di benzina

Posted: 2014-04-12
From: Mathaba
Manifestanti anti GNC bloccano le vie di accesso alla città, le pompe di benzina sono a secco.

Situazione critica nella capitale libica Tripoli a causa della grave mancanza di carburante.

Manifestanti stanno bloccando le vie di comunicazione tra la città di Zawiya, principale porto per l'importazione di carburante della Libia sito nella parte occidentale del Paese, e la capitale.

domenica 15 dicembre 2013

LIBERATO LEADER DEI WARFALLA

Posted: 2013-12-08
From: Mathaba ita+eng
Sheik Mohamed Al Bargouty si trovava in una prigione clandestina d Zawia dal 2011.


Finalmente è stato rilasciato Sheik Mohamed Al Bargouty, capo carismatico della tribù di Warfalla dai suoi carcerieri della città di Zawia.

Si trovava in un carcere dal 2011 e in questi 2 anni non ha subito nessun processo perchè nessun crimine ha commesso.

martedì 10 dicembre 2013

L’ OPERAZIONE LIBIA E LA BATTAGLIA PER IL PETROLIO

INSURREZIONE E INTERVENTO MILITARE: ACCORDO USA-NATO SUL TENTATO COLPO DI STATO ? (PARTE PRIMA)

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY

Gli Stati Uniti e la NATO stanno sostenendo un’insurrezione armata in Libia orientale, al fine di giustificare un “intervento umanitario”. Questo non è un movimento di protesta non violento, come in Egitto e Tunisia. Le condizioni in Libia sono profondamente diverse. L’insurrezione armata in Libia orientale è direttamente supportata da potenze straniere. L’insurrezione a Bengasi ha subito issato la bandiera rossa, nera e verde con la mezzaluna e la stella: la bandiera della monarchia di re Idris, che simboleggiava il dominio delle ex potenze coloniali. (Cfr. Manlio Dinucci, Libia-Quando la memoria storica è cancellata, Global Research, 28 Febbraio 2011)

martedì 5 novembre 2013

Al Qaeda e la "Rivoluzione" Libica

I Profeti del Nuovo Ordine Mondiale in Libia: il ruolo dei

terroristi islamici, di Al Qaeda e le bugie dell'Occidente

ita+english

di John Rosenthal

Dossier-inchiesta: La Verità sulla Rivoluzione Libica

La Libia e l'Incredibile Rapporto CIRET-CF2R

martedì 24 settembre 2013

8000 detenuti nelle carceri segrete delle milizie libiche

18/9/2013
Non esistono diritti umani nella Libia occupata in mano ai mercenari al soldo delle potenze coloniali.

La situazione nella Jamahiriya occupata e' catastrofica, non esiste nessuna legge al di fuori della legge delle armi e del terrore.

Il Paese e' in mano ai mercenari delle varie milizie che controllano le varie zone della Libia, ogni gruppo ''governa'' il proprio territorio con la violenza, le torture e gli omicidi.

mercoledì 20 febbraio 2013

Ultime Notizie Non Allineate Sull'Occupazione Della Libia (Febbraio 2013)

8-10 Febbraio 2013

da LibyaSOS
La resistenza cresce e cerca nuove vittorie. In un comunicato ratifica la fedeltà a Mohamar Gadafi, esprime la vontà di liquidare tutti i "traditori" e "mercenari" per affermare la legittimità del governo della Jamahiriya. Annuncia che tutte le attuali azioni militari, in tutti i fronti della battaglia, sono state previste dal leader Mohamar Gadafi quando disse che la lotta sarà lunga e dura.
Tripoli: Il "traditore e terrorista" Mahmoud Jibril è sfuggito ad un tentativo di omicidio mentre saliva in casa. Carri armati si spostano per le strade probabilmente a causa dei timori per il sollevamento popolare del 15 febbraio. I "banditi" della NATO hanno intenzione di chiudere il carcere e di trasferire i detenuti in sedi sconosciute in previsione del 15 febbraio.
Aerei israeliani violano lo spazio aereo della Libia senza che i "mafiosi" del governo facciano alcunchè, confermando che Israele fu una parte della cospirazione internazionale contro la Libia.
I lavoratori egiziani in Libia sono oggetto di abusi da parte delle milizie armate e di confisca dei loro beni.

domenica 16 dicembre 2012

Libyan Resistence Chronicles 1.0

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati”(Bertold Brecht)


Libyan Resistence Chronicles 1.0
[17.10.2011]
Tripoli – Il ministro del petrolio dei ribelli, Mahmoud al Badi ha rassegnato le dimissioni, dicendo: “C’è una grave corruzione. Non posso continuare a svolgere le mie funzioni.“
Le forze della Nato stanno tentando di mettere in sicurezza un’area attorno al porto per la probabile visita del segretario di stato americano Hillary Clinton che si trova ad aver programmato una visita a Tripoli nel bel mezzo dell’Intifada popolare delle forze lealiste. Secondo i piani originari lunedì sera [17 ottobre] la Clinton sarebbe dovuta atterrare a Roma. Avrebbe dovuto dormire a Napoli, poi la mattina successiva salutare i soldati in servizio nella base americana di Capodichino e in quella della Nato e ripartire in giornata per Tripoli. Ma la scaletta è stata già modificata diverse volte. Si è ritenuto da parte dell’entourage della sicurezza del sottosegretario di stato americano di eliminare la tappa italiana e far slittare forse a mercoledì la visita a Tripoli, se le forze speciali americane e la CIA riusciranno a ritagliare un fazzoletto di terra sicuro per far accomodare la signora, inviata da Obama che il 20 settembre aveva lodato Francia, Regno Unito, Danimarca e Norvegia, sottolineandone il merito di aver difeso con gli attacchi aerei i ribelli libici. (con una svista da psicanalizzare, sfugge questa verità al Corriere della Sera…
il
merito di aver difeso con gli attacchi aerei i ribelli libici …non il popolo libico dunque!).

- Allo scopo di portare ordine e disciplina a Tripoli circa 10000 soldati della Nato si stima stiano in queste ore combattendo i 25/50 sostenitori della Jamahiyria (numero redatto dalla cancelleria della Nato e rimandato dai belanti media occidentali gli scorsi giorni) che stanno portando attacchi in tutti i quartieri di Tripoli dal centro alla periferia.
La tv France24 ha ammesso in diretta che ci sarebbero all’interno di Tripoli 5000 soldati francesi e non meno di 3000 soldati statunitensi.
Nel pomeriggio di oggi sono stati registrati violenti scontri tra le truppe mercenarie di alcuni paesi Nato e i lealisti nella capitale Tripoli. Molte armi sono cadute nelle mani della resistenza partigiana libica. Un Comandante dei ribelli, sconsolato, ammette: “Ci sono sostenitori di Gheddafi dovunque in Libia“.

- Gli scorsi giorni si era data la notizia della scomparsa dell’ambasciatore americano e di un comandante delle forze di sicurezza statunitense, ebbene non sarebbero scomparsi ma nel quadro di specifiche procedure di sicurezza sarebbero stati fatti evacuare in maniera discreta ritenendo fossero un obiettivo privilegiato della resistenza lealista libica. Al momento l’ambasciatore è nascosto come i dirigenti del CNT in un luogo sicuro; secondo alcune fonti sarebbero stati, in segretezza, dapprima trasportati , secondo le procedure di un piano approntato in precedenza per lo scopo, in un’area protetta dell’aeroporto, pensando di farli evacuare con qualche mezzo aereo ma poi temendo un attacco con missili a ricerca di calore hanno preferito esfiltrarli via mare; i diplomatici e i dirigenti del CNT durante la sollevazione di Tripoli sarebbero, opportunamente, stati fatti riparare su una portaerei al largo di Tripoli.
- Secondo il CNT la mancanza di acqua a Tripoli si protrarrà per almeno due settimane.
Bani Walid – Durante la giornata di oggi i ribelli hanno attaccato la roccaforte lealista con mortai dalla distanza mentre la NATO procedeva ad uno dei suoi famigerati bombardamenti massicci sui civili allo scopo di salvarli.
I tentativi di sfondare le linee nella periferia sono stati respinti, mentre ieri pomeriggio ambulanze portavano agli ospedali di Tripoli da Bani Walid decine di ribelli in gravissime condizioni dopo due imboscate tese dai partigiani della Jamahiriya nelle valli attorno all’indomita città libica.
Molti ribelli oggi sono caduti in un’altra trappola mortale, tesa dai partigiani della resistenza Verde; sono morti in gran numero, almeno 200 golpisti sono stati trasportati a Zawiyah and 350 a Misrata, mentre oltre 460 è il totale dei feriti.

Zawiyah – Sono stati segnalati scontri dentro Zawiyah tra nuove truppe mercenarie arrivate al porto dopo che le forze lealiste avevano gli scorsi giorni fatto piazza pulita dei ribelli golpisti nella cittadina, uccidendone molti.

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I canale della resistenza verde  hanno ripetutamente  riferito che la NATO stava bombardando i civili a Sirte invece di “proteggere i civili.”
La cinese CCTV ha visitato ora un condominio bombardato dalla NATO , dove ha trovato giocattoli nelle camere da letto bombardate, and un comandante del CNT ha detto che era stata la NATO a bombardare quello stabile.

Ecco alcuni video girati nel periodo subito dopo che la NATO colpì gli edifici a settembre. Parte 1:

Parte 2:
Vista esterna:

http://nocheinparteibuch.wordpress.com/2011/10/17/crimes-of-nato-in-sirte-uncovered-by-cctv/
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Fonte:http://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/17/libyan-resistance-chronicles-1-0/

giovedì 13 dicembre 2012

La Libia e le narrazioni assassine della NATO

  • La Libia e le narrazioni assassine della NATO
    [16.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
Le parole possono uccidere. La prima vittima della guerra è la verità. Conosciamo i proverbi, ma tendiamo a dimenticare che la forza assassina delle narrazioni è mille volte potenziata quando c’è la guerra, e la forza della penna è combinata con la forza della spada. Vari media, tra cui Arrai TV, hanno riportato ieri e oggi della morte di Khamis Gheddafi, comandante della 32° Brigata d’Elite che era impegnato ad attuare la strategia a seguito della quale è stata causata alla Nato un’ammaccatura seria nella sua armatura, ed è stato decimato l’esercito NATO fatto di mercenari, terroristi jihadisti indottrinati e avvoltoi opportunisti, assunti da imprenditori come XE (n.d.t. ex Black Water). Finora, la morte di Khamis Gheddafi non ha potuto essere confermata da nsnbc, e anche i media alternativi sembrano essere mancanti su questo punto. La liberazione libica è una lotta contro il nuovo colonialismo che non è diretto contro una famiglia, ma contro tutti gli africani. La resistenza non è una famiglia o persona, ma il Popolo Africano che si stanno svegliando all’aggressione dell’impero anglo americano. Le parole possono uccidere anche se trascurano di concentrarsi sulle questioni centrali.
dal Dr. Christof Lehmann

martedì 11 dicembre 2012

Libyan Resistence Chronicles – La sollevazione è iniziata

  • Libyan Resistence Chronicles – La sollevazione è iniziata
[15.10.2011]  di GilGuySparks
I media italiani all’unisono riprendono la narrazione dei grandi monopolisti dell’informazione del grande capitale multinazionale che sostengono, costretti dall’evidenza che gli scontri della giornata di ieri in Libia fossero limitati a sparuti gruppi di nostalgici di Gheddafi.
Le cose stanno diversamente, visto che attraverso canali alternativi filmati e testimonianze oculari documentano una narrazione autentica di lotta di liberazione popolare, tanto a Tripoli quanto in numerosissime località della Libia occidentale e orientale. La dittatura dell’informazione delle demo-pazzie occidentali affermano costantemente una realtà manipolata e volutamente mistificata che viene concertata attraverso apparati specializzati nell’alta ingegneria del consenso verso “pacifiche guerre”, “bombardamenti umanitari” e “difesa dei diritti umani dei popoli attraverso il genocidio”.
La resistenza libica Verde è entrata in una nuova fase dove il modello che viene richiamato insistentemente è quello del comandante supremo dell’esercito vietnamita comunista Võ Nguyên Giáp, esperto di tattiche di guerriglia, padre dell’Offensiva del Tet  che portò alla caduta di Saigon e alla vittoria della guerra del Vietnam e alla sconfitta degli Usa da parte del popolo vietnamita, nonostante la sproporzione delle forze in campo.

domenica 26 agosto 2012

Libyan Cronicles 4.0

    • La vergogna dell’informazione totalitaria: una modesta proposta per la crisi… dimezzare lo stipendio dei giornalisti visto che continuano a rifilare veline di servizio di Aljazira e NATO, non svolgono professionalmente il loro compito e non si prendono neppure più la briga di verificare ciò che affermano:

LIBIA: CRIMINI DI GUERRA NATO

sabato 25 agosto 2012

Libyan Cronicles 3.0

  • Cuba Information TV “Manipolazione e apologia dell’intervento in Libya”
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venerdì 24 agosto 2012

Libyan Cronicles 2.1.0

  • Dopo il bombardamento del centro archeologico di fama mondiale in Libya Leptis Magna, oggi [16.08.2011] una nave da guerra della Nato ha preso di mira l’antico anfiteatro di Sabartha arrecando notevoli danni.