Viaggio sulle spiagge di Sabratha: da qui partono i barconi di
disperati per l’Italia. Tra trafficanti di uomini, mediatori e
miliziani: «Queste sono acque di nessuno»
Alcuni migranti provenienti
dall’Africa subsahariana tratti in salvo dalla Guardia costiera libica.
Secondo un recente rapporto di Oxfam l’80% delle persone passate dalla
Libia hanno denunciato di avere subito violenze e tortura
15/8/2017 sabratha
Le sette. Un pontile. Ora le cose e il cielo hanno
colore, non splendore. All’estremità della vasta curva di terre gialle,
esili palmizi che per tutta la giornata pareva si disseccassero
lentamente cominciano a vivere. Due pescherecci si incrociano lentamente
davanti a noi. Alcune grandi navi immobili sembrano incastrate nella
dura superfice della baia. Il mare è un’acqua di laguna così densa che
dondola appena. La Migrazione, alla fine, è storia di mare. A queste
spiagge bisogna arrivare, loro per partire e noi per capire.

