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martedì 22 agosto 2017

Libia, nella roccaforte degli scafisti dove inizia l’inferno dei migranti



Viaggio sulle spiagge di Sabratha: da qui partono i barconi di disperati per l’Italia. Tra trafficanti di uomini, mediatori e miliziani: «Queste sono acque di nessuno»
AFP
Alcuni migranti provenienti dall’Africa subsahariana tratti in salvo dalla Guardia costiera libica. Secondo un recente rapporto di Oxfam l’80% delle persone passate dalla Libia hanno denunciato di avere subito violenze e tortura

15/8/2017 sabratha
Le sette. Un pontile. Ora le cose e il cielo hanno colore, non splendore. All’estremità della vasta curva di terre gialle, esili palmizi che per tutta la giornata pareva si disseccassero lentamente cominciano a vivere. Due pescherecci si incrociano lentamente davanti a noi. Alcune grandi navi immobili sembrano incastrate nella dura superfice della baia. Il mare è un’acqua di laguna così densa che dondola appena. La Migrazione, alla fine, è storia di mare. A queste spiagge bisogna arrivare, loro per partire e noi per capire.

venerdì 30 settembre 2016

Libia, “se vedi la barca, devi salpare o ti uccidono”. Così i trafficanti costringono i migranti a partire per l’Italia

Per l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, molti dei profughi che sbarcano in Italia sono stati costretti a salpare con la forza: l'ipotesi è che sia un modo per conservare il mito secondo cui le barche con cui si affronta il Mediterraneo siano sicure. A volte sono gli stessi datori di lavoro a consegnare i loro dipendenti stranieri ai trafficanti, che poi li costringono a prendere il mare. E anche famiglie e pezzi dello Stato si organizzano per il business
di | 23 settembre 2016 

martedì 6 settembre 2016

Libia, il golpe nascosto in Cirenaica

Via sindaci e giunte, dentro i militari di Haftar. Il generale ora controlla Bengasi, Ajdabiya e Kufra. Snodi di petrolio e migranti. Nel silenzio assordante dell'Onu.

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31 Agosto 2016
Il governatore dell'Est della Libia del governo di Tobruk, Abdelraziq al Nathori.
Il governatore dell'Est della Libia del governo di Tobruk, Abdelraziq al Nathori.

Nel silenzio delle cronache mainstream, i quadri di quanto il generale Khalifa Haftar chiama esercito nazionale prendono possesso delle province dell'Est e del Sud-Est della Libia.
Dalla base di Tobruk, vicino all'Egitto, dov'è riunito il parlamento esiliato che non ha firmato l'accordo dell'Onu e che ha sfiduciato il governo di unità nazionale del premier Fayez al Serraj, da agosto Haftar sta allargando in modo consistente i territori dai lui controllati.

lunedì 18 luglio 2016

C’è stato un nuovo bombardamento americano in Libia, o si tratta di un refuso di battitura?

12/7/2016 Emanuele Rossi

Navy.mil, il sito ufficiale della Marina americana, ha pubblicato un comunicato stampa dalla “Dwight Eisenhower” datato 29 giugno, in cui si parla del primo round di attacchi (avvenuto il giorno precedente) contro le forze del Califfato lanciati dai velivoli trasportati a bordo della portaerei di stanza adesso nel Mediterraneo, e c’è scritto che sotto le bombe dei caccia ci sono finiti obiettivi in “Libia” e Siria”.
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martedì 29 marzo 2016

Tutti i misteri attorno al raid Usa in Libia che ha ucciso i due diplomatici serbi


Tutti i misteri attorno al raid Usa in Libia che ha ucciso i due diplomatici serbi

21/3/2016
Nonostante le dichiarazioni evasive del Pentagono, sempre più prove confermerebbero che un attacco aereo statunitense contro un campo di addestramento dell'ISIS in Libia il mese scorso ha ucciso due diplomatici serbi che erano detenuti presso il sito. Il Pentagono ha erroneamente creduto che nessun civile era presente nel campo, al momento dell'attacco, secondo i funzionari serbi e libici intervistati da The Intercept.
 

mercoledì 15 agosto 2012

Tripoli 8/8/2011

Testimonianza italiani a Tripoli

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yvonnedivito1Questa è una lettera-denuncia appena inviata ad alcuni giornali.
Tripoli 08-08-2011
“Siamo un gruppo di Italiani arrivati in Libia il 28 luglio, 4 uomini e 4 donne, che vengono come privati e non come membri di un’agenzia, stiamo cercando di fare qualcosa per questa gente, raccontare quanto stiamo vedendo, sensibilizzare i media e provare ad attivare un’azione umanitaria che possa portare viveri e servizi. La situazione a Tripoli al nostro arrivo sembrava buona, dopo un difficile viaggio di attraversamento della frontiera tunisina dal versante di Djerba, siamo arrivati a Tripoli passando dal confine di Ras Ajdir e poi lungo la pericolosa strada costiera verso Sabratha e Tajura.