7 agosto 2018
Di Vanessa Tomassini.
Le dichiarazioni dell’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Giuseppe
Perrone, in una intervista al canale “Libya Channel” circa le elezioni,
ha infiammato gli animi libici, facendo trovare d’accordo per la prima
volta sia i sostenitori che gli oppositori del passato regime, ma anche i
cittadini di Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Apparentemente Perrone
non avrebbe detto nulla di preoccupante se non che l’Italia è impegnata a
supportare la Libia nel creare le giuste condizioni per le elezioni il
prima possibile, aggiungendo che l’emissione di una costituzione solida è
la condizione chiave per assicurarsi che le elezioni presidenziali
possano effettivamente aiutare la riconciliazione e la stabilità. Il
messaggio ha lasciato intendere, ancora una volta, che l’Italia si
oppone alle elezioni secondo l’agenda francese, le parti libiche hanno
infatti concordato, lo scorso 29 maggio a Parigi, che le elezioni
presidenziali e parlamentari dovranno tenersi entro il 10 dicembre.
Un’idea che all’Italia proprio non va giù, dopo aver puntato tutto su un
Governo non riconosciuto dai libici, quello di Fayez al-Serraj,
nascondendosi dietro il fatto che sia quello supportato dalle Nazioni
Unite. Così dopo neanche 24 ore dalla trasmissione dell’intervista,
diversi libici sono scesi in strada a Tripoli, Zawiya, Sormur, Bengasi e
perfino a Sebha, bruciando e calpestando bandiere italiane, dando vita a
proteste e reazioni del mondo politico e della società civile per
strada e sui social.