Translate

Visualizzazione post con etichetta zuwarah. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zuwarah. Mostra tutti i post

sabato 28 settembre 2019

La terra di nessuno tra Libia e Tunisia

giovedì 11 gennaio 2018

Libia. Disordini tra milizie al confine tunisino. La Tunisia invia l’esercito

di Vanessa Tomassini – 
Osama al-Juwaili, dopo Wershefana ci riprova. Secondo alcune fonti di Notizie Geopolitiche, tra le sue mire , questa volta ci sarebbe la città di Zuara, 60 Km ad est dal confine con la Tunisia. Questa mattina i media locali riportano che agenti doganali libici avrebbero abbandonato le loro postazioni di frontiera dalla parte libica, nella vicina Ras Agedir, per via degli scontri. Alcuni media tunisini hanno anche riferito che gli uomini di al-Juwaili hanno utilizzato ostaggi come scudi umani, ma al momento non ci sarebbero morti. ( Altre fonti, arabe parlano di 2 morti).Come spesso accade in queste situazioni, la Tunisia ha tempestivamente inviato l’esercito per il controllo del confine, anche se la situazione sembrerebbe essersi calmata. Sotto il comando di al-Juwaili, il Consiglio militare di Zintan è una delle coalizioni armate più incallite, unificate e conseguenti in Libia.

domenica 29 ottobre 2017

La pista del traffico di petrolio dietro l'omicidio di Daphne Caruana. "Semtex veniva dalla Libia"

Tra le tante piste aperte nel caso di Daphne Galizia, la giornalista uccisa a Malta, una delle più credibili riguarda il contrabbando di carburante tra Libia e Italia, quello al centro dell'inchiesta "Dirty Oil" della procura di Catania.
 
23 ottobre 2017 A Rainews24 la reporter americana Ann Marlowe, la prima a parlare dell'argomento già nel 2015, asserisce citando proprie fonti in Libia che l'esplosivo utilizzato, il Semtex, è giunto dalla zona di Zwara. "Ho saputo dalle mie fonti libiche che il Semtex, l'esplosivo che ha ucciso Daphne Caruana Galizia, è giunto dal porto di Zwara, dove c'è il quartier generale di Fahmi Salim [Bin Khalifa, il "re del contrabbando di petrolio libico" ndr.] e diverse mafie del contrabbando di carburante che lavorano in stretto contatto con Malta e con l'Italia", afferma Marlowe.

lunedì 4 settembre 2017

L’Italia ha fatto un accordo con i trafficanti di migranti?

30 agosto 2017
Lo sostiene un'inchiesta molto dettagliata di Associated Press, smentita dal governo ma confermata da una delle milizie coinvolte.
LIBYA-EUROPE-MIGRANTS
(ANGELOS TZORTZINIS/AFP/Getty Images) 
Un’inchiesta pubblicata ieri da Associated Press ipotizza che per fermare il flusso di migranti dal Nord Africa il governo italiano abbia stretto degli accordi con due potenti milizie libiche che solo qualche tempo fa erano direttamente coinvolte nello stesso traffico. Il governo italiano ha smentito di avere un accordo di questo tipo e rispondendo ad AP ha detto che «non negozia con i trafficanti». L’inchiesta sembra comunque molto solida e cita molte e varie fonti, fra cui il portavoce di una delle due milizie coinvolte che ha confermato l’accordo con le autorità italiane.

mercoledì 16 agosto 2017

Prove (e foto) dei legami tra i trafficanti e le Ong "State pronti, arriva gente"

Le conversazioni a bordo della nave Iuventa registrate dall'agente infiltrato svelano le collusioni con gli scafisti. La corsa per cancellare immagini e video dei soccorsi: «Tenete tutto pulito»

venerdì 25 novembre 2016

Un triangolo tra Libia e Sicilia La rotta delle flotte fantasma

Una misteriosa petroliera e traffici illegali in alto mare. L'indagine dei serviziporta allo scalo di Augusta

Una petroliera a Benghazi  
 Una petroliera a Benghazi 
 
In quel triangolo di mare tra il caos della Libia, l’isola di Malta e la Sicilia ogni giorno navigano cargo che vogliono mantenere segreta l’identità e il carico trasportato. Negli anni hanno cambiato nome e armatore, hanno issato vessilli diversi ma sempre «di convenienza», concessi da Paesi dove le capitanerie fanno poche domande.
Come il mercantile lungo 82 metri, stazza lorda di oltre duemila tonnellate e battente bandiera di Palau, che da settimane fa avanti e indietro tra il porto di Augusta e gli ancoraggi al largo di La Valletta. Le dimensioni medie raccontano che la nave è adibita al trasporto di prodotti petroliferi già raffinati, l’appartenenza di facciata alla flotta della minuscola Repubblica in Micronesia e gli spostamenti sospetti lasciano immaginare che questi traffici siano illegali. La petroliera è tenuta sotto osservazione. I servizi segreti di alcuni Paesi, Italia compresa, starebbero conducendo un’inchiesta riservatissima attraverso controlli sui tanker che seguono le rotte in queste acque opache: a poche miglia dalla costa nordafricana spengono il trasponder per non essere intercettati, usano le ore di invisibilità per approdare a porti libici come quello di Zuwara. È la stessa area controllata dalle più pericolose bande criminali dedite alla tratta dei migranti, anche il traffico di greggio servirebbe ad alimentare le offensive militari e le operazioni terroristiche dei gruppi estremisti.

venerdì 30 settembre 2016

Libia, “se vedi la barca, devi salpare o ti uccidono”. Così i trafficanti costringono i migranti a partire per l’Italia

Per l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, molti dei profughi che sbarcano in Italia sono stati costretti a salpare con la forza: l'ipotesi è che sia un modo per conservare il mito secondo cui le barche con cui si affronta il Mediterraneo siano sicure. A volte sono gli stessi datori di lavoro a consegnare i loro dipendenti stranieri ai trafficanti, che poi li costringono a prendere il mare. E anche famiglie e pezzi dello Stato si organizzano per il business
di | 23 settembre 2016 

martedì 6 settembre 2016

Libia, il golpe nascosto in Cirenaica

Via sindaci e giunte, dentro i militari di Haftar. Il generale ora controlla Bengasi, Ajdabiya e Kufra. Snodi di petrolio e migranti. Nel silenzio assordante dell'Onu.

|
31 Agosto 2016
Il governatore dell'Est della Libia del governo di Tobruk, Abdelraziq al Nathori.
Il governatore dell'Est della Libia del governo di Tobruk, Abdelraziq al Nathori.

Nel silenzio delle cronache mainstream, i quadri di quanto il generale Khalifa Haftar chiama esercito nazionale prendono possesso delle province dell'Est e del Sud-Est della Libia.
Dalla base di Tobruk, vicino all'Egitto, dov'è riunito il parlamento esiliato che non ha firmato l'accordo dell'Onu e che ha sfiduciato il governo di unità nazionale del premier Fayez al Serraj, da agosto Haftar sta allargando in modo consistente i territori dai lui controllati.

sabato 30 luglio 2016

Oscurità al largo della Libia

26/7/2016

È un mare di cadaveri, si sa, le notizie si susseguono da giorni, mesi, anni. Un mare bellico, dove le centinaia di cadaveri che riaffiorano sulle spiagge libiche, spiaggiati sulla battigia, le pance gonfie o senza forme, svelano e raccontano un'altra verità: lo sterminio in corso dei profughi, che tutti vorrebbero censurare. Per la maggioranza sub-sahariani, schiacciati tra le dittature dei paesi di origine, i campi di prigionia libici e il muro di mare armato; acque dove vengono intercettati dalla guardia costiera libica e deportati nei campi lager, come rivelava Amnesty International in un recente rapporto sulla Libia.
23 luglio: 41 cadaveri riaffiorati sulla spiaggia di Sabrata in Libia, ma altre fonti, come il Libya Herald, parlano di 60 cadaveri spiaggiati, sarebbero tutti sub-sahariani, e la loro morte risalirebbe a 5-6 giorni prima. Vista la capienza risaputa dei barconi, che possono venir caricati di più di 100 persone, i morti potrebbero essere anche più di un centinaio.

venerdì 11 dicembre 2015

Dietro chi si nasconde l'Isis in Libia

Fusione, coabitazione, sopportazione, conflitto: come interagiscono Stato islamico e Ansar al-Sharia, i gruppi più pericolosi del Paese, e perché ci deve interessare
Daniele Raineri* | venerdì 4 dicembre 2015
Ansar al-Sharia in Libya Foto: Prima News
Ansar al-Sharia in Libya Foto: Prima News
 
Misurata - L'ascesa dello Stato islamico in Libia pone il problema dei suoi rapporti con il gruppo jihadista più forte del Paese, Ansar al-Sharia. Questa è una fazione nata durante i mesi della rivolta contro il rais Muammar Gheddafi nel 2011 e salita alla ribalta l'anno seguente, grazie all'ostentazione di forza militare in pubblico e all'assalto mortale contro i diplomatici americani dell'11 settembre 2012.

giovedì 22 ottobre 2015

Libia, da Zuara accuse a Ue e Italia: non fate abbastanza sui trafficanti

16 ottobre 2015
Zuara accusa l'Unione europea e l'Italia di chiudere gli occhi di fronte ad altri traffici illegali, oltre quello che coinvolge i migranti, estremamente redditizi

ROMA - Gli italiani «sanno i nomi di tutti i trafficanti» attivi nella città di Zuara, nell'Ovest della Libia, da cui partono i migranti diretti in Europa. Tuttavia il traffico di esseri umani è solo una delle attività della mafia di Zuara, che gestisce anche il contrabbando di combustibile, droga e armi. Ma l'Unione europea sembra aver «chiuso un occhio» sugli altri traffici, tanto che molti libici ritengono che non voglia «intervenire contro il traffico di combustibile e di armi che consente ai trafficanti di esseri umani di agire».

domenica 18 ottobre 2015

Libia, a Zuara "uomini mascherati" contro traffico di migranti

13 ottobre 2015

In azione dalla scorsa estate dopo naufragio con 183 morti

20151013_101525_C55B1BE2.jpg
Roma, 13 ott. (askanews) - Si fanno chiamare gli "uomini mascherati" e sono diventati la forza di polizia ufficiale della città di Zuara, nel Nord-Ovest della Libia, da quando hanno deciso di contrastare la criminalità, prima, e il traffico di esseri umani dall'Africa all'Europa, dopo la morte di 183 migranti, recuperati sulle rive libiche lo scorso agosto.

venerdì 25 settembre 2015

"La Libia adesso vive sul traffico di migranti"

GUIDO RUOTOLO, DA ROMA
 20 settembre 2015


"La situazione sociale, politica ed economica della Libia è seriamente compromessa". C'è un report riservato della intelligence economica e degli analisti internazionali che analizza le prospettive della Libia e arriva alla conclusione che il Paese sempre di più sta diventando uno Stato contrabbandiero e criminale: "L'economia - è scritto nel documento - si alimenta con fondi provenienti dall'esterno e dalle attività illegali. Senza queste risorse l'economia e la finanza pubblica libica collasserebbero". E ipotizza, per la prima volta, che il fatturato del traffico di migranti dalla Libia verso l'Italia arrivi ormai a 500 milioni di dollari all'anno.

martedì 14 luglio 2015

Giallo in mare: sospetti di terrorismo per il cargo partito dalla Libia

Le indagini sulla nave Falkvag che ha risalito le coste sarde seguita da unità da guerra francesi. L’allarme dell’Interpol: pericolo attentati dell’Isis

di Piero Mannironi 6 luglio 2015
Niente è come appare in questa strana storia che ha come protagonista un vecchio cargo battente bandiera della Sierra Leone, partito dalle coste libiche il 27 giugno scorso per Marsiglia. Intercettato da una squadra navale francese al largo delle coste ogliastrine il 30 giugno e poi perquisito una prima volta, dopo un lungo inseguimento, davanti alla base aerea di Solenzara, in Corsica. E infine scortato fino a Marsiglia, dove è stato perquisito altre due volte: prima in mare e poi in porto.

domenica 12 luglio 2015

Giallo su cargo partito dalla Libia che naviga davanti alle coste sarde

Il Falkvag risale lentamente verso le Bocche di Bonifacio seguito da due unità da guerra francesi. Forse profughi nascosti nelle stive

2 luglio 2015
SASSARI. Per ora è un giallo. Una nave sospetta, partita da un porto libico, sta risalendo lentamente le coste orientali dell’isola: si tratta del cargo Falkvag, battente bandiera della Sierra Leone, che da martedì si trova sotto la sorveglianza discreta della marina militare francese.

mercoledì 1 luglio 2015

Un conflitto tra bande in Libia ha fermato le partenze di migranti

Sarebbero state coinvolte le milizie che si contendono il traffico di essere umani: almeno un morto e un ferito

guido ruotolo ROMA
Un sospetto. Tremendo. Che a terra, in Libia, tra i porti di Tripoli e Zwarah si sia combattuta una guerra lampo con morti e feriti. È questo spiegherebbe perché per alcuni giorni non sono state segnalate partenze. Un morto e un ferito da arma da fuoco. Erano a bordo di un gommone stracarico di migranti intercettato da una nave militare e portati a bordo.

lunedì 20 aprile 2015

Libia, Turchia e Balcani: ecco le rotte prese d'assalto da migliaia di disperati

Le principali rotte prese d'assalto da migliaia di disperati: in esclusiva le mappe tracciate dai nostri 007

Fausto Biloslavo - Mer, 15/04/2015 - 10:09
Le rotte della valanga di clandestini, che si sta riversando in Italia sono tre: la più importante parte dalla Libia, un'altra via mare dalla Turchia e la direttrice terrestre attraverso i Balcani.

Il Giornale è in possesso della mappe del traffico di uomini preparate dall'intelligence. Solo un mese fa il responsabile dell'agenzia europea Frontex, Fabrice Leggeri, aveva lanciato l'allarme: «In Libia ci sono dai 500mila al milione di migranti pronti a partire».

venerdì 19 dicembre 2014

Libia, chiuso il più grande porto petrolifero: rischio blocco del gas italiano a Mellita

Nel paese in piena guerra civile, si combatte attorno a Es Sider. La coalizione Tripoli-Misurata avanza contro le milizie di Jadran

di VINCENZO NIGRO 14 dicembre 2014
Il più importante porto-terminale di carico del petrolio in Libia, quello di Es Sider, al confine fra Tripolitania e Cirenaica, è chiuso da ieri. Tutt'intorno infuria la battaglia fra i miliziani della Petroleum Protection Guard del capo-milizia Ibrahim Jadran e quelli della coalizione Misurata-Islamisti che da agosto controlla Tripoli e che da settimane è sottoposta agli attacchi aerei del governo che si è rifugiato a Tobruk.

Ma nella Libia della guerra civile i combattimenti si spostano freneticamente in quasi tutto il paese: in queste ore i capi militari e tribali di Zwara, una comunità che sorge ad Ovest, lungo il percorso del gasdotto che alimenta l'Italia, stanno decidendo se bloccare o meno il gasdotto per ritorsione contro gli attacchi aerei del governo di Tobruk. Il gas che arriva dal Sud della Libia, estratto al confine con l'Algeria, viene compresso e "lavorato" nella stazione di Mellita e di lì viene introdotto nel gasdotto che attraversa il canale di Sicilia. Se Mellita venisse bloccata dalle tribù di Zwara automaticamente il flusso di gas verso l'Europa verrebbe interrotto.

domenica 9 novembre 2014

In Libia, dove inizia l'esodo

Reportage dalla città in cui affluiscono i migranti da Mali, Niger e Somalia che vengono stipati sulle carrette del mare dirette in Italia

3 novembre 2014
di Mauro Mondello - da Zuwarah (Libia nord-occidentale)




La colonna di camion arriva da sud. Entra in città squarciando il silenzio. Nella notte le strade di Zuwarah rimbombano del suono metallico di un motore allo stremo. La carovana sembra sbucare dal nulla, eppure ha percorso migliaia di chilometri nel deserto. Dentro ai cassoni stanno stipati come formiche decine di uomini, donne, bambini. Vengono dal Mali, dal Niger, dalla Somalia: dall’Africa subsahariana che continua a bussare alle porte dell’Europa. È una processione in viaggio da settimane, a volte da mesi e in qualche caso da anni. Il percorso verso la terra promessa, la costa libica, e il sogno di una barca in direzione di Lampedusa, non è mai diretto: per la strada si susseguono razzie, pestaggi, soprusi di ogni genere perpetrati dalla polizia e dalle bande criminali.

venerdì 7 novembre 2014

Samia, scampata al naufragio: «Sette ore a nuotare in acqua con mia figlia in spalla»

In fuga dalla Libia, madre e figlia sono in via Aldini dopo un naufragio nel Mediterraneo. La donna ha nuotato con la bambina sulle spalle: quella notte morirono in 140 nel Canale di Sicilia. Samia e Sandra puntano ora ad andare in Germania

di Nicola Palma
Milano, 16 ottobre 2014 - A vederla così minuta non lo diresti proprio. Quasi stenti a credere che questa donnina di quaranta chili scarsi sia riuscita a resistere in acqua per sette ore: «Ho pregato Dio: salva me e la mia bambina». Oggi Samia e la piccola Sandra sono a Milano, ospitate nel centro d’accoglienza di via Antonio Aldini. Due dei 45.876 profughi finora assistiti dal Comune col determinante aiuto di volontari come Gianluca, che si è preso subito a cuore il caso della trentaduenne nordafricana: «Magari tra qualche giorno partiranno e non le vedrò più – si commuove – ma sarò stato comunque felice di averle conosciute». Samia annuisce. Un po’ d’italiano lo capisce, anche se è il francese la sua lingua madre. Originaria del Marocco, ha vissuto per anni in Libia: «Mi occupavo di vendere biglietti per alcune compagnie aeree». Un buon lavoro. Poi, però, è arrivata la guerra. E la voglia di sfuggirvi a qualsiasi costo. Correndo qualunque rischio. «Non volevo che mia figlia crescesse in Africa».