I
migliori segreti hanno uno scopo. Il cartello mafioso che governa la
Bulgaria si è fatto beccare mentre forniva, su richiesta della CIA,
droga e armi ad Al-Qa’ida e a Daesh, sia in Libia che in Siria. Il caso è
tanto più grave in quanto la Bulgaria è un membro della NATO e
dell’Unione Europea.
Rete Voltaire
| Damasco (Siria)
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- Capo di uno dei due cartelli mafiosi bulgari, la SIC, Boyko Borisov è diventato primo ministro. Intanto che il suo Paese è membro della NATO e dell’Unione Europea, ha fornito droga e armi ad Al-Qa’ida e a Daesh in Libia e in Siria.
Sembra che tutto sia iniziato per caso. Per
trent’anni, la fenetillina veniva utilizzata come sostanza dopante
presso gli ambienti sportivi della Germania Occidentale. Secondo
l’allenatore Peter Neururer, più della metà degli atleti ne faceva uso
regolarmente. Dei trafficanti bulgari videro in ciò un’opportunità.
Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica sino all’ingresso nell’Unione
europea, cominciarono a produrla e a esportarla illegalmente in Germania
con il nome di Captagon.
Due gruppi mafiosi si fecero una forte concorrenza, Vasil Iliev
Security (VIS) e Security Insurance Company (SIC), da cui dipendeva il
karateka Boyko Borisov. Questo sportivo di alto livello, professore
all’Accademia di polizia, creò una società di protezione delle persone
altolocate e divenne la guardia del corpo di entrambi gli ex presidenti,
sia il filosovietico Todor Zhivkov sia il filo-USA Simeone II di Saxe
-Cobourg-Gotha. Quando questi divenne Primo ministro, Borisov fu
nominato direttore centrale del ministero degli Interni, e poi venne
eletto sindaco di Sofia.