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martedì 18 settembre 2018

Libia, fonti: lobby internazionale in azione per restaurare la monarchia

Contatti segreti sarebbero già stati instaurati con gli alcuni paesi per portare al trono il nipote dell'ultimo re libico
Una lobby internazionale si starebbe attivando per restaurare la monarchia costituzionale in Libia guidata dal principe Mohamed Snoussi, nipote dell'ultimo re libico Idriss Snoussi, terzo in ordine di successione. Contatti segreti sarebbero già stati instaurati con gli alcuni paesi e altri incontri sono in procinto di essere organizzati per portare al trono il principe, che vive a Londra e che è convinto che la restaurazione della monarchia sia l'unica soluzione per mettere fine alla crisi politica nel paese che dura dalla morte dell'ex Leader  Muhammar Gheddafi.

sabato 18 agosto 2018

La Quinta Colonna dell’Impero in Africa: il Marocco

La Quinta Colonna dell’Impero in Africa: il Marocco
di Aidan O’Brien
13 marzo 2017
Dublino
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Nel 1984 il Marocco ha voltato la spalle all’Africa perché l’Organizzazione dell’Unità Africana si è rifiutata di appoggiare la sua conquista del 1975 del  Sahara occidentale. Nei decenni successivi il Marocco ha seguito l’esempio  dell’apartheid di Israele e ha  guardato soltanto verso l’Europa e l’America. Per esempio,  il Marocco ha fatto richiesta (e non è riuscito) a entrare nella Comunità Economica Europea nel 1987. Oggi (fin dal 2008), invece, è considerato un vicino “avanzato”  dell’UE. In campo militare, nel 1994 è diventato un partner della NATO e nel 2004 un importante alleato degli Stati Uniti non-NATO.
In altre parole, il Marocco ha fatto qualsiasi cosa ha potuto per essere un uomo bianco onorario: ha violentato” spudoratamente parte dell’Africa e ha guardato dall’alto in basso l’uomo nero. E l’uomo bianco lo ha ricompensato facendovi investimenti.

giovedì 16 novembre 2017

Come gli USA si sono quasi autodistrutti: 7 incidenti con armi nucleari americane


Bomba nucleare americana (foto d'archivio)

11/11/2017
In Occidente si sentono spesso le storie sulla presunta grossolanità dei russi. Ma per numero di incidenti con protagoniste le armi nucleari, gli Stati Uniti sono al primo posto con un grande margine: molte volte l'America si è quasi autodistrutta senza che l'Urss facesse nulla.
7. Come Bruce Kulka ha schiacciato il bottone sbagliato
L'11 marzo 1958 un Boeing B-47 con a bordo la bomba nucleare Mark-VI era decollato da una base statunitense in direzione di Savannah, in Inghilterra. Durante il volo nella cabina di pilotaggio si era accesa una spia, che segnalava il malfunzionamento del meccanismo del fissatore per l'espulsione della bomba. Il capitano aveva inviato il membro dell'equipaggio Bruce Kulka a controllarlo. Dopo una lunga e inconcludente ricerca del fissatore, Kulka si arrampicò sul dispositivo di rilascio di emergenza della bomba e accidentalmente aveva premuto qualcosa. Una bomba da tre tonnellate aveva rotto il portello dell'aereo e da una quota di 4.500 metri era caduta sulla casa di un certo Walter Gregg. Fortunatamente nell'impatto con il terreno esplose solo la carica di esplosivi ordinari: solo 9 persone rimasero leggermente ferite. Gregg aveva citato in giudizio l'aviazione militare americana per 54mila dollari (500mila dollari il valore odierno) ed era riuscito ad ottenere il denaro. Kulka si era scusato davanti a lui, riuscendo così ad evitare una condanna più pesante.

sabato 5 novembre 2016

Dalla Libia all’Europa all’Italia: la rotta dell’hashish passa tra le mani dell’Isis

 
 
Un carico di droga e armi. (© Couperfield / Shutterstock.com)
  
TRIPOLI - Che qualcosa stesse cambiando nelle rotte del traffico di droga che collegano il Continente africano all'Europa, gli investigatori l'hanno scoperto per la prima volta nell'aprile 2013, quando due navi della Marina militare italiana fermarono nel canale di Sicilia un cargo proveniente dalla Libia, con a bordo oltre 20 tonnellate di hashish: uno dei più grossi carichi mai intercettati nel nostro Paese fino ad allora. La particolarità ulteriore, però, era che il percorso seguito dal cargo, il cui carico proveniva dai campi marocchini, si scostava di centinaia di miglia più ad Est da quello «classico» che collega il Marocco alla Spagna: perché quella droga era diretta in Libia, e da lì all’Europa.

lunedì 17 ottobre 2016

Sequestro record di hashish

12 ottobre 2016

20 tonnellate su una nave nel Mediterraneo; la droga serviva per finanziare i ribelli in Africa e Medio Oriente
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È un vero e proprio sequestro record di hashish quello effettuato a fine settembre dalla gendarmeria spagnola nel Mediteranno, non lontano dallo Stretto di Gibilterra. Uno dei più importanti mai realizzati in Europa: 19,6 tonnellate nascoste a bordo di una nave battente bandiera panamense e diretta in Libia.

sabato 4 giugno 2016

La fabbrica degli immigrati: «Io, strappata a forza da Tripoli e costretta a salire su un barcone»

31 maggio 2016 Genova -
 Fousea ha solo un pezzo di carta tra le mani, piuttosto malconcio. Lo estrae con cautela dalla tasca dei jeans, sotto a un pancione già gonfio di vita. È al terzo mese di gravidanza e il 26 maggio scorso si è salvata per un soffio, insieme alla sorella e al cognato, quando il barcone su cui viaggiavano si è rovesciato. Decine di persone sono morte, le altre 562 sono state tratte in salvo dai militari della Marina. A Ragusa, dopo averle preso impronte digitali e foto, le hanno dato quel fazzoletto bianco con il timbro del giorno dello sbarco e un numero identificativo. È l’unica cosa che possiede. 

sabato 15 giugno 2013

Primavera Araba, dopo le rivoluzioni la crisi economica

Non solo i rischi dell'integralismo religioso          28 aprile 2013

Primavera Araba, dopo le rivoluzioni la crisi economica

Sara Banfi
La crescita che stenta. La differenza fra paesi con petrolio e senza. Il problema della corruzione
Blocco stradale al Cairo (Flickr - Jonathan Rashad)
Sono passati più di due anni da quando, il 17 dicembre 2010, il venditore di strada tunisino Mohamed Bouazizi si uccise dandosi fuoco. Dal suo gesto prese il via la Rivoluzione dei Gelsomini e che si diffuse poi all’intero mondo arabo dando il via all’ondata di proteste, rivolte e rivoluzioni comunemente chiamata Primavera Araba.
Da allora, l’assetto politico ed economico del mondo arabo sta subendo profonde trasformazioni e dovrà passare qualche anno prima di capire i risultati profondi della Primavera Araba. Dal punto di vista politico, quattro regimi sono stati rovesciati (Tunisia, Egitto, Yemen, Libia), molti governi sono caduti (Bahrein, Kuwait, Libano, Oman, Giordania), sono scoppiate tre guerre civili (Libia, Bahrein, Siria), due stati hanno modificato la loro costituzione (Marocco, Giordania) e innumerevoli proteste e rivolte hanno scosso e tuttora continuano a interessare tutti i paesi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente ad eccezione del Qatar e degli Emirati Arabi.

mercoledì 1 maggio 2013

La FIFA boccia la Libia.

La Federazione Calcistica Internazionale non autorizza le partite internazionali in territorio libico per problemi di sicurezza.



La FIFA, la federazione calcistica internazionale ha deciso di continuare a vietare le partite internazionali in territorio Libico.

Il divieto e' stato posto dall' inizio della guerra di occupazione da parte dei mercenari al soldo delle potenze occidentali e le monarchie del Golfo.

giovedì 15 novembre 2012

La liberazione libica continua con l’ingresso in guerra delle tribù algerine

La liberazione libica continua con l’ingresso in guerra delle tribù algerine
[03.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
Le zone più a sud della Libia sono saldamente sotto il controllo delle forze libiche e alleate. Combattimenti continuano a Tripoli, nel nord-est e nel nord-ovest della Libia. Tribù algerine sono entrate in ciò che i capi delle tribù algerine chiamano “La guerra per la liberazione del Nord Africa”. Le corporation degli organi d’informazione occidentali continuano il loro blackout dei media, mentre la NATO riferisce di avere svolto 40 sortite aeree.
dal Dott. Christof Lehmann
Nsnbc sta cercando di portare ai suoi lettori un informazione equilibrata sulla guerra di Libia, che contiene sia un’analisi approfondita e giorno per giorno i rapporti. Ieri nsnbc ricevuto una e-mail da una famiglia libica espatriata in Europa, che ringraziava nsnbc per la consegna di giorno in giorno degli aggiornamenti sulla situazione sul terreno in Libia. Con la comunicazione tra Europa e Libia che sta diventando problematica nel migliore dei casi e elementare o inesistente nel peggiore dei casi, i nostri rapporti giornalieri sono spesso tutta l’informazione che le famiglie hanno a disposizione che può dare almeno qualche indicazione sulla situazione dei loro cari. Abbiamo promesso di trasmettere questa grazie a tutti gli altri media indipendenti che coprono il conflitto.
Xavier Driencourt