7 gennaio 2018, Paolo Mauri.
Lontana dalle cronache internazionali di fine 2017, messa un po’ in ombra dalla situazione nordcoreana e da quanto sta
accadendo in queste ore in Iran, la
Libia
rappresenta comunque un fronte caldo dove si sta giocando una partita
fondamentale per la definizione degli equilibri strategici in Africa del
Nord ed in Medio Oriente, ovverosia in quella parte di “Mediterraneo
allargato” sul cui controllo sta puntando – finalmente – anche il nostro
Paese. Lo sa la
Francia, la nazione che fondamentalmente ha causato la destabilizzazione di Tripoli insieme agli
Stati Uniti,
lo sa l’Inghilterra le cui forze speciali sono quasi da subito entrate
in scena in quel conflitto operando dal territorio egiziano – e questo
dovrebbe porre alcune domande sul caso Regeni – lo sa anche la
Russia che ha reso palese il suo supporto al
Generale Haftar
e si propone come nuovo attore nella regione alla ricerca di una base
di appoggio in un teatro – il Mediterraneo – tornato ad essere al centro
della politica internazionale delle potenze globali e regionali.