Dopo aver trascorso ore incollato al sedile di un’automobile cominci
ad agitarti, sposti il peso da una parte all’altra, le gambe ti si
intorpidiscono. Davanti e dietro a te una lunga fila di auto indolenti
si distende come un gigantesco millepiedi di metallo. Tutte quelle auto,
compresa la tua, sono in attesa di varcare il confine dalla Libia alla
Tunisia. Ti sembra di avvertire una forza che continua a trattenerti in
Libia e fino all’ultimo si rifiuta di lasciarti andare.
Ti senti confuso, ti fai tante domande. Per esempio, perché devi aspettare per ore e ore? Perché non riesci a capire se le forze che controllano il confine sono poliziotti regolari o solo criminali e banditi? Caro il mio sfortunato viaggiatore, ti consiglio di rilassarti. Il confine è un territorio diverso: sulla carta appartiene al Governo di accordo nazionale, ma in realtà è una terra di nessuno controllata dalle milizie di Zuara.
Dove finisce la fila delle macchine della gente comune si apre uno spazio vuoto dopo il quale comincia un’altra lunga fila che si interrompe al varco per il controllo dei passaporti. Osservando le macchine privilegiate alle quali viene garantito un passaggio veloce si iniziano a intravedere degli schemi ricorrenti. Tutte queste macchine sono vari modelli di Mercedes degli anni novanta. Si deduce senza ombra di dubbio dal modo in cui parlano che tutti quelli che le guidano, così come gli agenti che controllano il confine, provengono dalla città di Zuara, situata sulla costa 100 chilometri a ovest di Tripoli e a soli 60 chilometri dal confine con la Tunisia. In parallelo alla fila delle Mercedes scorre un’altra fila, formata stavolta da modelli Renault con targhe tunisine.
Ti senti confuso, ti fai tante domande. Per esempio, perché devi aspettare per ore e ore? Perché non riesci a capire se le forze che controllano il confine sono poliziotti regolari o solo criminali e banditi? Caro il mio sfortunato viaggiatore, ti consiglio di rilassarti. Il confine è un territorio diverso: sulla carta appartiene al Governo di accordo nazionale, ma in realtà è una terra di nessuno controllata dalle milizie di Zuara.
Dove finisce la fila delle macchine della gente comune si apre uno spazio vuoto dopo il quale comincia un’altra lunga fila che si interrompe al varco per il controllo dei passaporti. Osservando le macchine privilegiate alle quali viene garantito un passaggio veloce si iniziano a intravedere degli schemi ricorrenti. Tutte queste macchine sono vari modelli di Mercedes degli anni novanta. Si deduce senza ombra di dubbio dal modo in cui parlano che tutti quelli che le guidano, così come gli agenti che controllano il confine, provengono dalla città di Zuara, situata sulla costa 100 chilometri a ovest di Tripoli e a soli 60 chilometri dal confine con la Tunisia. In parallelo alla fila delle Mercedes scorre un’altra fila, formata stavolta da modelli Renault con targhe tunisine.









