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martedì 26 novembre 2019

Drone italiano precipita in Libia: «Problema tecnico». Ma Haftar rivendica: «Lo abbiamo abbattuto»

20 novembre 2019.
Un drone militare italiano della missione Mare sicuro è precipitato in Libia: le cause non sono state ancora accertate e fonti italiane ipotizzano un guasto, ma le forze del generale Khalifa Haftar hanno rivendicato di averlo abbattuto nel confitto a bassa intensità che conducono da mesi per la conquista di Tripoli. La capitale libica dove, col sostegno dell'Onu e dell'Italia, è insediato il premier Fayez al-Sarraj.

Lo Stato maggiore della Difesa italiano si è limitato a rendere noto che un «velivolo a pilotaggio remoto» dell'Aeronautica militare - si tratta di un «Predator B» del 32/o Stormo di Amendola, dove è di stanza il Gruppo velivoli teleguidati - dopo aver perso il contatto con la base, è «precipitato in territorio libico, per cause ancora in corso di accertamento».

Drone italiano precipita in Libia. L'esercito di Haftar: «Scambiato per un velivolo turco, è stato abbattuto» 

giovedì 17 gennaio 2019

In Libia, minacciata la sostenibilità dell'olivicoltura

11/1/2019
Proibizione delle esportazioni e mancanza di mezzi: a Tarhouna, gli agricoltori e i lavoratori delle presse lottano con pazienza
In Libia, minacciata la sostenibilità dell'olivicoltura
I campi di ulivi si estendono a perdita d'occhio e l'odore dei frutti è inebriante: nella regione di Tarhouna (nord - ovest della Libia), l'olio d'oliva è un tesoro secolare. Ma l'olivicoltura è oggi minacciata, bandita dall'esportazione, vittima della selvaggia urbanizzazione e della mancanza di mezzi per svilupparsi.
"Abbiamo ancora problemi con i pezzi di ricambio, diventati costosi a causa del crollo del dinaro libico contro il dollaro, ma anche a causa del costo del processo di estrazione dell’olio" dice Zahri Bahri, proprietario di una delle tante presse di Tarhouna. Nella fattoria del signor Bahri, i frutti sono raccolti a mano, in modo da non danneggiare l'albero. Le olive, disposte su grandi drappi, sono trasportate in sacchi fino al mulino per l'estrazione del prezioso succo, dorato e profumato.

lunedì 17 settembre 2018

Nel covo della Settima Brigata, con i reduci che rivogliono la Libia

6 settembre 2018.
Ex fedelissimi del figlio di Gheddafi, ben armati e molto nervosi,
gli uomini che minacciano Tripoli sembrano non avere rivali sul campo
Ecco il quartier generale della Settima Brigata, il gruppo armato che da quasi due settimane sta attaccando Tripoli. A prima vista sembra una zona di depositi vuoti. C’è un alto muro anonimo dipinto di fresco color ocra. Le sentinelle sono quasi invisibili. Pochi i passanti. Nessun problema per arrivarci, si trova nel quartiere di Salahaddin, proprio nel centro di questa che storicamente è la città-crocevia delle tribù che sostenevano il regime di Gheddafi. Ci siamo giunti ieri verso le 14 accompagnati dal portavoce della municipalità locale di Tarhuna. E per fortuna c’era lui. Perché da subito i soldati di guardia sono stati aggressivi, minacciosi. L’entrata si affaccia ad una viuzza secondaria. Di fronte sono posteggiati due camion militari carichi di casse. «Cosa ci fa qui un giornalista italiano?», sibila una sentinella. Due altre mettono mano alla fondina. «Magari questo ce lo prendiamo», dice in arabo uno tra i più duri. Ne arrivano altre, vogliono il passaporto. Parlano tra di loro. Lo stesso portavoce mi consiglia di nasconderlo. Ci portano in una stanzetta chiusa. Vogliono vedere il permesso di una qualsiasi autorità, che per fortuna esiste. Abbiamo un accredito ufficiale. Intanto il mio interprete di Misurata sbianca. «Ma qui siamo con i vecchi combattenti della 32esima brigata di Khamis Gheddafi!», sussurra spaventato. La buona sorte vuole che arrivi anche un ufficiale più anziano col berretto rosso dei paracadutisti. Ci invita ad andarcene immediatamente. «Tornate con un permesso speciale», dice frettoloso.

domenica 2 settembre 2018

Libia: ennesimo scontro tra RATTI a Tripoli

27 agosto 2018.
Ancora una volta i RATTI che occupano la Libia si scontrano tra loro, questo è uno degli articoli che si trovano sui media italiani:  http://www.repubblica.it/esteri/2018/08/27/news/libia_violenti_scontri_tra_milizie_a_tripoli-205041237/?refresh_ce
TRIPOLI – La situazione torna ad infiammarsi in Libia, dove secondo quanto riportato da Lybian Express milizie rivali si stanno scontrando in varie zone di Tripoli. Testimoni riferiscono di mezzi corazzati sulle strade e posti di blocco presidiati da pezzi di artiglieria pesante. Gli scontri, secondo le fonti, interessano l’intersezione di Wadi Al-Rabee, a sud-est di Tripoli e poi quelle di Al-Khaila e il campo di Yarmouk a sud. Le autorità hanno messo in stato di allerta tutti gli ospedali e le cliniche private, invitando a prestare immediato soccorso ai feriti. E perfino Reporter senza Frontiere ha lanciato un appello ai giornalisti sul campo perché esercitino la massima attenzione

venerdì 20 maggio 2016

ATTENZIONE: il regime getta merda contro il popolo libico per giustificare la prossima guerra

Ultimamente è ritornato di moda parlare male della "Libia di Gheddafi", proprio quando fervono i preparativi per una nuova guerra, i passi vengono compiuti uno alla volta: il RATTO Serraji ha costituito la fantomatica "guardia presidenziale" , ha chiesto aiuto ai suoi padroni per combattere l' " immigrazione e l' ISIS" . Tutto è pronto per una nuova guerra, ma bisogna preparare l' opinione pubblica, ed ecco le scuse belle e pronte:

L’ultimo segreto di Aldo Moro: «La Libia dietro Ustica e Bologna»

sabato 15 agosto 2015

Manifestazioni pro Jamahiriya in tutta la Libia

Posted: 2015-08-10
From: Mathaba

Torna a sventolare la gloriosa bandiera verde della Jamahiriya Araba Socialista in tutta la Libia.

Da Sebha a Sirte decine di manifestazioni popolari hanno voluto gridare il loro sdegno per la vergognosa condanna a morte di Saif Qaddafi.

domenica 11 gennaio 2015

Ultimo giorno del 2014 storico. Neve anche in Libia!

Massimo Aceti 5/1/2015

E' stata davvero straordinaria, e per certe zone eccezionale, l'ondata di freddo che ha colpito la parte di Mediterraneo posta tra il Canale di Sicilia e il Golfo della Sirte l'ultimo giorno del 2014.

Non fossero bastate le nevicate delle coste meridionali della Sicilia, anche in posti dove non si verificavano da oltre un secolo, non fossero bastate le nevicate di Malta (l'ultima precedente nel 1962!) e quelle della Tunisia (qui invero più frequenti), ecco che dai media libici e da alcuni video presenti su youtube apprendiamo anche delle nevicate in Libia fin nei pressi della costa!

domenica 9 marzo 2014

Attacco nucleare Usa alla Libia? di Michel Chossudovsky

sabato 1 ottobre 2011
Attacco nucleare USA alla Libia?


ATTACCO NUCLEARE PROGRAMMATODELL’AMERICA SULLA LIBIA?
MICHEL CHOSSUDOVSKY – Globalresearch.ca
traduzione ilupidieinstein.blogspot.com
Una guerra in Libia è stata nei piani del Pentagono per più di 20 anni. L’utilizzo di armi nucleari nei confronti della Libia fu preso in considerazione, per la prima volta, nel 1997.

Il 14 aprile 1986, Ronald Reagan ordinò una serie di bombardamenti contro la Libia sotto la voce “Operazione El Dorado Canyon”, per rappresaglia contro un presunto attentato terroristico, appoggiato dalla Libia, in una discoteca di Berlino. Il pretesto era una montatura. Durante questi raid aerei, che furono condannati da Francia e Italia, la residenza di Gheddafi fu bombardata e morì la sua figlia minore.
A malapena riconosciuto dai media occidentali, un attacco pianificato sulla Libia con armi nucleari, è stato preso in considerazione dall’amministrazione Clinton nel 1997, al culmine dello scandalo Monica Lewinsky.
Il Dipartimento della Difesa aveva sviluppato una nuova generazione di armi nucleari tattiche bunker buster da usare in Medio Oriente e Asia centrale:
“Gli Ufficiali militari e i direttori dei laboratori americani di armi nucleari [avevano] esortato gli Stati Uniti a sviluppare una nuova generazione di armi nucleari di precisione a basso potenziale … che avrebbero potuto essere utilizzate in conflitti convenzionali con paesi del terzo mondo.” (Federation of American Scientists , 2001, enfasi aggiunta)

sabato 12 ottobre 2013

Breaking : 15 soldati uccisi a Bani Walid

5/10/2013
Attaccato un check point delle forze armate del governo di occupazione sulla strada che congiunge Bani Walid e Tarhouna.

Un attacco contro un check point presidiato da militari del governo di occupazione della Jamahiriya Libica ha causato la morte di 15 soldati e il ferimento di altri 5.

lunedì 4 febbraio 2013

Troppo tardi per Tripoli? (ITA-ENG)

  • Troppo tardi per Tripoli? (ITA-ENG)
[feb. 2012] di Gamal Nkrumah (trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks)
La Libia, il paese con più ricchezza pro capite dell’Africa e il più grande produttore di petrolio del continente, non è purtroppo in grado di costruire una rete di sicurezza più forte per i suoi cittadini e permettere l’aumento dei salari.
Il paese è in un caos economico, in un disperato bisogno di ricostruzione e di riabilitazione, dopo una debilitante guerra civile che è durata per buona parte del 2011.

giovedì 13 dicembre 2012

La Libia e le narrazioni assassine della NATO

  • La Libia e le narrazioni assassine della NATO
    [16.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
Le parole possono uccidere. La prima vittima della guerra è la verità. Conosciamo i proverbi, ma tendiamo a dimenticare che la forza assassina delle narrazioni è mille volte potenziata quando c’è la guerra, e la forza della penna è combinata con la forza della spada. Vari media, tra cui Arrai TV, hanno riportato ieri e oggi della morte di Khamis Gheddafi, comandante della 32° Brigata d’Elite che era impegnato ad attuare la strategia a seguito della quale è stata causata alla Nato un’ammaccatura seria nella sua armatura, ed è stato decimato l’esercito NATO fatto di mercenari, terroristi jihadisti indottrinati e avvoltoi opportunisti, assunti da imprenditori come XE (n.d.t. ex Black Water). Finora, la morte di Khamis Gheddafi non ha potuto essere confermata da nsnbc, e anche i media alternativi sembrano essere mancanti su questo punto. La liberazione libica è una lotta contro il nuovo colonialismo che non è diretto contro una famiglia, ma contro tutti gli africani. La resistenza non è una famiglia o persona, ma il Popolo Africano che si stanno svegliando all’aggressione dell’impero anglo americano. Le parole possono uccidere anche se trascurano di concentrarsi sulle questioni centrali.
dal Dr. Christof Lehmann

lunedì 5 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.0.4

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

mercoledì 31 ottobre 2012

Libyan Chronicles 13.0.1

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

domenica 28 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.1.6

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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Nel pomeriggio di oggi testimoni riportano di esplosioni e dense  colonne di fumo che si dipartono in questo momento [ore 16:00] dalla pacificata città di Tripoli, dove nonostante la feroce repressione dei golpisti ribelli supportati dai mercenari Nato, fatta di arresti immotivati, torture, esecuzioni sommarie, violenze sessuali, saccheggi etc. continua la resistenza del popolo libico che rifiuta di sprofondare nel medioevo fascisto-islamista imposto dai neocolonialisti occidentali.

sabato 27 ottobre 2012

Aisha chiama i Leoni indomiti della Libia

  • Discorso di Aisha Kaddafi alla Raai TV
    [23.09.11] trad. da testo inglese di levred

Al grande popolo della Libia,
Io ti saluto.
Non vi dirò che la vittoria si avvicina, ma che viviamo ogni giorno vittoriosi per gli ultimi 8 mesi e abbiamo messo in fila una vittoria che non è mai stata testimoniata nella storia.
40 paesi, con i loro attacchi con aerei, missili e tecnologie aeree e marittime e utilizzando i loro agenti sul terreno. E il popolo libico sta ancora resistendo e combattendo. Mi congratulo con questi eroi e mi congratulo con tutto il popolo libico, insieme al vostro Grande Leader, al quale porto sollievo per voi e vi informo che sta bene. Egli sta bene, grazie a Dio, ed è anche fedele a Dio e rimane di buon umore. Egli porta un’arma e sta combattendo sul campo di battaglia con i suoi figli, fianco a fianco con i combattenti libici. Si tratta di Muammar Gheddafi, che mette se stesso avanti per diventare un combattente e un martire con i suoi figli.
Confronta questo spettacolo con quello del Qatar con il principe che si presenta e propone un principe ereditario che piange come una bambina perché sono stati concessi la Coppa del Mondo 12 anni fa.
Questo dà a voi (libici) il diritto di essere fieri del vostro capo!
Vergogna e disonore ai leader arabi che sono stati influenzati e hanno partecipato al massacro del popolo libico. Ed è un peccato che le nazioni arabe siano state testimoni di questo massacro per 8 mesi e non si siano ritratte, né si siano alzate in piedi e rivoltate contro di esso.
Ma chiamo i leoni di Tripoli, i leoni di Tarhouna, le aquile di Wershifanna, e i leoni di Assabia e Mashaseeya e Arshaydat e Ajaylat e Awayell e i Leoni della città antica di Sabha, e i leoni della Sirte, Abusleem e El -Hadhba (Tutte le tribù in Libia) e tutti gli eroi di Tripoli, coloro che resistono. E tutti i combattenti libici da ovest a sud.
Vi chiamo e “vi chiamo , vi chiamo,  vi chiamo”!
(Citava alla maniera di un’eroina femminile musulmana che si diceva una volta fosse stata raffigurata nelle antiche battaglie islamiche)
Unitevi! Perseverate! Abbiate pazienza! Protestate! Dio santo misericordioso disse: “Se ci sono 100 che perseverano pazienti, essi ne sconfiggeranno 200 e se ce ne sono 1000, ne sconfiggeranno 2000 e Dio è con coloro che perseverano e hanno pazienza.” – Citazione dal Corano.

mercoledì 24 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.1.5

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Libia News: Giorno 185 di guerra umanitaria contro il popolo libico
    (ultime 48h)

Nelle ultimi due settimane la NATO e i ribelli golpisti hanno subito le perdite maggiori:
- Le Forze di Difesa libiche hanno nuovamente preso Brega. Questo è il porto petrolifero dove loro portano il petrolio fuori dalla Libia. E’ l’obiettivo che la NATO voleva conquistare, e tenere, più di ogni altra cosa; ma non sono mai stati in grado di tenere a lungo Brega che è ora di nuovo nelle mani delle forze lealiste di Gheddafi.

sabato 15 settembre 2012

il Grande Gheddafi.

di Pepe Escobar
19.08.2011
È notte tarda a Tripoli e il Grande Gheddafi sta sorseggiando un White Russian, fuma qualche prodotto magrebino di prima scelta e sta sintonizzando lo schieramento di TV al plasma nella sua tenda nella fortezza di Bab al-Aziziyah. Ma neppure una succulenta infermiera ucraina potrebbe pacificare la sua anima irrequieta.

Rimane sbigottito di fronte alle storie che vengono propinate da quella sbobba alfabetica occidentale, conosciuta come “informazione”; giurano che Muammar Gheddafi è “assediato”, “esausto”, che “cerca una via di uscita”, che “si sta preparando a scappare” (in Tunisia) e che è “solo una questione di tempo” prima che il suo regime “collassi”.
Tutto questo avviene perché una manica di barbari beduini appoggiati dalle bombe della North Atlantic Treaty Organization (NATO) ha deciso di pisciargli sul tappeto.

lunedì 10 settembre 2012

I maggiori mezzi d’informazione hanno falsificato i rapporti sulla Libia


August 18th, 2011
by Stephen Lendman
Traduzione:levred
I principali media si specializzano in quello che sanno fare meglio: rovesciare la verità (sinonimo di cattiva fiction), non fare ciò che i giornalisti sono tenuti a fare, il loro lavoro, e in particolare coprire le guerre imperiali per il dominio e per le sostanziose spoliazioni.
Con il Consiglio nazionale di transizione (NTC) di Libya che cade a pezzi e le forze ribelli allo sbando, i titoli di oggi, riportati da una indipendente non-a-letto-con*  giornalisti ed altre fonti, smentiscono la verità  (*n.d.t. gioco di parole  un-bed-with con unbedded  giornalismo che compila i reports seguendo le veline rilasciate dalle unità  militari sul campo).
Il 16 agosto il diario libico di  Lizzie Phelan “ha chiarito le ultime notizie spazzatura dei media sulla Libia”, dicendo:
Le forze di Gheddafi hanno liberato la città di Misurata “finora in mano ai ribelli”. “La scorsa notte, l’esercito libico si è spostato nel centro della città, e ora i ribelli sono intrappolati fra Misurata e Tawergha”. Circa tre quarti della città  son al sicuro, compreso il suo porto, ” che è stato un’ancora di salvezza” per il trasporto ai ribelli di armi e di altre forniture.
Circa 200 tribù  (includendo le quattro più grandi che comprendono la metà della popolazione) hanno partecipato  ad una conferenza stampa, il portavoce dei media della Libia, il Dr. Ibrahim Moussa, lo ha confermato. Le quattro principali, tra cui Warfalla, Tarhouna, Zlitan e Washafana, tutte stanno in appoggio a Gheddafi.
“I leader tribali hanno inoltre hanno anche confermato che Zawiya e Sorman sono sicure, in contrasto con le asserzioni
(false)  dei giornalisti stranieri (un-bed-with)  a Tripoli e Djerba (Tunisia) che [hanno sostenuto] fossero state prese dai ribelli.”
Inoltre, le affermazioni che i ribelli controllino  Ghuriyan non sono vere. Scontri ancora in corso proseguono.

I principali reports dei media mentono, anche se sacche di resistenza dei ribelli rimangono. Tuttavia, sono “isolati e circondati dall’esercito libico e dalle tribù”.
I rapporti falsificati dei media  principali sono in netto contrasto alle affermazioni delle “tribù libiche  che,  naturalmente, conoscono la loro terra profondamente”.

martedì 14 agosto 2012

Un documento segreto dell’intelligence britannica MI5 del 1995 rivela un piano per dividere la Libia in due stati più piccoli

  • Un documento segreto dell’intelligence britannica MI5 del 1995 rivela un piano per dividere la Libia in due stati più piccoli
by GilGuySparks
Il contenuto di un documento riservato, di un servizio di intelligence in Gran Bretagna, noto come ”MI5”, datato 1995, rivela il coinvolgimento del governo britannico in un complotto per imporre una nuova mappa nella regione del Maghreb, attraverso la divisione della Libia in diversi piccoli stati uniti nel quadro di un sistema federale.

venerdì 3 agosto 2012

Riepilogo delle manifestazioni del popolo libico a favore del suo leader contro Nato e ribelli golpisti

17.06.2011 Manifestazione affollata a Tripoli (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=8q4OGVEyK1c&feature=related
01.07.2011 Manifestazione affollata a Tripoli (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=WRE-y8KNEsc
06.07.2011 Manifestazione affollata a Tawerga (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=Q9gIshVM9yU
08.07.2011 Manifestazione affollata a Sabha (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=oZBiMIJ1gjA&feature=player_embedded
08.07.2011 Manifestazione affollata a Tripoli (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=IdN8w4CmvMU&feature=related
14.07.2011 Manifestazione affollata a Ajelat (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=birEDIfANTw&feature=player_embedded
15.07.2011 Manifestazione affollata a Zleetin (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=ILo7STMlsw8&feature=related
16.07.2011 Manifestazione affollata a Zawia (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=MRvY-SW2Z88&feature=player_embedded
19.07.2011 Manifestazione affollata a Aziziya (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=n7P9RjGBZ50&feature=youtu.be
21.07.2011 Manifestazione affollata a Sirte (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=AHff6HDpN1Y
26.07.2011 Manifestazione affollata a Al Khums (Libia)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BypSnTIixx8
27.07.2011 Manifestazione affollata a Zaltan (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=RaPcVsVvq-I&feature=player_embedded#at=14
28.07.2011 Manifestazione affollata a Ghadames (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=I8TCQ-hZsVc&feature=channel_video_title
30.07.2011 Manifestazione affollata a Tarhuna (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=9xnJCtdbA5U&feature=channel_video_title
30.07.2011 Manifestazione affollata a Janzour (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=hQr6zGU-pAE&feature=relmfu
31.07.2011 Manifestazione affollata a Bani Walid (Libia)
http://www.youtube.com/watch?v=uBC5zgchc_I&feature=channel_video_title
La lista delle manifestazioni a favore del governo legittimo contina ad aumentare ma non si permette che venga diffusa dalle principali reti dei media radio-televisivi che sui fatti accaduti in questi ultimi giorni hanno riportato in tutta Europa e in Italia in particolare il più completo silenzio.
El pueblo es con Muammar!