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lunedì 17 settembre 2018

Nel covo della Settima Brigata, con i reduci che rivogliono la Libia

6 settembre 2018.
Ex fedelissimi del figlio di Gheddafi, ben armati e molto nervosi,
gli uomini che minacciano Tripoli sembrano non avere rivali sul campo
Ecco il quartier generale della Settima Brigata, il gruppo armato che da quasi due settimane sta attaccando Tripoli. A prima vista sembra una zona di depositi vuoti. C’è un alto muro anonimo dipinto di fresco color ocra. Le sentinelle sono quasi invisibili. Pochi i passanti. Nessun problema per arrivarci, si trova nel quartiere di Salahaddin, proprio nel centro di questa che storicamente è la città-crocevia delle tribù che sostenevano il regime di Gheddafi. Ci siamo giunti ieri verso le 14 accompagnati dal portavoce della municipalità locale di Tarhuna. E per fortuna c’era lui. Perché da subito i soldati di guardia sono stati aggressivi, minacciosi. L’entrata si affaccia ad una viuzza secondaria. Di fronte sono posteggiati due camion militari carichi di casse. «Cosa ci fa qui un giornalista italiano?», sibila una sentinella. Due altre mettono mano alla fondina. «Magari questo ce lo prendiamo», dice in arabo uno tra i più duri. Ne arrivano altre, vogliono il passaporto. Parlano tra di loro. Lo stesso portavoce mi consiglia di nasconderlo. Ci portano in una stanzetta chiusa. Vogliono vedere il permesso di una qualsiasi autorità, che per fortuna esiste. Abbiamo un accredito ufficiale. Intanto il mio interprete di Misurata sbianca. «Ma qui siamo con i vecchi combattenti della 32esima brigata di Khamis Gheddafi!», sussurra spaventato. La buona sorte vuole che arrivi anche un ufficiale più anziano col berretto rosso dei paracadutisti. Ci invita ad andarcene immediatamente. «Tornate con un permesso speciale», dice frettoloso.

domenica 7 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.6

Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)
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sabato 6 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.5

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Libya [08.09.2011] Aggiornamenti sul campo
ore 22 / Tripoli: combattimenti in città, nella periferia nord-occidentale, con l’artiglieria. Così, a Edden Salah dove sono state distrutte tre jeep ribelli con 6 golpisti a bordo. Ci sono informazioni che riferiscono dell’avanzata di un team pesantemente armato con al comando Khamis al-Gheddafi a Tripoli e alla periferia sud della zona di Az zawiya.
Bani Walid: i difensori sono fiduciosi nelle proprie capacità e sono determinati a lottare contro la coalizione coloniale fino alla fine. Ci sono stati rapporti contrastanti sul numero di bande degli assedianti di Bani Walid. Ieri è arrivata la notizia che le forze della coalizione hanno fallito il tentativo di entrare nella città, numerosi i morti tra gli aggressori.

mercoledì 29 agosto 2012

Gli Squadroni della Morte di “Al Qaeda-Nato ” a Tripoli

MASSACRO NATO A TRIPOLI: L’OPERAZIONE ALBA DELLE SIRENE SEGNA L’ASSALTO DEI RIBELLI DELLE SQUADRE DELLA MORTE

Thierry Meyssan – Global Research – Traduzione di FFP per LibyanFreePress
Tripoli, in Libia, 22 agosto 2011, 01:00

Sabato sera, alle 8, quando l’ora dell’Iftar segnava la fine del digiuno del Ramadan, il comando della NATO ha lanciato la sua “Operazione Sirena” contro la Libia.
Le Sirene sono stati gli altoparlanti delle moschee, che sono stati utilizzati per lanciare l’appello di Al Qaeda alla rivolta contro il governo di Gheddafi. Immediatamente le cellule dormienti dei ribelli di Bengasi sono entrati in azione. Questi sono piccoli gruppi con grande agilità di movimento, i quali hanno condotto attacchi multipli. I combattimenti, durante la notte, hanno provocato circa 350 morti e 3.000 feriti.
La situazione si è calmata un pò nel corso della domenica.