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venerdì 12 aprile 2013

Tre ufficiali dell’esercito libico condannati a morte dal NTC

8 novembre 2012.
ITALIANO
  • Il NTC ha condannato a morte per fucilazione tre ufficiali dell’esercito libico perché resistettero alle forze NATO durante l’invasione della Libia.
Il Tribunale Militare del Consiglio Nazionale di Transizione (NTC)  ha condannato a morte, da eseguirsi tramite fucilazione, tre ufficiali dell’esercito libico e alla detenzione per 10 anni di altri 5 ufficiali.
L’accusa che il NTC rivolge loro è quella di aver resistito alla NATO durante l’invasione della Libia.

sabato 15 settembre 2012

il Grande Gheddafi.

di Pepe Escobar
19.08.2011
È notte tarda a Tripoli e il Grande Gheddafi sta sorseggiando un White Russian, fuma qualche prodotto magrebino di prima scelta e sta sintonizzando lo schieramento di TV al plasma nella sua tenda nella fortezza di Bab al-Aziziyah. Ma neppure una succulenta infermiera ucraina potrebbe pacificare la sua anima irrequieta.

Rimane sbigottito di fronte alle storie che vengono propinate da quella sbobba alfabetica occidentale, conosciuta come “informazione”; giurano che Muammar Gheddafi è “assediato”, “esausto”, che “cerca una via di uscita”, che “si sta preparando a scappare” (in Tunisia) e che è “solo una questione di tempo” prima che il suo regime “collassi”.
Tutto questo avviene perché una manica di barbari beduini appoggiati dalle bombe della North Atlantic Treaty Organization (NATO) ha deciso di pisciargli sul tappeto.

domenica 26 agosto 2012

Libyan Cronicles 4.0

    • La vergogna dell’informazione totalitaria: una modesta proposta per la crisi… dimezzare lo stipendio dei giornalisti visto che continuano a rifilare veline di servizio di Aljazira e NATO, non svolgono professionalmente il loro compito e non si prendono neppure più la briga di verificare ciò che affermano:

LIBIA: CRIMINI DI GUERRA NATO

giovedì 23 agosto 2012

La verità non sarà teletrasmessa

16 Agosto 2011 da lizziephelan
traduzione di Levred
Mentre i giornalisti che soffrono di claustrofobia all’interno dell’hotel Rixos a Tripoli, pubblicano i loro sogni che i servi dell’imperialismo (i ribelli / ratti) hanno preso Zawiya, Ghuriyan e Sorman, essi ignorano un momento decisivo nella crisi.
Questo è la liberazione della zona di Misratah fino ad ora in mano ai ribelli. La notte scorsa l’esercito libico si è spostato nel centro della città e ora i ribelli sono intrappolati tra Misratah e Tawergha. Il 75 per cento della città è stato assicurato incluso il porto, che è stata un’ancora di salvezza per i ribelli per ricevere spedizioni di armi e altri rifornimenti, oltre ad essere una via di trasporto fondamentale per loro.
Lo ha confermato oggi il portavoce del governo Dr. Ibrahim Moussa in una conferenza stampa dai leader tribali di oltre 200 tribù libiche. Questo include quattro dei leader di quattro delle più grandi tribù libiche che costituiscono la metà della popolazione libica: Warfalla, Tarhouna, Zlitan, Washafana. Hanno tutti sostenuto il leader Muammar Gheddafi.

lunedì 20 agosto 2012

La NATO rinnega la sua missione

di Thierry Meyssan (Réseau Voltaire | Tripoli (Libia) | 11 agosto 2011)
http://www.voltairenet.org/NATO-reneges-on-its-mission

Traduzione: Levred

Dopo 150 giorni di bombardamenti, la NATO ha raso al suolo numerosi servizi mentre fallisce nel conseguire risultati militari convincenti. Ciò è in gran parte a causa della sua mancanza di alternative strategiche. In Libia, la Nato, è assodato, avrebbe potuto applicare gli stessi metodi classici che sono stati concepiti per ambienti diversi. Ora è bloccata in un dilemma. La più grande alleanza militare della storia, che è stata inizialmente creata per confrontarsi con l’URSS e fu poi destinata a diventare il poliziotto del mondo, è caduta deplorevolmente, a corto dei suoi stessi obiettivi reciclati.
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Sia la vittoria militare e che la sconfitta sono misurati sugli scopi prestabiliti della guerra. Nel caso del suo intervento in Libia, gli scopi della NATO nell’ambito di un mandato delle Nazioni Unite avrebbero dovuto proteggere i civili e, allo stesso modo in maniera ufficiale anche se al di fuori del mandato, spingere verso un cambio di regime politico del paese.
Dopo quasi 150 giorni di guerra, la forze NATO non sono riuscite a scuotere le istituzioni della Libia. Considerando la disparità di forze opposte, una sconfitta militare è la conclusione inevitabile e la strategia adottata dovrebbe essere messa in discussione.

giovedì 9 agosto 2012

Dal fronte libico

  • Il Qatar ha inviato un aereo con 6 camion carichi di armi e munizioni per i mercenari che cercano di entrare in Libia nella parte occidentale del paese da Montes Nafusa.
  • Attacco terrorista contro un porto di pesca a Zliten


  • La Mauritania ha detto di non accettare il CNT in qualità di legale rappresentante della Libia. Il Presidente della Mauritania ha detto che il suo Paese è pronto ad assistere il processo di pace in Libia. La Mauritania è oggi leader dell’Unione africana. La Libia ringrazia.

domenica 5 agosto 2012

A Bengasi l’insurrezione colorata si disintegra

I musulmani sono invitati a cessare le ostilità durante il mese di Ramadan. Niente di significativo dovrebbe aver luogo sul piano militare in Libia fino al 28 agosto. Ma chi si avvantaggia del tempo che passa?
Rete Voltaire | Tripoli (Libia)  
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Con l’inizio del Ramadan, le operazioni militari della NATO in Libia sprofondano nella confusione totale, nota Alexis Crow.
L’analista della Chatham House specializzata nello studio dell’Alleanza Atlantica, è stata una dei maggiori esperti dei think tank occidentali ad affrontare pubblicamente la questione del ruolo di al-Qaida tra le "forze ribelli". Oggi è la prima a mettere i piedi sul piatto: i leader politici dell’Alleanza hanno abbandonato i loro scopi bellici, ufficiali e ufficiosi. Non hanno, a rigor di termini, una strategia alternativa, oltre alla ricerca di una crisi che gli consenta di stare con a testa alta. Chiaramente, non è più solo lo stato maggiore francese, ma anche Londra, ad essere preoccupata nel vedere le proprie forze impantanate in Libia, senza nessuna soluzione in vista.

sabato 4 agosto 2012

La sfida tra il rapace Nato e il serpente libico



Robert Morgan, in un recente articolo dal titolo WikiLeaks documents shed light on US-backed intervention in Libya, pubblicato su World Socialist Web Site del 27.07. 2011, esamina una serie di cablo diplomatici statunitensi nei quali emerge, con tutta evidenza, che  “lungi dall’aver dato avvio ad un intervento “umanitario” per proteggere i civili contro il governo di Muammar Gheddafi, Washington ha appoggiato l’intervento della Nato per una sola ragione, l’installazione di un regime che servisse meglio gli interessi strategici degli Stati Uniti, così come le operazioni delle giganti società petrolifere e del gas.” Robert Morgan prosegue commentando un interessante cablo che descrive come il primo ministro Silvio Berlusconi avesse sottoscritto la ratifica del trattato di ‘amicizia e cooperazione’ Italia-Libia, con il quale l’Italia si era impegnata a pagare 200 milioni di dollari all’anno come riparazione per “le malefatte coloniali”, in cambio della garanzia che gli appalti per i progetti di sviluppo sarebbero andati ad imprese italiane. Sempre secondo Morgan, un ufficiale italiano avrebbe riferito all’ambasciata Usa che l’ordine degli interessi dell’Italia era “petrolio, petrolio e immigrazione” [letteralmente "oil, oil, oil, and immigration"]. In un recente intervento Saif al-Islam, il figlio del rais ha detto: “la NATO è come un falco e la Libia un serpente; un falco ha catturato un serpente che è sorpreso; ma mentre il falco vola, per difendersi, il serpente gli si attorciglia al corpo. Allora il serpente dice al falco di lasciarlo e il falco gli risponde: Ti lascerei, però lasciami prima tu affinché io ti possa lasciare.”

giovedì 2 agosto 2012

Abu Bakr Yunis Jaber richiama gli ufficiali, i sottufficiali e i soldati in grado di combattere nella Provincia Orientale

Abu Bakr Yunis Jaber “Segretario Generale Interno della Commissione per la difesa” di Muammar Gaddafi ha richiamato gli ufficiali, i sottufficiali e i soldati in grado di combattere nella Provincia Orientale. 

(Appena sarà disponibile una traduzione integrale verrà postata)
Abu Bakr Yunis Jaber, a capo dell’esercito libico dalla fine degli anni ’70, è nella cerchia più stretta a fianco al rais. Figura tra i venti alti ufficiali di Gheddafi i cui beni sono stati congelati, è uno dei membri originari del Consiglio del Comando Rivoluzionario (composto di 12 ufficiali dell’esercito and guidati dallo stesso rais); compare tra i fondatori della Jamahiriya e del GPC (Congresso Generale del Popolo).
Benghazi: mercenari e blindati dal Qatar contro la sollevazione delle tribù Libya / Benghazi: mercenaries and tanks from Qatar against uprising tribes.
Il leader Libico Moamar al Ghadafi si è dichiarato molto dispiaciuto per la gente della tribù Warfala che è stata assasinata ieri nella città di Benghazi.

mercoledì 1 agosto 2012

Aggiornamento: Libya on the ground 01.08.2011 (00:08 a.m.)

Le truppe di Yunis in questo momento controllano Benghazi mentre pure il resto dell’esercito Libico si starebbe spostando verso Benghazi.
D’altra parte, più a est le truppe Tuareg sono circa 70 km a sud di Tobruk, in attesa di ordini superiori per entrare in città. Gli stranieri che erano a Benghazi stanno evacuando su navi. L’edificio dei ribelli golpisti in armi è stato dato alle fiamme e secondo notizie ancora incerte il capo sarebbe fuggito in Turchia.
La ragione per cui le truppe di Yunis si sono mobilitate contro i ribelli così velocemente è perché i mercenari, dopo l’assassinio del generale, avevano cominciato ad uccidere donne e bambini della tribù di Warfala. Le truppe  di Yunis hanno iniziato ad insorgere contro i ribelli a fermarne i crimini e poi si sono uniti a loro altre tribù (tra loro quella Obeide) e civili.
La tribù Warfala è una delle più grandi in Libia (circa 1 milione di persone) e sostiene il governo libico, i ribelli conoscono la potenza di questa tribù per questo hanno cominciato a uccidere i loro donne e bambini.

giovedì 14 giugno 2012

capire la guerra alla Libia 1

di Michel Collon
su www.michelcollon.info del 29/04/2011
Traduzione di Marcello Gentile per l'Ernesto online

1° Parte

Siete in molti a reagire sulla guerra in Libia e ad inviarci domande. Michel Collon che ha pubblicato vari libri sulle strategie di guerra degli USA e sulle falsificazioni dei media nei conflitti precedenti, risponde a tutte queste domande e presenta qui un’analisi globale di questo conflitto. Investig’Action vuole chiamare l’attenzione sull’ importanza di questo testo…

1ª Parte : Domande che bisogna porsi ad ogni guerra.
2ª Parte : Gli obiettivi reali degli USA vanno molto al di là del petrolio.
3ª Parte : Strade per agire