10 giugno 2008

Da quanto andremo ad illustrare, la Repubblica Italiana non è certo
‘cosa nostra’… perché se davvero fosse nostra, ovvero di tutti i
cittadini italiani, non si fonderebbe su dei “segreti”. “Segreti” su
questioni della massima importanza, la cui esistenza configura una
Repubblica sostanzialmente ‘cosa loro’.
“Loro” sono ovviamente gli Stati Uniti, che nel lontano biennio 1943-45
hanno effettuato la conquista dell’Italia, eufemisticamente chiamata
“Liberazione”. “Liberazione” da noi stessi, tant’è vero che dopo oltre
sessant’anni non se ne sono più andati. Potevano farlo dopo la fine
dell’URSS, visto che il “problema” era il Comunismo, ma non l’hanno
fatto.
L’Italia è, infatti, ‘cosa loro’, anche se gli italiani non lo devono percepire.
L’occupazione di consistenti porzioni del territorio nazionale da parte
di uno Stato estero (malgrado ci abbiano informato che, dall’11
settembre 2001, “siamo tutti americani”) ed il suo mantenimento vita
natural durante è possibile grazie a clausole – segrete, appunto –
pudicamente definite “accordi”, che giustificano la presenza, sul
territorio nazionale, di
basi ed installazioni militari USA e NATO (oltre 100).
Questo è il “segreto dei segreti” – altrimenti definibile la “madre di
tutte le menzogne” – della “Repubblica Italiana”. Tutti gli altri
“segreti” (la “strategia della tensione”, le BR, le “trame nere”,
Gladio, le “stragi di Mafia”, “Mani Pulite”, il “terrorismo
islamico”ecc.) sono una conseguenza logica del “segreto dei segreti”.
Pretendere la verità su questo punto non è una cosa “di destra”, “di
centro” o “di sinistra”. È semplicemente una cosa sensata, da
“patrioti”, se la parola “patria” non avesse assunto per i più – a causa
della sua indebita appropriazione da parte di collaborazionisti e della
concomitante svalutazione generata da una pseudocultura votata
all’autodenigrazione – un significato distante da quello originario.