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Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post
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venerdì 20 settembre 2019

Secondo l'Onu la Libia è corresponsabile del traffico di migranti



Un rapporto delle Nazioni Unite delinea un meccanismo criminale messo in piedi da guardia costiera libica, trafficanti e pezzi dello stato africano. Da oggi far finta di niente sarà un po' più difficile

Foto di Benjamin Lowy/Getty Images
Uomini e donne intercettati in mare solo per essere condotti in centri di detenzione non ufficiali, dove saranno torturati, posti in schiavitù, stuprati e infine rivenduti ai trafficanti, da funzionari del governo corrotti e senza scrupoli. A puntare il dito contro le autorità libiche questa volta non è un organizzazione umanitaria, ma un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite, redatto servendosi delle testimonianze delle agenzie inviate sul campo a Tripoli.
Quello della presunta compromissione di alcuni pezzi dell’entità statale libica è un tema centrale per giudicare il modo in cui l’Italia e l’Europa hanno gestito il dossier immigrazione negli ultimi anni, in particolar modo dopo il memorandum d’intesa per il “contrasto dell’immigrazione illegale” firmato nel 2017 dal governo Gentiloni, che ha elargito al paese africano finanziamenti ed equipaggiamenti dal valore complessivo di 800 milioni di euro.

venerdì 5 luglio 2019

Così gli uomini di Soros hanno scritto il programma immigrazione e licenze AAMS del M5S

2 gennaio 2018.
Ci sono pochi capisaldi nella politica italiana e nei programmi dei vari partiti, eccezione fatta sui programmi di accoglienza e gestione dei flussi migratori e la lotta al gioco d’azzardo: riguardo il primo punto, tutti i partiti dell’area della sinistra liberal, globalista, e radicale (PD, Liberi e Uguali di Grasso, Più Europa della Bonino) sono per un’accoglienza incondizionata e illimitata, mentre i partiti che si riconoscono nella destra, dalla più moderata a quella più estrema (Forza Italia, Lega, Fratelli di Italia, Movimento Nazionale per la Sovranità, CasaPound) anche se con differenti sfumature, sono per fermare il costante e incontrollato sbarco nei porti italiani e per un veloce rimpatrio dei non aventi diritto alla protezione internazionale.
Per quanto riguarda la situazione relativa al gioco d’azzardo in Italia, c’è da dire che si tratta di uno dei pochi punti su cui le due forze che guidano l’attuale esecutivo sembrano essere in quasi totale armonia. Non che si tratti di una questione semplice, beninteso; il mercato del gioco italiano è il secondo più grande d’Europa, dietro solo al Regno Unito. Nel 2018, nelle casse del Governo italiano sono confluiti circa 10 miliardi di euro, risultato delle giocate effettuate presso siti di scommesse e casino online con licenza AAMS/ADM[0] e il numero di giocatori – anche occasionali – è in continua crescita. L’espansione del mercato del gioco legale sotto l’egida dell’Amministrazione Dogane e Monopoli è stata costante negli ultimi 8 anni e intervenire su un meccanismo di tali dimensioni è senz’altro un’operazione complessa.

mercoledì 15 maggio 2019

Menzogne dei fake media sul Venezuela mentre occultano che in Colombia sono morti 700 leader sociali nel 2018

Mentre i fake media continuano a strepitare su presunte violazioni dei diritti umani in Venezuela con l’obiettivo di tirare la volata alla prossima guerra per spoliare una nazione dei propri beni, nell’assordante silenzio degli stessi continua il massacro dei leader sociali in Colombia. Quello stesso paese che gli Stati Uniti hanno scelto come operativa per le azioni di golpismo contro il Venezuela bolivariano.
 
Quasi 700 leader sociali sono stati uccisi in Colombia nel 2018, secondo il Centro l’Investigazione e l’Educazione Popolare (Cinep).

La cifra rivelata dall'agenzia è di 648 persone, che fanno parte delle 2.252 vittime di alcuni tipi di violazioni dei diritti umani.

mercoledì 21 novembre 2018

La Germania ha guadagnato miliardi dalla crisi che distrutto la Grecia

22 giugno 2018. Lorenzo Vita.
** FILE ** A Euro sculpture is seen in the autumnal sun in front of the European Central Bank ECB building, rear, in Frankfurt, Germany, in this Sept. 24, 2007 file picture. The European Central Bank, along with the U.S. Federal Reserve and others, plans to offer billions in short-term credit to banks in Europe to meet their demand for dollars amid tense financial markets. (AP Photo/Bernd Kammerer)
La Germania ha guadagnato miliardi dalla crisi che ha colpito la Grecia e che ha portato il popolo greco nel baratro dell’indigenza. A rivelarlo non sono movimenti euroscettici, né leader populisti né governi antitedeschi, ma direttamente il governo di Berlino, in risposta a un’interrogazione parlamentare promossa dai Verdi.
Da quanto si è potuto comprendere, le casse della Germania hanno guadagnato circa 2.9 miliardi di euro come conseguenza indiretta della crisi greca. Guadagni scaturiti, in gran parte, come risultato del programma di acquisto di titoli di debito greci da parte della Banca centrale europea.
Il meccanismo funziona così. Dal 2010 la Germania ha acquistato obbligazioni di Atene come parte di un accordo dell’Unione europea per sostenere l’economia greca. Le obbligazioni furono acquistate dalla Bundesbank e poi trasferite al tesoro statale.

giovedì 20 settembre 2018

Così l’amministrazione dell’ONU organizza la guerra

Il documento interno delle Nazioni Unite che pubblichiamo dimostra come l’amministrazione dell’ONU agisca in contrasto con le finalità dell’Organizzazione. La gravità della situazione è tale da rendere necessaria una spiegazione del segretario generale, António Guterres; spiegazione che il ministro degli Esteri russo, Sergueï Lavrov, ha già chiesto nei giorni scorsi. Se questo chiarimento non arriverà, gli Stati membri potrebbero rimettere in discussione l’ONU.
| Damasco (Siria)
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Nella foto, l’ex assistente di Hillary Clinton, Jeffrey Feltman, presta giuramento il 2 luglio 2012 sulla Carta delle Nazioni Unite, davanti al segretario generale, il corrottissimo Ban Ki-moon, e diventa il numero due dell’Organizzazione.
A ottobre 2017 il sottosegretario generale delle Nazioni Unite agli Affari Politici, Jeffrey Feltman, ha redatto in segreto un documento per istruire tutte le Agenzie dell’ONU sul comportamento da adottare rispetto al conflitto siriano.
Gli Stati membri dell’Organizzazione non ne sono mai stati informati, neppure quelli del Consiglio di Sicurezza, almeno fino a quando il ministro degli Esteri russo, Sergueï Lavrov, il 20 agosto scorso ne ha rivelato l’esistenza [1].
Ce ne siamo procurati una copia [2].

martedì 15 maggio 2018

I “pirati” di Soros denunciano l’Italia

di Francesca Totolo (Esclusiva Byoblu)

mercoledì 18 aprile 2018

Onu: la Libia è un Paese senza diritti anche per i libici

11 aprile 2018

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Pubblicato il Rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, secondo cui sono migliaia le persone detenute nelle carceri del Paese in modo arbitrario e in condizioni disumane, senza accesso all’assistenza legale. A sollevare forte preoccupazione è inoltre il ruolo chiave attribuito dal governo ai gruppi armati nel Paese

Persone ridotte in schiavitù e violenze estreme. È un quadro disumano quello dipinto dalle Nazioni Unite nel Rapporto sulla Libia pubblicato martedì scorso. L’ennesima denuncia di una situazione che viola oltre ogni misura i diritti umani e che non può essere tollerata dalla comunità internazionale.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, torna a parlare di Libia dopo che lo scorso novembre aveva dichiarato in un comunicato durissimo che «la sofferenza dei migranti detenuti nel Paese è un oltraggio alla coscienza dell’umanità», commentando le politiche dell’Unione Europea e dell’Italia a sostegno dei Centri di detenzione in Libia e della Guardia Costiera libica nell’intercettazione e nel respingimento dei migranti nel Mediterraneo.

giovedì 1 febbraio 2018

L’associazione Vittime della Nato in Libia lotta contro l’impunità dei potenti

28 gennaio 2018

Dalla guerra in Iraq nel 1991 a oggi, nessun tribunale internazionale ha mai processato e giudicato i vincitori delle guerre di aggressione condotte dall’Occidente e dagli alleati del Golfo. E dire che la guerra di aggressione è bandita in modo assoluto dalla carta delle nazioni unite ed è considerata il «crimine internazionale supremo» sin dall’epoca del tribunale di Norimberga (che però giudicò solo i vinti).

Alcune volte gli Stati presi di mira hanno provato a reagire ricorrendo a istanze internazionali (si pensi alla Jugoslavia durante i bombardamenti Nato del 1999); altre volte erano i cittadini danneggiati a provare le strade dei tribunali internazionali, sul lato penale e civile. Il primo non ha mai sortito effetti; per il secondo, alle vittime civili – «effetti collaterali» – afghane, irachene, pakistane sono stati elargiti risibili risarcimenti a cura dei responsabili, si vedano gli Usa con gli abitanti dei villaggi sterminati dai droni. Troppo poco, decisamente.

Si sta muovendo con coraggio contro l’impunità Khaled el Hamedi, cittadino libico, fondatore dell’associazione Vittime della Nato. Un bombardamento dell’operazione Unified Protector sterminò la sua famiglia il 20 giugno 2011 a Sorman. Dalle macerie furono estratti i corpi maciullati della moglie Safae Ahmed Azawi, incinta, dei suoi due figli piccoli Khaled e Alkhweldi, della nipote Salam, della zia Najia, del cugino Mohamed; uccisi anche i bambini dei suoi vicini di casa e due lavoratori. Abbiamo rivolto alcune domande al legale di Khaled, Jan Fermon, che sta preparando una conferenza stampa a Bruxelles, il 29 gennaio.
famiglia uccisa dalla nato

sabato 6 gennaio 2018

Libia: Ecco com’era "CRUDELE la DITTATURA" di Gheddafi!



LA DITTATURA DEL KADHAFI …
1- L’elettricità per uso domestico è gratuita!
2- L’ acqua per uso domestico è gratuita!
3- Il prezzo di un litro di benzina è di 0,08 EURO!
4- Il costo della vita in Libia è molto inferiore a quello prevalente in Francia. Ad esempio, il prezzo di una mezza baguette di pane in Francia è di circa 0,60 euro, mentre in Libia è 0,11 euro!
5 – Le banche libiche concedono prestiti senza interessi!
6- I cittadini non hanno tasse da pagare e l’IVA non esiste!
7- La Libia è l’ultimo paese dell’elenco dei paesi debitori! Il debito pubblico è del 3,3% del PIL! In Francia è l’84,5%! Negli Stati Uniti l’88,9%! In Giappone al 225,8%!
8 – Il prezzo per l’acquisto di un’auto (Chevrolet, Toyota, Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Renault …) è al prezzo di fabbrica (auto importate dal Giappone, Corea del Sud, Cina, Stati Uniti …)!

sabato 4 novembre 2017

Memorandum sulla Libia: disinformazione contro Stato, Guida ed Esercito

Mentre la NATO ha deliberatamente falsificato il dossier libico per arrogarsi il diritto di distruggere la Libia e assassinarne la Guida per gettarla nel caos, Sayf al-Islam Gheddafi rimane l’unica personalità capace di unire rapidamente le diverse tribù. Liberato di recente, ha scritto questo memorandum per esaminare la situazione giuridica del suo Paese.
| Tripoli (Libia)  
 

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Questo memorandum mira ad identificare ciò che il popolo libico ha subito negli ultimi sei anni. Questi crimini sono stati commessi in nome dell’interventismo umanitario, della protezione dei civili, dell’introduzione della democrazia e della prosperità. Le forze della NATO, con l’aiuto di certi Stati arabi e di certi libici, attaccarono la Libia con tutti i mezzi a disposizione. Le giustificazioni avanzate erano false quanto quelle per l’invasione dell’Iraq nel 2003. Fu la distruzione sistematica di un Paese sovrano e di una nazione pacifica. Questa nota tenta di presentare tali crimini alla comunità internazionale, alle organizzazioni per i diritti umani e alle ONG, al fine di sostenere la Libia e il suo popolo negli innumerevoli sforzi per ricostruire questo piccolo Paese.

lunedì 9 ottobre 2017

Guerra perenne e Manipolazione di massa nel Sud. Ecco le 10 costanti che si perpetuano ciclicamente dal 1861 ad oggi.


di Giovanni Greco
“Fecero il deserto e lo chiamarono pace” (Tacito)
Sin dal 1861 nel Sud c’è in atto una manipolazione di massa permanente, che è funzionale ad alimentare una sorta di guerra quotidiana. Nel 1861 ci fu l’invasione del Meridione, cui fecero seguito emigrazione, la distruzione delle ricchezze del Sud, le deportazioni a Fenestrelle … Da allora si è impiantata una evoluzione di quella conquista iniziale; una manipolazione di massa permanente ed una guerra invisibile quindi, che si perpetua ciclicamente e che prosegue da ben oltre 150 anni. Ma chi crea e alimenta ancora oggi questa guerra? E contro chi vien fatta? O contro cosa? Tutte domande comprensibilissime, ma siamo nell’ambito di una guerra non canonica, nella quale non c’è più un nemico tangibile; si tratta di una lotta all’invisibile, ai preconcetti, e tramite essa si sono combattute le idee più che le persone. In realtà anche se nessuno ha mai visto un nemico da combattere, comunque da quel 1861 e di decennio in decennio perdura un continuo stato d’allarme per qualcosa di impalpabile eppure persistente. Una sorta di ansia indotta, funzionale a motivare il desiderio di liberarsi da questo strano nemico, se pur invisibile … Mah. In altre parole è solo uno degli effetti raggiunti del falso mito di libertà già sbandierata e imposta sin dall’Unità d’Italia.

giovedì 14 settembre 2017

Libia, il patto che "regala immunità ai contrabbandieri" a danno dei migranti

Quali sono i costi sociali ed umani del patto tra Roma e Tripoli? Chi sono gli attori in gioco? E, davvero, non esiste un’alternativa possibile all’esternalizzazione delle frontiere? Lo abbiamo chiesto a Mattia Toaldo, analista dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) di Londra


08 settembre 2017
ROMA – L’ultima denuncia arriva dalla presidente internazionale dell'ong Medici Senza Frontiere (Msf) Joanne Liu. In una lettera aperta al presidende del Consiglio, Paolo Gentiloni, Liu parla chiaramente di“ipocrisia” e di “business criminale” dietro l’operazione italiana di frenare le partenze dalla Libia. Ma quali sono i costi sociali ed umani del patto tra Roma e Tripoli? Chi sono gli attori in gioco? E, davvero, non esiste un’alternativa possibile all’esternalizzazione delle frontiere? Lo abbiamo chiesto a Mattia Toaldo, analista dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) di Londra ed esperto di Libia.

martedì 1 agosto 2017

Gruppo Bilderberg, ecco chi governa davvero il mondo


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Diego Fusaro, 8 febbraio 1016
Con un’espressione in bilico tra l’onesto riconoscimento della realtà fattuale e l’arroganza propria del potere, così ebbe modo di affermare uno dei massimi miliardari del pianeta: “La lotta di classe esiste e la mia classe la sta vincendo”. Si tratta, in effetti, di una chiara e ludica analisi del rapporto di forza quale si è venuto riconfigurando nel tempo della ribellione delle èlites e dell’offensiva neoliberista al mondo del lavoro e dei diritti. Scenario di cui, tuttavia, non si ha contezza, poiché il potere impone le sue mappe ingannatorie e usa armi di distrazione di massa.
Per una comprensione della reale entità dell’èlite neo-oligarchica come maschera di carattere e come agente del capitale assoluto-totalitario nel tempo del disarmo del Servo può giovare soffermare l’attenzione sul cosiddetto “gruppo Bilderberg”, emblema  dell’Internazionale liberal-finanziaria del tempo neofeudale.

sabato 27 maggio 2017

Vaccini: Vaxxed come Fahrenheit 451 (Il censore ragazzino, segugio meccanico premiato dal regime)

DI EMANUELA LORENZI
informasalus.it

“Mai l’individuo è stato così completamente abbandonato a una collettività cieca, e mai gli uomini sono stati più incapaci non solo di sottomettere le loro azioni ai loro pensieri, ma persino di pensare”
“Appare abbastanza chiaro che l’umanità contemporanea tende un po’ dovunque a una forma totalitaria di organizzazione sociale …, vale a dire a un regime in cui il potere di Stato deciderebbe sovranamente in tutti gli ambiti, anche e soprattutto nell’ambito del pensiero”
Simone Weil 1934 – Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale.

mercoledì 8 febbraio 2017

Italia-Libia, un accordo contro i diritti

Sostegno militare e risorse finanziarie: è la contropartita che il Governo Gentiloni si è impegnato a garantire all’esecutivo di Tripoli in cambio del “blocco” dell’immigrazione dalle coste libiche. Un salto indietro sancito il 2 febbraio che l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione giudica “vergognoso” e preoccupante
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Primo Ministro libico Fayez al-Sarraj - © Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Primo Ministro libico Fayez al-Sarraj - © Palazzo Chigi
Negli otto articoli del “Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana” sottoscritto a Roma il 2 febbraio 2017, la parola “diritti” compare una sola volta. All’articolo cinque: “Le Parti si impegnano ad interpretare e applicare il presente Memorandum nel rispetto degli obblighi internazionali e degli accordi sui diritti umani di cui i due Paesi siano parte”. Esclusa la “Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati”, firmata a Ginevra nel luglio 1951 e nella quale non rientra il Paese guidato oggi da Fayez Mustafa Serraj.

venerdì 3 febbraio 2017

Controstoria di Saddam Hussein e Muammar Gheddafi

12 agosto 2014

Senza la minima volontà di "assolvere" o peggio "mitizzare" due Leader , possiamo sicuramente affermare che l'immagine che hanno di loro i cittadini occidentali - costruita attraverso la propaganda mediatica - è senza dubbio peggiore di quella reale.

Premesso che per giudicare un governo è necessario 'contestualizzare', cioè tenere in considerazione la situazione socio-politica, culturale ed economica del posto, possiamo affermare con tranquillità che le condizioni di vita in Iraq e in Libia, quando i paesi erano gestiti dai due Leader erano molto migliori di quanto comunemente ed erroneamente creduto. In entrambi i paesi c'era un certo grado di benessere ed era presente un discreto welfare; infatti erano benvoluti dalla maggioranza dei cittadini.

lunedì 23 gennaio 2017

L' italia si candida a patrono della Libia. Per violare insieme i diritti umani

12 gennaio 2017

L’Italia si candida ad un ruolo di “patrono” della Libia, paese reso una polveriera dal malaugurato intervento a guida francese del 2011, ma la cui fragilità data forse dall’occupazione italiana iniziata esattamente un secolo prima. L’Onu comunque approva. Il segretario generale, António Guterres, ha incontrato a New York il nostro ministro degli esteri Angelino Alfano e ha «ringraziato l’Italia per il continuo sostegno al processo politico facilitato dalle Nazioni Unite in Libia», salutando «l’incremento dell’impegno dell’Italia nel multilateralismo attraverso il seggio al consiglio di sicurezza, e ha espresso il suo apprezzamento per il sostegno del nostro paese alle Nazioni Unite».

giovedì 12 gennaio 2017

“L’Arabia Saudita. Uno Stato islamico contro le donne e i diritti” di Liisa Liimatainen

Dal blog Con altre parole di Beatrice Tauro,4 gennaio 2017

In Arabia Saudita la paranoia religiosa supera spesso il confine del buon senso. L’interpretazione saudita prevalente dell’islam ha generato una confusione culturale, nella quale è emerso solo l’islam più tribale
In queste poche righe si concentra il pensiero espresso dalla giornalista e studiosa di islam Liisa Liimatainen nel suo ultimo libro sull’Arabia Saudita, pubblicato da Castelvecchi.
La giornalista finlandese che da anni studia il mondo mediorientale, nelle sue molteplici sfaccettature sociali, economiche, politiche e religiose, pone l’accento sulla pesantissima influenza che la religione esercita sulla vita sociale del popolo saudita e delle donne in particolare.

mercoledì 21 dicembre 2016

Il momento più pericoloso nella storia del pianeta

Pubblicato: 08 Dicembre 2016

Qualche giorno fa Stephen Hawking ha pubblicato sul Guardian questo articolo, nel quale lancia l'allarme per le conseguenze causate nel mondo dalla crescente ineguaglianza economica e sociale.
di Stephen Hawking
Come fisico teoretico basato a Cambridge, ho vissuto la mia vita all'interno di una bolla estremamente privilegiata. Cambridge è una città particolare, incentrata su una delle grandi università del mondo. All'interno di questa città, la comunità scientifica di cui sono entrato a far parte quando avevo 20 anni è ancora più rarefatta.
All'interno di questa comunità scientifica, il piccolo gruppo internazionale di fisici teoretici con cui ho lavorato nella mia vita potrebbe esser tentato di considerare se stesso come una vetta inarrivabile. Oltre a questo, grazie alla celebrità che ho raggiunto con i miei libri e all'isolamento che mi deriva dalla mia malattia, mi sembra che la mia torre d'avorio stia diventando sempre più alta.

mercoledì 23 novembre 2016

Meno missioni militari e reddito minimo per i più poveri. 115 proposte per una manovra alternativa (e a costo zero)

Mentre prosegue l’esame degli emendamenti alla legge di Bilancio, alla Camera 47 organizzazioni presentano una contromanovra da 40 miliardi. C’è una patrimoniale e nuove tasse per chi inquina. Via il bonus cultura per i diciottenni, con gli stessi soldi musei gratis per tutti