di
Paolo Ermani
30-04-2019
In nome della "classe dei lavoratori" si sono combattute
grandi battaglie, si sono spesi fiumi di parole e scritti infiniti
libri. Ma cosa è rimasto di quella gloriosa "classe" che doveva dare al
mondo il “sol dell’avvenire”?
Ancora oggi ci sono alcuni nostalgici o sedicenti
pittoreschi filosofi rimasti fermi all’Ottocento, che parlano di lotta
di classe senza nemmeno rendersi conto di quanto sia inverosimile
un'affermazione del genere. Forse non si sono accorti che quelli della
classe che doveva cambiare il mondo, in gran parte erano e sono
interessati esclusivamente al loro tornaconto. I nemici di classe di
una volta, cioè i cosiddetti padroni, hanno capito che all’operaio, al
lavoratore, bastava mettergli una televisione davanti agli occhi (oggi
un cellulare nella tasca) e fargli vedere come era bello
partecipare all’orgia del consumo; e la battaglia era presto vinta.
Così, i grandi valori, le grandi parole, i grandi sogni sono stati
svenduti per misera paccottiglia con cui riempirsi le case. Purtroppo
però, riempirsi le case di oggetti ha la non indifferente conseguenza di
distruggere l’ambiente, che mai avrebbe potuto essere così tanto
devastato se non avesse avuto i fedelissimi servitori dei padroni che,
obbedendo ai loro ordini, hanno anteposto sempre il posto di lavoro,
cioè i soldi, addirittura alla loro stessa salute e all’ambiente che li
circonda.
Itanti obbedienti esecutori, a qualsiasi rivendicazione di chi ha a
cuore salute e ambiente hanno sempre risposto con ferocia, facendo
assieme ai loro sindacati i migliori cani da guardia di quei padroni
stessi che un giorno ormai lontanissimo erano appunto il nemico di
classe. Basti pensare alla
TAV in Val di Susa, dove il
sindacato è ovviamente compatto nella distruzione del territorio in
cambio dei famosi posti di lavoro. Come se per creare lavoro si dovesse
sempre e comunque sacrificare salute e ambiente, mentre invece è ormai
ampiamente dimostrato l‘esatto contrario.
La regia di questa scellerata involuzione l’hanno assunta gli
intellettuali, gli scrittori, i giornalisti e ovviamente i
rappresentanti politici dei lavoratori che si sono attivati alacremente
per utilizzare quelle masse esclusivamente per i propri interessi
portandoli alla fine a difendere e servire proprio quel potere che
anticamente era la controparte.
Sono innumerevoli i giornalisti, gli intellettuali, gli scrittori, i
politici che hanno le loro radici e la loro formazione culturale di
“sinistra” e che oggi sono diventati fra i peggiori e più convinti
sostenitori di partiti e datori di lavoro che hanno il solo Dio Denaro
come stella polare. Nei curriculum di questi personaggi è quasi sempre
sicura la frequentazione passata di giornali e pubblicazioni
“comuniste”, le gesta di passate battaglie di gioventù, il tutto
svenduto per quattrini, carriere e posti sicuri. Gli ex contestatori
sono diventati formidabili menti di venditori, utilizzando la loro
cultura e creatività a favore della vendita di milioni di prodotti
superflui che fanno guadagnare il padrone e sbavare il servo.
Così, grazie a questa allegra compagnia fatta di padroni e loro
servitori, come sempre le vittime sono l’ambiente, la salute mentale e
fisica delle persone stesse. Ed è importante ribadire che qui non si sta
parlando della sopravvivenza, cioè non si sta parlando del lavoratore
costretto a prostituirsi per poter sopravvivere, perché il
lavoratore/consumatore non sopravvive ma spreca.
Il consumatore vive in una società in cui l’opulenza e il buttare i
soldi in ogni modo è a livelli vergognosi. Così vergognosi che se c’è
qualcuno che viene da chissà dove a mendicare briciole, le stesse ex
classi lavoratrici e operaie, laddove ieri votavano i partiti di
sinistra, oggi si schierano con
il peggiore razzismo che invoca
la cacciata con ogni mezzo di qualsiasi eventuale intruso nell’orgia
quotidiana di spreco assoluto. Spreco vomitevole di soldi, di
cibo, di energia, di acqua. E nessuno spiega, tantomeno i partiti
dell’ex classe lavoratrice che si considerano di sinistra, che la
strategia in atto è una guerra fra simili dove vince chi dall’alto muove
i fili e fa ballare i burattini. Questa
mutazione genetica dei lavoratori a forma di dollaro-euro
e loro pseudo rappresentanti politici, intellettuali, giornalisti, ecc.
ha avuto e ha come risultato il fatto che esiste una sola e unica
classe a cui ogni lavoratore (operaio o meno che sia) tende, cioè quella
dei consumatori, dove non esiste nient’altro che il guadagno,
l’acquisto e l’accumulo in un mondo ridotto a discarica. E dove non
possono esserci valori in chi considera il mondo una cloaca e i suoi
simili persone da ingannare sempre e comunque nella lotta per arraffare,
mentre dall’alto se la ridono abbondantemente vedendo i presunti poveri
che non assaltano i panifici ma i negozi di elettrodomestici o quelli
di abbigliamento di marca.
Solamente una coscienza senza classi che salvaguardi il nostro
pianeta e i nostri simili ci può dare un vero sole dell’avvenire, un
domani in cui vivere.
Preso da:
http://www.ilcambiamento.it/articoli/non-esiste-piu-la-classe-dei-lavoratori-ma-solo-la-classe-dei-consumatori