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martedì 5 febbraio 2019

Ufficiale, il naufragio da 117 morti era una bufala

22/1/2019
E alla fine, come volevasi dimostrare, era una bufala. Il presunto naufragio da 117 morti non è mai avvenuto nelle proporzioni millantate dai 3 clandestini portati a Lampedusa dalla Guardia Costiera. Già ieri e il giorno precedente avevamo diffuso le precisazioni della Marina Militare italiana:
Ora arriva l’ufficialità: non più di 50 clandestini (numero massimo, perché la nostra Marina ha ripreso una ventina di clandestini sul gommone prima che affondasse) risultano dispersi al largo delle coste libiche. Lo ha confermato ad “Agenzia Nova” il portavoce della Marina libica, Ayoub Qassem, che ha smentito le notizie – a questo punto palesemente false – relative all’annegamento di 117 persone.

mercoledì 12 dicembre 2018

La sconfitta dei buonisti

- Sab, 08/12/2018 - 08:57

Msf è un fiume in piena. Dopo aver realizzato che nessun nazione, manco la neutrale Svizzera, concede più il diritto di issare la propria bandiera sull'Aquarius spara a zero contro l'Italia, l'Europa e il mondo.
Ma le sue invettive sono un classico caso di delirio generato dalla fine dell'onnipotenza. L'organizzazione si era convinta di esser al di sopra delle leggi e del diritto internazionale. Sputava in faccia a Marco Minniti che pretendeva di far salire le forze dell'ordine sulle sue imbarcazioni portandosi dietro l'arma di ordinanza. Accusava Matteo Salvini, colpevole di averla bandita dai porti italiani, di volere lo «smantellamento del sistema di ricerca e soccorso». Sbraitava contro i pm colpevoli di indagare sull'abitudine di smaltire come banale spazzatura i rifiuti sanitari infetti. Un'abitudine che porterebbe direttamente in galera qualsiasi operatore privato della sanità.

giovedì 14 settembre 2017

Libia, il patto che "regala immunità ai contrabbandieri" a danno dei migranti

Quali sono i costi sociali ed umani del patto tra Roma e Tripoli? Chi sono gli attori in gioco? E, davvero, non esiste un’alternativa possibile all’esternalizzazione delle frontiere? Lo abbiamo chiesto a Mattia Toaldo, analista dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) di Londra


08 settembre 2017
ROMA – L’ultima denuncia arriva dalla presidente internazionale dell'ong Medici Senza Frontiere (Msf) Joanne Liu. In una lettera aperta al presidende del Consiglio, Paolo Gentiloni, Liu parla chiaramente di“ipocrisia” e di “business criminale” dietro l’operazione italiana di frenare le partenze dalla Libia. Ma quali sono i costi sociali ed umani del patto tra Roma e Tripoli? Chi sono gli attori in gioco? E, davvero, non esiste un’alternativa possibile all’esternalizzazione delle frontiere? Lo abbiamo chiesto a Mattia Toaldo, analista dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) di Londra ed esperto di Libia.

mercoledì 13 settembre 2017

La foglia di fico dei caschi blu in Libia

8/9/2017
Hani Amara / Reuters 
 
Ora che il vaso di Pandora delle nefandezze perpetrate nei lager libici è stato aperto, ecco iniziata la corsa alla riscoperta, tardiva, dei diritti umani, calpestati o comunque considerati un optional, in nome di una sicurizzazione del problema-migranti.
Dalla sua residenza di Tunisi (!) l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia fa sapere che riterrebbe importante la messa sotto controllo dei centri di detenzione libici oltre che di un territorio dove a dettar legge sono oltre 200 tra milizie e tribù in armi, inviando un contingente di caschi blu dell'Onu.
Ma l'inviato che sta a Tunisi sa cosa significa "bonificare" il territorio libico? Sa che in Libia esistono due governi, due parlamenti e uno Stato (fallito) di fatto tripartizzato (Cirenaica, Tripolitania, Fezzan)? Parlare di 200-300 caschi blu a protezione della missione Onu a Tripoli è la classica foglia di fico (in divisa) che prova a mascherare una débacle politica, diplomatica, operativa delle Nazioni Unite.

sabato 24 dicembre 2016

Immigrazione: per Frontex le ONG sono colluse con i trafficanti di uomini

L’accusa è molto pesante, sia per chi la lancia sia per chi la riceve: Frontex, l’ente europeo per il controllo delle frontiere, accusa apertamente le organizzazioni non governative che operano per il recupero dei migranti dispersi in mare, di collusione con i trafficanti di uomini.
Mentre le stime parlano di 4.700 persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, da parte del Frontex si sono approntati due dossier, uno confidenziale e l’altro pubblico, in cui si afferma che ai migranti sarebbero state ”date chiare indicazioni prima della partenza sulla rotta da seguire per raggiungere le barche delle organizzazioni non governative”.
Addirittura ci sarebbe stato un caso accertato in cui ”le reti criminali hanno adoperato direttamente mezzi navali delle organizzazioni di volontariato per trasportare immigrati”.

martedì 7 luglio 2015

Libia, MSF: violenza in aumento, la sfida del soccorso sanitario

2 luglio 2015

Con il crescere delle tensioni in Libia orientale è aumentata la necessità d’intervento medico. Il conflitto nella regione si è esteso al di fuori della città di Benghazi, scenario di scontri armati da più di un anno, per spostarsi a Derna, roccaforte dello Stato Islamico (IS) nella zona, dove gli scontri sono iniziati tre settimane fa.

Medici Senza Frontiere (MSF) ha aperto una sede ad Al-Bayda da due mesi e a metà giugno ha iniziato a offrire supporto agli ospedali della zona. La città di Benghazi ha sette ospedali principali ma solo tre sono ancora in funzione. L’équipe di MSF ha fornito 100 kit chirurgici per il trattamento di pazienti feriti all’ospedale di Al-Jahal, una delle strutture funzionanti, che dopo gli scontri ha assistito molti feriti esaurendo le proprie forniture. MSF ha inoltre donato farmaci all’ospedale psichiatrico di Benghazi e all’ospedale di Al-Marj, situato tra Benghazi e Al Bayda.

sabato 2 febbraio 2013

La Libia e la Fiera dell’Ipocrisia

  • La Libia e la Fiera dell’Ipocrisia
[31.01.2012]
La Tortura
Medici senza frontiere abbandona  il campo denunciando le torture cui vengono sottoposti i prigionieri. Meraviglia una scoperta tanto tardiva! (a destra un prigioniero: prima e dopo l’interrogatorio)
Mesi fa vi fu un appello internazionale per salvare la vita dell’ex ministro  Abouzaid Dorda ridotto in stato di coma dalle percosse e da una “caduta” dalla finestra. Altri meno noti, invece,  non sono più vivi.
Il Governo ha respinto le accuse di MSF e, per bocca del Ministro degli Esteri Ashour Ben Kayyal, ha fatto sapere,  in sintesi, che, come Governo, rifiuta la tortura; i lealisti riceveranno il trattamento che meritano.

giovedì 31 gennaio 2013

Libia: detenuti torturati e negate cure mediche

  • Libia: detenuti torturati e negate cure mediche
[26.01.2012] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

I detenuti nella città libica di Misurata vengono torturati e sono loro negate cure mediche urgenti, inducendo Médecins Sans Frontières (MSF – Medici Senza Frontiere) a sospendere i suoi interventi nei centri di detenzione a Misurata.
MSF logo
Equipe di Medici Senza Frontiere hanno iniziato a lavorare nei centri di detenzione di Misurata nel mese di agosto 2011 per curare i feriti di guerra detenuti. A partire da quel momento, sempre più frequentemente i medici di MSF si trovano di fronte a pazienti che hanno subito lesioni causate da torture nel corso di interrogatori, svolti al di fuori dei centri di detenzione. Gli interrogatori erano condotti al di fuori dei centri di detenzione. In totale, MSF ha curato 115 persone con ferite riconducibili a tortura e hanno segnalato tutti i casi alle autorità competenti a Misurata.