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lunedì 14 ottobre 2013

La prossima guerra alla Libia e la Boldrini

10 luglio 2013
Italiani “brava gente”? Sono oramai pubblici i dati sui bombardamenti italiani (hanno ucciso almeno 3000 civili) durante la guerra alla Libia nel 2011; così come è stato assodato l’invio da parte dell’Italia di armi ai cosiddetti “ribelli” libici prima che si insediassero al governo trasformando quello che era il paese più progredito dell’Africa in un orrore di miseria, privatizzazioni, omicidi di massa, torture… e dal quale sono già scappate almeno un milione di persone.

Ma oggi, sui media italiani, si riparla di Libia non certo per i nostri passati crimini, né per l’impegno richiestoci, a giugno, da Obama di un nuovo intervento militare in questa martoriata nazione. Ma per l’uscita di un libro, davvero grottesco, scritto da una redattrice del “prestigioso” Le Monde (lo stesso, per intenderci, del “gas Sarin usato dalle truppe di Assad”), tale Annick Cojean. Libro che, tra l’altro, ci illumina su “Gheddafi che stuprava quattro donne al giorno” e sul Viagra distribuito alle sue truppe per emulare le imprese del Rais: una bufala colossale, che a suo tempo fu smentita perfino da Amnesty International, e che, al pari di tante altre falsità propagate da i mass-media è servita a fare accettare all’opinione pubblica un’altra “guerra umanitaria”.

giovedì 3 ottobre 2013

A loro non importa se è tutto falso. Si tratta di una verità superiore!

6/5/2013
Di William Blum

«Siamo venuti, abbiamo visto, è morto». — così la Segretaria di Stato USA, Hillary Clinton, ridacchiando, mentre parlava del depravato assassinio di Muammar Gheddafi.
Immaginiamo Osama bin Laden o qualche altro leader islamico che, parlando dell’11 settembre, ridacchiano: «Siamo venuti, abbiamo visto, 3.000 morti…ah-ah».
La Clinton e i suoi soci criminali della NATO possono farsi anche una bella risata per quanto hanno ingannato il mondo.

sabato 2 febbraio 2013

La Libia e la Fiera dell’Ipocrisia

  • La Libia e la Fiera dell’Ipocrisia
[31.01.2012]
La Tortura
Medici senza frontiere abbandona  il campo denunciando le torture cui vengono sottoposti i prigionieri. Meraviglia una scoperta tanto tardiva! (a destra un prigioniero: prima e dopo l’interrogatorio)
Mesi fa vi fu un appello internazionale per salvare la vita dell’ex ministro  Abouzaid Dorda ridotto in stato di coma dalle percosse e da una “caduta” dalla finestra. Altri meno noti, invece,  non sono più vivi.
Il Governo ha respinto le accuse di MSF e, per bocca del Ministro degli Esteri Ashour Ben Kayyal, ha fatto sapere,  in sintesi, che, come Governo, rifiuta la tortura; i lealisti riceveranno il trattamento che meritano.

venerdì 27 luglio 2012

Nella guerra in Libia la prima vittima è l’informazione. Le bugie dei media e il conflitto dimenticato

di Luca Troiano
1. Da settimane media e politici giustificano l’intervento della Nato con la pur nobile intenzione di proteggere i civili dalla vendetta di Gheddafi. Ma dall’inizio delle ostilità, non poche voci hanno espresso dubbi e perplessità sulle notizie provenienti dal fronte. Smentendo molte verità finora date per acquisite.
Lucio Caracciolo, direttore della rivista Limes e non certo un complottista, parla in proposito di “collasso dell’informazione”, tante sono le distorsioni e le lacune che stanno alterando la nostra percezione degli eventi in corso[1].
La giornalista Marinella Correggia, in una succinta analisi sul sito di Famiglia Cristiana[2] segnala l’esistenza di una Fact Finding Commission (Commissione per l’accertamento dei fatti) fondata a Tripoli da una imprenditrice italiana, Tiziana Gamannossi, e da un attivista camerunese, il cui scopo è indagare sulla rispondenza dei fatti alle notizie diffuse dai media.
E le sorprese non mancano.