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mercoledì 15 maggio 2019

Menzogne dei fake media sul Venezuela mentre occultano che in Colombia sono morti 700 leader sociali nel 2018

Mentre i fake media continuano a strepitare su presunte violazioni dei diritti umani in Venezuela con l’obiettivo di tirare la volata alla prossima guerra per spoliare una nazione dei propri beni, nell’assordante silenzio degli stessi continua il massacro dei leader sociali in Colombia. Quello stesso paese che gli Stati Uniti hanno scelto come operativa per le azioni di golpismo contro il Venezuela bolivariano.
 
Quasi 700 leader sociali sono stati uccisi in Colombia nel 2018, secondo il Centro l’Investigazione e l’Educazione Popolare (Cinep).

La cifra rivelata dall'agenzia è di 648 persone, che fanno parte delle 2.252 vittime di alcuni tipi di violazioni dei diritti umani.

martedì 26 marzo 2019

Denunciamo l'intervento imperialista in Venezuela. Solidarietà con il popolo del Venezuela!

10 marzo 2019
Venezuela folla
Dichiarazione dei Partiti Comunisti e Operai di tutto il mondo
da solidnet.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it
I partiti comunisti e operai di tutto il mondo condannano decisamente i piani imperialisti, la politica della destabilizzazione e delle minacce praticata dagli Stati Uniti, dall'UE e dai governi loro alleati in America Latina, per rovesciare il presidente del Venezuela legalmente eletto, Nicolás Maduro; i piani per assoggettare il popolo di questo paese agli interessi imperialisti e per rubare le risorse destinate al suo benessere.

Dopo la fallita provocazione degli Stati Uniti con l'utilizzo del fantoccio degli imperialisti Guaidó, il 23 febbraio al confine con la Colombia, con il pretesto degli "aiuti umanitari", sono apparsi nuovi scenari per un colpo di stato e l'assalto militare imperialista, mentre allo stesso tempo si sono intensificati gli sforzi per portare a termine nuove provocazioni che costituirebbero il pretesto per l'escalation interventista.

mercoledì 20 marzo 2019

Guaidò scrive agli italiani, ma sono tutte balle

Juan Guaidò, l'autoproclamatosi presidente del Venezuela ha scritto una lettera agli italiani in cui chiede appoggio per la sua causa, confidando sul fatto che il sistema mediatico patrio, tipicamente acritico ed appiattito sulle istanze di Washington, avrebbe svolto il ruolo di megafono per le sue fandonie. Smontiamo le sue balle una per una.
guaidò
Juan Guaidò, l’autoproclamatosi presidente del Venezuela ha scritto una lettera agli italiani in cui chiede appoggio per la sua causa, confidando sul fatto che il sistema mediatico patrio, tipicamente acritico ed appiattito sulle istanze ed i diktat di Washington (ricordate le armi di Saddam?), avrebbe svolto il ruolo di megafono per le sue fandonie. Nella letterina Guaidò ricorda il grande numero di venezuelani di origine italiana che costituiscono una delle colonne portanti del paese e si chiede come mai proprio l’Italia si ostini a riconoscere Maduro come presidente del Venezuela. La risposta la diamo noi dato che è facile: perché ha vinto delle elezioni considerate regolari da decine di organizzazioni internazionali, proprio come avviene in democrazia.

sabato 19 gennaio 2019

Spaventosa futura distruzione del Bacino dei Caraibi

Mentre il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro delle truppe dal Medio Oriente Allargato, il Pentagono prosegue invece la messa in atto del piano Rumsfeld-Cebrowski. Adesso tocca agli Stati del Bacino dei Caraibi essere distrutti. Non si tratta, come negli anni Settanta, di rovesciare regimi filo-sovietici, ma di annientare le strutture statali della regione, senza distinzioni di amici e nemici politici. Thierry Meyssan segue la preparazione di questa nuova serie di guerre.
| Damasco (Siria)
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In una serie di articoli precedenti abbiamo presentato il piano del SouthCom per provocare una guerra tra latino-americani e distruggere le strutture statali degli Stati del Bacino dei Caraibi [1].
Preparare questa guerra, che nella strategia Rumsfeld-Cebrowski dovrebbe seguire i conflitti del Medio Oriente Allargato, richiede un decennio [2].
Dopo un periodo di destabilizzazione economica [3] e di preparazione militare, l’operazione vera e propria dovrebbe iniziare nei prossimi anni, con un attacco al Venezuela da parte di Brasile (sostenuto da Israele), Colombia (alleata degli Stati Uniti) e Guyana (ossia il Regno Unito). Dopo di che dovrebbe toccare a Cuba e Nicaragua: la «troika della tirannia», secondo John Bolton.
Il piano iniziale potrebbe però subire modificazioni per il riaccendersi delle ambizioni imperiali del Regno Unito [4], che potrebbe condizionare il Pentagono.
Ecco il punto della situazione:

domenica 25 febbraio 2018

America Latina, Unione Europea e ingerenza

15 febbraio 2018

di João Pimenta Lopes, deputato europeo del PCP (GUE/NGL)

parlamentoeuda avante.pt
Traduzione di Marx21.it
La natura capitalista dell'Unione Europea, le sue ambizioni imperialiste, determinano le sue pretese di ingerenza in paesi terzi su scala globale. L'UE insiste per imporre la propria retorica moralista, per esercitare pressione, ricattare, sanzionare, aggredire paesi sovrani che affrontano i suoi interessi e sottometterli. L'America Latina è un tema ricorrente, nel contesto delle discussioni nel Parlamento Europeo (PE), in quanto cinghia di trasmissione delle potenze europee, non solo attraverso la discussione, ma anche attraverso l'omissione.

Nell'ultima sessione plenaria del PE si è tenuta una discussione sulla situazione in Colombia, dove la destra ha cercato di sferrare un attacco serrato alle forze progressiste, in particolare alle FARC, l'unica parte firmante l'Accordo di Pace impegnata nella sua scrupolosa osservanza. Già nella prossima sessione, la destra ha preteso di discutere di Cuba, nella sua strategia di indebolimento dell'Accordo di Cooperazione e Dialogo, firmato l'anno scorso, anticipando la riunione tra UE e Cuba, allo scopo di dare continuità alla politica di embargo e isolamento del popolo cubano.