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martedì 3 aprile 2018

controstoria di Saddam Hussein.


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Di Leonardo Olivetti

Quando si parla dell’Iraq contemporaneo non si può fare a meno di pensare alla controversa figura di Saddam Hussein. Il Raìs iracheno è uno dei massimi oggetti di demonizzazione dell’Occidente, accusato di ogni sorta di crimine e usato come archetipo della tirannide. Ma alle costruzioni propagandistiche degli agiografi dell’imperialismo americano, non corrispondono i fatti; Saddam Hussein fu uno dei più geniali e lungimiranti leader mediorientali degli ultimi anni, capace di guidare un paese dalla rovina alla prosperità, di non arrendersi alle minacce e all’arroganza stranieri, per nulla responsabile di quelle “atrocità” tanto vilmente accostate alla sua figura.

Quando Saddam Hussein prese in mano le redini del paese mediorientale, aveva di fronte a sé una situazione molto deteriorata, insicura e sottosviluppata economicamente, culturalmente e socialmente. Il Raìs iracheno risollevò l’Iraq dalla miseria, creando un regime prospero e culturalmente avanzato. L’alfabetizzazione, nel 1973, era solo il 35%; solo nove anni più tardi, le Nazioni Unite dichiararono l’Iraq “libero dall’analfabetismo”, con una popolazione alfabetizzata superiore al 90%, ed una percentuale del 100% di giovani che andavano a scuola. Due anni dopo, nel 1984, le stesse Nazioni Unite ammisero che “il sistema educativo dell’Iraq è il migliore mai visto in un paese in via di sviluppo”. Il sistema scolastico iracheno era anche tra i migliori al mondo per qualità; il tasso di studenti promossi era maggiore che negli altri paesi arabi, e il governo di Saddam, dal 1970 al 1984, spese solo per l’educazione il 6% del PIL, pari al 20% del reddito annuo del paese. In pratica, il governo di Baghdad spese per ogni singolo studente circa 620$, una cifra altissima per un paese in via di sviluppo. E questo dopo che Saddam Hussein era l’uomo forte di Baghdad da solo un decennio. Più tardi, dal 1976 al 1986, gli studenti delle scuole elementari crebbero del 30%, le studentesse femmine del 45%, sintomo della crescente emancipazione femminile, e il numero delle ragazze che studiavano era il 44% del totale, quasi in parità con il sesso maschile. Un altro risultato del fervore culturale importante nell’Iraq di Saddam Hussein è quello ottenuto nell’ambito universitario; l’Università di Baghdad, fondata nel 1957, ebbe oltre 33 mila studenti tra il 1983 e il 1984, l’Istituto Tecnico oltre 34 mila, l’Università di Mustansirya oltre 11 mila. Queste cifre altissime, che manifestano la fioritura culturale dell’Iraq ba’athista, portarono il New York Times, nel 1987, a battezzare Baghdad come “la Parigi del Medio Oriente”.

martedì 19 dicembre 2017

HANNO SFIDATO ISRAELE…E SONO MORTI

13 marzo 2013

2004: YASSER ARAFAT (PALESTINA)

Il carismatico e simpatico leader del popolo palestinese (oppresso per lungo tempo da Israele) conquistò la simpatia di molti leader mondiali. Venne probabilmente avvelenato da agenti israeliani.

mercoledì 12 aprile 2017

USA, 31 anni di raid punitivi: una lunga storia dallla Libia alla Siria

Quella decisa da Donald Trump contro la Siria è l'ennesima ritorsione della Casa Bianca, nel suo ruolo di 'gendarme del mondo'
George W. Bush, 43esimo presidente degli Stati Uniti, certamente tra i più 'interventisti'
Quella compiuta dall'amministrazione Trump in Siria è l'ennesima ritorsione decisa da Washington nei confronti di uno Stato sovrano. Dal 1986 ad oggi, da quasi 31 anni, gli Stati Uniti d'America intervengono puntualmente nel mondo con 'raid punitivi'. Una lunga storia che inizia esattamente il 14 aprile del 1986 con la Libia. Quel giorno, l'amministrazione della Casa Bianca guidata da Ronald Reagan tentò di uccidere il presidente Mu'ammar Gheddafi. Il nome in codice dell'operazione fu "El Dorado Canyon", ed aveva ufficialmente lo scopo ( LA SCUSA) di vendicare un attentato MAI commesso da "terroristi libici" alla discoteca 'La Belle' di Berlino, notoriamente frequentata da militari americani. Il leader libico sfuggì al raid in cui morì una delle sue figlie adottive. Il giorno successivo, il governo di Tripoli rispose lanciando due missili verso il territorio italiano, obiettivo l'isola di Lampedusa,( ALTRO FALSO, I MISSILI NON ERANO LIBICI)  che precipitarono in mare prima di colpire il bersaglio. Dal Nord Africa all'America Centrale, più di tre anni dopo. Era il 20 dicembre 1989 quando Ronald Reagan, in uno dei suoi ultimi atti, decretò l'invasione di Panama per deporre il presidente Manuel Noriega.

venerdì 3 febbraio 2017

Controstoria di Saddam Hussein e Muammar Gheddafi

12 agosto 2014

Senza la minima volontà di "assolvere" o peggio "mitizzare" due Leader , possiamo sicuramente affermare che l'immagine che hanno di loro i cittadini occidentali - costruita attraverso la propaganda mediatica - è senza dubbio peggiore di quella reale.

Premesso che per giudicare un governo è necessario 'contestualizzare', cioè tenere in considerazione la situazione socio-politica, culturale ed economica del posto, possiamo affermare con tranquillità che le condizioni di vita in Iraq e in Libia, quando i paesi erano gestiti dai due Leader erano molto migliori di quanto comunemente ed erroneamente creduto. In entrambi i paesi c'era un certo grado di benessere ed era presente un discreto welfare; infatti erano benvoluti dalla maggioranza dei cittadini.

martedì 17 settembre 2013

Casa Bianca: bugie di guerra #Libia #Siria

7 settembre 2013
di Stefania Elena Carnemolla

La BBC non è più quella di una volta, ormai perde colpi come un velivolo di guerra bucherellato dalle raffiche della contraerea. Dicevano di al Jazeera, l’emittente televisiva del Qatar, megafono delle rivolte del mondo arabo, ma la BBC l’ha superata, quanto a bugie. Da quando l’opinione pubblica occidentale s’è invaghita delle fallimentari primavere arabe, non c’è bugia di guerra, bufala, in gergo, che non faccia breccia, toccando il cuore di chi sospira fra un Tweet e un video di YouTube, prendendo come oro colato tutto ciò che arriva da quelle parti.

Le bugie di guerra, si sa, servono ai parlamenti e ai governi per imbarcarsi in guerre ambiziose camuffate d’altro e predisporre in questo senso l’opinione pubblica.

lunedì 18 marzo 2013

Chimere atlantiste

Pubblicato il: 24 marzo, 2012
Analisi / Cultura | Di Fabio Falchi

Chimere atlantiste

In un articolo pubblicato il 20 marzo scorso, Manlio Dinucci, uno dei pochi giornalisti degni di questo nome, ha voluto ricordare come sia stato passato «sotto silenzio il fatto che un anno fa, il 19 marzo, iniziava il bombardamento aeronavale della Libia, formalmente “per proteggere i civili”. In sette mesi, l’aviazione Usa/Nato effettuava 30mila missioni, di cui 10mila di attacco, con impiego di oltre 40mila bombe e missili». (1) Facendo leva sulla tradizionale ostilità della Cirenaica nei confronti della Tripolitania e sulle divisioni tra le differenti tribù libiche, gli anglofrancesi, con il consenso e l’appoggio di Washington (che dirigeva l’intera operazione, come ha esplicitamente dichiarato l’ambasciatore statunitense presso la Nato) infiltravano forze speciali nel Paese, in particolare islamisti al soldo del Qatar, per metter fine alla Giamahiria, all’esistenza cioè di uno Stato sovrano, socialista e popolare, con un Welfare che non aveva nulla da invidiare al “modello sociale” europeo (quello, per intendersi, che i “mercati” stanno distruggendo, al fine di imporre la nuova modernizzazione “made in Usa”).

martedì 23 ottobre 2012

Secondo qualcuno non è morto Gheddafi, ma un sosia: ecco il dossier.

Clicca per ingrandireAnche con Gheddafi la colossale macchine della menzogna globale, ovvero quella della maggior parte dei media ufficiali, ha fatto la sua parte. E, come al solito, ha manipolato molto male l'evento, in maniera veramente dilettantistica. Tutti i media televisivi e cartacei hanno fatto vedere il volto insanguinato di Gheddafi. Una cosa veramente di cattivo gusto, ma sembra che alla gente piace molto il sangue.
Poniamoci queste domande:
come poteva un massone di altissimo livello molto ben informato come Muammar Gheddafi essere così ingenuo a fare una telefonata con un telefono satellitare ai suoi familiari sapendo che tutta l'area era monitorata dai satelliti spia statunitensi?