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martedì 20 febbraio 2018

Guerra in Libia, cosa accadde in quella riunione a porte chiuse che trascinò l'Italia in guerra


L'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'ex premier Silvio Berlusconi
L'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'ex premier Silvio Berlusconi (ANSA/ETTORE FERRARI)

Le rivelazioni di Guido Crosetto, allora sottosegretario alla Difesa, al Fatto permettono di ricostruire la riunione convocata da Napoletano che diede inizio all'intervento italiano

ROMA - Era il 17 marzo 2011, e, in una sala del Teatro dell'Opera a Roma, le principali cariche politiche italiane erano riunite per affrontare una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese e, forse, dell'Occidente in generale: la guerra in Libia. Una pagina non solo drammatica, ma fino a qualche giorno fa ancora coperta da un velo di mistero, perlomeno per quanto concerne la rocambolesca entrata in guerra del nostro Paese. Inizialmente contrario all'intervento, ma poi costretto ad accodarsi a seguito delle pressioni internazionali e per la necessità strategica di non farsi isolare dall'attivismo francese e britannico.

sabato 19 agosto 2017

Libia e Gheddafi: le colpe di Napolitano, Berlusconi, La Russa e Frattini


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Di Giancarlo Marcotti Sabato 12 Agosto alle 12:34
Premessa: rivendico, per esser stato uno dei pochissimi a schierarsi, immediatamente e con foga, contro i bombardamenti della Libia, di poter commentare, ed in maniera autorevole, i retroscena svelati di recente dall'ex Presidente della Repubblica sull'adesione del nostro Paese alla guerra contro un Paese sovrano come la Libia. Mi riferisco in particolare a quel "Consiglio di guerra" informale tenutosi il 17 marzo del 2011 al Teatro dell'Opera a margine delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia al quale parteciparono l'ex Presidente Giorgio Napolitano, l'ex Premier Silvio Berlusconi, l'ex Ministro della difesa Ignazio La Russa, l'ex Ministro degli Esteri Franco Frattini oltre al consigliere diplomatico Bruno Archi.
Fu quello un modo ignobile di festeggiare l'Unità d'Italia visto che l'art. 11 della nostra Costituzione recita: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

venerdì 8 novembre 2013

LASCIATE IN PACE NURI AHUSAIN! VIVA GHEDDAFI! VIVA MANDELA!

13 ottobre 2013
Nuri Ahusain Shahib Ali, presidente della Lega Studenti Libici in Italia veniva arrestato il 27 maggio 2011, da Digos e Ucigos: su richiesta dei terroristi e dei mafiosi “bengasini” e “misuratini” protetti dall’intelligence militare italiana&C. e avallata de facto dall’Eni di Scaroni e dal “Boldriname” diffuso? E sennò da Chi?.
L’accusa, formulata dall’ambiente giudiziario-poliziesco perugino, compromessosi nella vicenda Meredith Kercher (oggi si scopre che il ramo ‘scientifico’ dei carabinieri, il ROS, ha ‘trovato’ tracce di DNA di Amanda Knox, fatta scarcerare su ordine di Hillary Clinton), era che Nuri Ahusain Shahib avrebbe dovuto guidare “l’assalto”, in realtà la liberazione, dell’ambasciata libica di Roma, l’Ufficio Popolare di via Nomentana, occupata illegalmente dai golpisti-terroristi sostenuti dalle fogne governative romane contro Gheddafi e contro la Moneta Sovrana Africana.

venerdì 4 ottobre 2013

Aiuti agli insorti

giovedì 21 aprile 2011
Marco Cedolin


Già prima che l'insurrezione infiammasse la Cirenaica, manipoli di truppe scelte occidentali, con alla testa gli inglesi dei SAS, operavano segretamente in loco, con lo scopo di addestrare ed organizzare militarmente le fila dei ribelli.
Contemporaneamente, in maniera non ufficiale, alcuni paesi occidentali, Francia e Gran Bretagna in primis, rifornivano gli insorti di armi ed automezzi che avrebbero dovuto consentire loro di marciare vittoriosamente fino a Tripoli.
Ora che la guerra civile in Libia si trascina da settimane, senza che gli insorti abbiano guadagnato metri di terreno o credibilità, nonostante la copertura aerea e la propaganda mediatica gentilmente offerte dall'occidente, s'impone un cambio di strategia.
I paesi occidentali inviano ufficialmente elementi di spicco dei propri eserciti, con il compito di addestrare gli insorti e perfino l'Italia, come annunciato ieri dal ministro La Russa, provvederà a mandare in Libia 10 istruttori militari, nella speranza di trasformare i manipoli di ribelli in rotta, in un'armata senza paura che provveda alla cacciata di Gheddafi......Allo stesso scopo, su richiesta di un fantomatico governo ombra denominato pomposamente Consiglio nazionale degli insorti e prontamente riconosciuto come legittimo dal nostro paese, alcuni stati occidentali stanno apprestandosi a rendere ufficiale anche il rifornimento di armi e mezzi contro pagamento in petrolio, che prima avveniva segretamente, facendolo diventare ovviamente più copioso.

martedì 17 settembre 2013

Casa Bianca: bugie di guerra #Libia #Siria

7 settembre 2013
di Stefania Elena Carnemolla

La BBC non è più quella di una volta, ormai perde colpi come un velivolo di guerra bucherellato dalle raffiche della contraerea. Dicevano di al Jazeera, l’emittente televisiva del Qatar, megafono delle rivolte del mondo arabo, ma la BBC l’ha superata, quanto a bugie. Da quando l’opinione pubblica occidentale s’è invaghita delle fallimentari primavere arabe, non c’è bugia di guerra, bufala, in gergo, che non faccia breccia, toccando il cuore di chi sospira fra un Tweet e un video di YouTube, prendendo come oro colato tutto ciò che arriva da quelle parti.

Le bugie di guerra, si sa, servono ai parlamenti e ai governi per imbarcarsi in guerre ambiziose camuffate d’altro e predisporre in questo senso l’opinione pubblica.

domenica 30 giugno 2013

CHI VOLEVA LA MORTE DI GHEDDAFI? Scritto da: Gianni Petrosillo (14/06/2013)

 

CHI VOLEVA LA MORTE DI GHEDDAFI?  Scritto da: Gianni Petrosillo (14/06/2013)
Chi voleva Gheddafi morto? Noi, cioè la Nato, ovvero l’aggregazione dei Paesi democratici che esporta la libertà e la civiltà coi bombardamenti e le esecuzioni mirate. Portatori di droni di pace in ogni angolo del pianeta.
L’Italia, che fino al primo raid, in quel fatidico marzo del 2011, era stata amica e partner della Libia, in un interessante quadrangolare geopolitico nel mediterraneo, con Russia ed Algeria (e in un secondo momento anche la Turchia, interessata al progetto di gasdotto South Stream, di cui Roma era titolare con una partecipazione maggioritaria) si schierò con francesi, inglesi ed americani (in ordine inverso di aggressività) per eliminare il dittatore.

sabato 16 febbraio 2013

La Libia aggredita per favorire Israele.

di Corrado Belli

Si scopre che anche Israele ha aveva tanto bisogno che la Libia venisse aggredita, uno dei tanti motivi validi oltre al Petrolio e altri risorse che si trovano nel sottosuolo della Libia, ..esatto.. l’ACQUA, la Libia ha una immensa riserva di acqua nel suo sottosuolo, con i ricavati dalla vendita del Petrolio e altre risorse commerciali aveva quasi ultimato il progetto che da decenni porta avanti per rendere il deserto in una terra fertile per poter vendere i suoi prodotti a tutta l’Africa senza che ci sia stato bisogno di "aiuti umanitari" all’Americana o all’Inglese come Francese, naturalmente sarebbe stato un duro colpo per Israele non poter fare affaroni con gli stati Africani alla quale gli è stato pure negato il far da sé nell’agricoltura, naturalmente imposto dalla Monsanto.

domenica 25 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.3.3

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)
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  • Libia – Notizie da Zawiya
    [10.10.2011]
ALGERIA ISP / Secondo il sito Zangetna ieri, l’ospedale di Zawiya ha ricevuto 30 corpi di ribelli uccisi sul fronte di Bani-Walid.
Quando i ribelli di Zawiya hanno visto i corpi, si sono diretti direttamente alla prigione di Godaúm e si sono vendicati, uccidendo 30 prigionieri fedeli a Gheddafi e gettando i loro corpi sulla strada.
Lo stesso giorno, l’arrivo all’ospedale di Zawiya di un gran numero di vittime di ribelli portati dal fronte da sei ambulanze.
Durante l’arrivo dei ribelli morti e feriti in ospedale, c’era un volontario fedele a Gheddafi portato per le cure, una volta che hanno visto l’arrivo dei 30 corpi di ribelli, si sono vendicati uccidendolo a bruciapelo davanti ad un suo amico, quest’ultimo ha avuto un attacco di cuore ed è attualmente in terapia intensiva.
I ribelli hanno trascorso la giornata visitando la città in auto con altoparlanti chiedendo alle persone di donare sangue a causa dell’aumento del numero di feriti.
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martedì 28 agosto 2012

La guerra dell' Italia alla Libia : una sporca faccenda.


L’italianissimo Alessandro Londero, titolare della “Hostessweb“, con un gruppo di volontari il 4 Agosto scorso era a Zlitan, a riprendere con la sua videocamera gli edifici della città libica, a 150 km da Tripoli, distrutti dall’aviazione di Unified Protector.
Il 7, assieme ai suoi collaboratori sarà a Tripoli.
Non potrà quindi fornire una documentazione degli effetti del secondo bombardamento della NATO sui quartieri di recente costruzione, che ospitano la metà della popolazione locale che ha raggiunto i 200.000 residenti, né partecipare a disseppellire dalle macerie i corpi di 85 tra anziani, donne e bambini colpiti in una località (Majer) a un tiro di sputo da Zlitan che verranno composti in sacchi di plastica e allineati dai soccorritori a fianco di una moschea.