Translate

Visualizzazione post con etichetta acqua fossile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta acqua fossile. Mostra tutti i post

giovedì 22 novembre 2018

I distruttori della Libia ora «per la Libia»

Dopo il fallimento di Emmanuel Macron nella ricerca di una soluzione alla crisi libica, ora è la volta di Giuseppe Conte di fare un tentativo. Roma è favorita rispetto a Parigi, dal momento che gode del sostegno della Casa Bianca. Tuttavia, ci sono poche possibilità che si pervenga a un qualsivoglia risultato: le “buone fatine” di oggi non sono altro che i lupi che ieri hanno divorato la Libia.
| Roma (Italia)
français  română  Português  Türkçe  English  Deutsch  norsk 

JPEG - 18.7 Kb
Una mezzaluna (simbolo dell’islamismo) raffigurata come uno stilizzato emisfero che, affiancato da una stella e le parole «for/with Libya» (per/con la Libia), rappresenta «un mondo che vuole porsi dalla parte della Libia»: è il logo della «Conferenza per la Libia» promossa dal governo italiano, come evidenzia il tricolore nella parte inferiore della mezzaluna/emisfero.

lunedì 6 agosto 2018

La distruzione della Libia e la privatizzazione dell'acqua

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare
La distruzione della Libia e la privatizzazione dell'acqua
a cura di Enrico Vigna
 
 I libici la chiamavano l'ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il "cane rabbioso", nel 1991, aveva profeticamente detto, a proposito della più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:
 
“Dopo questo risultato, le minacce americane contro la Libia raddoppieranno. Gli Stati Uniti inventeranno delle scuse, ma la vera ragione sarà la volontà di fermare questo progetto, per tenere il popolo libico assoggettato”.
 
 
Il sogno di Gheddafi
 
Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare. Nel 1953 la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi nei deserti del sud della Libia ha portato alla scoperta non solo di riserve petrolifere importanti, ma anche di grandi quantità di acqua dolce negli strati profondi del sottosuolo. Delle quattro antiche falde acquifere che sono state scoperte, ognuna aveva capacità stimate tra i 4.800 e i 20.000 chilometri cubi. La maggior parte di questa acqua si è raccolta nelle falde in un arco temporale stimabile tra 38.000 e 14.000 anni fa, anche se alcune sacche sono da ritenersi solo di 7.000 anni.

lunedì 26 marzo 2018

Libia, sette anni di sventura Nato

20.03.2018 - Manlio Dinucci
Libia, sette anni di sventura Nato
Sette anni fa, il 19 marzo 2011, iniziava la guerra contro la Libia, diretta dagli Stati uniti prima tramite il Comando Africa, quindi tramite la Nato sotto comando Usa. In sette mesi, venivano effettuate circa 10.000 missioni di attacco aereo con decine di migliaia di bombe e missili.
A questa guerra partecipava l’Italia con cacciabombardieri e basi aeree, stracciando il Trattato di amicizia e cooperazione tra i due paesi.
Già prima dell’attacco aeronavale, erano stati finanziati e armati in Libia settori tribali e gruppi islamici ostili al governo, e infiltrate forze speciali, in particolare qatariane.
Veniva così demolito quello Stato che, sulla sponda sud del Mediterraneo, registrava «alti livelli di crescita economica e alti indicatori di sviluppo umano» (come documentava nel 2010 la stessa Banca Mondiale). Vi trovavano lavoro circa due milioni di immigrati, per lo più africani.

sabato 7 ottobre 2017

Libia, la grande spartizione del dopo Gheddafi

04.08.2016 - Manlio Dinucci
Libia, la grande spartizione del dopo Gheddafi
(Foto di www.atacama.it)
Petrolio, immense riserve d’acqua, miliardi di fondi sovrani. Il bottino sotto le bombe
«L’Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia»: questo il comunicato diffuso della Farnesina il 1° agosto.
Alla «pace e sicurezza in Libia» ci stanno pensando a Washington, Parigi, Londra e Roma gli stessi che, dopo aver destabilizzato e frantumato con la guerra lo Stato libico, vanno a raccogliere i cocci con la «missione di assistenza internazionale alla Libia». L’idea che hanno traspare attraverso autorevoli voci. Paolo Scaroni, che a capo dell’Eni ha manovrato in Libia tra fazioni e mercenari ed è oggi vicepresidente della Banca Rothschild, ha dichiarato al Corriere della Sera che «occorre finirla con la finzione della Libia», «paese inventato» dal colonialismo italiano. Si deve «favorire la nascita di un governo in Tripolitania, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi», spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obiettivo di federarsi nel lungo periodo. Intanto «ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche», presenti in Tripolitania e Cirenaica.

martedì 8 novembre 2016

Perchè hanno ucciso Gheddafi 2.0

Oggi risulta difficile guardare con ottimismo tanto al futuro del progetto quanto a quello del popolo libico. Per la loro democrazia dovevano eliminare quel "cattivo dittatore" che sognava di dare acqua gratis a tutti per mille anni, a quel "cane rabbioso" che voleva rendere verde come la bandiera della Libia il deserto più arido al mondo, ed oggi, dopo le bombe di pace, dopo la morte di Mu'Ammar Gheddafi, la Libia è un inferno, e l'Africa ed il medioriente intero hanno perso quello straccio di stabilità che il Rais riusciva, nonostante tutto, a garantire.

giovedì 11 agosto 2016

Libia, la grande spartizione

5 agosto 2016

Petrolio, immense riserve d’acqua, miliardi di fondi sovrani. Il bottino sotto le bombe
libia_3
Manlio Dinucci
«L’Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia»: questo il comunicato diffuso della Farnesina il 1° agosto.

domenica 17 aprile 2016

I predatori della Libia

11 aprile 2016, da Manlio Dinucci 


«La Libia deve tornare a essere un paese stabile e solido», twitta da Washington il premier Renzi, assicurando il massimo sostegno al «premier Sarraj, finalmente a Tripoli». Ci stanno pensando a Washington, Parigi, Londra e Roma gli stessi che, dopo aver destabilizzato e frantumato con la guerra lo Stato libico, vanno a raccogliere i cocci con la «missione di assistenza internazionale alla Libia».
L’idea che hanno traspare attraverso autorevoli voci. Paolo Scaroni, che a capo dell’Eni ha manovrato in Libia tra fazioni e mercenari ed è oggi vicepresidente della Banca Rothschild, dichiara al Corriere della Sera che «occorre finirla con la finzione della Libia», «paese inventato» dal colonialismo italiano. Si deve «favorire la nascita di un governo in Tripolitania, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi», spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obiettivo di federarsi nel lungo periodo. Intanto «ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche», presenti in Tripolitania e Cirenaica.

mercoledì 4 novembre 2015

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare.

I libici la chiamavano l'ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il "cane rabbioso" nel 1991 aveva profeticamente detto circa la più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:



martedì 8 settembre 2015

Acqua “privata” in Africa: la lotta della Nigeria contro la Banca Mondiale

Il nuovo colonialismo in Africa non sta solo derubando il continente delle terre, si sta anche impadronendo delle risorse primarie, tra cui l’acqua. I fondi della Banca Mondiale sono legati a doppio filo alle privatizzazioni e molti governi ormai, corrotti o con il cappio al collo, condannano le popolazioni a una nuova schiavitù.
di Redazione - 13 Agosto 2015

Non bastavano il Mali, il Sud Africa (6 Corporation hanno contratti), il Ghana (dove dopo la privatizzazione il costo dell’acqua è aumentato del 95% e un terzo della popolazione non ha accesso ad acqua pulita), la Namibia. Ora la Banca Mondiale preme sulla Nigeria per permettere a una partnership pubblico-privata di mantenere e ampliare la gestione dell’erogazione dell’acqua aumentandone i costi. Ma la popolazione si sta opponendo con tutte le sue forze. La capitale Lagos, che conta 21 milioni di abitanti, è il “boccone” che le Corporations si sono servite in tavola e bramano il resto della preda.

domenica 12 aprile 2015

In Libia, i laghi di Ubari in un mare di sabbia

Il laghi di Ubari è una vasta area di imponenti dune di sabbia nella regione del Fezzan nel sud-ovest della Libia. Ma 200.000 anni fa, questa era una zona umida e fertile con un sacco di pioggia e fiumi. Questi fiumi erano alimentati da un vasto lago, della dimensione equivalente alla Repubblica ceca, nel bacino del Fezzan chiamato lago Megafezzan. Durante i periodi umidi il lago ha raggiunto una dimensione massima di 120.000 chilometri quadrati. Il cambiamento climatico ha causato, nella regione, in una parte del Sahara, il prosciugamento graduale, e tra i 3.000 e 5.000 anni fa, il lago era evaporato via nel nulla. Esistono ancora tracce di questo grande lago oggi in forma di micro laghi sparsi tra le dune altissime come patch umide nel deserto. Attualmente ci sono circa 20 laghi nel mare di sabbia Ubari – belle oasi di palme che appaiono come anomalie nell’ambiente desertico duro.

domenica 8 marzo 2015

Verita' scomode

Pubblicato: Venerdì, 27 February 2015 09:22
Scritto da Nicola Gottardi

Sembra impossibile da capire per noi occidentali, ma Al Kattafy e' stato anche "guida" di un governo che ha tentato di dare la Democrazia, con pieni Diritti, a tutti gli abitanti e di risollevare e unire l'Africa .



Cose che i nostri governanti, spacialmente gli oligarchi massonico-finanziari, non gradirono.
Tra i suoi successi , anche l'estrazione ( e la distribuzione) di acqua fossile, trovata sotto il deserto nell'interno della Libia, con conseguente diritto degli abitanti al terreno agricolo. Acquedotto pagato con la nazionalizazione del petrolio, cosa invisa a statunitensi e francesi.
Il governo precedente , infatti, viveva a Roma con i soldi ricevuti dagli USA per sfruttare il sottosuolo Libico.

mercoledì 23 luglio 2014

PRATICAMENTE SCONOSCIUTE IN OCCIDENTE: LE RISORSE D’ACQUA LIBICHE

Postato il Venerdì, 25 marzo 2014 @ 04:40:00 GMT di davide
FONTE: RICHARD POOR’S BLOG

Il Progetto Grande Fiume Artificiale Libico, 1 Settembre 2010

…Nel 1960 durante un’esplorazione petrolifera nel profondo sud del deserto Libico, vaste riserve di acqua di alta qualità furono scoperte sotto forma di falde acquifere. …

…In Libia ci sono quattro grandi bacini sotterranei, e cioè il bacino di Kufra, il bacino di Sirte, il bacino di Morzuk e quello di Hamada, di cui i primi tre messi insieme contengono una riserva di 35.000 chilometri cubi di acqua. Queste vaste riserve offrono una quantità quasi illimitata di acqua per il popolo libico.

lunedì 23 dicembre 2013

La Libia " liberata" va in pezzi

Prima a staccarsi da Tripoli potrebbe essere la Cirenaica. Ma scalpitano anche i berberi e la città-stato di Misurata. Per non parlare degli ultrà islamici...
18-12-20139:08
di Fausto Biloslavo
La Libia si sta dissolvendo. La Cirenaica, regione orientale del paese grande 820 mila chilometri quadrati (Italia: 301 mila), è la prima che potrebbe staccarsi da Tripoli. A novembre è nato un autoproclamato governo, non riconosciuto da Tripoli. Il «premier» cirenaico Abd al-Rabu al-Barassi ufficialmente rivendica solo una forte autonomia federalista, però la vera partita secessionista si gioca sulle risorse energetiche. Non a caso, il 10 novembre è nata la Libya oil and gas corp, per vendere autonomamente gli idrocarburi locali (60 per cento delle risorse libiche). Il governo centrale ha minacciato di bombardare qualsiasi petroliera che si avvicini alle coste senza l’autorizzazione di Tripoli.

martedì 3 dicembre 2013

Libia, acqua dolce sotterranea grande come la Germania

Venerdì 25 Marzo 2011, 15:00
di Paolo della Sala
L'ignoranza genera mostri e produce miseria. L'Italia dei reality show non è diversa da quella che spediva agricoltori nel deserto libico ai tempi della colonizzazione. Abbiamo partecipato con successo all'estrazione dell'oro nero della Libia, ma abbiamo ignorato l'uranio che si trova nel suo deserto, vicino al Ciad, mentre i francesi ci stavano lavorando, prima di pensare -forse- di prendersi tutta la miniera (del resto la Francia già controlla l'uranio del Ciad).

Inoltre i nostri politici, imprenditori, scienziati ignorano o non hanno saputo comunicare che la Libia è ricchissima di acqua, l'oro blu, un tesoro prezioso quanto il petrolio. Invece -mentre lo studio della storia e della geografia nelle nostre scuole è giunto al grado zero- altrove il sistema scientifico-industriale-militare funziona anche troppo bene.

lunedì 2 dicembre 2013

Il Grande Fiume Fatto dall'Uomo

lunedì, aprile 02, 2007
Posted by Ugo Bardi

Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.

Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.

sabato 16 febbraio 2013

La Libia aggredita per favorire Israele.

di Corrado Belli

Si scopre che anche Israele ha aveva tanto bisogno che la Libia venisse aggredita, uno dei tanti motivi validi oltre al Petrolio e altri risorse che si trovano nel sottosuolo della Libia, ..esatto.. l’ACQUA, la Libia ha una immensa riserva di acqua nel suo sottosuolo, con i ricavati dalla vendita del Petrolio e altre risorse commerciali aveva quasi ultimato il progetto che da decenni porta avanti per rendere il deserto in una terra fertile per poter vendere i suoi prodotti a tutta l’Africa senza che ci sia stato bisogno di "aiuti umanitari" all’Americana o all’Inglese come Francese, naturalmente sarebbe stato un duro colpo per Israele non poter fare affaroni con gli stati Africani alla quale gli è stato pure negato il far da sé nell’agricoltura, naturalmente imposto dalla Monsanto.

giovedì 20 dicembre 2012

Un progetto grandioso per l’acqua nei villaggi della Libia

Un progetto grandioso per l’acqua nei villaggi della Libia[18.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks


Il grande fiume artificiale, il più grande e ambizioso progetto della Jamahiriya, è una rete di condotte che rifornisce aree che prima ne erano prive e la parte settentrionale industriale, dell’acqua potabile più pura della Libia attraverso serbatoi di acque sotterranee dalle oasi, situate nella parte meridionale del paese. Secondo gli esperti indipendenti, è il più grande progetto di ingegneria del mondo attualmente esistente. Misconosciuto progetto, dovuto al fatto che i media occidentali difficilmente hanno riferito su di esso, e nel frattempo, il progetto è giunto al costo di costruzione più grande del mondo: il progetto al termine costerà 25 miliardi di dollari.

mercoledì 3 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.2

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)


___________________________________________________________________
Libyan dinar: Libya: newly-printed bank notes flown by the RAF into Libya still bear the image of Colonel GaddafiLa Royal Air Force ha consegnato tonnellate di banconote nuove di zecca della banca libica alla roccaforte ribelle di Bengasi, questo mercoledì sera per contribuire a pagare i lavoratori pubblici e far ripartire l’economia del paese.

lunedì 11 giugno 2012

il grande fiume artificiale

Il “Nubian Sandstone Aquifer System” - (ANS), il più grande sistema riserva di acqua fossile del mondo, accumulatasi in milioni di anni e non rinnovabile, si trova sotto quattro paesi del Nord Africa - Ciad, Egitto, Sudan e Libia.
E in effetti, la Surah 2 del Corano, al versetto 74, recita:
“Fra tante rocce ve ne sono alcune da cui sgorgano ruscelli; da altre, quando vengono spaccate sprizza l’acqua.”
In buona sostanza, sono tre i principali bacini acquiferi che si trovano sotto il Sahara, l’ANS è il più grande, e si stima contenga circa 375.000 km cubi di acqua.
Questa riserva interessa due milioni di chilometri quadrati: siamo in presenza di un oceano di acqua sotto il deserto, pronto per essere impiegato per l’irrigazione, il consumo umano, lo sviluppo, e per altri usi. Ai tassi di consumo del 2007, questa riserva potrebbe durare per 1.000 anni. Gheddafi definisce l’ANS come l’“Ottava Meraviglia del Mondo”.