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sabato 17 marzo 2018

La repressione dell'esercito italiano durante la nuova occupazione della Libia

1911 Trattato di Losanna: a conclusione della guerra italo/turca, la Libia restava sotto l'autorità formale della Turchia che demandava alla amministrazione italiana la sua autorità sulla fascia costiera tra Zuara e Tobruk.

1913 influenza italiana estesa a tutto il Gebel tripolino con la scusa di prevenire possibili rivolte.

1914 la resistenza libica costringe gli italiani a ripiegare sulla costa.

1921 discreto stato di pacificazione creato il governatorato di Tripolitania (Volpi)

1927 governatorato di Cirenaica (governatore Teruzzi)

1929 Badoglio governatore unico delle province di Tripolitania e Cirenaica. Attacchi di capi senussiti guidati da Omar el Muktar, simbolo della resistenza cirenaica, nei confronti delle nostre truppe.

1930 Graziani vice governatore a Bengasi. Repressione violentissima (deportazioni, esecuzioni, confino). Viene rioccupato l'entroterra tra Bengasi e Tobruk. Viene costruito un reticolato di 270 km da Giarba a Giarabub atto a impedire che dall'Egitto arrivassero rifornimenti di armi, munizioni e cibo ai ribelli senussiti.

mercoledì 17 febbraio 2016

I ribelli del Darfur combattono in Libia

12 febbraio 2016

Il Ministero degli Esteri del Sudan sostiene che dei gruppi ribelli del Darfur sono coinvolti nel conflitto libico e li ha accusati di cercare di raggiungere i propri interessi personali.

"Il Ministero degli Esteri sudanese condanna con la massima fermezza gli attacchi contro la città di Kufra da parte del cosiddetto Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) ed il Movimento per la Liberazione del Sudan (SLM)," ha affermato il portavoce del ministero Ali al-Sadiq in una dichiarazione rilasciata giovedì.

Al-Sadiq ha, ulteriormente, condannato "coloro che stanno dietro a questi gruppi e a cui forniscono denaro e armi per minacciare la pace e la sicurezza (in Sudan) e per servire i (loro) interessi ed ambizioni personali".

giovedì 11 febbraio 2016

I crimini dimenticati del colonialismo italiano in Libia

Mattia Salvia, 4 febbraio 2016
A metà gennaio, la stampa italiana ha dato notizia di un messaggio che il leader di al-Qaeda nel Maghreb avrebbe inviato all'agenzia di stampa mauritana al-Akhbar per commentare il raggiungimento dell'intesa sul nuovo governo della Libia. Il messaggio avrebbe contenuto minacce piuttosto particolari dirette all'Italia, tra i paesi promotori dell'intesa: "Ai nuovi invasori, nipoti di Graziani, vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al-Mukhtar e ne uscirete umiliati."
In realtà, sulla stampa internazionale non si trovano conferme dell'autenticità del messaggio ma si parla di un video—attribuito all'ISIS—contenente generiche "minacce all'Italia" e confezionato mettendo insieme degli spezzoni de Il leone del deserto, un film sull'invasione italiana della Libia finanziato da Gheddafi.
In ogni caso, il riferimento ai nomi di al-Mukhtar e Graziani è piuttosto interessante, perché si tratta di due protagonisti del colonialismo fascista in Libia: Omar al-Mukhtar, comandante della resistenza libica in Cirenaica fucilato nel 1931, e Rodolfo Graziani il generale fascista che guidò le operazioni militari in Libia ed Etiopia nonché uno dei peggiori criminali di guerra della storia d'Italia.

lunedì 2 dicembre 2013

Il Grande Fiume Fatto dall'Uomo

lunedì, aprile 02, 2007
Posted by Ugo Bardi

Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.

Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.

mercoledì 18 settembre 2013

Libia, strage di profughi nel Sahara alle porte di Kufra

1 settembre 2013
di Emilio Drudi
La polizia libica non ha esitato a sparare contro la piccola colonna di jeep, furgoni fuoristrada e un camion carichi di profughi che non si era fermata all'alt. Raffiche di mitra e di fucile automatico. E’ stata una strage: 8 morti e almeno 20 feriti, alcuni molto gravi. I superstiti, inclusi i feriti più lievi, sono stati arrestati e gettati in un campo di reclusione. La fine del sogno di libertà per decine di giovani costretti a fuggire da guerra e persecuzioni, con la speranza di trovare aiuto e rifugio in Europa.Si tratta di uno dei capitoli più gravi della tragedia dei richiedenti asilo che si consuma da anni sulle piste che arrivano in Libia, attraverso il deserto, dal Sudan o dall'estremo sud dell’Egitto. Ne ha dato notizia don Mussie Zerai, portavoce dell’agenzia Habeshia, il quale, raggiunto da una telefonata “rubata” di uno dei sopravvissuti, ha dato l’allarme al Commissariato Onu per i rifugiati. E arriva a poco più di un mese dall'incontro in cui, il 4 luglio scorso a Roma, il presidente del Consiglio Enrico Letta e il premier libico Ali Zeidan Mohammed hanno gettato le basi per rinnovare l’accordo bilaterale che assegna a Tripoli il ruolo di “gendarme” contro i migranti, spostando la barriera ancora più a sud, dalle sponde africane del Mediterraneo al confine sahariano della Libia. Ali Zeidan è stato esplicito.

giovedì 20 dicembre 2012

Un progetto grandioso per l’acqua nei villaggi della Libia

Un progetto grandioso per l’acqua nei villaggi della Libia[18.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks


Il grande fiume artificiale, il più grande e ambizioso progetto della Jamahiriya, è una rete di condotte che rifornisce aree che prima ne erano prive e la parte settentrionale industriale, dell’acqua potabile più pura della Libia attraverso serbatoi di acque sotterranee dalle oasi, situate nella parte meridionale del paese. Secondo gli esperti indipendenti, è il più grande progetto di ingegneria del mondo attualmente esistente. Misconosciuto progetto, dovuto al fatto che i media occidentali difficilmente hanno riferito su di esso, e nel frattempo, il progetto è giunto al costo di costruzione più grande del mondo: il progetto al termine costerà 25 miliardi di dollari.