Translate

Visualizzazione post con etichetta terroristi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta terroristi. Mostra tutti i post

mercoledì 29 aprile 2020

Ancora scontri trai RATTI mercenari che sostengono Serraji.

Tutti i problemi della coalizione anti-Haftar, schermaglie tra le milizie di Tripoli

Di Vanessa Tomassini. 27 Aprile 2020.
Il conflitto prolungato, la mancanza di gerarchia, il continuo ingresso di nuove forze tra i loro ranghi e la difficoltà a rimpiazzare le perdite sul campo, sono tutti fattori che seppur minimizzati o negati dai diretti interessati, stanno intensificando le tensioni tra le forze affiliate al Governo di Accordo Nazionale (GNA).
Il pomeriggio del 25 aprile, schermaglie sono iniziate tra le forze del GNA al fronte di Ain Zara quando la Special Deterrence Force (SDF), la milizia RADA affiliata al Ministero dell’Interno di Tripoli, ha ucciso il terrorista, Salim Al-Hassady, membro del Dura Mujahideen Shura Council (DMSC) che era stato recentemente rilasciato dalla prigione controllata dalla stessa RADA per unirsi alle forze del GNA in prima linea contro Haftar.

martedì 21 aprile 2020

i mercenari di Al Serraji continuano i loro crimini contro il popolo Libico.

Rossella Giordano
16 aprile alle ore 21:35

lunedì 30 marzo 2020

Il padre del terrorista di Manchester Salman Abedi riceve cure in Turchia a spese del governo libico

Di Vanessa Tomassini.
Ramadan Abedi, padre dell’attentatore suicida della Manchester Arena, Salman Abedi, arrestato in Libia a seguito dell’attacco terroristico che ha ucciso 22 persone durante il concerto di Ariana Grande, sta ricevendo assistenza medica a Istanbul, in Turchia. Abedi padre è stato arrestato in Libia insieme al figlio più giovane, Hashem, sulla scia dell’attentato del 2017. Mentre Hashem è stato estradato con successo in Gran Bretagna per essere processato, il padre dell’attentatore è stato rilasciato dalla Special Deterrence Force, una milizia islamista affiliata al Ministro degli Interni del governo di Tripoli. La scorsa settimana, Hashem, 22 anni, è stato dichiarato colpevole per aver aiutato il fratello maggiore, Salman, a uccidere 22 persone e ferirne altre centinaia.

martedì 18 febbraio 2020

La Libia inquinata da mine, trappole esplosive e armi abbandonate

Un gigantesco supermercato di armi incustodite e l’ipocrisia dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu
[14 Febbraio 2020]
Il ministro degli esteri Luciano Di Maio ieri era a Bengasi, per incontrare il capo della Libyan National Army (LNA), il generale Khalifa Haftar, che assedia Tripoli e che controlla gran parte della Libia grazie all’appoggio di Russia, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Francia. Di Maio ha ribadito ad Haftar (al fianco del quale combattono mercenari russi, ciadiani e sudanesi) che «L’Italia non accetta alcuna interferenza esterna e che bisogna lavorare con impegno per un cessate-il-fuoco permanente».
Il giorno prima il nostro ministro degli esteri era stato in missione a Tripoli, dove a aveva incontrato  il primo ministro Fāyez Muṣṭafā al-Sarrāj, premier del Governo di accordo nazionale (GNA), riconosciuto dalla comunità internazionale (e dall’Italia) e sostenuto dalla Turchia e dal Qatar, anche con armi e mercenari jihadisti siriani.

lunedì 17 febbraio 2020

Consiglio supremo delle tribù: “nessun processo politico senza la sconfitta di milizie e terroristi”

Di Vanessa Tomassini.
Il Consiglio Supremo delle Tribù e Città libiche ha emesso domenica 9 febbraio una dichiarazione con cui accusa il capo della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), Ghassan Salamé, di sostenere il Governo di Accordo Nazionale (GNA).
Dopo aver seguito il suo operato, il Consiglio “è arrivato alla convinzione che Ghassan Salamé lavora come capo della Comunità internazionale per sostenere il governo di Al-Sarraj e non per sostenere il popolo libico”. Afferma la dichiarazione aggiungendo che “l’inviato del Segretario Generale delle Nazioni Unite ha sempre pubblicato rapporti pieni di errori a favore del Governo di al-Wefaq, il che dimostra che non è neutrale”.
Il Consiglio Supremo delle Tribù e Città libiche rivela che la Fratellanza Musulmana “pur essendo una minoranza in Libia, vede assegnata la metà dei seggi all’incontro di Ginevra, mentre la stragrande maggioranza del popolo libico non è rappresentata affatto. Il che comporterà il riciclaggio dei Fratelli e delle organizzazioni terroristiche sulla scena dopo che i libici si sono pronunciati e li abbiano fatti uscire sconfitti alle elezioni tre volte di fila”.
La dichiarazione ricorda inoltre che i libici hanno affrontato i fratelli musulmani con la forza militare quando questi hanno rifiutato i risultati delle elezioni nel 2014, indicando che un “mistero” circonda il metodo del processo di pace nella scelta dei 14 mebri delle delegazioni a Ginevra, che escludono “le componenti attive e influenti che costituiscono la stragrande maggioranza della scena libica”.
La dichiarazione ha criticato la partecipazione degli ebrei in una seduta della riunione di Ginevra, “ignorando il fatto che gli ebrei se ne andarono volontariamente nel 1948 e l’ultimo se ne andò volontariamente più di mezzo secolo fa, in risposta alla chiamata della loro terra presunta, abbracciarono il pensiero sionista, rinunciando alla cittadinanza libica e occupando beni immobili dei palestinesi”.

sabato 9 novembre 2019

Il Califfo, film Cia tra fiction e realtà

È un prodotto ben confezionato. Al termine di una vasta operazione speciale in cui è stata utilizzata un’arma inconfessabile, è bene inscenare la morte di chi ne è stato il simbolo. È il modo migliore per cancellarne le tracce nella memoria collettiva. Dopo la morte di Bin Laden, ecco quella di al-Baghdadi.
| Roma (Italia)
JPEG - 37.7 Kb
«È stato come guardare un film», ha detto il presidente Trump dopo aver assistito alla eliminazione di Abu Bakr al Baghdadi, il Califfo capo dell’Isis, trasmessa nella Situation Room della Casa Bianca. Qui, nel 2011, il presidente Obama assisteva alla eliminazione dell’allora nemico numero uno, Osama Bin Laden, capo di Al Qaeda. Stessa sceneggiatura: i servizi segreti Usa avevano da tempo localizzato il nemico; questi non viene catturato ma eliminato: Bin Laden è ucciso, al Baghdadi si suicida o è «suicidato»; il corpo sparisce: quello di Bin Laden sepolto in mare, quello di al Baghdadi disintegrato dalla cintura esplosiva. Stessa casa produttrice del film: la Comunità di intelligence, formata da 17 organizzazioni federali. Oltre alla Cia (Agenzia centrale di intelligence) vi è la Dia (Agenzia di intelligence della Difesa), ma ogni settore delle Forze armate, così come il Dipartimento di stato e quello della Sicurezza della patria, ha un proprio servizio segreto.

lunedì 28 ottobre 2019

Siria. I giornalisti occidentali che adoravano i “ribelli moderati” finanziati dagli anglosionisti, oggi riconoscono che sono solo dei terroristi

Crisi siriana, 16 ottobre 2019 - Che dramma per i giornalisti occidentali parlare oggi delle atrocità commesse dai miliziani alleati di Erdogan nel nord della Siria ! Quegli stessi miliziani che esaltavano ieri, quando combattevano contro il legittimo governo di Bachar al-Assad   

Reseau International, 16 ottobre 2019 (trad.ossin)
 
Siria. I giornalisti occidentali che adoravano i “ribelli moderati” finanziati dagli anglosionisti, oggi riconoscono che sono solo dei terroristi
Nebojsa Malic
 
Dagli “Elmetti bianchi”, a tutti gli altri complici del terrorismo jihadista contro il governo legittimo di Bachar al Assad, oggi che aggrediscono i poveri Curdi vengono finalmente considerati per quello che sono sempre stati: Terroristi
 
 
Un fenomeno davvero affascinante che accompagna l’invasione turca della Siria è osservare come i giornalisti occidentali, che all’epoca esaltavano i «ribelli moderati», cadono adesso nella trappola di doverli condannare.
 
Avanguardie dell’invasione turca sono «l’Esercito Siriano Libero» e altri militanti «moderati» che i principali media occidentali presentano da anni come vittime del «mostro genocida» Bachar al-Assad di Damasco. Oggi, i «ribelli» sono i cattivi e Assad è il salvatore – almeno per quanto riguarda i Curdi, i media hanno condannato il «tradimento» degli alleati da parte del presidente USA Donald Trump. Che casino !

venerdì 25 ottobre 2019

Il governo francese ha collaborato con l’ISIS attraverso l’azienda francese Lafarge

20 ottobre 2019.
Il 16 ottobre 2019, la Coalizione Internazionale ha dato fuoco alla cementeria francese Lafarge a Jalabia (al confine con la Turchia, a nord di Aleppo) prima dell’arrivo dell’esercito arabo siriano nell’area.
Quindi, le tracce di un’operazione segreta, che era di grande importanza, andarono letteralmente in fumo.


 
L’impianto ha permesso di costruire fortificazioni sotterranee da cui poter condurre la guerra contro le forze del governo siriano sulla base della strategia descritta da Abu Musab “siriano” nel suo libro del 2004 “Gestione della barbarie”. Successivamente, la fabbrica fu utilizzata per proteggere le forze speciali norvegesi e francesi, che diedero fuoco alla fabbrica prima di fuggire.
Nel 2016, il sito web turco Zaman Al-Wasl ha pubblicato uno scambio di e-mail tra gli stessi dirigenti di Lafarge, ha confermato l’esistenza di collegamenti tra la multinazionale e Daesh.
Il quotidiano Le Monde  ha pubblicato una sua versione di fatti messi in atto per nascondere:
– le relazioni di Lafarge con la CIA nel contesto di varie operazioni, incluso il trasporto di armi durante la guerra contro l’Iraq;
– Il rapporto tra la società e il segretario di Stato americano Hillary Clinton (precedentemente membro del consiglio di amministrazione di Lafarge);
– le relazioni di Lafarge con il DGSE (servizi di intelligence esteri francesi) durante la guerra contro la Siria;
– la costruzione di infrastrutture jihadiste in Siria [con il cemento di Lafarge]
.

giovedì 10 ottobre 2019

Accordi Italia-Libia, a un incontro del 2017 con gli 007 italiani c’era anche il boss libico Bija

Un’inchiesta esclusiva di ‘Avvenire’ mostra come nella trattativa Italia-Libia aperta nel 2017 per fermate i flussi migratori verso il nostro Paese i funzionari del governo italiano abbiano trattato anche con un pericoloso criminale, che già l’Onu aveva indicato come un boss mafioso libico, e trafficante di esseri umani.

4 ottobre 2019 12:26  di Annalisa Cangem
Uno scoop di ‘Avvenire' mostra come, nel 2017, ci sia stato un incontro tra le autorità italiane e i libici per trovare un accordo sulle partenze dei migranti, al quale ha preso parte anche un noto trafficante di esseri umani, Abd al-Rahman al-Milad, conosciuto come Bija, entrato indisturbato nel Cara di Mineo, in Sicilia. L'incontro è avvenuto l'11 maggio 2017, in un momento in cui l'Italia – Minniti era il ministro degli Interni – stava discutendo con la Libia per arrivare a un accordo con il quale bloccare il flusso dei migranti verso il nostro Paese. ‘Avvenire' ha pubblicato le foto della trattativa segreta, e nelle immagini, ottenute da una fonte ufficiale, si vede chiaramente Bija, seduto al tavolo.

giovedì 25 luglio 2019

I terroristi dell’UCK saranno mai processati?


français  Español  Deutsch  عربي  Türkçe  فارسى  Português  English


L’ex primo ministro kosovaro, Ramush Haradinaj, è stato arrestato dalla giustizia francese all’aeroporto di Basilea-Mulhouse e poi rimesso in libertà sotto controllo giudiziario. La Serbia ne chiede l’estradizione per i crimini commessi negli anni Novanta, quando Haradinaj faceva parte dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UCK).
Il Kosovo è uno Stato creato dalla NATO, ma non è riconosciuto dalla comunità internazionale.
L’UCK, che è stato formato dalla NATO partendo dalla mafia albanese, ha condotto in Jugoslavia una campagna di terrorismo cieco, provocando una repressione indiscriminata di Belgrado che servì alla NATO per giustificare la guerra. Gli ufficiali dell’UCK furono addestrati in Turchia dal KSK tedesco per conto dell’Alleanza atlantica. [1]

martedì 2 luglio 2019

Libia: i mercenari pagati anche dall' italia, cercano di violentare una giornalista italiana.

25 giugno 2019.

Vanessa Tomassini, inviata a Tripoli per Notizie Geopolitiche, che cura questo sito di approfondimento Speciale Libia, ha rilasciato una lunga intervista al canale libico 218 News, dopo quasi due mesi di permanenza nell’est e nell’ovest della Libia. La collega, dopo aver coperto gli scontri in e intorno a Tripoli, collegandosi in diretta con TV e radio nazionali, si è recata a Bengasi, Derna ed Al-Beida, malgrado l’ambasciata d’Italia a Tripoli l’avesse fortemente sconsigliata. “Dopo 5 giorni a Tripoli, quando ho pubblicato il racconto del fronte di guerra, un funzionario dell’ambasciata italiana mi ha contattata perchè l’Ambasciatore Giuseppe Buccino voleva vedermi”. Racconta Vanessa, aggiungendo che secondo l’ambasciata “ero in pericolo e mi consigliavano di lasciare il Paese immeditamente”.

lunedì 24 giugno 2019

Tripoli. La proposta disperata di Serraj, mentre tra le sue milizie spuntano nuovi terroristi



Di Vanessa Tomassini.
Mentre il Libyan National Army (LNA) guidato dal maresciallo Khalifa Haftar prosegue la sua guerra contro criminali e milizie, che tengono ostaggio la capitale, Tripoli, il premier Fayez al-Serraj cerca di gettare cenere negli occchi degli osservatori internazionali, non solo utilizzando ancora una volta il fattore immigrazione e terrorismo, ma anche attraverso la richiesta di elezioni e di una conferenza nazionale. In una intervista esclusiva a Sky Tg24, Serraj ha sottolineato che “c’èn un’aggressione in atto, bombardamenti sui civili, Haftar ha superato ogni limite, ogni legge internazionale”. Il premier ha anche ammesso che durante il conflitto, “l’Isis sta crescendo nel nostro Paese, proprio a causa della guerra. Molte cellule dormienti si stanno risvegliando, il rischio non è soltanto per noi ma per tutta la regione. L’Isis sta combattendo in alcune città nel sud della Libia, proprio ora”.

giovedì 20 giugno 2019

Esclusiva. Mohamed al Gali parla dei video con Mahmoud al Werfalli e sfida la CPI, “Collabora con i terroristi”

Di Vanessa Tomassini.

Bengasi, 5 giugno 2019 – “Ho iniziato a pubblicare le notizie riguardanti gruppi estremisti e terroristi su Facebook e Twitter a partire dal 2012, quando la città era sotto il controllo dei jihadisti. Ho sempre utilizzato fonti locali, rispettando l’anonimato, perché in quel periodo non potevo espormi in prima persona. Nel 2014 hanno anche provato ad uccidermi, nessuno poteva mettere nemmeno un mi piace su Facebook perché sarebbe stato ammazzato. Ho documentato l’operazione dignità, al-Karama, fin dal suo lancio da parte del comando generale del Libyan National Army (LNA), lavorando come giornalista indipendente attraverso i social network. A partire dal 15 ottobre 2014, quando l’esercito è entrato ufficialmente qui a Bengasi, ho cominciato a lavorare come cronista con l’LNA per documentare quanto stava accadendo considerando che non era presente alcun canale che supportasse le operazioni militari. I miei account social sono diventati dei mezzi di informazione, fino a quando nel 2015 abbiamo creato un giornale chiamato Alwaqt News, a cui collaboravano redattori, fotografi e grafici. Abbiamo fatto tutto ciò volontariamente, senza venir retribuiti, solamente per mostrare al mondo con chi stavamo combattendo. Ho sempre rifiutato di collaborare con qualsiasi agenzia. Ho sempre raccontato tutto ciò che accadeva, compresi gli aspetti negativi, anche ciò che l’opinione pubblica non accettava. La maggior parte della gente sa che io supporto l’esercito, ma ho sempre documentato la verità anche quando alcuni canali affermavano che l’esercito perdeva questa o quella zona. Per questo la gente si è fidata di me. Dopo che la guerra è terminata ho ricevuto una mail nel mio account Yahoo dalla cancelleria della Corte Penale Internazionale (CPI)”.

lunedì 3 giugno 2019

Iraq. Tre francesi dell’Isis condannati a morte

Molti gli stranieri catturati in Siria e in Iraq sotto processo.
Notizie Geopolitiche –
Un tribunale iracheno ha condannato a morte tre cittadini francesi in quanto combattenti dell’Isis in Siria e quindi terroristi, catturati dalla coalizione Sdf-iracheno-statunitense. Specialmente nella fase finale del conflitto molti prigionieri catturanti nella parte orientale della Siria sono stati portati nelle prigioni irachene dove vengono sottoposti a processo. Solo a febbraio sono 12 i cittadini francesi, e molti altri quelli di diverse nazionalità, trasferiti nelle carceri irachene.

domenica 2 giugno 2019

Libia, la denuncia di Haftar: "Integralisti al fianco di Al Sarraj"

L'ufficio stampa del generale Haftar parla di jihadisti che, dopo essere stati sconfitti in Cirenaica, adesso sarebbero a Tripoli al fianco di Al Sarraj

sabato 1 giugno 2019

Libia, ufficiale del generale Haftar: "Al Baghdadi si nasconde nel paese"

Continua l'offensiva mediatica del generale Haftar: "Al Baghdadi si nasconde in Libia"

Libia, ufficiale del generale Haftar: "Al Baghdadi si nasconde nel paese"
Ufficiale di Haftar, 'al-Baghdadi forse è 'in Libia'
Anche se con condizionali, senza fornire prove e un chiaro vantaggio propagandistico, un alto ufficiale delle forze del generale Khalifa Haftar ha sostenuto che il leader del sedicente Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi potrebbe trovarsi in Libia. Lo riferisce il sito dell'emittente Libya Channel sintetizzando dichiarazioni del Capo ufficio stampa della Sala operativa "Al Karama", il generale di Brigata Khaled Al Mahjoub.

giovedì 30 maggio 2019

La società siriana e la laicità

Prima della guerra la società siriana era organizzata secondo i principi della laicità, in modo che le numerose comunità religiose potessero convivere mescolandosi fra loro. L’intera popolazione siriana ha sofferto per le atrocità commesse dagli jihadisti (di cui oggi gli europei addossano la responsabilità alla Repubblica Araba Siriana). Molti siriani si sono perciò rivolti a Dio. La percentuale di praticanti è passata dal 20 all’80. Buona parte della comunità cristiana facente capo alla chiesa di Roma è emigrata, mentre gli ortodossi sono rimasti. La comunità dei mussulmani sunniti è adesso largamente maggioritaria. Paradossalmente, alcuni dei loro imam, dimenticando la retorica di Daesh e la resistenza del Paese, oggi designano i laici come nemici.
| Damasco (Siria)
 
JPEG - 52.4 Kb
Il mausoleo di Giovanni Battista nella moschea degli Omayyadi a Damasco.

martedì 28 maggio 2019

Libia: tra i lealisti che accusano Macron

Militari fedeli ad Haftar. Bengasi, 13/4/2019 
Militari fedeli ad Haftar. Bengasi, 13/4/2019 -
Diritti d'autore
REUTERS/Esam Omran Al-Fetori/File Photo 
 
  • In Libia, la battaglia per Tripoli continua. Le forze fedeli al Maresciallo Khalifa Haftar spingono ormai da oltre 6 settimane per ottenere il controllo della capitale. L'ex generale dell'esercito di Muammar Gheddafi, Khalifa Haftar, dice che alla fine dell'offensiva in Libia ci sarà finalmente stabilità dopo anni di conflitto.
  • Mercoledi Haftar ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron che dice di voler facilitare il dialogo tra le due parti in conflitto, ma sul campo l'incontro è stato percepito come l'ennesimo tentativo da parte delle potenze straniere di gettare benzina sul fuoco.

venerdì 10 maggio 2019

Damasco rimpatria i jihadisti kosovari ma l’Isis combatte ancora

21 aprile 2019
Ieri 110 kosovari sono stati rimpatriati dalla Siria nel loro Paese d’origine; tra loro anche 4 jihadisti che hanno preso parte ai combattimenti sotto le bandiere del Califfato. Lo hanno reso noto le autorità di Pristina.
imagesCAF1T04H
“Nelle prime ore del mattino è stata organizzata un’operazione delicata durante la quale il governo del Kosovo, con l’aiuto degli Stati Uniti, ha rimpatriato 110 cittadini dalla Siria”, ha annunciato il ministro della Giustizia del Kosovo, Abelard Tahir.

venerdì 8 marzo 2019

I Tabligh, islamici: il terrorismo Isis viene da massoni Usa

Hamid25/2/19.
Date retta: il terrorismo islamico è roba americana, fabbricata da massoni. Chi lo dice? Un musulmano integralista, Jaouad, intervistato da Giuseppe De Lorenzo sul “Giornale”, nell’ambito di un report esclusivo sui Tabligh Eddawa, frati missionari itineranti. E’ la prima volta, a quanto pare, che sulla stampa italiana compare una denuncia simile. Le comunità islamiche hanno regolarmente condannato il terrorismo condotto in nome di Allah, sia che si trattasse di Al-Qaeda che poi dell’Isis. Ma non si erano mai spinte – sui giornali, almeno – a denunciare direttamente settori della massoneria atlantica. I grandi media, certo, evitano di ricordare che lo stesso Osama Bin Laden fu reclutato da Zbigniew Brzezinski, stratega della Casa Bianca, per guidare i muhajeddin in Afghanistan contro l’Urss. C’è voluto Gioele Magaldi per spiegare – nel saggio “Massoni” – che Brzezinski, pezzo da novanta della massoneria mondiale nonché della Commissione Trilaterale, non si limitò a ingaggiare Bin Laden come pedina strategica: il leader della futura Al-Qaeda venne “iniziato” alla superloggia “Three Eyes” (che poi abbadonò, dice sempre Magaldi, per passare coi Bush nella “Hathor Pentalpha”, una Ur-Lodge sospettata di aver ispirato il maxi-attentato dell’11 Settembre).