Secondo gli autori di Lost in Trans-Nation, spingendo il Niger a bloccare i migranti in viaggio verso la Libia meridionale gli Stati europei avrebbero contribuito a innescare una serie di dinamiche destabilizzanti. In particolare, le politiche europee nell'area avrebbero contribuito ad accrescere i rischi per i migranti spingendo i trafficanti a concentrarsi prevalentemente su minori
L'Europa contribuisce alle dinamiche di destabilizzazione lungo il
confine meridionale della Libia? La questione è al centro di un recente
pubblicazione congiunta di Small Arms Survey’s Security Assessment in North Africa (SANA) e Human Security Baseline Assessment (HSBA), in collaborazione con il Conflict Armament Research.
Dopo la caduta di Gheddafi, la Libia è diventata sinonimo di instabilità e illegalità. Per secoli, si legge nel rapporto Lost in Trans-Nation: Tubu and Other Armed Groups and Smugglers along Libya’s Southern Border firmato da Jérôme Tubiana e Claudio Gramizzi, l'area è stata presidiata da gruppi etnici che vedono il confine come un'imposizione ma non come una barriera. Il rapporto studia in particolare i Tubu, uno di questi gruppi, la cui presenza si estende attraverso la Libia meridionale, il Ciad e il Niger.
Dopo la caduta di Gheddafi, la Libia è diventata sinonimo di instabilità e illegalità. Per secoli, si legge nel rapporto Lost in Trans-Nation: Tubu and Other Armed Groups and Smugglers along Libya’s Southern Border firmato da Jérôme Tubiana e Claudio Gramizzi, l'area è stata presidiata da gruppi etnici che vedono il confine come un'imposizione ma non come una barriera. Il rapporto studia in particolare i Tubu, uno di questi gruppi, la cui presenza si estende attraverso la Libia meridionale, il Ciad e il Niger.




