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domenica 29 maggio 2016

I 10 motivi per cui l’occidente ha ucciso la Guida libica Muammar Gheddafi

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L’ex-leader libico Muammar Gheddafi fu ucciso “perché pensava che l’Africa era matura per sfuggire alla povertà coi propri mezzi, svolgendo il proprio ruolo nella governance globale“, aveva detto il presidente del Ciad Idris Deby, in un’intervista. Secondo il Capo di Stato ciadiano, era essenziale “farlo tacere”, aggiungendo che “la storia registrerà che gli africani non hanno fatto molto. Ci hanno ignorato e non fummo consultati. Gheddafi era sconvolto e imbarazzato“. “Fu lo stesso con Patrice Lumumba, in Congo. Perché l’uccisero? Perché Gheddafi fu ucciso? (…) Siamo fornitori di materie prime. Ma guardate dove siamo? Siamo molto arretrati“, ha detto il leader del Ciad da Abeche, la seconda città del Ciad.

lunedì 8 dicembre 2014

Perché l’Occidente voleva la caduta di Muammar Gheddafi?

Gli Africani dovrebbero pensare alle vere ragioni per cui i paesi occidentali stanno conducendo la guerra in Libia, Jean-Paul Pougala, scrive un un’analisi che ripercorre il ruolo del paese.

Per l‘Unione Africana lo sviluppo del continente era la Libia di Gheddafi che ha offerto a tutta l’Africa la sua prima rivoluzione in tempi moderni - collegando l’intero continente attraverso il telefono, la televisione, le trasmissioni radiofoniche e diverse altre applicazioni tecnologiche come la telemedicina e l’insegnamento a distanza grazie al ponte radio WMAX, una connessione a basso costo che è stata resa disponibile in tutto il continente, anche nelle zone rurali.

Tutto è iniziato nel 1992, quando 45 nazioni africane stabilirono RASCOM (Satellite African Regional Communication Organization), in modo che l’Africa avrebbe avuto un proprio satellite e tagliare i costi di comunicazione nel continente.

giovedì 2 ottobre 2014

La Libia sempre più nel caos e preda del fondamentalismo islamico... grazie alla NATO

giovedì 25 settembre 2014 Di Salvatore Santoru

Come riporta l'ANSA del 24 settembre, la Libia "rischia la catastrofe umanitaria" e il premier Abdullah Al Thani ha "ordinato "la mobilitazione generale delle forze armate, su richiesta della popolazione di Tripoli, per liberare la capitale dalle milizie filo islamiche".
Oramai la Libia è sempre più in preda al caos e sottoposta a una permanente guerra civile tra milizie armate, sia islamiste che di altro tipo.


Tale situazione si protrae dal 2011, ovvero dalla fine della guerra che la NATO aveva scatenato per spodestare il governo di Mu'ammar Gheddafi,L'intervento NATO era stato presentato, come al solito, come un'azione di "liberazione", quando nei fatti si è rivelato ovviamente come la solita guerra "umanitaria", ben proficua per i soliti gruppi di potere economici ( a partire dalle banche e dalle compagnie petrolifere ), e distruttiva per il paese colpito e la sua popolazione.
Questo scenario si è evitato di un soffio per la Siria, grazie al veto all'ONU con cui Russia e Cina hanno bloccato l'intervento militare statunitense, che avrebbe trasformato il paese in una colonia del terrorismo islamista ( ISIS in testa ), come è diventata la Libia.
Mentre i media raccontavano la favola della "liberazione" che avrebbe portato la NATO in Libia, nell'informazione alternativa si parlava molto delle conseguenze di tale intervento, che vediamo oggi.

venerdì 3 maggio 2013

ucciso per impedire la liberazione dell' africa dal 2014.

18/4/2013
Ogni tanto torniamo sull'argomento per cercare di contrastare l' "operazione oblio" messa in atto dal sistema nel suo complesso.
L'omicidio di Gheddafi è stata una azione criminale.
Si è voluto dare un " esempio " di cosa sono capaci di fare contro i popoli della Terra che combattono l'imperialismo, a fianco della negazione di qualsiasi tipo di civiltà da parte dei selvaggi d'America e d'Asia.
L'Africa non si deve emancipare, non deve essere indipendente, ma deve continuare ad essere terreno di conquista da parte delle multinazionali che depredano questi popoli delle loro risorse naturali, facendoli morire di fame, ed alimentando l'immigrazione, che è il primo passo verso la globalizzazione.
Gli intellettuali della resa e gli arresi senza intelletto si trovano fianco a fianco, nel continuare la svendita di loro stessi ( e questa è la cosa meno importante), per perseguire lo scopo ultimo degli usurai mondialisti: non più popoli ma solo schiavi.
Claudio Marconi  gheddafi.jpg

venerdì 22 febbraio 2013

Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi

Un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya
Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi
Il Colonnello Muammar Gheddafi simboleggia molte cose per molte differenti persone nel mondo. Che si ami o si odi il leader libico, sotto di lui la Libia si è trasformata da uno dei paesi più poveri sulla faccia della terra al paese con i migliori standard di vita in Africa.
5 novembre 2011
Per usare le parole del professor Henri Habibi:
“Quando la Libia ottenne la sua indipendenza dalle Nazioni Unite il 24 dicembre 1951, fu descritta come una delle nazioni più povere e maggiormente arretrate del mondo. La popolazione all’epoca non superava 1,5 milioni di abitanti, era analfabeta per oltre il 90% e non aveva esperienza politica o di know-how. Non c’erano università e solo un numero limitato di scuole secondarie che erano state istituite sette anni prima dell’indipendenza” [1].
Gheddafi aveva molti grandi progetti. Molti di questi erano di natura pan-africana, inclusa la formazione degli Stati Uniti d’Africa.

lunedì 16 luglio 2012

La rapina del secolo: l’assalto dei «volenterosi» ai fondi sovrani libici

Manlio Dinucci torna sugli aspetti sottolineati nelle nostre colonne, all’inizio della guerra in Libia: le potenze coloniali "volontarie" si sono appropriate dei colossali investimenti esteri dello stato Libico. Il denaro congelato nelle banche occidentali, minacciava il monopolio della Banca Mondiale e del FMI, finanziando dei progetti di sviluppo nel Terzo Mondo. Continua a "girare" (non più nella forma di investimento, ma di garanzie bancarie), questa volta a favore degli occidentali.