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domenica 22 ottobre 2017

Dal tribunale dell'Onu ai crimini di guerra in Libia: ecco come Ocampo ha aiutato Haftar

Dopo aver diretto le indagini della Corte Penale Internazionale, il giurista argentino si è messo a lavorare per una delle fazioni del conflitto. Quella del generale che controlla la Cirenaica. Ben sapendo degli orrori commessi dai suoi uomini sul campo    
di Stefano Vergine e EIC Network - Indagine di Hanneke Chin-A-Fo, NRC
29 settembre 2017






Dal tribunale dell'Onu ai crimini di guerra in Libia: ecco come Ocampo ha aiutato Haftar 
È stato uno dei magistrati più importanti al mondo: il primo procuratore capo dell'Icc, la Corte penale internazionale de L'Aia, il tribunale creato dall'Onu per giudicare i crimini di guerra. Ma Luis Moreno Ocampo, argentino classe 1952, non è solo questo. Migliaia di documenti ottenuti dalla testata online francese Mediapart e analizzati dal consorzio giornalistico Eic, di cui fa parte L'Espresso, permettono di svelare retroscena inediti sull'uomo che per nove anni ha diretto le più importanti indagini sui crimini di guerra.  A partire dalle sue società offshore , scatole basate in paradisi fiscali e usate per movimentare soldi, anche durante il suo mandato all'Icc.

Studiando le carte, il consorzio giornalistico Eic ha ricostruito una vicenda che interessa da vicino l'Italia. Una storia che riguarda la Libia, nazione che Ocampo conosce bene avendo condotto le indagini che portarono nel giugno del 2011 a spiccare mandati d'arresto contro Muhammar Gheddafi, suo figlio Saif al-Islam e il capo dei servizi segreti militari, Abdullah al Senussi. Una volta lasciato l'incarico al Tribunale de l'Aia, l'avvocato sudamericano si è messo in proprio. Ha ottenuto un contratto da 3 milioni di dollari per offrire consulenza legale all'uomo d'affari libico Hassan Tatanaki, con l'obiettivo ufficiale di portare "la pace nel Paese nordafricano".

venerdì 28 ottobre 2016

Polveriera Libia: Tripoli e Tobruk contro al Sarraj

20/10/2016

I due ex rivali Ghwell e al Thani avviano trattative per la formazione di un nuovo governo nazionale
Polveriera Libia: Tripoli e Tobruk contro al Sarraj
“Abbiamo scommesso sul Consiglio presidenziale ma ha fallito. Non controlla che il litorale e la Piazza dei Martiri e non è riuscito a garantire la sicurezza a Tripoli” al punto che “deve tenere le sue riunioni fuori dalla Libia”. Questa la lapidaria considerazione con cui il premier del governo provvisorio di Tobruk ha liquidato, in un'intervista rilasciata ai media locali, il leader dell'esecutivo appoggiato dalla comunità internazionale e dall'Onu.

martedì 25 ottobre 2016

RATTI contro RATTI: fallito Golpe islamista in Libia, paese nel caos

15 ottobre 2016



Altro che ‘unità nazionale’. Il complesso rompicapo costruito a fatica negli ultimi anni dalle varie potenze occidentali e non per dare un minimo di stabilità alla Libia dopo averla letteralmente mandata in pezzi con l’invasione militare del 2011, sembra destinato a fallire. Se finora i principali problemi erano venuti dal governo alternativo insediato in Cirenaica e il cui capo di stato maggiore, generale Haftar, aveva sfidato militarmente le truppe fedeli al governo di accordo nazionale di Tripoli e aveva occupato vari terminal petroliferi, ora è la fazione islamista a tentare di scalzare il premier Fayez al Serraj dal potere.

venerdì 21 agosto 2015

Crocefissi o annegati, l'inferno della Libia restituisce morti

15 agosto 2015 Robert Vignola

Quanta vittime dentro al solito barcone, mentre l'Isis fa strage a Sirte

Alfano lancia l'allarme, ma non ha idee su come fermare lo scempio in atto

È Ferragosto e i bagnanti schivano le nuvole della tempesta che la coda d’estate ha riservato all’Italia. Ma sul Mediterraneo spira soprattutto un vento di morte. È quello che giunge dalla Libia, dove al caos si è aggiunto il caos negli ultimi giorni. Da Sirte, in particolare: dapprima i bombardamenti dei seguaci dello Stato Islamico sui civili, poi l’assalto all’ospedale per fare scempio dei feriti della fazione avversaria. Infine la vendetta brutale e regalata alla platea mondiale attraverso gli account di internet: dodici vite che diventano cadaveri, e poi i loro cadaveri crocefissi. Non già più in Siria o nell’Iraq, terre che sono state pur culla di civiltà e che fino a 15 anni fa potevano pur sempre essere visitate con un viaggio di gruppo, prima di diventare nel ricettacolo di violenza e morte nel nostro immaginario. Ma dall’altra parte di quello stesso mare dove i bagnanti di Ferragosto, le loro famiglie, si bagnano. Meglio allora capire cosa succede su quel campo di attaglia così vicino. A Sirte si combatte, quindi, nel quartiere tre.

domenica 16 agosto 2015

Libia: il RATTO Al thani si dimette, o forse no

Libia: premier Al-Thani annuncia dimissioni ma portavoce nega

(AGI) - Tripoli, 12 ago. - Nel caos libico si e' aggiunto l'annuncio nella notte del primo ministro Abdallah Al Thani, a capo del governo internazionalmente riconosciuto, che domenica si sarebbe dimesso. Notizia smentita a stretto giro dal portavoce dello stesso governo Hatem al-Arabi. Secondo quest'ultimo al Thani, in uno scatto d'ira dovuto alle pressanti domande dell'intervistatore, ha solo manifestato la sua disponibilita' generica a dimettersi ove mai il popolo dovesse chiederlo: "Il premier non si e' ufficialmente dimesso.
Ha detto durante un'intervista televisiva che si sarebbe dimesso se la piazza dovesse chiederlo. In ogni caso le dimissione debbono essere presentate per iscritto al Parlamento che puo' accettarle o respingerle", ha sottolineato al Arabi.

mercoledì 3 giugno 2015

Libia, sedicente ‘premier’ di Tripoli minaccia Italia ed Europa: “fermeremo con la forza ogni tipo di intervento Ue”

29 maggio 2015

Alla ricerca di legittimazione internazionale, contro l’unico governo "legittimo" libico (quello detto ‘di Tobruq’), Khalifa al-Ghweil – intervistato da ‘The Indipendent’ – pretende di essere consultato e dà consigli all’Unione Europea. Questo è il risultato della visione folle di Federica Mogherini e della sinistra italiana al governo in Italia, che stanno mettendo in difficoltà tutta Europa

Londra – Il sedicente ‘governo di Tripoli’ – che controlla la capitale della Libia e la Tripolitania, nell’ovest del Paese – alza la voce contro l’Europa (e l’Italia). Lo fa con un’intervista di Khalifa al-Ghweil al quotidiano britannico ‘The Indipendent‘ nel corso della quale il sedicente ‘primo ministro’ brandisce bastone e carota verso l’UE (e l’Italia), minaccia e consiglia sulla politica da tenere verso la Libia e i trafficanti di migranti.

lunedì 1 giugno 2015

Libia: il RATTO al tinni sfugge ad un attentato

Libia: il premier Al Thinni sfuggito a un attentato
Un gruppo di uomini armati tenta di fare irruzione nel parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale
27 maggio 2015

Per Lookout news


Mentre a Bruxelles è stato definito il potenziamento della missione di ricerca e soccorso in mare Triton e si lavora per l’approvazione dei parametri di ricollocamento all’interno dell’UE dei migranti richiedenti asilo, sulla sponda nordafricana del Mediterraneo è il caos a regnare.

Ieri, martedì 26 maggio, Abdullah Al Thinni, primo ministro del governo di Tobruk, l’esecutivo riconosciuto dalla comunità internazionale, è sfuggito a un attentato. Nel pomeriggio il premier è stato costretto ad abbandonare una seduta della Camera dei Rappresentanti a causa delle proteste all’esterno del Dar Al-Salam Hotel, attuale sede del parlamento di Tobruk. Decine di persone si erano riunite fuori dall’edificio per chiedere le dimissioni del premier e del suo governo. Nel momento in cui alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nell’aula, Al Thinni è stato fatto evacuare. Poco dopo essere partita, l’auto su cui era a bordo è stata colpita da una pioggia di proiettili. Al Thinni è rimasto illeso, mentre una delle sue guardie del corpo è stata ferite (alcune fonti parlano di tre feriti).

giovedì 9 aprile 2015

Libia: un RATTO silurato ed un altro "sottoposto a minacce"

Lo apprendiamo da questi 2 articoli:

Libia, perché il primo ministro di Tripoli al-Hassi è stato silurato
01 - 04 - 2015 Michele Pierri
Con una mossa a sorpresa del parlamento ribelle di Tripoli, il Congresso generale nazionale ha rimosso dalla carica di primo ministro Omar al-Hassi.
La Libia, sprofondata nel caos dopo la caduta di Muammar Gheddafi, ha oggi due assemblee legislative. A Tobruk ha sede il parlamento "eletto" con la consultazione del 25 giugno scorso, riconosciuto dalla comunità internazionale e con premier Abdullah al-Thani. A Tripoli c’è quest’altra assise, che a detta del portavoce del Congresso, Omar Humaidan, ha deciso di estromettere al-Hassi ufficialmente “per mancanza di risultati e a causa di denunce presentate da diversi ministri del governo di salvezza nazionale“.

lunedì 6 aprile 2015

il RATTO Al Thani invoca una “soluzione yemenita” per la Libia

30 marzo 2015

Il premier libico Abdullah al Thani, insediato a Tobruk e riconosciuto internazionalmente ma destinato a passare la mano se i negoziati per un governo di unità nazionale avranno successo, ha annunciato che «la Libia domanderà alla Lega araba un intervento in Libia per il ritorno della legittimità» come quello in Yemen

venerdì 6 marzo 2015

La “primavera araba” ha portato l’Isis in Libia

Paolo Sensini, storico e autore di un saggio sulla guerra contro Gheddafi del 2011, analizza la situazione odierna del Paese risalendo alle radici della crisi.

Roma, 17 Febbraio 2015 (Zenit.org) Federico Cenci

“Avrete Bin Laden alle porte, ci sarà una jihad di fronte a voi, nel Mediterraneo”. Più che il colpo di coda dialettico di un dittatore ormai braccato, questo avviso che Mu’ammar Gheddafi lanciò nella sua ultima intervista – rilasciata nel 2011, – appare oggi come una profezia. Miliziani che sfilano sotto le insegne dello Stato islamico avanzano nel Paese, mentre giornali italiani titolano preoccupati: “L’Isis è a sud di Roma”. Di cosa accade in Libia e di quali scenari potrebbero aprirsi, ZENIT ne ha parlato con Paolo Sensini, storico e autore dei libri Libia 2011 (ed. Jaca Book) e Divide et Impera – Strategie del caos per il XXI secolo nel Vicino e Medio Oriente (ed. Mimesis).

martedì 20 gennaio 2015

Libia: a Ginevra inizia male il "negoziato" tra RATTI

ecco uno dei tanti articoli apparsi in questi giorni.

Libia: colloqui Ginevra iniziano male, arriva solo delegazione Tobruk
18:03 14 GEN 2015


(AGI) - Ginevra (Svizzera), 14 gen. - Sono partiti male i colloqui di Ginevra organizzati dall'Onu per formare un unico governo di unita' nazionale. Sul lago Lemano sono arrivati solo i rappresentanti del governo riconosciuto internazionalmente del premier Abdullah al Thani. E' stato confermato che gli islamisti della coalizione dell'Alba Libica (Fajir) e delle brigate di Misurate, che controllano la Tripolitania e avanzano in Cirenaica, non sono a Ginevra.

sabato 3 gennaio 2015

Libia di nuovo nel caos. Ma il petrolio non risale

di Sissi Bellomo 28 dicembre 2014
Il ritorno delle forniture dalla Libia aveva avuto un peso non indifferente nell’innescare nei mesi scorsi la discesa di prezzo del petrolio. Ora il paese nordafricano è ripiombato nel caos e la sua produzione di greggio si è ridotta a 352mila barili al giorno dai circa 900mila di ottobre (prima del 2011 erano 1,6 milioni). Ma quello che poteva essere un buon freno al crollo delle quotazioni del barile è stato guardato con freddezza dai mercati, ormai evidentemente dominati da forze ribassiste.
Santo Stefano - e per di più di venerdì - con molti operatori occidentali ancora in vacanza, la seduta è stata caratterizzata da alta volatilità e volumi di scambio più che dimezzati rispetto al solito. Ma i movimenti di prezzo non sono stati poi così vistosi: il Brent, che si era spinto in rialzo di circa l’1%, a sfiorare 61 $/bbl, ha poi chiuso in leggera flessione, sotto 60 $. Stesso copione per il Wti, salito dapprima a 56,59 $, per poi ripiegare poco sopra 55 $.

venerdì 26 dicembre 2014

Libia: l’Emirato di Derna si prepara alla guerra

di Gianandrea Gaiani
20 dicembre 2014
Le milizie jihadiste di Derna, in Cirenaica, hanno dato vita a una coalizione ribattezzata “Consiglio della Shura dei Mujahedeen” in vista dell’attesa offensiva da parte delle forze filo-governative che stanno avanzando da Tobruk e che presumibilmente attaccheranno Derna dopo aver completato la riconquista di Bengasi. “Tutti hanno visto cosa è successo a Bengasi: un disastro, le istituzioni distrutte, le case demolite, le moschee e le università date alle fiamme dalle mani criminali dei sostenitori di Haftar” si legge nel comunicato diffuso dalla coalizione islamista che fa riferimento alle forze fedeli all’ex generale Khalifa Haftar e ad Abdullah al-Thani, il premier libico riconosciuto dalla comunità internazionale, impegnate in operazioni militari volte a riconquistare il pieno controllo di Tripoli e Bengasi.

giovedì 25 dicembre 2014

La Libia, un disastro

18 - 12 - 2014 Emanuele Rossi

L’attacco dei talebani pakistani alla scuola di Peshawar, con la tragica uccisione di decine di ragazzi; i fatti che continuano ad uscire dalla Siria e dall’Iraq, regno sanguinoso e preoccupante del Califfo; le vicende che vedono lupi solitari ispirati dalla propaganda jihadista compiere attentati, gesti disperati, nelle più svariate aree del mondo. Circostanze che distraggono i racconti di cronaca da quello che sta succedendo in Libia.
E non siamo solo noi che raccontiamo a sonnecchiare sulla situazione, ma pure i governi sembrano lenti, disinteressati, superficiali. Lunedì il premier italiano Matteo Renzi ha incontrato Romano Prodi per parlare, “ufficialmente”, della situazione del paese nordafricano – e dell’Ucraina, che ancora, di fatto, è messa male.
Prodi – che si è incontrato con Renzi, al di là della versione ufficiale, anche per le beghe legate alla nomina del Presidente della Repubblica – è per certi aspetti, persona di riferimento per le “pratiche africane”. Dal 2008 presiede il Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa; nell’ottobre 2012 è stato nominato Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahel (fascia sub-sahariana che si estende tra il deserto del Sahara a nord e la savana del Sudan a sud, e tra l’oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est; in pratica di Libia ne becca ben poca, ma “è giù di lì” e tanto basta).

venerdì 19 dicembre 2014

Libia, chiuso il più grande porto petrolifero: rischio blocco del gas italiano a Mellita

Nel paese in piena guerra civile, si combatte attorno a Es Sider. La coalizione Tripoli-Misurata avanza contro le milizie di Jadran

di VINCENZO NIGRO 14 dicembre 2014
Il più importante porto-terminale di carico del petrolio in Libia, quello di Es Sider, al confine fra Tripolitania e Cirenaica, è chiuso da ieri. Tutt'intorno infuria la battaglia fra i miliziani della Petroleum Protection Guard del capo-milizia Ibrahim Jadran e quelli della coalizione Misurata-Islamisti che da agosto controlla Tripoli e che da settimane è sottoposta agli attacchi aerei del governo che si è rifugiato a Tobruk.

Ma nella Libia della guerra civile i combattimenti si spostano freneticamente in quasi tutto il paese: in queste ore i capi militari e tribali di Zwara, una comunità che sorge ad Ovest, lungo il percorso del gasdotto che alimenta l'Italia, stanno decidendo se bloccare o meno il gasdotto per ritorsione contro gli attacchi aerei del governo di Tobruk. Il gas che arriva dal Sud della Libia, estratto al confine con l'Algeria, viene compresso e "lavorato" nella stazione di Mellita e di lì viene introdotto nel gasdotto che attraversa il canale di Sicilia. Se Mellita venisse bloccata dalle tribù di Zwara automaticamente il flusso di gas verso l'Europa verrebbe interrotto.

giovedì 18 dicembre 2014

La Francia difende Haftar dalla Gran Bretagna

12 Dec 2014 By Antonio Albanese ...
Una fonte di alto livello nel governo di Abdullah al thani ha rivelato che c'è una "battaglia invisibile» tra Francia e Gran Bretagna se inserire o no il generale Khalifa Belqasim Haftar, nella lista di coloro da sanzionare. Favorevole la Gran Bretagna contro il parere dei francesi.

La fonte ha detto, alla testata eanlybia che un ministro del governo guidato da Abdullah al-Thani, ha sventato un tentativo ufficiale dalla Gran Bretagna per inserire il nome Haftar, che guida le forze libiche contro gli estremisti che combattono in Libia orientale dalla metà di maggio (lo scorso maggio), nella lista proposta al comitato per le sanzioni stabilite dal Consiglio di sicurezza nel tentativo di frenare la violenza e scontri in Libia.

mercoledì 17 dicembre 2014

Libia, coalizione islamica a Derna per affrontare l'offensiva governativa

Bengasi, 13 dicembre 2014 - Le milizie islamiche di Derna, nella Libia orientale, hanno creato una coalizione sotto il nome di 'Consiglio della shura dei mujaheddin' in previsione di un'offensiva delle forme armate fedeli al governo. "Tutti vedono quello che è successo a Bengasi, una città devastata, con le istituzioni distrutte, case demolite, moschee e università bruciate dalle mani criminali del generale Haftar", si legge nel comunicato della nuova formazione.

martedì 16 dicembre 2014

Libia, premier al-Thinni annuncia: "Truppe verso Tripoli". Renzi invoca il dialogo, ma la resa dei conti è vicina

L'Huffington Post | Di Giulia Belardelli 11/12/2014

Si avvicina la resa dei conti tra il governo ufficiale della Libia, sostenuto dalle forze armate fedeli all’ex generale Khalifa Haftar,( in realtà sono le tribù onorevoli, quelle che non hanno tradito il loro paesea combattere) !! e la galassia di milizie islamiste che si fa chiamare “Alba della Libia”. Il premier libico Abdullah al-Thinni ha annunciato alla tv al Arabiya che “le truppe ufficiali stanno avanzando verso Tripoli per liberarla”. Le forze governative, ha spiegato il primo ministro, si muovono verso la capitale da ovest e non si fermeranno “finché non avranno successo”.

L’obiettivo è la riconquista di Tripoli, la capitale caduta in mano alla coalizione islamista nell’agosto 2014 e divenuta ormai il centro di un governo “parallelo” gestito da Alba della Libia. Le truppe governative mirano anche a riprendere il controllo del principale valico di frontiera con la Tunisia, in mano agli islamisti.

venerdì 12 dicembre 2014

La Libia è un casino, di nuovo

Ci sono due governi, due parlamenti, molti gruppi jihadisti e un pezzo di una città controllata dagli alleati dell'IS: ed è un posto che all'Italia interessa parecchio
5 dicembre 2014

“Stato fallito” è un’espressione che viene usata sempre più spesso dagli analisti politici per descrivere la situazione di stati che non lo sono più: che hanno perso il controllo del territorio, non hanno più legittimità politica riconosciuta e non sono più capaci di fornire i servizi essenziali alla popolazione. Come la Libia di oggi. In realtà in Libia la situazione è grave e molto confusa da diversi mesi (anche anni, da un certo punto di vista): ci sono due governi, due parlamenti, moltissime milizie armate che agiscono in autonomia, bombardamenti aerei che non è chiaro chi li faccia e di recente anche campi di addestramento dei miliziani dello Stato Islamico.

mercoledì 3 dicembre 2014

Libia, una poltrona per due. Lite tra RATTI «ministri» del Petrolio

di Roberto Bongiorni 27 novembre 2014
«Siamo noi il governo legittimo della Libia. E noi vogliamo rappresentare la Libia a questo vertice. Non abbiamo ricevuto alcun invito ma ho sentito che l'altra parte lo ha invece ricevuto». La protesta di Mashallah Zwai, ministro del Petrolio del Governo ombra di Tripoli – quello proclamato dalla coalizione islamica che ha conquistato la capitale - , mostra con efficacia come la Libia sia ormai un Paese spaccato in due (semplificando le cose). Una parte occidentale. La Tripolitania, in mano a alle milizie islamiche e politicamente guidati dalla Fratellanza musulmana. E la regione orientale della Cirenaica – ma solo una parte – controllata dalle forze laiche sostenute dall'Occidente.