23/9/2015
(Il Mattino)
– Ieri (18 settembre) Tripoli è stata teatro di uno scontro armato tra
un gruppo facente capo allo Stato Islamico (IS) e una forza del
Ministero degli Interni del Governo di Salvezza Nazionale, il governo
internazionalmente non riconosciuto che controlla la capitale. Gli
scontri sono avvenuti all’interno della base aerea di Mitiga, pochi
chilometri ad est dal centro della capitale, e sono stati preceduti da
una forte esplosione che ha aperto una breccia nel muro di cinta
dell’aeroporto. Sembra comunque che questi disordini non abbiano
influito sul traffico aereo della base, che ospita anche una prigione,
uno dei sette carceri illegali di Tripoli, prigioni improvvisate sotto
il controllo delle milizie che garantiscono la sicurezza nella capitale.
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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domenica 4 ottobre 2015
giovedì 22 gennaio 2015
Caos Libia, round finale
18 gennaio 2015 di Alessandro Farruggia
IL DESTINO della Libia è appeso a un filo che passa da Ankara e Doha. Oggi il Gnc, il vecchio parlamento libico in mano agli islamisti che si è reinsediato a Tripoli, deciderà se partecipare al secondo round negoziale in programma per la prossima settimana. E dalla risposta capiremo se la Libia è destinata a discendere sempre più nel caos o se può tentare la lenta risalita verso la stabilizzazione. Nella Libia del post Gheddafi la dialettica politica si fa in primis con le armi. E non a caso la chiusura del primo round negoziale a Ginevra – incoraggiante per molti versi – è stata salutata ieri dall’esplosione di una autobomba davanti all’ambasciata algerina a Tripoli. Rivendicato dall’Isis, l’attentato ha invece tutta l’aria di essere un avvertimento tra le fazioni filoislamiste che guidano la Tripolitania e che sono oggi spaccate sull’atteggiamento da tenere rispetto al processo di Ginevra.
IL DESTINO della Libia è appeso a un filo che passa da Ankara e Doha. Oggi il Gnc, il vecchio parlamento libico in mano agli islamisti che si è reinsediato a Tripoli, deciderà se partecipare al secondo round negoziale in programma per la prossima settimana. E dalla risposta capiremo se la Libia è destinata a discendere sempre più nel caos o se può tentare la lenta risalita verso la stabilizzazione. Nella Libia del post Gheddafi la dialettica politica si fa in primis con le armi. E non a caso la chiusura del primo round negoziale a Ginevra – incoraggiante per molti versi – è stata salutata ieri dall’esplosione di una autobomba davanti all’ambasciata algerina a Tripoli. Rivendicato dall’Isis, l’attentato ha invece tutta l’aria di essere un avvertimento tra le fazioni filoislamiste che guidano la Tripolitania e che sono oggi spaccate sull’atteggiamento da tenere rispetto al processo di Ginevra.
martedì 9 settembre 2014
Libia: Parlamento rinomina al-Thinni premier, ma Tripoli ormai sembra perduta
Scritto il 2 settembre 2014 alle 7:00
Il parlamento libico ha chiesto ieri al primo ministro uscente Abdullah Al-Thinni, che aveva lasciato solo la scorsa settimana, di formare un nuovo governo.
“Il parlamento ha deciso di nominare nuovamente al-Thinni come premier, chiedendogli di formare un governo di crisi entro al massimo due settimane che regga il paese” in preda a divisioni politiche e violenze ha detto ieri un portavoce.
La decisione è arrivata dopo che il governo ha fatto sapere di aver perso il controllo di gran parte dei ministeri e delle istituzioni situate a Tripoli, dopo che gruppi armati antigovernativi hanno preso il controllo della capitale.
Il parlamento libico ha chiesto ieri al primo ministro uscente Abdullah Al-Thinni, che aveva lasciato solo la scorsa settimana, di formare un nuovo governo.
“Il parlamento ha deciso di nominare nuovamente al-Thinni come premier, chiedendogli di formare un governo di crisi entro al massimo due settimane che regga il paese” in preda a divisioni politiche e violenze ha detto ieri un portavoce.
La decisione è arrivata dopo che il governo ha fatto sapere di aver perso il controllo di gran parte dei ministeri e delle istituzioni situate a Tripoli, dopo che gruppi armati antigovernativi hanno preso il controllo della capitale.
martedì 29 luglio 2014
Libia nel caos, continuano gli scontri all'aeroporto di Tripoli
Hanno vinto i candidati più moderati. Probabilmente. Perché nella tormentata Libia, lacerata dagli scontri fra milizie rivali e da un clima di ingovernabilità, anche il più semplice risultato elettorale si presta a diverse interpretazioni.
Dopo un mese dal voto, l'Alta commissione elettorale libica ha annunciato ieri i risultati definitivi delle elezioni parlamentari tenutesi lo scorso 25 giugno. Dire quale corrente abbia vinto con precisione è difficile. Anche perché i partiti politici, che nell'ultimo anno hanno dato pessima prova di loro, sono stati messi al bando. Sui 200 seggi del Parlamento, 168 seggi andranno a candidati indipendenti, o meglio individuali (che potrebbero essere indirettamente legati ai partiti) , mentre i restanti 32 seggi saranno comunque assegnati alle donne come quota rosa.
Dopo un mese dal voto, l'Alta commissione elettorale libica ha annunciato ieri i risultati definitivi delle elezioni parlamentari tenutesi lo scorso 25 giugno. Dire quale corrente abbia vinto con precisione è difficile. Anche perché i partiti politici, che nell'ultimo anno hanno dato pessima prova di loro, sono stati messi al bando. Sui 200 seggi del Parlamento, 168 seggi andranno a candidati indipendenti, o meglio individuali (che potrebbero essere indirettamente legati ai partiti) , mentre i restanti 32 seggi saranno comunque assegnati alle donne come quota rosa.
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domenica 11 maggio 2014
Libia oggi: tra scontri in Parlamento e fughe di migranti
Posted on 30 aprile 2014 by Lisa Bachis
Il portavoce libico Omar Hmeidan ha riferito che ieri, mentre era riunito il Parlamento di Tripoli (General National Congress) per votare il nuovo premier, un commando di uomini armati ha fatto irruzione ed ha aperto il fuoco sui presenti. Ci sono stati diversi feriti ed i deputati sono fuggiti. Gli uomini che hanno sparato, erano guidati da Mohammed al Orabi, il quale aveva avuto un diverbio con il favorito tra i candidati, Ahmed Maiteeq. Al Orabi ha quindi reagito aprendo il fuoco, mentre i suoi uomini frattanto, intimavano ai presenti di uscire e di “non esser responsabili per la loro vita”. Il perno della questione, era incentrato sulle modalità di voto per l’elezione del premier. Il parlamento aveva deciso di votare a maggioranza semplice ma secondo i contestatori, per rispettare le regole della costituzione, occorreva votare con la maggioranza dei 2/3. Sulla lista dei sette candidati presentatisi, i favoriti sono risultati essere due: Ahmed Maiteeq, imprenditore di Misurata e Omar al Hassi, accademico di Bengasi. Chi sarà eletto nella prossima votazione dovrà aver un minimo di 120 voti per diventare premier. Le votazioni sono state indette per eleggere il sostituto di Abdullah al Thani, che lo scorso 13 aprile ha presentato le proprie dimissioni dopo esser rimasto in carica solo 5 giorni. Lui e la sua famiglia, sono rimasti coinvolti in un attentato, che non ha lasciato altra via che quella delle dimissioni.
Il portavoce libico Omar Hmeidan ha riferito che ieri, mentre era riunito il Parlamento di Tripoli (General National Congress) per votare il nuovo premier, un commando di uomini armati ha fatto irruzione ed ha aperto il fuoco sui presenti. Ci sono stati diversi feriti ed i deputati sono fuggiti. Gli uomini che hanno sparato, erano guidati da Mohammed al Orabi, il quale aveva avuto un diverbio con il favorito tra i candidati, Ahmed Maiteeq. Al Orabi ha quindi reagito aprendo il fuoco, mentre i suoi uomini frattanto, intimavano ai presenti di uscire e di “non esser responsabili per la loro vita”. Il perno della questione, era incentrato sulle modalità di voto per l’elezione del premier. Il parlamento aveva deciso di votare a maggioranza semplice ma secondo i contestatori, per rispettare le regole della costituzione, occorreva votare con la maggioranza dei 2/3. Sulla lista dei sette candidati presentatisi, i favoriti sono risultati essere due: Ahmed Maiteeq, imprenditore di Misurata e Omar al Hassi, accademico di Bengasi. Chi sarà eletto nella prossima votazione dovrà aver un minimo di 120 voti per diventare premier. Le votazioni sono state indette per eleggere il sostituto di Abdullah al Thani, che lo scorso 13 aprile ha presentato le proprie dimissioni dopo esser rimasto in carica solo 5 giorni. Lui e la sua famiglia, sono rimasti coinvolti in un attentato, che non ha lasciato altra via che quella delle dimissioni.
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giovedì 8 maggio 2014
Assaltata la sede del GNC a Tripoli
Posted: 2014-04-29
From: Mathaba
Uomini armati hanno fatto irruzione nel parlamento libico durante una votazione per eleggere il nuovo Premier, diversi feriti.
Non esiste un posto sicuro nella Libia occupata di oggi.
From: Mathaba
Uomini armati hanno fatto irruzione nel parlamento libico durante una votazione per eleggere il nuovo Premier, diversi feriti.
Non esiste un posto sicuro nella Libia occupata di oggi.
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